Episodio 35
In questo episodio di Educare con Calma vi racconto la mia esperienza con l’allattamento, con lo smettere di allattare e anche come la mia visione sull’allattamento sia cambiata...

In questo episodio di Educare con Calma vi racconto la mia esperienza con l’allattamento, con lo smettere di allattare e anche come la mia visione sull’allattamento sia cambiata (anche grazie a un errore di cui mi sono vergognata a lungo).

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Giulia

Che bella testimonianza di esperienza. Ne farò tesoro.

Valentina

Ciao Carlotta, ti ho scoperta un po' per caso e non riesco più a fare a meno dei tuoi podcast. Nei momenti più fragili, quando credo di aver sbagliato tutto ascolto una tua riflessione e mi ricarico.
Scusami se sfrutto questo spazio ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensi della mia esperienza.
Mi presento; sono Valentina e ho due bimbi: Samuele di 3 anni e mezzo e Beatrice di quasi 18 mesi, e.....allatto ancora entrambi i miei bambini (ho smesso di dirlo in giro per paura dei giudizi).
Prima di diventare mamma non avevo un' idea precisa sull'allattamento, finchè l'ho provato dal "vivo" e non ho più smesso.
Ci tengo a dire che non non ho fatto una vera scelta, ovvero non sono una guru dell' allattamento a tutti i costi, mi sono solo lasciata trasportare dagli eventi.
I miei bimbi li attaccavo ogni momento in cui sentivo che ne avevano bisogno (nutrimento/coccola/rassicurazione/stanchezza...) e sentivo che quel momento faceva stare bene me e loro e piano piano mi sono fatta trasportare da queste belle emozioni positive anche se la fatica c'è, ma vederli stare bene mi fa dimenticare tutto. Ho allattato durante tutta la seconda gravidanza (scontrandomi con i dottori) e in tandem nel periodo di lockdown e piano piano Samuele ha abbandonato il seno di giorno per richiederlo solo la sera per addormentarsi.
Ora mi ritrovo in un periodo in cui il mio pensiero è: "e se avessi sbagliato a non terminare l'allattamento prima?e se avessi creato una sorta di dipendenza dal seno al mio bimbo? forse non sarebbe stato meno traumatico staccarlo quando era ancora piccolo e non sarebbe stato bene insegnarli ad addormentarsi in un altro modo? e se non si vorrà mai staccare?"
Tutto questo perché ad oggi lui non si addormenta senza il seno e se gli propongo un rituale diverso provoco uno stato di rabbia e frustrazione senza eguali vanificando tutti i miei sforzi quotidiani per ottenere una buona relazione con lui. Mi dico che in questo momento lui non è pronto ad abbandonare il seno e proseguo a "tetta" alta, ma sono anche consapevole che prima o poi dovrà abbandonare il seno e non so più se lo farà lui spontaneamente. E se questo errore lo stessi facendo anche con Beatrice?Se arriverà un giorno in cui dovrò forzatamente togliere il seno provocando così forse più danni emotivi, essendo più consapevoli?
Insomma vorrei tanto trovare il giusto modo per accompagnare i miei bimbi verso il termine dell'allattamento senza che loro leggano in questo gesto un mio rifiuto, una mancanza di amore. Scusami lo sfogo, mi piacerebbe saper cosa ne pensi. Grazie e un abbraccio.

Carlotta

Cara Valentina, grazie per il tuo commento e per averci raccontato la tua esperienza. Onestamente mi senti di dirti che non hai sbagliato nulla: non c'è un giusto o sbagliato, ogni madre è la proprietaria del suo seno e la decisione di come usarlo spetta solo a lei (io non smetterei di dire che allatti ancora, lo direi "a testa alta", come dici tu — che mi ha fatto sorridere). Ovviamente Samuele fa fatica a lasciare andare il seno, è l'unica coccola fisica e primitiva che lo lega ancora a te, che lo fa sentire ancora parte di te: credo che questo attaccamento sia molto bello e per nulla malsano.

Il problema è se lo vivi male tu. Se tu vuoi smettere questa coccola serale, allora lì sì che devi iniziare a lavorare con lui per lasciarlo. E anche in questo non c'è nulla di male, è il tuo seno, è tuo diritto dire basta.

