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Su lasciare tutto per viaggiare il mondo

Carlotta Cerri
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Viaggiare è un’ispirazione continua e sai di avere l’anima di viaggiatore quando nel tuo cuore senti che potresti semplicemente continuare a viaggiare. Per sempre. Quando ti manca casa, ma non hai fretta di tornare, nemmeno dopo due mesi. Quando ti piace la tua routine, ma puoi facilmente tirarla dalla finestra in nome dell’avventura.

Io e Alex abbiamo avuto un pensiero pazzo qualche settimana fa: perché non possiamo viaggiare sempre? Perché non provare per un paio d’anni quella che la gente chiama vita nomade? Cosa ci impedirebbe davvero di vendere tutto quello che possediamo, mettere il resto in un paio di bagagli e viaggiare continuamente da un posto all’altro? Che cosa perderemmo o ci mancherebbe? E che cosa guadagneremmo?

Questa idea di una vita nomade continua a frullarmi per la testa e l’unico modo che conosco per metterla a tacere (o darle vita) è scriverne. Quindi ecco qui i miei potenziali pro e contro, desideri e preoccupazioni, nella forma più semplicistica in cui riesca a formularli. Perché voi, i miei lettori, siete fonte infinita di ispirazione e consiglio e non vedo lira di sapere cosa ne pensiate.

PRO

  • Dico sempre che viaggiare è l'unica cosa che compri che ti renda più ricco. Immagina quanti viaggi potremmo fare se non avessimo spese fisse — affitto, auto, scuola, asilo — eccetto quelle per il viaggio.
  • Odio il pensiero di dover morire un giorno — lo odio da sempre — e se dovessi pensare a una cosa su tutte che renderebbe la mia vita davvero degna di essere vissuta, penserei a viaggiare. C'è così tanto mondo da vedere e così poco tempo per vederlo. Uno stile di vita nomade ci permetterebbe di vedere il mondo intero — e mentre lo scrivo, una scarica di adrenalina mi attraversa le vene e mi vengono le lacrime agli occhi.
  • Io e Alex possiamo lavorare ovunque nel mondo, siamo in una posizione così privilegiata che saremmo completamente pazzi a non approfittarne.
  • Potremmo vivere lo stile di vita minimalista che desideriamo da anni. L'idea di vendere tutto ciò che possediamo e mettere tutto il resto in un paio di bagagli mi attrae come il miele con le api.
  • Oliver ed Emily potrebbero vivere il mondo intero, conoscere così tante culture, sperimentare così tanta vita. Darebbe loro una mentalità diversa che si porterebbero dietro per sempre.
  • Un viaggio di due mesi come quello che abbiamo fatto in Canada, per quanto si riesca a vivere frugalmente, non è economico. E in più a casa continua ad esserci un'affitto da pagare che rende la vacanza ancora più cara. Quella spesa extra non esisterebbe se non avessimo un posto dove tornare.

CONTRO

  • Non avremmo più un posto da chiamare "casa", che mi è sempre piaciuto. Casa per me non è dove sono le mura in cui vivo, è dove vivono le mie persone. Mi mancherebbero così tanto, mi mancherebbe vedere crescere i figli delle mie amiche, mi mancherebbero i miei spettacoli di danza con le persone che considero famiglia.
  • Mi piacciono le mie cose. Potrebbe sembrare sciocco, ma mi piace la mia padella di qualità, il mio HomePod, il mio proiettore. Mi piacciono i giocattoli e i libri di Oliver ed Emily. Mi piace che Alex abbia la sua bici, perché è il suo unico hobby. Mi piace rendere ogni nostro appartamento a lungo termine bello secondo i miei standard: questo mi mancherebbe se viaggiassimo costantemente.
  • Non posso fare a meno di pensare, saremmo egoisti? Sarebbe giusto per i bambini? I bambini amano la routine e anche loro hanno le loro persone. Oliver non parla molto dei suoi amici, ma so che gli mancano e gli mancano amici in generale: l'altro giorno stava giocando con nuovi amici al parco giochi, e mentre lo guardavo giocare con altri bambini, mi sono resa conto che era la prima volta in oltre una settimana. Quando viaggi costantemente, è (più) difficile fare amicizie.
  • Ultimo, ma non meno importante. A settembre mi riprenderò un po' del mio tempo per scrivere e lavorare, quando Emily inizierà l'asilo. Viaggiare e non avere una routine significa rinunciarci di nuovo, almeno in parte. Non so se sarei pronta.

Il pensiero di iniziare davvero una vita nomade mi fa mangiare le unghie (che è quello che faccio quando mi sento stressata o nervosa). Ma so anche che quando davvero voglio qualcosa, riesco a trovare dei pro a tutti i miei contro e motivazioni valide per cui varrebbe la pena fare quello a cui penso.

I pro ai miei contro

Mentre scrivevo i miei contro, una vocina dentro di me diceva:

  • Vero, ma non sarebbe molto diverso da come ho vissuto con la mia famiglia negli ultimi 10 anni e con loro ho mantenuto i rapporti. È una scelta, e posso farla funzionare come ho fatto con la mia famiglia. E immagina quanti nuovi amici troveremmo, avremmo almeno un amico in ogni parte del mondo.
  • Nei due mesi della nostra avventura in Canada, non mi è mancato nulla di quello che ho lasciato indietro. Sono flessibile, mi adatto facilmente e ultimamente sto imparando sempre di più a comprare in maniera consapevole. Ed è innegabile che avere un posto dove mettere quello che compri fa scattare il bisogno/la voglia di comprare sempre di più.
  • Forse saremmo egoisti, sì. Forse non sarebbe al 100% ciò di cui i bambini avrebbero bisogno. Ma a) Se non lo facciamo ora che i bambini non sono ancora a scuola, quando? b) Non andrebbero all'asilo in maniera continuativa, ma alla fine il mondo reale non è la migliore scuola? c) Potremmo restare in ogni posto un po' più a lungo, o addirittura fermarci dove ci siano scuole montessori.
  • Vero. Ma pensa a quanto avrei da scrivere. Vita nomade con bambini piccoli… mi sembra una fonte infinita di materiale per il mio blog! E poi… non è irreversibile, possiamo fermarci e rimettere radici quando vogliamo.

Questo al momento è quello che mi sta girando per la testa.

Ma soprattutto, questo pensiero mozzafiato: alla fine di questa avventura, avremo trascorso due mesi nel Canada orientale. E se potessimo continuare verso il Canada occidentale? E poi giù negli Stati Uniti. O nell’America Latina. E poi dall’altra parte del mondo in Australia. E poi in Asia. E poi al Polo Nord… Magari seguendo sempre il sole. Non sarebbe fantastico?

E allora chiedo a te. Lo faresti, se potessi?

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