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Il nostro primo giorno di autosvezzamento (e uno spavento)

Carlotta Cerri
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Oggi voglio raccontarti del nostro primo giorno di autosvezzamento, perché una cosa è leggerlo nei libri, un’altra è iniziare a metterlo in pratica con un bebè di sei mesi. Fa un po’ paura, lo ammetto, ma è anche emozionante allo stesso tempo pensare che fin da piccolo Oliver imparerà a riconoscere il cibo nella sua forma vera, non solo passato.

Noi abbiamo deciso di fare tutto alla lettere—avevamo letto questo libro meraviglioso (in inglese) prima di iniziare—e così abbiamo iniziato a proporre cibi solidi ad Oliver solo a sei mesi, prima ha mangiato solo ed esclusivamente latte materno.

Il nostro primo giorno, il menù offriva carote cotte e crude, broccoli, zucchini e pollo. Presto siamo diventati più avventurosi, ma per i primi giorni abbiamo optato per cibi semplici per vedere come Oliver avrebbe reagito a questa nuova esperienza.

Devo ammettere che non è stato tutto rose e fiori, come pensavamo. Oliver non voleva stare seduto a lungo sul seggiolone, non mangiava quasi niente nei primi mesi, portava il cibo alla bocca, faceva delle facce disgustate e lo buttava per terra. In poche parole, tutto finiva per terra (per la gioia di Colbie)!

Eccetto un pezzo di broccoli che… gli è “quasi” andato di traverso (non è vero, ma a me sembrava fosse così)! Ce l’ho addirittura su video, fino al momento in cui ho deciso di smettere di registrare e prepararmi ad aiutarlo… Ma non ce n’è stato bisogno, non l’ho nemmeno toccato e Oliver ha risolto il problema da solo, in maniera molto naturale: l’ha sputato e poi ne ha preso un altro pezzo e ha cominciato a ciucciare anche quello per poi buttarlo via! 😅

Ci tengo a raccontartelo, perché so bene che il primo istinto è quello di aiutare, ma credo sia importante dare al bambino l’opportunità di fare da solo, in modo che l’esperienza sia positiva, non rovinata dalla nostra apprensione.

A me ha sempre aiutato ricordare che i bambini hanno il riflesso di rigurgito sulla parte anteriore della lingua, per questo danno segni di rigurgito quando il cibo è ancora sulla punta della lingua (ma in realtà non c’è pericolo di soffocamento). È importante lasciare loro sufficiente tempo per risolvere la situazione da sé e vedere con i nostri occhi che non c’è rischio: mettiti un sorriso sulle labbra e sforzati a lasciarlo risolvere il problema da solo. È così che imparano e lo fanno davvero in fretta!

Un’ultima cosa: se stai per iniziare questa avventura con il tuo bebè, ti consiglio un corso di primo soccorso. Io l’ho trovato estremamente utile e, tra le altre cose interessanti, ho scoperto qualcosa di inaspettato: quando il bimbo sembra stare soffocando, non bisogna dargli i classici colpetti sulla schiena; bisogna prenderlo in braccio e metterlo in posizione parallela al pavimento, con la bocca rivolta verso il basso. A noi è successo solo due volte e questa manovra è stata sufficiente a risolvere il problema senza ulteriore assistenza.

L’autosvezzamento è un metodo bellissimo per introdurre i cibi solidi nella dieta del tuo bimbo ed è meravigliosamente incredibile come imparino a mangiare e ad apprezzare qualsiasi cibo. E anche quando ci mettono un po’ di più a sviluppare un’abitudine alimentare consistente (come Oliver, che per vari mesi dopo aver iniziato continuava a mangiare più latte che cibo), funziona, il tuo bimbo si abituerà a stare seduto per periodi di tempo sempre più lunghi e presto si godrà (e ti farà godere) un pasto completo. Quindi non demoralizzarti e vedrai che sarai ripagata!

Oggi Oliver (15 mesi) mangia benissimo e ha appena iniziato a mangiare con la forchetta cibi semplici come verdura, uova strapazzate e pasta. Ti lascio con una foto di questa mattina mentre si mangiava le uova strapazzate seduto a tavola come un bimbo grande :-)

Qui sotto troverai più post sull’autosvezzamento. Spero ti siano utili!

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