Il decalogo dell'amore che lavora
2 anni che ci hanno quasi separati e 10 promemoria che non voglio più dimenticare.
Io e Alex abbiamo passato due anni di profondissima fatica, che ci ha quasi separati. Fino a pochi mesi prima di capire che saremmo riusciti a stare insieme, pensavamo che il divorzio fosse l'unica strada – non quella che volevamo, ma quella che dovevamo intraprendere per andare verso il nostro benessere individuale e di coppia.
Quello che abbiamo scoperto in questo viaggio è qualcosa che non voglio più dimenticare: per questo, ho deciso di lasciarne traccia qui.
Sia che tu stia facendo fatica nella coppia sia che stiate bene, sono convinta che questi 10 promemoria possano creare ragnatele di pensieri che potete tessere insieme (se ve lo permettete).
10 promemoria che non dimentico più
⚠️ Due note:
Possono provocarti: se succede, accogli il disagio e rimanici dentro per un po'. Spesso in quella reazione di pancia c'è una domanda – e se ti permetti di fartela, il tuo corpo sa già la risposta.
I concetti sono profondi, ma il modo in cui te li propongo è leggero: puoi approfondirli tutti nella mia masterclass «Dal conflitto alla connessione».
1. L'amore che lavora è l'aspettativa!
Viviamo in una cultura che ci mostra solo due versioni dell’amore: quello che funziona alla perfezione e quello che è già finito. Ma l’amore più comune vive nel mezzo tra questi due estremi: è l'amore che lavora. Quello che fa fatica, che dubita, che si chiede se sia finita, se la passione tornerà, se vi scegliereste di nuovo. Che si aspetta la fatica, ha la volontà di riparare, la curiosità di vedere chi è davvero l'altro (oggi), il coraggio di offrire vulnerabilità.
L'amore che lavora è l'aspettativa che tutti e tutte dovremmo avere e lavorare sulla coppia non è qualcosa da fare perché intravediamo un problema: è un atto di cura (preventiva) per rendere la relazione sicura. Il curriculum? Sfatare i falsi miti sull’amore, sapere che cosa aspettarsi da una relazione sicura e ricercarlo insieme, imparare a leggere i sistemi nervosi, impostare e rispettare confini personali. Le relazioni non finiscono perché «è finito l'amore», ma perché pensiamo che l'amore basti.
2. L'altro tocca le tue ferite dell'infanzia
Se ti sei mai chiesto perché riesci a reagire a comportamenti fastidiosi di amici o conoscenti molto meglio che agli stessi comportamenti del partner, è perché la persona che hai scelto attiva nel tuo corpo le stesse sensazioni che da bambinə avevi con i tuoi genitori (o i tuoi adulti di riferimento) – e il tuo sistema nervoso usa le stesse reazioni per gestirli. Capirlo vi dà la possibilità di vedervi nel litigio per ciò che siete davvero: i bambini interiori dietro l'armatura di adulto.
3. Nella coppia, la crescita personale si deve fare in coppia
Per molto tempo ho pensato che la crescita personale fosse, appunto, personale: che per ritrovare la connessione, dovevo fare il lavoro su di me e Alex su di sé. Nella fatica più acuta, ho dovuto accettare, invece, che quel pensiero nasceva dalla paura che non fossimo in grado di fare il lavoro insieme. Così, per proteggermi dalla delusione, mi richiudevo nella crescita personale: devo farcela da sola, questo lavoro è mio, devo imparare a non farmi toccare dai suoi comportamenti.
Non mi sorprende che non vedessimo risultati: il sistema nervoso della coppia è un organismo a sé e quella parte di crescita personale dovevamo farla insieme.

4. Il falso mito del conoscersi anche senza parlare
«Se devo spiegarti come amarmi, non ha senso!». Questa frase nasconde uno dei miti più distruttivi sull’amore: l’idea che l’altro debba leggere tra le righe, conoscerci senza parlare. Questo succede nei film, la realtà è diversa. «Dover» comunicare i nostri bisogni affinché l'altro ci stia vicino in una maniera che fa sentire il nostro sistema nervoso al sicuro non è un fallimento: è quello che dovremmo aspettarci in ogni relazione per noi importante. Cambia la prospettiva: non è un dovere, è un diritto!
🌱 Per approfondire il tema dei bisogni nel contesto del litigio di coppia, nel Percorso troverai nuove lezioni di
Karen Taranto
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5. Se «litigare bene» non basta, manca qualcosa
C’è stato un momento, nel picco della nostra fatica di coppia, in cui ho chiesto ad Alex di comportarci come se fossimo solo conoscenti: cordiali e gentili. Avevo bisogno di smettere di litigare, di prendere un respiro dall'apnea. Ogni volta che ci provavamo fallivamo: certo, non esiste relazione senza conflitto! Eppure fallivamo anche quando litigavamo usando tutti gli strumenti di comunicazione non violenta che avevamo imparato negli anni: litigare «bene» non bastava più…
Ci mancava qualcosa.