Io credo che lo farà lui spontaneamente, ma credo anche che sia importante iniziare a fargli capire che il tuo seno fa parte del tuo corpo e ha bisogno del tuo consenso per prenderlo (non è un rifiuto o una mancanza di amore, è una richiesta di rispetto). E così poco a poco iniziare il distacco, che non sarà traumatico, se lo farai nel rispetto di entrambi (i pianti ci saranno, ma esprimere le proprie emozioni è normali, non è un trauma). Iniziare già solo a chiederti se ti va, per esempio, invece che esigerlo, potrebbe essere il primo passo.

Se tu sei felice di allattare così come stai facendo, bloccherei le altre vocine dentro di te che ti dicono che è un problema e ti fanno tutte quelle domande a trabocchetto "E se questo errore lo stessi facendo anche con Beatrice?": la risposta è: non lo stai facendo anche con Beatrice, perché non è un errore, è quello che tu, Valentina, sentivi di poter offrire.

Ps. Ho avuto un problema tecnico con i commenti, ma ora sto recuperando! 💕

Elena

Ciao, bellissima questa storia sull allattamento.. Non credo che la tua bimba tocchi il tuo seno perché è rimasta traumatizzata, credo abbia solo trovato un altro modo per stare bene. Il mio bimbo ha lasciato il seno un mese fa dopo una brutta influenza, e anche lui per dormire o per tranquillizzarsi tocca il mio seno.

Carlotta

Può darsi che tu abbia ragione, se solo potessero dircelo loro! 💕

Sonia

Ciao Carlotta!
Non smetterei mai di ascoltarti e proseguo questo mio viaggio tra i tuoi podcast come quei momenti che dedico a me isolandomi dal mondo, magari addormentando in braccio il bimbo ma comunque siamo io e te
La mia esperienza con l’allattamento è semplice, il mio primo figlio ha smesso da solo gradualmente, ha abbandonato le poppate diurne, quando ero in procinto di tornare a lavorare la sera ha cominciato ad addormentarsi senza tetta e a 18 mesi l’unica tetta che prendeva la notte ha smesso di chiedermela
Per quanto mi sia dispiaciuto ho amato il fatto che sia avvenuto secondo i suoi tempi, perché veramente tremavo al pensiero, mi dicevano lo lasci piangere, dopo tre notti vedrai che perderà l’abitudine
Mi faceva stare malissimo l’idea
Ora con il piccolo di due mesi ricominciamo e spero di avere un percorso felice come con il fratello e anche se hanno già ricominciato a dirmi che è sempre attaccato, io ignoro e proseguo per la nostra strada
Ieri per la prima volta non ha voluto attaccarsi al seno, a posteriori probabilmente perché era un po’ intoppato e quindi non voleva mangiare anche se aveva fame
Quindi presi dalla disperazione del suo continuo pianto abbiamo comprato il latte artificiale
Non ti dico il dolore che ho provato al pensiero che ci fosse qualcosa in me che non andava, sentimento che il mio compagno non ha compreso e non ha trovato il modo giusto per darmi conforto
Non ero pronta a lasciare l’allattamento ma cercavo di ripetermi che avrei fatto quello che il mio piccolo sentiva che era giusto per lui
Oggi, con il pancino più libero è tornato al seno ed è tornata la mia serenità

