Preferiti dei bambini

100 gesti sostenibili da portare in famiglia

Le nostre decisioni quotidiane influenzano come a cascata un futuro sostenibile.

Fondatrice de La Tela
3 gennaio 2022
6 risposte

In questo articolo troverai alcuni dei gesti sostenibili che una famiglia può scegliere. Alcuni sono ovvi, altri magari ti sorprenderanno.

Cos'è «sostenibile»?

Ma prima un accenno sulla parola «sostenibile»: ormai si usa in ogni conversazione ed è importante capire cosa significa per ognuno di noi. Per me, è sostenibile non solo se rispetta gli altri e l'ambiente intorno a me, ma anche se mi fa stare bene, se le aspettative che porta con sé sono chiare e trasparenti e se posso continuare a sceglierlo anche nei momenti difficili senza perdere me stessa. Ecco perché non tutti questi gesti riguardano l'ambiente: alcuni riguardano il rapporto con gli animali, altri le relazioni della tua vita.

In generale, ognuno di questi gesti può generare un buon modello di vita per gli adulti e sviluppare buone abitudini future per i bambini.

Tieni a mente questo:

Non dobbiamo (né possiamo) fare ognuno di questi gesti ne essere perfetti in ognuno di quelli che scegliamo: ma possiamo augurarci di farne il più possibile rimanendo flessibili e accettando l'imperfezione.

Così costruiamo una vita sostenibile.

In casa: acqua ed energia

  • Non comprare bottiglie di plastica (scegliere un filtro a casa).
  • Uscire con una bottiglia di metallo da riempire.
  • Spegnere l'acqua mentre ci si lava i denti.
  • Spegnere l'acqua mentre ci si mette il bagnoschiuma sotto la doccia.
  • Spegnere le luci se fuori c'è luce.

Monouso e plastica

  • Non prendere tè/caffè da asporto se non si ha una tazza riutilizzabile.
  • Preferire il cono alla coppetta quando prendiamo il gelato (non produce spazzatura) e chiedere di non dare il cucchiaino con il cono.
  • Cercare di evitare il take-away, che produce spazzatura monouso.
  • Chiedere di non mettere la cannuccia nel succo di frutta o nella spremuta.
  • Portare le borse riutilizzabili quando andiamo a fare la spesa.
  • Portare borsette riutilizzabili per le verdure per evitare quelle di plastica.
  • Evitare prodotti monouso: bustine di zucchero, bicchieri di carta, posate di plastica. In tempi di Covid mi sono abituata a chiedere di mettere il caffè/tè in tazza e non in carta.
  • Non condannare la plastica: è più sostenibile spiegare ai bambini che la plastica in sé non è malvagia (è una grandiosa invenzione!), ma è l'uso che se ne fa che è sbagliato. Questo sviluppa consapevolezza.

Cibo e spesa

  • Mangiare in maniera responsabile, trattando la carne come un lusso e scegliendola locale, qualora possibile ed evitando di comprare che proviene da allevamenti intensivi.
  • Sostituire il latte vaccino con altro tipo di latte per non appoggiare gli allevamenti intensivi.
  • Scegliere il fruttivendolo invece del grande supermercato.
  • Al supermercato, preferire prodotti alimentari che arrivano da vicino per non aumentare l'impronta di carbone.

Acquisti consapevoli, riuso e seconda mano

La prima è la regola d'oro che se tutti seguissimo, farebbe una enorme differenza.

  • Ridurre ciò che compriamo!
  • Non comprare vestiti di cui non si ha bisogno.
  • Usare ciò che abbiamo il più a lungo possibile.
  • Evitare di comprare sotto i saldi: spesso si comprano cose di impulso e che non servono.
  • Provare ad aggiustare ciò che si rompe invece di sostituirlo.
  • Comprare giocattoli di seconda mano.
  • Comprare vestiti di seconda mano.
  • Comprare scarpe di seconda mano: alcuni marchi hanno un programma di riuso, come il programma ReVivo di Vivo Barefoot.

Moda, produzione etica e greenwashing

Anche qui vale regola d'oro: ridurre ciò che compriamo.

