A ognuno la sua cura
Diamo voce all'individuo dietro al genitore per costruire la nostra personale definizione di cura di sé.
La cura di sé è uno degli elementi fondamentali per educare a lungo termine, forse il primo da cui partire, eppure molto spesso è l'ultimo a cui si pensa. Anzi, potrebbe addirittura sembrare controintuitivo se siamo cresciuti con un modello di genitore che si sacrificava per la famiglia.
Ecco perché nei nostri contenuti e nelle lezioni del Percorso ti ripetiamo spesso che, per quanto tu possa collezionare e applicare strumenti educativi rispettosi, non puoi dare agli altri ciò che non dai prima a te. Rileggila così: non posso dare agli altri ciò che non do prima a me.
Ma… da dove si comincia, se non lo si è mai fatto? Nella categoria «Crescita personale» del Percorso troverai una nuova lezione e un esercizio a cura di Francesca Deane che ti aiuteranno a fare il primo passo per implementare il tempo per te nella tua quotidianità. Inizia da qui:
Puoi riscrivere la narrazione!
Qualunque sia la narrazione che hai assorbito sulla cura di sé, tu puoi riscriverla e nella newsletter di ottobre ti aiuteremo a fare proprio quello. Ti anticipiamo, però, che per farlo, devi conoscere te, la persona che sei oltre i ruoli che ricopri. Perché, come dice Brené Brown (in un bellissimo reel che trovi nelle risorse):
La nostra connessione con le altre persone è solida e profonda solo quanto la nostra connessione con noi stessi.
Insomma, «Chi sei, quando non sei come gli altri vorrebbero che fossi?»: questa è una delle domande che puoi usare per ricercare quella connessione, ed è contenuta nel nuovo Focus: «Self care: priorità alla donna dietro al genitore». Non potevamo che affidarlo a Francesca Deane, che nel suo lavoro di High Performance Coach, da anni accompagna tantissime donne a rimettersi al centro, un piccolo passo alla volta.
Abbiamo voluto fortemente questo Focus per le donne. Sappiamo che ci sono anche tanti papà che faticano a dedicarsi del tempo esclusivo – se sei tra questi, ti vediamo – ma per le donne questa ruota così difficile da scendere affonda le radici nella mentalità del sacrificio con cui sono cresciute, quella che fa credere loro che sono buone madri solo se mettono la cura degli altri al primo posto. E che se proprio vogliono dedicarsi del tempo, è a curare la propria immagine (o la propria forma fisica) che devono pensare, più che nutrire il proprio mondo interiore. La senti anche tu la fatica?
Certo, queste due attività non sono esclusive: anche quando facciamo esercizio per prenderci cura della nostra forma fisica possiamo nutrire il nostro mondo interiore. È proprio il lavoro che Arianna ci invita a fare con la sua nuova lezione di Yoga in famiglia.
Uno dei motivi per cui le lezioni di Arianna ci piacciono tanto è che, oltre a essere un bellissimo momento condiviso in famiglia, possono anche diventare una preziosa parentesi di gioco e leggerezza per noi adulti. La nostra Valeria ad esempio ci racconta spesso che nella sua famiglia queste lezioni sono così apprezzate che sono entrate nella tabella del «me time» sua e di sua figlia! Sul concetto del me-time ti ricordiamo che c'è anche una lezione del Percorso, te la lasciamo nelle risorse.
E a proposito di allenamento come cura di sé, sul podcast questo mese ho parlato con Francesca della nostra esperienza di allenarci in casa con i figli e come lo abbiamo fatto. Puoi tornare qui l'11 ottobre per ascoltarlo.
Certo, per far funzionare la tabella del «me time» come anche l'allenamento in casa con i figli è necessario comunicare chiaramente il nostro bisogno e programma. Ma la comunicazione (da sola) non è una garanzia di successo: dobbiamo poi proteggerlo, quel nostro spazio, perché i bambini potranno comunque tentare di invadere quei confini (anzi, all'inizio sicuramente lo faranno!).
Per aiutarli a rispettarli, un promemoria «visivo» può essere un valido alleato. Potrebbe essere un fiocco colorato sulla maniglia della porta o magari un timer: trova il promemoria che più ti piace! Carlotta per esempio disegnava una mano con una riga sopra (come il «non toccare» dei musei) e l'attaccava alla mia sedia mentre lavorava, per ricordare a Oliver ed Emily di non disturbarla. La nostra Miriam ha trasformato quell'idea in un cartello che abbiamo deciso di mettervi a disposizione.
Proteggere il proprio spazio non è qualcosa che riguarda solo noi adulti ma anche i bambini. È un tema che ha a che fare con il consenso e il rispetto delle proprie emozioni, dei propri bisogni, delle attività a cui si stanno dedicando... e anche del proprio corpo. Non è mai troppo presto per insegnare a bambini e bambine l'importanza dei loro confini personali, il concetto del consenso e della necessità di dire di no. Per questo ti offriamo un prodotto anche per i più piccoli (ma perfetto, secondo noi, per tutte le età): il libricino «Il corpo è mio» di Claudia Pintore, a cui diamo ufficialmente il benvenuto su La Tela.
Abbiamo subito amato il lavoro di Claudia: quando l'abbiamo conosciuta ci ha raccontato che suo figlio ha sempre adorato i libri, fin da piccolissimo, e per questo le era sembrato naturale sfruttare questo canale comunicativo anche per avere conversazioni su temi importanti. Ma ci ha detto anche che spesso non riusciva a trovare del materiale valido per bambini piccolissimi… così ha deciso di crearlo lei! «Il corpo è tuo» è nato così.
La mia speranza è che questo libricino possa guidarvi nella crescita i nostri figli e le nostre figlie, in modo che diventino adulti rispettosi di tutte le altre persone, piccole o grandi; che comprendano e sappiano sia dire che accettare un «no»; che amino sé stessi e gli altri. –Claudia
Ti lasciamo con un ultimo semino. Molte attività legate alla cura di sé sostengono il nostro benessere, supportano la nostra evoluzione o nutrono una nostra passione. Ma la cura di sé non deve essere sempre sempre legata a un obiettivo tangibile: non lasciare che diventi una performance! Ti prendi cura di te anche quando ti regali una parentesi in cui essere leggera, in cui ti connetti con la tua dimensione giocosa e bambina... e ti sporchi anche un po' le mani. Per questo, per aiutarti a vedere la cura di sé anche da questa prospettiva, abbiamo pensato di offrirti due dirette nutrienti (e divertenti).
Un mini laboratorio di journaling, a cura della nostra Valeria che non vede l'ora di regalarvi uno degli esercizi creativi che riserva nei post del Forum (ne trovi uno anche nelle risorse):
E a grande richiesta, questo mese abbiamo organizzato un'altra diretta di disegno con Dalila. Solo che – sorpresa! – non sarà per bambini e bambine, ma per voi adulti! Sappiamo che questa esperienza la desideravate in tanti e tante, e finalmente, grazie a Dalila, è diventata realtà.
E se dopo tutti questi spunti hai ancora qualche dubbio o difficoltà nel creare lo spazio di cui hai bisogno per poter prenderti cura del tuo benessere e della tua realizzazione, puoi portare le tue domande a Francesca Deane in una diretta in cui affronterà proprio questo aspetto collegato al tema del self care.
Ci auguriamo che questo mese possa essere ricco di riflessioni e attività che ti facciano stare bene. Per la persona che sei davvero, non per ciò che qualcuno si aspetta da te.
Ed ecco tre proposte di lettura della nostra Valeria, per esplorare il tema della cura di sé in modo creativo e con alcuni esercizi di scrittura per conoscerci un po' di più, attraverso le nostre parole.
Una canzone: Abbi cura di te, un delicatissimo invito a prenderti cura di te e «di quello che ti piace fare», «dei sogni che per ora dormono», «di quel che vali senza un prezzo». Non è semplice trovare nella musica (e nella vita) un promemoria che ci spinga a prenderci cura di ciò che siamo, anche al di fuori delle nostre relazioni. Ogni tanto, per fortuna, succede.
Un video: e se non bastasse una canzone, ti proponiamo anche questo reel di Brené Brown che ci ricorda che per connetterci con gli altri non è solo importante, ma è davvero necessario sapere chi siamo. Perché come possiamo stabilire con gli altri relazioni autentiche se ci manca la più importante, quella con noi?
Un cartone: sì, ti invitiamo anche stavolta a vedere un episodio di Bluey che affronta con delicatezza il tema del «mommy time», senza spiegarlo direttamente. Nell'episodio 51 della prima stagione, «Serata con papà», la mamma di Bluey esce con le sue amiche e lascia a papà Bandit il compito di gestire la routine serale, nel suo unico modo.
Un'app: Headspace, un'applicazione che ha un discreto catalogo di meditazioni, esercizi e pratiche per sviluppare la capacità di restare nel presente e osservare i nostri pensieri e le nostre emozioni, senza giudizio. Su Netflix è disponibile anche una serie di mini documentari su vari temi (dalla gestione delle emozioni al rilassamento prima di dormire): può essere uno strumento carino e leggero per fare quel famoso primo passo e ascoltare la vera voce dei tuoi bisogni.
Un racconto: Mammabbrocca, di Valeria Da Pozzo. Una storia che racconta il valore della cura di sé con onestà, leggerezza e con metafore semplici e dirette.
Mammabbrocca andava via ogni tanto, ma ritornava sempre. E nessuno era mai triste, anche se a volte qualcuno sentiva la sua mancanza. Perché ormai quello che sembrava un capriccio di una brocca un po’ egoista, era diventata una verità per tutti, così naturale come bere un bicchier d’acqua. Una brocca vuota non può dissetare nessuno.
Una persona:
Nicole P. fa parte della comunità La Tela e ha ospitato Carlotta nel suo bellissimo studio per la presentazione di «Cosa sarò da grande» a Cesena. Nicole sta facendo una transizione professionale: ha deciso di dedicarsi alle donne e mamme che scelgono di far coesistere la dimensione familiare con quella professionale e necessitano di un boost a livello di identità e di impatto del loro brand. Se vuoi, dille ciao su La Tela!
«Da anni siamo a fianco di organizzazioni leader come di artigiani, ma la pancia mi dice che è ora unire un po’ di puntini anche verso chi come noi mette se stessa nel proprio lavoro e cerca un’alleata con valori comuni» –Nicole
Una curiosità: di cura di sé si parla solo negli ultimi anni e molti pensano che sia un concetto moderno, eppure l'interesse per questo tipo di cura è davvero antico e affonda le radici nella filosofia occidentale. Pensa che il principio per cui bisogna «occuparsi di se stessi, prima degli altri» è stato elaborato per la prima volta dal filosofo Socrate, che di fronte al progetto del politico Alcibiade di intraprendere la vita pubblica, avrebbe detto che per guidare una comunità e prendersi cura di altre persone, avrebbe dovuto prima conoscere se stesso e i suoi bisogni e usare quella conoscenza per nutrire la sua anima. Suona familiare?
Altri contenuti su La Tela
Infine, ecco alcuni contenuti precedenti in cui abbiamo parlato di cura di sé per continuare ad approfondire il tema.
Due contenuti base da cui ti consigliamo di partire per iniziare a vedere la cura di sé come una responsabilità personale necessaria, e non come atto egoistico.
L'esercizio che abbiamo menzionato per aiutarti a definire il tuo tempo di cura e a praticarlo, insieme ai tuoi figli.
Un altro esercizio leggero e divertente per capire che ci sono anche gesti piccolissimi, ma che possono nutrirci tantissimo.
Infine, parleremo di cura di sé anche nella newsletter di ottobre. Nel frattempo, ti invito a leggere la newsletter di qualche mese fa in cui abbiamo sfatato un po' di miti sull'amore, e abbiamo parlato di alcuni modi in cui, quell'amore, puoi dimostrarlo anche a te.