264. Non sei tenuta a farlo: quando ho «scoperto» che potevo alleggerire l'evoluzione personale
In questo episodio di Educare con calma condivido una riflessione semplice ma potente, che Karen Taranto ci ha offerto durante una diretta su La Tela, mentre esploravamo il tema dei litigi di coppia e io condividevo una mia fatica.
Parlo della mia difficoltà a lasciare andare quando sono dentro un litigio e avverto un’ingiustizia, quando mi sembra che qualcosa per me fondamentale non sia stato riconosciuto o capito davvero.
Karen Taranto
ha ricordato cosa può nascondersi dietro questa reazione e, allo stesso tempo, ha introdotto un passaggio che cambia la prospettiva: la possibilità di scegliere se e quando lavorarci.
Non tutto va affrontato subito, e non siamo necessariamente tenutǝ a fare ogni lavoro di consapevolezza ed evoluzione nel momento in cui lo intravediamo. Possiamo decidere cosa è importante affrontare ora e cosa può aspettare, senza sentirci in colpa.
La crescita personale richiede energie, spazio e disponibilità, e non sempre abbiamo tutto questo: ci sono momenti in cui aggiungere altro lavoro non è sostenibile. Dare un nome a questa possibilità può alleggerire il modo in cui viviamo il nostro percorso.
:: Nell'episodio menziono:
Benvenuti e benvenute a un nuovo episodio di aducare con calma.
Oggi voglio condividere con voi una riflessione, racchiusa in una frase piccola
ma che per
me ha avuto un effetto sorprendentemente potente, perché ha avuto il potere di
alleggerire
il modo in cui mi avvicinavo alla crescita personale.
Questa riflessione mi è stata donata anzi e stata donata a tutta la comunità
la tela
da Karen Taranto, che sulla tela è la nostra persona di riferimento per la cop
pia.
Durante una diretta con Karen in cui abbiamo esplorato il tema dei litigi nella
coppia,
a un certo punto io ho portato una mia condivisione personale, su una mia fat
ica durante i litigi
con Alex in quella fase in cui stavamo addirittura pensando di separarci.
Ho detto che io ho un forte senso di ingiustizia che spesso non mi permette di
lasciare andare
nei litigi quando sento che qualcosa è ingiusto, quando mi sembra che qualcosa
che per
me è fondamentale non sia stato riconosciuto o capito davvero per me diventa
difficile
chiudere la discussione passare oltre.
A questo punto Karen mi ha ricordato che il senso di ingiustizia è un'emozione
che
decide a volte per noi che chiede di essere vista e ascoltata, non riguarda
solo quello
che sta succedendo in quel momento specifico ma può avere radici più lontane
e proprio
per questo può essere utile fermarsi a indagare da dove nasce e cosa la prod
otto.
Fin qui ci siamo.
Oggi sono passati quasi due anni da quel giorno e io ho fatto un grandissimo
lavoro di evoluzione
personale sul senso di ingiustizia e sulla defensività che nasceva da quella
sensazione e posso
dire con molta serenità che oggi sori conoscere e gestire molto bene quella vo
ce dell'ingiustizia
so comunicarla con assertività e gentilezza senza far sentire Alex in difetto
che spesso
significa semplicemente usare curiosità invece di puntare un dito e quindi
finalmente
non è più uno staccolo nella mia relazione con Alex.
Però allora nella conversazione con Karen io subito le risposi, sì però che
lavoro
faticoso magari non ho voglia di farlo adesso ed è a questo punto che lei mi
ha detto
una frase che mi ha colpita molto perché nel momento in cui lo sentita mi ha
subito
alleggerita ed è per questo che voglio condividarla con voi oggi.
Mi ha detto non sei tenuta a farlo poi ha spiegato che il senso di questa frase
non significa
rinunciare a conoscere se stessi o rinunciare a devolvere ma significa se e
quando farlo.
Nel mio caso è sempre quando perché io amo le voluzioni personale, amo il
lavoro che serve
per sbloccare nuove versioni di me.
Karen ci ricordo anche in quella conversazione che spesso le emozioni che ci sc
uotono nei litigi
portano alla luce ferite passate o bisogni non riconosciuti che necessitano di
attenzione
e accoglienza.
Possiamo decidere di affrontare questi vissuti di tornare indietro nel tempo
per capire
da dove provengono, cosa li ha generati, cosa ci chiedono, ma è un percorso
che richiede
energia, tempo, disponibilità emotiva, quindi se ora in questo momento o in
questa fase
della nostra vita sentiamo di stare lavorando su altro o magari anche solo di
non avere questa
capacità proprio nel senso di volume dentro di noi, come se fossimo una bottig
lia piena,
non entra altra acqua, non entra altro lavoro.