  • Tenere d'occhio dove vengono fabbricati i prodotti / vestiti / giochi che compriamo e parlare con i bambini di condizioni di vita dei lavoratori, scarsa qualità delle grandi produzioni, importanza di appoggiare il locale…
  • Trovare alternative sostenibili alla fast fashion (fast fashion è la moda che produce in massa e cambia collezioni ogni settimana: H&M, Zara, Pull&Bear…).
  • Preferire aziende e marchi che sono trasparenti sulla loro catena di produzione (se non la descrivono sul sito, si può scrivere una mail e chiedere).
  • Preferire aziende e marchi che usano materie riciclate.
  • Informarsi su che cos'è il greewashing (marchi che cambiano nome o colori per sembrare più sostenibili). Eni Gas che diventa Plenitude è green washing; McDonald's che diventa verde è green washing; l'etichetta verde Conscious di H&M è green washing…

Cura della persona e igiene

  • Usare i pannolini lavabili per bambini.
  • Usare coppetta mestruale e pannolini lavabili.
  • Sostituire cotton-fioc usa e getta con uno di legno / plastica.
  • Usare dentifricio in barra o in pastiglie.
  • Usare deodorante in barra / crema o sostenibile (io uso Nuud da anni e ne sono molto soddisfatta).

Trasporti

  • Scegliere viaggi via terra invece di viaggi via aereo.
  • Preferire il mezzo pubblico o la bicicletta invece di prendere la macchina.
  • Andare a scuola a piedi o in bici quando è possibile, trasformando il tragitto in un momento insieme.
  • Camminare di più: per i tragitti brevi lasciare la macchina a casa.
  • Organizzare il car-pooling con altre famiglie per le attività dei bambini.
  • Quando si usa l'auto, accorpare le commissioni in un'unica uscita invece di tanti viaggi separati.

Animali

  • Non portare i bambini al circo con animali. Spiegare ai bambini che le persone scelgono di fare uno spettacolo, gli animali no: per questo il circo con animali è sempre sbagliato.
  • Informarsi prima di portare i bambini allo zoo.
  • Prima di considerare uno zoo o un acquario, verificare che appartenga al circuito EAZA o WAZA: è una sorta di marchio di qualità che tiene conto di conservazione, ricerca scientifica, educazione ambientale e benessere animale (ma non basta da solo: anche chi promette qualità sulla carta non sempre la garantisce nella realtà).
  • Prima di entrare in uno zoo, farsi tre domande: c'è interazione con gli animali (ci lasciano toccarli o dare loro da mangiare)? Hanno posti dove nascondersi? Ci sono progetti di rilascio in natura? Se le risposte non sono «no, sì, sì», lasciar perdere.
  • Diffidare degli acquari con spettacoli di delfini o animali ammaestrati: non è uno zoo, è un circo.
  • Preferire le escursioni guidate nella natura: una guida preparata sa emozionare anche solo con un'impronta, una piuma, il cibo preferito di un animale.
  • Trasmettere che vedere un animale nel suo habitat è un privilegio, anche per pochi secondi e anche quando non lo si vede affatto: la delusione nei bambini nasce dalle aspettative che trasmettiamo noi.
  • Cambiare l'aspettativa: non «andiamo a vedere i lupi», ma «andiamo a goderci la natura… e tra l'altro qui vivono anche lupi e volpi».
  • Cercare la bellezza in ogni specie, dalla mosca alla mantide all'uccellino, e non solo negli animali grandi e «interessanti».
  • Trasmettere che siamo ospiti della natura: non è il cervo che attraversa la strada, è la strada che attraversa il bosco.

Rifiuti e cura dei luoghi

La regola d'oro qui è: lasciare ogni posto più pulito di come lo abbiamo trovato.

  • Raccogliere la spazzatura che troviamo per terra.
  • Organizzare pulizie di spiaggia / parco / montagna.
  • Se vivi in un posto che fa la raccolta differenziata, partecipare e coinvolgere i bambini nel separare i materiali.
  • Se vivi in un posto dove puoi separare il compost dei rifiuti organici, anche in piccolo (un bidoncino sul balcone o sotto il lavello), provaci.
  • Portare un sacchetto durante le passeggiate per raccogliere ciò che troviamo (questo si chiama plogging: raccogliere rifiuti mentre si cammina o si corre).
  • Ridurre la carta: preferire ricevute e biglietti digitali, stampare solo se serve davvero.
  • Smaltire correttamente pile, elettronica e farmaci negli appositi punti di raccolta, mai nella spazzatura indifferenziata.
  • Spiegare ai bambini (anche con video e foto) dove finisce la spazzatura, così che il gesto di buttare diventi consapevole.

