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Tuo figlio è oppositivo?

Carlotta Cerri
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Sento spesso dire che i bambini sono oppositivi e credo sia ora di eliminare anche questa etichetta dal nostro vocabolario. Spesso la verità è che i tuoi figli non sono oppositivi, sono incompresi: hanno bisogno di qualcosa che noi non gli stiamo dando (perché non conosciamo le fasi evolutive e di sviluppo o semplicemente perché non ci abbiamo pensato) e lo dimostrano con chiari NO e mettendo in discussione la nostra autorità (e ricorda: mettere in discussione l'autorità è una qualità che vogliamo nutrire nei nostri bambini!). Ti invito a leggere questi pensieri a ragnatela.

Tua figlia non è oppositiva

Ci sono momenti in cui i bambini dicono “sempre” di no (soprattutto tra i 18 mesi e 3,5 anni, ma anche a 5 anni e a 6 anni… non c’è una regola!). È in questi momenti che i genitori mi scrivono frasi come “mio figlio è oppositivo”, “mia figlia non mi ascolta mai”. Oggi ci tengo a fare una riflessione scomoda, ma vera: i tuoi bambini non sono oppostivi, è più probabile che ci sia qualche mancanza. Ti invito a riflettere con me sulle mancanze più comuni.

C’è mancanza di tempo

Viviamo di fretta. I bambini hanno tempi lunghi. Tempi lunghi e fretta non vanno d’accordo e spesso ne risente la relazione con i nostri figli. Se le mie giornate sono piene di attività e io metto in preventivo troppo poco tempo per prepararci a un’attività, è normale che mio figlio non possa esaudire le mie aspettative. Spesso mio figlio non mi ascolta non perché è oppositivo, ma perché non gli do abbastanza tempo.

C’è mancanza di comunicazione

È una giornata fitta di impegni. “Poco” prima di uscire, chiedo a mia figlia di mettersi le scarpe in fretta. Al supermercato le chiedo di camminare velocemente. Al parcheggio le dico di smettere di guardare la formica e di salire subito in macchina. Sembra non collaborare mai. Ma… l’ho preparata alla giornata? L’ho coinvolta nella programmazione? Le ho ricordato i programmi a ogni passo? Spesso mia figlia non mi ascolta non perché è oppositiva, ma perché io non comunico bene.   

C’è mancanza di coerenza 

Al parco giochi. Dico a mio figlio “5 minuti e andiamo” e poi mi metto a parlare con un genitore e quei 5 minuti diventano 20. Se non lo comunico a mio figlio, lo confondo, perché i bambini non hanno il senso del tempo: la prossima volta che dico 5 minuti il riferimento temporale di mio figlio saranno i 20 minuti. Spesso mio figlio non mi ascolta non perché è oppositivo, ma perché non sono stata coerente nella mia comunicazione. 

C’è mancanza di fiducia sua

Le minacce che usiamo per farci ascoltare sono scorciatoie controproducenti. “Non andare là perché c’è il lupo cattivo”: questo lupo dovrà diventare sempre più grande affinché mia figlia mi ascolti mano a mano che cresce. “Perché devo ascoltarla se so che mi sta mentendo?”, pensa. Se voglio che mi ascolti, devo evitare le scorciatoie e nutrire la fiducia. Mia figlia non mi ascolta non perché è oppositiva, ma perché perde la fiducia in me.

C’è mancanza di fiducia tua

Mio figlio ha steso la biancheria e io passo e la stendo di nuovo, meglio. Lui non dice nulla, ma vede che non può soddisfare i miei standard di adulto. Come posso pensare che la prossima volta avrà voglia di rifarlo e di collaborare quando gli chiedo di stendere il bucato? Spesso mio figlio non mi ascolta non perché è oppositivo, ma perché sente che non mi fido abbastanza di lui (l’apprendimento è un processo che richiede anche fiducia).    

C’è mancanza di flessibilità 

Spesso di 10 NO che dico solo 1 è davvero necessario. Mia figlia questo lo sente e inizia a testare i miei NO: presto si rende conto che molti dei limiti che impongo non sono davvero necessari. È davvero pericoloso stare in piedi sulla sedia o posso starle vicino mentre lo fa? Spesso mia figlia non mi ascolta non perché è oppositiva, ma perché non c’è flessibilità nei limiti che impongo.

C’è mancanza di scelta

Dico a mio figlio di svuotare la lavastoviglie e mi arrabbio perché non lo fa o mi dice che non ha voglia. Invece di impuntarmi e creare una lotta di potere, posso chiedergli che cosa vorrebbe fare oggi per contribuire alla famiglia e accetto la sua scelta. Questa scelta volontaria (e non la nostra forzatura) gli insegnerà a prendersi le proprie responsabilità. Spesso mio figlio non mi ascolta non perché è oppositivo, ma perché educo dall’autorità e non lo coinvolgo nelle scelte.
 

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