Carlotta

Grazie mille per aver condiviso la tua esperienza con noi! 💕

Maria

Cara Carlotta,
Ti seguo da poche settimane e sono già arrivata a questo episodio del podcast!
Mi fa bene ascoltarti, mi dà nuovi spunti e mi rassicura.
Quando è arrivato questo episodio del podcast (ti seguo di continuo su spotify mentre guido..) stavo invocando con tutte le mie forze il fatto che parlassi di questo argomento, ne avevo proprio bisogno..e lui è arrivato!
Ho un bambino di 2 anni e 3 mesi e lo allatto ancora. Questo fatto di per sé genera continui giudizi attorno a me, e questo genera in me confusione, incapacità di essere totalmente chiara e onesta con me stessa riguardo all'allattamento perché non so più se agisco spinta da un desiderio mio o da quello di esprimere la mia volontà indipendentemente dal giudizio altrui.
Non so quale sia stata la tua esperienza in merito ma io da quando Ismaele ha circa un anno (anche poco prima forse) sento continuamente commenti di sorpresa/malcelato rimprovero quando dico di allattarlo ancora. Giudizio che viene sia da persone che nemmeno mi conoscono bene (e allora me ne frego totalmente) sia da persone più vicine, in particolare i miei parenti, cosa che non mi fa bene.
Io ho avuto la fortuna di avere un allattamento senza alcun intoppo, nonostante fossi pronta al riguardo, e che mi ha sempre provocato molta gioia. Il mio bimbo sin da piccolissimo si faceva capire: voleva che quando lo allattavo mi dedicassi totalmente a lui, non parlassi con nessuno né leggessi, potevo solo guardarlo mentre lui si godeva il nostro speciale modo di stare assieme. Per lui, diversamente da altri bambini, si trattava molto più di una coccola che di un semplice nutrimento, motivo per cui lo svezzamento ha ridotto il numero delle poppate ma non ne ha scalfito minimamente l'importanza!
Ora la mia confusione nasce dal fatto che da qualche mese per me il gusto di questo nostro momento un po' si è ridotto, soprattutto la notte perché lui se si sveglia (di solito 1/2 vv a notte) vuole assolutamente solo me e nei momenti di stress in cui può arrivare a chiedermi "titti" (anche lui la chiama così) ogni 10 minuti, per alleviare ogni sua minima crisi o frustrazione. E guarda caso quando è particolarmente in stressato? Quando siamo dai miei! Che già non vedono di buon occhio la cosa e continuano a mandare frecciate e dire che è "viziatino"..
Vorrei fare un "piano d'azione " come avevi fatto tu a suo tempo.. e soprattutto vorrei chiarire i miei sentimenti per capire come comportarmi...

Carlotta

Cara Maria, secondo me prima di tutto accogli e accetta la tua verità di base: che l'allattamento vi ha reso felici finora. Su questa base, nessuno può intaccare quella felicità giudicandola o criticandola. Le persone puntano le dita facilmente e, per una ragione o per l'altra, ultimamente viene preso di mira anche un atto naturale come l'allattamento: lasciati scivolare i commenti addosso. Sorridi e passa oltre. Quando ti criticano, concentrati su quanta felicità vi ha dato l'allattamento e a quanto quel modo di stare insieme presto sarà finito per sempre.

Ma (e c'è un "ma") accogli anche questa nuova sensazione (lecita e legittima) di non averne più voglia e comincia da lì con il tuo piano d'azione: comincia a far capire che il corpo è tuo, che Titti è tua e che potete continuare questo momento vostro e intimo ancora per un po' a patto che renda felici entrambi, quindi sono quando sia tu sia lui ne avete voglia. Questo secondo me è il primo passo. 🙂

La verità è nel mezzo.se andiamo a vedere i dati sull'allattamento (piuttosto datati ) molto meno della metà delle mamme prosegue l'allattamento oltre il terzo mese. Fa pensare. Fa pensare che non c'è informazione che c'è superficialità.parlo anche per esperienza personale.mamme che non avevano latte, nessuna.la penserei al cento per cento come te se non ci fosse questo dato...

Ciao Cerlotta,
Ti seguo da pochissimo ma già solo il fatto di ascoltarti mi da la carica per diventare una mamma migliore. Il tema dell'allattamento è delicatissimo e a distanza di 1 anno continuo ad avere il rimorso di aver smesso...
Mi spiego: io ho ADORATO allattare, grazie anche al fatto di non aver avuto particolari problemi e grazie al mio bimbo che voleva la tetta SOLO PER MANGIARE. Non l'ha mai scambiata per un ciuccio e non appena era sazio si staccava (e non voleva nemmeno più stare in braccio...). Dopo lo svezzamento completo (pranzo e cena) lo allattavo a colazione, poi verso le 18 perché era il momento di maggior stanchezza e poi prima di andare a nanna...ma non era lui a chiedermelo. Se io gliela proponevo lui non rifiutava ma lui non la chiedeva mai. Sicché verso i 13 mesi mio marito ha cominciato a dirmi che era ora di smettere, che lo viziavo, che tanto lui non la voleva più e mi ha fatto venire il dubbio che avesse ragione. Così da un pomeriggio all'altro ho smesso di dargliela anche alle 18 e tutto è finito così...senza urla e senza pianti....ma con il rammarico di aver ascoltato altri anziché il mio cuore. Il mio bambino però non se n'è nemmeno accorto...può essere che fosse pronto più lui di me a staccare questo legame????