Feste, regali e parenti

  • Non usare palloncini alle feste di compleanno. Ai bimbi non mancano, perché l'emozione è per altro; se non ne facciamo una «mancanza» noi, non lo diventa.
  • Invece di comprare un regalo per un compleanni, regalare un giocattolo in ottime condizioni che abbiamo già usato o che stiamo ancora usando.
  • Educare i parenti al nostro modo di vivere la sostenibilità: dare liste regalo a Natale, andare insieme ad acquistare i regali per il compleanno, fare buste fondo regalo ai compleanni.
  • Creare le proprie tradizioni di famiglia invece di seguire per inerzia il consumismo delle feste programmate.
  • Scegliere di non fare regali, o di farne uno solo e piccolo: creare tradizioni che ci somiglino è un nostro diritto, anche se la società sceglie diversamente.
  • Ricordare che i regali non colmano mancanze relazionali: non sostituiscono tempo, sguardi, ascolto. Spesso il regalo più prezioso siamo noi, presenti davvero.
  • Quando un bimbo «vuole tutto», ricordare che spesso non è ingratitudine ma un'emozione da accompagnare: viviamo immersi nella cultura dell'abbondanza e del marketing.

Natura, educazione e consapevolezza

  • Ricercare la natura, sedersi e osservarla. Trasmettere l'importanza della pazienza nell'osservare la natura sviluppa rispetto, empatia, consapevolezza.
  • Leggere libri sulla sostenibilità (qui una lista valida di Carotilla)
  • Guardare (pezzi di) documentari sul cambiamento climatico.
  • Far conoscere modelli positivi (come Greta Thumberg).
  • Partecipare a una marcia per il clima.
  • Capire che ogni gesto conta e aiuta a creare un futuro più sostenibile per i nostri figli.
  • Essere flessibili: se i tuoi figli vogliono un ovetto Kinder o una cannuccia, non significa che se ne fregano dell'ambiente; significa che non hanno interiorizzato il motivo per cui dovremmo evitarli. Mostriamo loro la realtà: video o foto di discariche, estrazioni di cannucce dal naso di tartarughe, salvataggi di pesci e mammiferi marini con la bocca intrappolata nelle retine dei mandarini o in borse di plastica (che spesso significa la morte). Lasciate che i bambini ci arrivino per scelta loro (informata da noi).

Relazioni sostenibili

Spesso non ci si pensa, ma anche le relazioni possono essere sostenibili o meno. Ecco alcuni pensieri a ragnatela.

  • Dire no all'invito a cena dei parenti quando non ne abbiamo voglia, senza inventare una scusa: i bambini imparano che si può declinare con onestà.
  • Non rispondere subito a una chiamata o a un messaggio se non ne abbiamo voglia, e richiamare quando ci sentiamo prontə.
  • Dire «ora non mi va di parlare» invece di «sono occupata»: la verità onesta a lungo termine rende la relazione più autentiche.
  • Esprimere un bisogno in modo concreto invece che con un'etichetta: «Quando mi parli così non sono disposta a continuare la conversazione» invece di «sei maleducato».
  • Separare amore e comportamento: «Ti amo e allo stesso tempo non accetto di essere trattata così». L'amore non è mai la moneta di scambio.
  • Insegnare ai bambini che possono dire no a un abbraccio o a un bacio, anche con i parenti: è il loro corpo e decidono loro.
  • Interiorizzare che fermarsi e dire «adesso ho bisogno di un po' di tempo per me» non è egoismo: anche le relazioni hanno bisogno di pause.
  • Ricordare che mettere un confine non è una minaccia: chiedere di essere trattatə bene non toglie niente all'altro, anzi insegna come funzionano le relazioni sostenibili.

Genitorialità sostenibile

Nella genitorialità, la sostenibilità più difficile è quella verso noi stessi. Un genitore esausto non ha nulla da versare: prendersi cura di sé non è un lusso, è la base che rende possibile tutto il resto. Non si cambia il mondo un bambino alla volta, si cambia un adulto alla volta.

