Il gioco del 5-4-3-2-1 per controllare le emozioni

Quando sento che l'ansia prende il sopravvento, respiro e faccio il gioco del 5-4-3-2-1

Quando sento che l'ansia prende il sopravvento, mi fermo e, anche se non posso sedermi, respiro e faccio il gioco del 5-4-3-2-1.

Osservo l’ambiente intorno a me e noto:

  • 5 cose che posso vedere con gli occhi
  • 4 cose che posso toccare con le mani e le tocco
  • 3 cose che posso sentire con le orecchie
  • 2 cose che posso annusare con il naso
  • 1 gusto che posso sentire in bocca

Le dico a voce alta o nella mia testa, ma non lascio che nessuno mi distragga da questo esercizio. Uso i miei sensi per fermare la mia mente dal turbine in cui è entrata e riportarla al momento presente.

Faccio questo gioco anche con i bambini, per aiutarli a superare quel momento in cui il loro cervello rettile prende il sopravvento e arrivare al loro cervello razionale. Ormai loro sanno che li aiuta e mi seguono e alla fine del gioco, di solito, il loro cervello è calmo e ricettivo e possiamo parlare e risolvere il problema / conflitto.

Spesso sottovalutiamo i 5 sensi, ma sono strumenti efficaci e sempre disponibili per ancorare la mente alla realtà. E possiamo fare questo gioco 1, 2, 3 volte, tanto quanto ci serve per sentire che ci stiamo calmando e stiamo riprendendo il controllo delle nostre emozioni.

Se diamo ai nostri figli gli strumenti per controllare le loro emozioni, cresciamo adulti equilibrati che non si lasciano dominare da quelle emozioni. Il mondo ha un estremo bisogno di questi adulti.

💡Trovi altri metodi per affrontare le crisi nella mia guida online sui “capricci” che include anche un libro stampabile per i bambini dove potrete leggere insieme il metodo del coccodrillo che aiuta tantissimo nelle crisi. Si chiama “È il tuo coccodrillo” e la trovi nel mio shop.

Erica

Grazie per le splendide riflessioni (come sempre del resto)! Con il mio bambino di 5,5 anni stiamo imparando a gestire bene le crisi (sia sue che mie), anche grazie ai tuoi spunti e a un infinito lavoro che facciamo su noi stessi in famiglia. Il vero "dramma" è la gestione del fratellino di 2,5 anni. Carattere forte, testardo, non ascolta, anche se c'è un evidente pericolo (esempio toccare il fuoco del fornello acceso perché sopra c'è il pentolino in cui sterilizziamo i ciucci e lui voleva il ciuccio). Fermarsi a riflettere, parlare, pensare, discutere con lui sembra non funzionare, né a caldo, né a freddo. Semplicemente non ascolta. Eppure di figli ne ho 2 e con il primo abbiamo sempre avuto ottimi risultati con il dialogo! Hai suggerimenti per i bambini piccolini? Ti ringrazio infinitamente!

Carlotta

No, a due anni fermarsi e riflettere non funziona molto :-) Il suo cervello non è ancora in grado di controllare le emozioni, l'amigdala prende il sopravvento sulla corteccia prefrontale e tutto ciò che diciamo non serve. Lo strumento più potente è mantenere la calma a tutti i costi.

Ti consiglio di leggere i post che ho scritto sui due anni: www.latela.com/due . E ti consiglio la mia collezione la mia guida online "È il tuo coccodrillo", che ha anche un libro stampabile per i bambini e vi dà un metodo che noi abbiamo usato tantissimo. Ha aiutato tante famiglie.

Ps. Ho avuto un problema tecnico con i commenti, ma sto recuperando :-)

Penso che questi ti piaceranno

Blog

Educazione a lungo termine, Montessori, multilinguismo e viaggiare a tempo pieno con bambini.