Ci mancava capire per che cosa stessimo davvero litigando.
Ci mancava ricordarci che non sono gli adulti a litigare.
Ci mancava andare in profondità invece che rimanere nella superficie della comunicazione.
6. La trappola del debito emotivo nascosto
La connessione non si spezza tutta d'un colpo: si sfilaccia come una corda con mille piccole disconnessioni. Ogni volta che evitiamo una conversazione difficile (da leggersi «vulnerabile»), si accumula dentro di noi un piccolo debito emotivo nascosto. Questo debito silenzioso si riflette nei nostri comportamenti: un fastidio sotto pelle che si manifesta come silenzi, freddezza, risentimento, sarcasmo, critica.
«Ah certo, dovreste vedere come pulisce bene la cucina!» detto davanti a un gruppo di amici crea debito emotivo nascosto.
«Quando ti dimentichi di pulire la cucina mi sento sola e invisibile» detto in un momento calmo e intimo, diventa terreno fertile per la connessione.
7. La gratitudine non è solo una moda da mindfulness
Un giorno, nell'anno più difficile della nostra relazione, mi sono svegliata e mi sono resa conto che avevo smesso di guardare Alex e pensare: «Sono grata di averti accanto». La fatica aveva coperto tutto. Quando quel pensiero manca per troppi giorni di fila, non è un fallimento né una colpa: è un segnale che ci dice che qualcosa va ascoltato e cambiato. Che forse stiamo dando priorità a tutto tranne che alla relazione.
Tornare a coltivare la gratitudine non significa ignorare ciò che non funziona, ma fare esattamente il contrario: chiederci cosa, in quella relazione, ci faceva sentire grati, visti, scelti, al sicuro e iniziare, insieme, a ridare spazio proprio a quello. Perché la corda non si spezza quando c’è fatica; si sfilaccia quando smettiamo di ricordarci perché siamo lì.
8. La relazione di coppia influenza profondamente la genitorialità
Quando c'è tensione nella coppia, quella disconnessione non resta «solo tra noi due»: si infiltra ovunque – soprattutto nelle risposte, nei toni e nella pazienza che abbiamo con i nostri figli. Quando senti di non essere il genitore che hai scelto, allarga la visuale a come ti senti nella tua coppia: può darsi che tu non abbia altra energia da offrire.
Negli ultimi due anni di profonda fatica con Alex, ho capito che:
È naturale che non abbia altra energia se la investo tutta nella fatica della relazione.
Nessuno strumento per educare con calma può funzionare davvero se il mio sistema nervoso è costantemente in allerta nella coppia. Ha bisogno di sicurezza.
💡 Una coppia sicura non è una coppia che non litiga, ma una che non teme la disconnessione e sa ritrovare la connessione quando la perde.
9. Sognare insieme (per noi) non è negoziabile
Io e Alex abbiamo una vita che molti definirebbero «da sogno»: viaggio e avventura, libertà assoluta, coppia che si mette in gioco, due personcine che apprezziamo e stimiamo, un progetto lavorativo condiviso e di successo che ci appassiona. Eppure, a un certo punto, il conflitto ha preso il sopravvento su tutto, anche sul sogno. Non sappiamo se il sogno si è spento perché abbiamo cominciato a litigare o se abbiamo cominciato a litigare perché il sogno si è spento.
Forse entrambi e forse non serve capirlo: forse (forse!) serve solo riconoscerlo. Riconoscere quando la relazione è solo routine di manutenzione quotidiana e permetterci di chiedere: quando abbiamo smesso di sognare insieme? La risposta cambia per ognuno: quando abbiamo perso immaginazione, divertimento, visione condivisa, quell'hobby che ci univa, tempo di qualità, una cena romantica a settimana… Anche la relazione ha i suoi bisogni: quando li riconosciamo possiamo iniziare a soddisfarli attivamente e a piccole dosi.
10. Se pensi che separarti sia un'opzione, dillo
«Sarà finita?» è una domanda che fa paura. Ma se la senti, è anche importante farla ad alta voce. Quando non la nominiamo resta lì, sospesa… e intanto cresce il debito emotivo: ci drena di ogni energia cercare di contenere un dubbio che il corpo sente anche quando la mente lo evita.
Spesso ci raccontiamo che sia meglio restare insieme «per i figli» e invece, più spesso, è vero il contrario: due case sono l'opzione migliore quando una sola è piena di tensione, silenzi, urla, rancore… Più spesso, crescere in un ambiente in cui manca prevedibilità e sicurezza e motiva è più traumatico della separazione: ciò che fa la differenza è includere anche i bambini nell'equazione e trattarla come un vero e proprio lutto – è metaforico, sì, ma nel corpo è reale.