  • Praticare la maturità emotiva e imparare a regolare il proprio sistema nervoso: forse l'azione più sostenibile che si possa fare nelle relazioni (anche con sé).
  • Sgretolare l'idea che sacrificio = amore: è una mentalità tossica che porta al burnout e all'annullamento di sé. Amare non significa sacrificarsi.
  • Prendersi cura di sé e mettersi al primo posto, anche prima dei figli: se la caraffa è vuota, non abbiamo nulla da versare (né empatia, né calma, né amore).
  • Praticare l'«egoismo costruttivo»: ritagliarsi tempo di qualità, quello che ci nutre davvero, non le attività che facciamo solo per soddisfare aspettative esterne.
  • Ricordare che per aiutare i figli a gestire le loro emozioni dobbiamo prima saper gestire le nostre: il lavoro parte sempre da noi.
  • Accettare che è insostenibile fare tutto da soli, ed è anche un modello non valido per i figli: chiedere aiuto e dividere il carico in casa per rompere il ciclo.
  • Imparare a rallentare prima di reagire: creare un micro-spazio tra il comportamento del bambino e la nostra risposta («Sono disregolata, prima mi regolo e poi ti rispondo»).
  • Riconoscere i nostri trigger invece di scaricarli sui figli: quando il corpo si irrigidisce, lì spesso c'è qualcosa di nostro da guardare.
  • Accogliere le proprie imperfezioni: non puntare alla perfezione in ogni gesto, ma fare il massimo restando flessibili.
  • Ricordare che quando stiamo bene noi, quel benessere lo respirano anche i nostri figli: li ispira e li guida.

Ora tocca a te: quali sono alcuni dei tuoi gesti sostenibili? Scrivili anche se sono già in questa lista: anche partecipare alle conversazioni per creare comunità (offline o online) è un gesto sostenibile.

Parliamone

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Silvia    30 dic 2022

Ciao Carlotta, leggo e apprezzo molto...
Al num 28 della lista mi sa che hai confuso la parola "animali" con "bambini".
Non ho mai portato mio figlio né al circo né allo zoo e sono (ormai siamo...) sensibili all'argomento. Grazie sempre di condividere la tua esperienza e la tua saggezza. Io trovo davvero tanti spunti.

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teacher copy
Cinzia L.    26 ago 2022

Insegnante

Ciao Carlotta,
In questo momento di estrema siccità abbiamo iniziato a fare la doccia usando dei catini in plastica, di quelli che si usano per riporre le cose bagnate della lavatrice per intenderci, per raccogliere l’acqua e usiamo quella al posto di tirare lo sciacquone; è un gesto che non so se riusciremo a portare avanti nel tempo, perché non proprio agevole, ma ci ha resi tutti più sensibili verso lo spreco di acqua.

Aggiungo poi alle marche di prodotti consigliati, visto che hai accennato anche al servizio reVivo di Vivobarefoot, i marchi Wildling e Camper, entrambi B Corp.
E a Natale..panettoni Filippi, anche loro B Corp ma italiana ☺️

Ps. Grazie mille per i tuoi contenuti, hanno piantato in me tanti ‘semini’❤️

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Martina    28 mar 2022

Insegnante

Ciao Carlotta, trovo molto utile ed interessante questo articolo.
Sono vegetariana da ormai due anni e cerco di limitare tutto ciò che è monouso.
In casa cerchiamo di sprecare il meno possibile e prima di fare la spesa consumiamo la maggior parte degli alimenti in frigo (mia mamma quando mi viene a trovare dice che il mio frigo piange, ma a me piace tanto avere poco ma buono). Purtroppo non posso andare a lavorare in bici o con i mezzi, ma spero prima o poi di avvicinarmi a casa e utilizzare molto più spesso la bicicletta.
Ti seguo con tanta ammirazione e affetto,
Martina.

Carlotta    29 mar 2022

Team La Tela

Ciao Martina, grazie! Anche la migliore amica dice che il mio frigo piange, ma a me piace così. Credo che tu stia facendo un ottimo lavoro! Pensavo anche si passa per fasi più (o meno) sostenibili nella nostra vita: per esempio, negli anni a venire so che dovrò prendere l'aereo più volte e me ne dispiaccio, ma lo accetto, consapevole di fare il meglio che posso per l'ambiente in ogni circostanza. Anche accettare i propri limiti o ciò che ancora non possiamo mettere in pratica fa parte del percorso. 💜

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