Ecco, non tutto il lavoro va fatto ora, non è obligatorio farlo tutto, ne far
lo subito.
Possiamo scegliere quali parti del nostro mondo interiore esplorare ora e quali
lasciare
per un altro momento.
Questa prospettiva per me è stata liberatoria, mi è ricordato che crescere e
volvere e lavorare
su se stessi, non significa dover affrontare tutto insieme, ne trasformare ogni
emozione
in una checklist da completare.
La crescita personale può essere un percorso graduale, rispettoso dei nostri
tempi, che ci
permette di stare bene anche senza sentirci in colpa, per ciò che non abbiamo
ancora affrontato.
Se sei sulla tela da un po, probabilmente anche tu sei abituato o abituata a
lavorare
su di te, a cambiare comportamenti, parole, reazioni che non ti fanno a sentire
la persona che
ha il scelto di essere.
E quindi cosa succede?
Dopo un po, diventiamo capaci.
Il lavoro non ci spaventa, anzi, scegliamo di farlo intenzionalmente, ma non
sempre, siamo
tenuti a fare tutto il lavoro di evoluzione personale che intravediamo o che
pensiamo di essere
in grado di fare.
Magari non nel momento giusto, magari non è così impattante, magari non ha
conseguenze
sulle nostre relazioni, ma soltanto su noi stessi e in questo momento della
nostra vita
noi siamo disposti e disposti ad accettare queste conseguenze.
E quindi va bene così, diciamo ce lo va bene così, possiamo darci il permesso
di non fare
quel lavoro adesso o di farlo solo in parte, non siamo tenuti a farlo o non
ancora, non
siamo ancora tenuti a farlo.
Se questa frase ha risponato anche in voi come è stato per me, mi piacerebbe
tantissimo
se condivideste nei commenti sotto l'episodio cosa vi ha sucitato, magari rac
contate
mi, se anche a voi porta leggerezza a un cambio di prospettiva, potete farlo su
latela.com/podcast
cercando il numero delle episodi, di questo episodio che è stata scoltando,
scrivendo
il titolo nella barra di ricerca del sito.
E se viva di approfondire questo tema, nel percorso trovate tantissimi conten
uti, di anche
di Karen nella categoria Coppia, le sue lezioni sui litigi sono nella categoria
Coppia, le
sue masterclass focus sono nella categoria Coppia, al momento ce ne sono due,
una su come ridurre
la distanza emotiva e una su come ricostruire il proprio ruolo genitoriale
quando si sceglia
la separazione.
Un argomento un potabu ma incredibilmente importante.
Il lavoro di Coppia non è opzionale nell'educazione a lungo termine, perché
la relazione di Coppia
ha un impatto gigante sulla genitorialità e anche di questo parliamo nel per
corso per
educare a lungo termine.
Vi ricordo che tutti questi contenuti sono inclusi nell'abonamento a tutta la
tela e
che Karen è anche disponibile nel servizio 1-1 e periodicamente offre anche un
utilissimo
workshop live che permette di esplorare il ciclo dell'itigio della Coppia in
profondità
con l'immenso valore aggiunto della sua presenza live di una chat in cui potete
fare domande
a cui le risponde e anche un gruppo di persone che stanno facendo il vostro
stesso lavoro.
Se avete seguito la storia della mia relazione con Alex e della fatica della
nostra relazione
è stato proprio un workshop live che ha smosto qualcosa dentro di noi e ci ha
permesso
di iniziare un lavoro nuovo che poi ci ha portati a scegliere di rimanere ins
ieme, ecco perché
ci tenevo così tanto a offrirvi sulla tela un workshop live per la Coppia
perché c'è
un lavoro individuale che può essere fatto soltanto in Coppia.
Anche per oggi è tutto, vi do appuntamento al prossimo episodio di educare con
calma e
non mi rimane che augurarvi buona giornata, buona serata o buona notte, a
seconda di dove
siete nel mondo. Ciao ciao.
Parliamone
Ciao Carlotta, ho appena sentito la puntata e mi ha fatto scattare proprio un click . Quanto è vero, quando si è dentro nel vortice di voler cambiare e migliorare a tutti i costi , per non perdere tempo si tende a voler fare tutto e il prima possibile , forse per non rischiare di fare danni, ma non umanamente possibile, tant’è che alcune cose hanno anche bisogno di sedimentare. Grazie infinite per questa nuova visione che mi ha dato sicuramente più calma e lucidità nell’affrontare il mio percorso di miglioramento.