Carlotta

Arrivo a passo di bradipo, ma arrivo! 🦥

Non posso risponderti a questa domanda, ma posso dirti che credo sia ora di lasciare andare questo senso di colpa, di smettere di vivere con questo rimorso e perfino di "giustificarti" per la tua decisione. Magari è come dici tu, magari era pronto più lui di te, o magari no.

A questo punto non ha più importanza, perché è passato. Quello che credo abbia moltissima importanza, invece, è che tu possa usare questa situazione che ti ha causato rammarico come promemoria per il futuro di mettere te e il tuo cuore sopra gli altri. 🌸

Silvia

Ciao Carlotta, ascolto sempre i tuoi podcast e mi piacciono tantissimo, ma questo l’ho volutamente ignorato fino ad oggi. Per me l’argomento allattamento è ancora difficile da affrontare: ho allattato mio figlio in modo esclusivo solo per un mese, per me era una tortura, non stavo bene e di conseguenza usciva poco latte. Leggevo ovunque che l’alimento migliore per mio figlio era il mio latte e decidere di dargli l’artificiale mi faceva sentire una pessima madre e ciò aumentava la mia frustrazione e faceva diminuire ancora di più il latte. Oggi ho trovato il “coraggio” di ascoltare il tuo podcast e posso solo dirti grazie! Grazie di cuore per avermi aiutata a riflettere e per avermi aiutata a perdonarmi perché la persona che mi giudicava maggiormente ero proprio io!
Silvia

Carlotta

Sono felice. Non ho altre parole. Ho provato a metterci tutto l'amore e l'empatia di cui sono capace e sono felice che si senta, per me era molto importante! Grazie per il tuo commento 🌸

LaCri

Cara Carlotta, ti ringrazio per questo episodio del podcast perché ti dico la verità: quando ho letto il tuo post sull'allattamento, forse letto anche in un momento un po' delicato della mia storia di allattamento ma comunque, sono rimasta un po' delusa. Non per la tua opinione ma perché dopo tutto quello che avevo letto di tuo, dopo tutto quello che ho ascoltato di tuo mi sono fatta una certa idea della persona che potresti essere e quel post così accusatorio mi ha fatto un attimo vacillare.

Devi sapere che non ho avuto grossi problemi nell'avvio dell'allattamento di mio figlio, a parte qualche irritazione al capezzolo, qualche ingorgo, forse la cosa più difficile è stata capire quanta richiesta avesse il mio piccolo. I primi due mesi mi è parso di averli passati attaccata a quel divano e a quell'esserino che sembrava non saziarsi mai, motivo per il quale a quasi tre mesi la pediatra mi ha dato la famosa "giunta". Devo dire che, nonostante quell'allattamento continuo mi risultasse tanto totalizzante e di conseguenza difficile, l'introduzione del latte artificiale io non l'abbia presa molto bene. Mi ricordo ancora i pianti perché pensavo di essere una mamma incompleta, di non essere più in grado di fare qualcosa di speciale per lui. Inoltre le persone accanto a me non mi hanno sostenuto molto, dicendomi che con il latte artificiale avrei potuto rallentare l'allattamento al seno e questo non ha di certo aiutato il mio benessere al tempo. Fatto sta che ho fatto di testa mia e non ho smesso di allattare, non ho neanche rallentato, ho continuato imperterrita a dargli il seno, prima del biberon, dopo, sempre. Ed ecco che col passare dei mesi quella bottiglietta ha avuto sempre meno attrattiva alle labbra di mio figlio ed ora che sono passati quasi sette mesi, abbiamo iniziato da un po' lo svezzamento e l'allattamento ha continuato come sempre (soprattutto di notte...), i biberon sono lì a riposare sullo scaffale. Li teniamo, per sicurezza, per quando andiamo fuori per tante ore e magari mi è impossibile o scomodo o non ho voglia di dargli il seno. Ma ho vinto io, alla faccia di tutti.