Se vi ritrovate lì, qui non c'è vergogna, c'è solo aiuto e cura. È in arrivo una nuova masterclass di
Karen Taranto
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Posso essere me stessə nella relazione?
Ti lascio con una domanda scomoda e vulnerabile e che non ha risposta (da me). Ha solo più domande (per te).
Puoi esprimere emozioni scomode (frustrazione, delusione) sapendo che verranno accolte?
Sai condividere tue vulnerabilità profonde nella coppia?
Quando condividi una vulnerabilità importante, l'altra persona ti fa sentire accolto?
Ti senti connessə alla tua persona quando sei autenticamente te stessǝ?
Ti senti vistǝ e capitǝ quando parli di un tuo problema / di una tua opinione?
L'altra persona è per te uno spazio sicuro?
Se la risposta è no alla maggior parte di queste domande, l'unica cosa che auguro a voi – come augurai a noi – è di poter avviare un lavoro di coppia insieme.
Io e Alex facciamo il tifo per voi.
In questo pacchetto ho scelto alcuni libri che hanno le basi sulla teoria dell'attaccamento e sulla EFT, Emotionally Focused Therapy, che è la modalità di terapia che abbiamo scelto io e Alex e che ci ha davvero aiutati – direi salvati. Se ne conosci altri, per favore scriviceli nella sezione «Parliamone».
Sappiamo quanta fatica e impegno comporti una relazione – e non solo quando qualcosa non va. Vogliamo accompagnarvi in questo viaggio, perché non ha senso che vi sentiate soli e impotenti: tutte le case sono in fiamme.
Il lavoro sui conflitti di coppia (che riguarda tutte le coppie)
Spesso i litigi sono il primo nodo visibile nella coppia: vi offriamo quattro lezioni di
Karen Taranto nella categoria «Coppia» del Percorso ELT.
A volte non si sa dove iniziare questo lavoro; a volte c'è stigma nell'iniziarlo fuori casa. Per me e Alex ha fatto la differenza trovare un'esperienza di gruppo: è proprio per questo che vi offriamo il workshop live di Karen Taranto.
In questa diretta, Karen ha presentato insieme a Carlotta il suo libro «Litigare bene si può» e ha risposto alle vostre domande. Puoi recuperarla qui:
I litigi di coppia sono anche il tema di questo episodio del podcast:
In questo carosello, Carlotta e Karen ci mostrano i motivi principali per cui spesso in coppia si finisce per girare in tondo nello stesso litigio.
Una (anzi 5) riflessioni: ci è piaciuto questo carosello di Maurizia Triggiani, con riflessioni personali sui bisogni e sui cambiamenti nelle relazioni di coppia. Abbiamo amato soprattutto la frase finale della didascalia!
Una nuova masterclass Focus (+ un'altra in arrivo)
La mia nuova masterclass dal conflitto alla connessione è diversa da tutte le altre: parla della nostra storia personale e degli strumenti che hanno aiutato noi (Alex ha anche accettato di registrare con me l'esercizio!).
E nelle prossime settimane arriverà anche una nuova masterclass di
Karen Taranto
: un contenuto per chi ha già scelto di separarsi e ha bisogno di chiarezza e strumenti mentre la famiglia cambia forma. È possibile navigare questo momento con la massima cura possibile per tuttǝ e noi vogliamo aiutarvi.
Abbiamo affrontato il tema delicato della separazione anche in un episodio del podcast e in una diretta passata, sempre con Karen. In attesa che arrivi l'approfondimento della masterclass, puoi recuperarli qui:
Le prossime dirette
Per continuare il lavoro e approfondire gli argomenti di questo pacchetto, ti offriamo una diretta con
Karen Taranto
– la nostra professionista di riferimento per la coppia – che risponderà alle domande sui litigi tra partner e ci guiderà in un piccolo esercizio alla scoperta del lavoro sulla gestione dei conflitti che possiamo fare su noi stessǝ.
E inoltre, Carlotta e Alex ci offriranno una nuova diretta in cui risponderanno semplicemente alle vostre domande:
Altri contenuti su La Tela
A volte, la separazione è una scelta che arriva perché non abbiamo avuto gli strumenti per (pre)occuparci dei segnali precedenti: uno di questi, molto importante, è la distanza emotiva. Puoi lavorare su questo aspetto (fondamentale ma spesso sottovalutato) con la masterclass Focus dedicata – inclusa nell'abbonamento:
Quando Carlotta dice che la separazione va trattata come un lutto, non è un'esagerazione: è un cambio di prospettiva importante e perfino rassicurante (anche se non sembra). Karen ha scritto un'intera sezione nella nostra guida sulla morte:
E infine, ecco tre episodi del podcast e una diretta precedente di Carlotta e Alex in cui abbiamo esplorato diversi aspetti della relazione tra partner: