10 linee guida per parlare di cose difficili ai bambini
Come parlare di morte, guerra, genocidio e altri temi difficili ai bambini senza aumentare l'ansia.
Nel pacchetto editoriale «Oltre l'ansia globale» ho inserito un piccolo promemoria su come noi, in famiglia, trattiamo conversazioni difficili con i nostri figli. Sono regole personali che abbiamo sviluppato negli anni attraverso tentativi ed errori: per approfondire e trovare più copioni per ogni conversazione ti rimando alla categoria relativa del Percorso per Educare a Lungo Termine.
Qui ti lascio una cassettina degli attrezzi basica:
1. Quando un bambino fa una domanda è perché è pronto per la risposta. La domanda è un segnale che nel suo cervello ha già elaborato la sua risposta e sta cercando conferme.
2. Crea uno spazio sicuro prima di iniziare. Se sei tu a voler avviare la conversazione, prepara il terreno: «Vorrei parlarti di una cosa seria che potrebbe suscitare in tutti noi grandi emozioni». L'obiettivo è questo messaggio: Qui si può parlare di tutto e io (adultǝ) non ho paura di questa conversazione e delle emozioni che genera.
3. Dai risposte minime. Se ti chiede: «Tutti moriamo?» la risposta è sì. Non serve abbellire: dire la verità in modo semplice riduce l’ansia e aumenta la fiducia. Se non fa altre domande, non serve continuare: ci torneremo quando è prontǝ. Così impariamo a rispettare i suoi tempi emotivi.
4. Se non sai la risposta, dillo (e imparate insieme). «Non lo so. Possiamo cercarlo insieme»; o se è più piccolǝ «Non lo so. Mi informo e stasera ti rispondo» (e poi fallo!). Mostrare che anche noi genitori non sappiamo tutto aiuta a interiorizzare che la conoscenza è un percorso, e possiamo farlo insieme.
5. Offri onestà nelle tue risposte e non usare concetti astratti: se ti chiede «Come è entrato bebè nella tua pancia?» puoi rispondere (esempio di relazione eterosessuale) «Il pene di papà è entrato nella mia vagina e ha rilasciato nel mio corpo lo spermatozoo che poi, piano piano, è diventato un bebè». Ricorda: rispondere con chiarezza su sesso, nascita o corpo non toglie innocenza e, invece, costruisce fiducia e sicurezza.
6. Usa definizioni. Puoi fare domande per assicurarti che tuǝ figliǝ capisca di cosa state parlando: «Sai che cosa significa morte?»; «Sai che cosa significa divorzio?». Se non lo sa, spiegalo in modo semplice e diretto: «La morte è quando il corpo smette di funzionare»; «Il divorzio significa che due persone scelgono di non vivere più insieme». Anche quando pensi che lo sappia già, partire da una definizione aiuta ad allinearsi e a capire da dove iniziare: «Che cosa sai già di questo argomento?» .
7. Sii il più oggettivǝ possibile, lascia le opinioni personali dentro di te: se tuǝ figliǝ ti chiede «Che cosa significa Genocidio?», puoi rispondere «È quando un gruppo di persone decide di sterminare, cioè distruggere completamente, un altro gruppo perché quelle altre persone sono diverse, per esempio per come vivono o per la religione in cui credono». Se ha domande, te le farà.
8. Mostra gli aiutanti della pace: se parliamo di tragedie, guerre o eventi climatici spaventosi, mostrare le persone che aiutano è un modo efficace per avviare la conversazione e contenere l'ansia. «Questo fa paura. Quando senti paura cerca le persone che aiutano. Ci sono sempre persone che aiutano».
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9. Rimani sedutǝ sulla panchina del disagio.
Se ti senti a disagio a parlare di cose difficili, è normale – e va bene dirlo. Creare familiarità con il disagio – il tuo e quello di tuǝ figliǝ – è uno degli obiettivi più profondi di queste conversazioni. Creare familiarità con quel disagio, starci dentro il tempo necessario per attraversarlo è uno degli obiettivi più profondi di queste conversazioni.
10. Non avere paura di spaventarli con la verità vulnerabile: non sapere (ma percepire che qualcosa non va) spaventa molto di più. Se ti chiede «Perché piangi?» / «Perché sei triste?», invece di «Non ti preoccupare, va tutto bene» prova con «Quello che sta succedendo a Gaza mi fa soffrire» / «Sono triste perché il nonno sta morendo».
💡 Ricorda: la verità condivisa è meno spaventosa del silenzio.
Se le domande non arrivano?
Nella nostra famiglia pensiamo che alcune conversazioni debbano essere avviate attivamente: educazione sessuale, razzismo, discriminazione, genocidio, diversità, cambiamento climatico.
Proteggere i figli da queste conversazioni non solo elimina il loro diritto di capire la realtà che li circonda, diventare esseri umani consapevoli e sviluppare una mente critica, ma toglie anche a noi genitori due cose fondamentali:
- La responsabilità di fare da occhio di bue;
- L'opportunità di fare da filtro.
Puoi approfondire queste conversazioni qui – non sei solə a fare questo lavoro:
Su La Tela non ci tiriamo indietro da conversazioni difficili. Dal 2020 produciamo guide per adulti con libro per l'infanzia per avviare e continuare conversazioni difficili: quando siamo preparati noi, la nostra sicurezza è contagiosa. Tutte le nostre guide sono incluse nell'abbonamento a Tutta La Tela.
Parliamone
Insegnante
Ciao Carlotta, come sempre molto interessante!
Non funziona il link della guida “come parlare di morte in famiglia”, dove potrei trovarla?