Con questo non voglio dire che sono contro l'allattamento artificiale o che ci sia qualcosa di male nell'aggiunta di latte artificiale ma che, come hai detto anche tu nel podcast, ogni mamma deve fare e dare quello che la fa star meglio, quello che le sembra la scelta migliore per quella diade unica ed irrepetibile creata da QUELLA mamma e QUEL/LA bambino/a.

Carlotta

Grazie mille per aver dedicato il tuo tempo a scrivere la tua esperienza. Credo fortemente che la condivisone vera e onesta possa aiutare tante altre mamme. Grazie di cuore!

Federica

Ciao Carlotta,
vorrei raccontare la mia esperienza (ancora in corso, mia figlia ha quasi sei mesi) con l’allattamento perché nel mio caso il dito inquisitore è stato mosso contro l’allattamento e non a fovore.

La diade composta da me e mia figlio è disastrata per due ragioni.

La prima è che per non so quale misterioso motivo il mio seno tende a infiammarsi praticamente ogni due giorni. Combatto da mesi con dotti ostruiti, ingorghi e mastiti (anche io, come te, curate solo con massaggi profondi sotto la doccia, impacchi freddi per sfiammare e spremitura manuale) e quindi per me il dolore al seno è una costante della mia vita dalla nascita di mia figlia.

La seconda è che a causa di un calo di peso sofferto dalla mia bimba ho dovuto dare delle aggiunte e per salvaguardare l’allattamento, le ho date tramite il sistema DAS. Pensavo fosse solo una situazione temporanea ma non avevo fatto i conti con una cosa importantissima: il temperamento di mia figlia. Sensibilissima al minimo cambiamento, se ha protestato vivamente per accettare il DAS dopo pochissimo tempo ne è diventata dipendente, rassicurata da quel bel flusso abbondante e aggiuntivo di latte. Adesso non si attacca al seno se non con il sondino, a meno che non cerchi il seno per altro che non sia la fame.

Chiunque attorno a me ha iniziato a farmi addosso, dicendomi che ero folle a continuare una situazione del genere, che con il latte artificiale non è morto mai nessuno (verissimo, per carità), che con il biberon potevo delegare la cura di mia figlia a chiunque. Insomma, concludevano dicendomi che ero una fanatica estremista dell’allattamento.

Nessuno è venuto a chiedere le mie ragioni, avrebbero così saputo che allattare è la cosa che più desideravo nel momento in cui ho scoperto di essere mamma. Hanno solo continuato a guardarmi e giudicarmi, quando invece avrei avuto bisogno di qualcuno che mi desse sostegno a metabolizzare il fatto che il mio allattamento non stesse andando così come avevo desiderato, ma che ero la mamma migliore per mia figlia perché ero la sua mamma.

Tutti pronti a giudicarmi folle ed estremista, quando invece avevo bisogno solo di un abbraccio e di un incoraggiamento. Perché in fondo l’unica a poter decidere cosa fare sono io.

Sto sbagliando?

Carlotta

"Fanatica estremista dell'allattamento", quante volte l'ho letto o ogni volta mi rattrista rendermi conto di quanto poco le persone siano responsabili del peso che hanno le proprie parole. Grazie per aver condiviso la tua esperienza con noi!

