Il mio posto nel mondo
Una risorsa gratuita per rendere concreta la geografia, dall'universo fino a te.
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«Sei in Italia, che è in Europa, che è nel mondo».
Quante volte l'abbiamo detto ai nostri figli, e quante volte li abbiamo visti annuire chiedendoci se avessero capito davvero?
La geografia è un argomento difficile da comprendere per molti bambini perché si basa su concetti astratti (e prima dei 6-7 anni la capacità di astrarre è ancora in fase di sviluppo). Italia, Europa, continente, pianeta: sono parole che imparano ad usare molto prima di riuscire a immaginare cosa significano davvero.
Per questo, quello che funziona è legare i concetti a un'attività pratica, qualcosa che si possa toccare con le mani mentre (letteralmente) si costruisce, pezzo dopo pezzo, l'idea di dove ci si trova nel mondo.
Nel mondo anglosassone esiste da tempo un'attività chiamata My Place in the World, che affronta proprio questo tema e si trova in tante versioni, come cerchi di carta da ritagliare o libricini. In italiano è molto meno diffusa e, in formato tridimensionale, praticamente non esiste.
Ecco come è nata l'idea di questa risorsa: «Il mio posto nel mondo» è una serie di scatoline di cartoncino, una dentro l'altra, che rappresentano i diversi livelli dello spazio in cui viviamo, dall'universo fino al bambino. Se puoi tenere in mano l'Europa, dentro l'Europa trovare l'Italia e, dentro l'Italia, la tua regione, il concetto smette di essere astratto. Diventa fisico e quindi più reale.
Lo puoi scaricare gratuitamente a questo link, stamparlo e assemblare.
Come è fatto il materiale
Il materiale è composto da undici scatoline di cartoncino, di dimensioni decrescenti, che si infilano una dentro l'altra.
Le prime quattro (Universo, Via Lattea, Sistema Solare, Terra) hanno un'immagine reale sul fondo: sono uguali per tuttə, perché l'universo è uguale per tuttə. Dalla quinta in poi (Continente, Stato, Regione, Città, La mia via, La mia casa, Io sono), le scatoline sono bianche: le completerà bambinǝ (con disegni / scritte / stickers), in base a dove vive e chi è.
Si usa partendo dal fuori fino ad arrivare a te, inserendo una scatolina dopo l’altra: questo aiuta noi a evitare una visione antropocentrica e i bambini a capire quanto siamo piccoli nell’universo.
Per i genitori
Non serve un'occasione speciale per giocare con questo materiale. Funziona bene ad esempio in un pomeriggio tranquillo, come attività da fare insieme, costruendo le scatoline e completando quelle più personali. E, una volta pronte, possono diventare una risorsa divertente da usare in casa o da portare con sé, ad esempio al ristorante, in viaggio o nella sala d'attesa del pediatra.
Le domande che nascono durante l'attività sono spesso più interessanti dell'attività stessa:
Ma la Via Lattea è dentro l'universo?
Noi siamo in Europa ma la zia è in un altro continente?
La mia via ha un nome perché qualcuno l'ha deciso?
Si può continuare ad esplorare questo tema andando ad osservare il proprio continente, stato, la propria città, via, casa dall'alto usando Google Earth. Oppure ci si può «spostare» tra le strade del quartiere con Street View, esplorando i luoghi che si conoscono da una prospettiva diversa.
Per insegnanti
La versione per la classe funziona esattamente come quella individuale, ma al plurale: non «io sono» ma «noi siamo», non «la mia città» ma «la nostra città». Le scatoline le costruisce e le completa la classe insieme, e il risultato è un oggetto collettivo che appartiene a tutti.
Il PDF per la classe è scaricabile a questo link.
Una racconto dalla scuola dell'infanzia
L'idea di creare una versione per la classe è nata da un'esperienza concreta: ho proposto una versione adattata alla scuola dell'infanzia di mia figlia, e quello che è successo nelle settimane successive mi ha convinta che valeva la pena farne una versione ufficiale.
Anche per i bambini più piccoli l'attività ha funzionato, e ha aperto bellissime conversazioni. Da quella esperienza sono nate nuove idee, sempre intorno alla stessa domanda: dove vivo, cosa conosco del mio posto nel mondo.
Nella galleria qui sotto trovi alcune di queste idee.
Un lavoro ha preso come punto di partenza la scuola, messa al centro di un grande cartellone: ogni bambinǝ ha disegnato la propria casa e la strada per arrivarci, con i dettagli che ricordava.
Un altro ha riguardato la casa, le stanze, quello che c'è dentro.
Infine la cameretta: ciascunǝ l'ha costruita in tre dimensioni, con cartone e materiali di recupero, aggiungendo poco a poco dettagli fino a ricreare il proprio spazio con una cura sorprendente.