Ps. No, tu non stai proprio sbagliando. Sei l'unica che può decidere perché il corpo è tuo e l'unica persona a cui devi dare spiegazioni è tua figlia perché la decisione la tocca in prima persona. 🌸

Barbara

Grazie Carlotta! Quello che mi porto dalle tue parole è ascoltarsi, capire i capanelli d'allarme e farci i conti, distruggere i sensi di colpa, calpestarli sotto i piedi perchè servono a niente! Sono quasi 4 anni di allattamento per me di cui 10 mesi in tandem, con la prima ho smesso in modo meschino, mentendole, all'estremo della salute mentale, non avendo gli strumenti o non volendo affrontare la situazione per quella che era, in maniera rispettosa per entrambe, anche la mia Rebecca oggi quasi 4 anni non dorme se non tocca la tetta, io accolgo e me la stringo forte e penso che non le mentirò mai più nella mia vita. Adesso inizio a sentire quei segnali di cui tu parli con la mia seconda bambina quasi duenne, fastidio fisico, ho i capezzoli doloranti, e vorrei tanto riavere il mio corpo, dormire in posizioni più comode e non sempre di lato, vorrei non interrompere ogni pasto perchè lei vuole la tetta anche se è sazia, ecco che lo faccio per responsabilità, per mettere il suo bene prima del mio, ma non è un piacere come prima e lo dico con tanto dispiacere. Il pensiero di smettere c'è devo trovare il coraggio e la consapevolezza di farlo. ❤

Carlotta

Grazie a te per queste tue parole, per averci raccontato la vostra esperienza, e spero davvero che le mie parole ti possano aiutare un pochino nel tuo processo 🌸

Grazie Carlotta. Sei una medicina per me.

Sto vivendo un brutto momento. Anche io, come è stato per te, sono stremata dalla mancanza di sonno. Il mio piccino ha quasi 6 mesi, non dorme mai e quando si sveglia vuole SOLO il mio seno. Sono stanchissima e confusa.
Tutti, pediatra compresa, dicono che devo smettere di allattarlo (per lo meno di notte) per “fargli capire che di notte si dorme e non si mangia”.
Non so cosa fare, in bilico tra un desiderio carnale di voler dormire almeno tre ore di fila (e quindi smettere di allattare almeno qualcuno potrà sostituirmi di notte) e la vocina interna che mi dice “devi allattarlo perché sei la sua mamma”.

Tiro avanti ancora un po’, spero che lo svezzamento porti novità è un po’ di pace.

Carlotta

Ti capisco, è davvero una decisione difficile. Io, sarò sincera, durante i mesi più duri di privazione del sonno, non ho pensato di smettere di allattare, anzi, quella mi era sembrata la soluzione più facile: tenerla nel mio letto e attaccarla appena si svegliava affinché tutti ci riaddormentassimo subito. Certo, non dormivo comunque, ma almeno non dovevo alzarmi dal letto o sentirla piangere se andava Alex (che mi svegliava comunque). Sembra un tunnel infinito (anche se non lo è), ti capisco. Incrocio le dita che lo svezzamento aiuti (ma per piacere, non avere aspettative, perché nella mia esperienza peggiorano). 💕

Elisa

La cosa piú bella per me che lascia questo tuo podcast è il pensiero che coerenza non significhi rigidità e quanto mi aiuti a migliorare come persona allenare quasi quotidianamente la mia flessibilitá come genitore. Non solo per quanto riguarda l’allattamento. Credo sia importante che coerenza e istinto trovino entrambi spazio nella relazione con un figlio.
Grazie.
Elisa, innamorata dell’allattamento al seno, mamma di Lena, 9 anni e di Ida, 2 mesi, soprannominata Titti per ovvi motivi!🥰

Carlotta

Grazie, speravo che arrivasse quel pensiero. Coerenza non è rigidità. L’hai riassunto benissimo. 💕

Rosalba

Un argomento stupendo per tante donne, ma spinoso per altre, che tu come sempre hai saputo trattare con delicatezza, rispetto e sensibilità.
Per me è al tempo stesso meraviglioso ed una spina nel fianco, perchè ho avuto con i miei figli due esperienza diametralmente opposte. Gabriele non sono riuscita ad allattarlo, ed onestamente ancora dopo sei anni non sono riuscita a spazzare via la mia tristezza, perchè lo volevo con tutta me stessa ed è stata una profonda delusione. La causa è stato un mix esplosivo di problemi grossi di avviamento (lui non si attaccava, non riusciva neanche ad iniziare la poppata...subito dopo il parto è stato lontano da me 12 ore e gli hanno dato il biberon, sono certa sia stato quello il motivo), ma avevo iniziato a cercare di risolvere con una consulente, anche se non era semplice perchè io ero sempre attaccata al tiralatte e gli davo aggiunta mia con un sondino (non doveva assolutamente vedere biberon dato che il mancato attacco era dovuto a quello). Poi si è aggiunto un mio improvviso problema di salute, ho dovuto prendere farmaci e tanti medici interpellati dicevano che erano incompatibili con l'allattamento, la consulente invece diceva che potevo continuare (allora io non sapevo, come so invece oggi, che purtroppo moltissimi medici non sono informati e danno per scontato che nessun farmaco si possa assumere). In definitiva, mi sentivo confusa, non sapevo a chi credere, ero stanca e avvilita perchè niente era andato come immaginavo e sognavo, sapevo che ad inizio allattamento si poteva incorrere in problemi come mastiti, ingorghi, ragadi, attacco errato da correggere, ma nessuno mi aveva detto che poteva accadere che mio figlio non riuscisse affatto ad attaccarsi. Inoltre nei tre giorni di degenza in ospedale ero anche stata derisa dal personale, che anzichè aiutarmi mi liquidava con frasi come "non è possibile che non si attacchi" oppure "vabbè ma ancora è solo colostro, non hai latte". Insomma, un incubo. Per un pò ho perseverato, un paio di settimane in cui mi tiravo il latte e lo buttavo piangendo, perchè speravo che una volta terminata la cura avrei potuto riprovare. Poi ho capito che era una lotta contro i mulini a vento, che la cura sarebbe durata mesi, e ho detto addio a ogni speranza.
Ancora oggi mi vengono le lacrime se ci ripenso, perchè ho ancora sottopelle quelle sensazioni di impotenza e delusione, anche se so che non ha senso...razionalmente, con le scarse conoscenze che avevo allora, ho davvero fatto tutto quello che era possibile.
Con Federica è stata tutta un'altra storia, e non perchè con lei non sono sorti problemi, ma solo perchè io ero diversa. Ero molto più informata, molto più determinata e soprattutto sicura di me, come spesso accade col secondo figlio. Intanto lei ho fatto in modo che non me la portassero via la prima notte, è stata subito con me e subito attaccata. Con lei ho avuto inizialmente ragadi, e con la consulente abbiamo corretto l'attacco. Ho avuto diverse mastiti, e una di queste, quando la bambina aveva 3 mesi, è sfociata in un dolorosissimo ascesso mammario, hanno dovuto incidere (senza anestesia, perchè l'infezione era tanto grave che non avrebbe fatto effetto) e svuotare letteralmente il seno dall'infezione, più doloroso del parto in se. Ma non ho mai pensato di mollare un solo istante, le ho dato qualche aggiunta di artificiale nelle due settimane successive all'intervento perchè dal seno operato non riuscivo ad allattare ancora (ma tiravo intanto il latte per mantenere la produzione), e poi abbiamo ripreso per...non smettere più!
Adesso lo sai, lei fra pochi mesi compie 4 anni, e siamo ancora dentro questo percorso meraviglioso, non so quando lei lascerà il suo "lattuccio" (il seno per lei si chiama così), ma sarà semplicemente quando deciderà che non ne ha più di bisogno.
La mia esperienza è di felicità con un retrogusto amaro, non nascondo appunto la mia incapacità fino ad oggi di non sentirmi in colpa con Gabriele.
Ma spero che un giorno, magari quando lui sarà grande e gli spiegherò come sono andate le cose, riuscirò a passare oltre.
Sulla questione giudizi invece, ho fatto un percorso simile al tuo, perchè all'inizio io che desideravo allattare con tutta me stessa e non avevo potuto farlo, non riuscivo a tollerare mentalmente che altre potessero e non volessero. Adesso sono molto più tollerante, le sensazioni personali e il vissuto di ciascuno sono così diversi.
Però è anche vero, secondo me, che tante mamme che scelgono di non allattare, farebbero probabilmente una scelta diversa, se fossero adeguatamente informate e supportate, cosa che ancora oggi in Italia, e soprattutto al sud ahinoi, scarseggia fortemente.
Io nel mio piccolo cerco di incoraggiare e supportare le amiche, ma se sento disagio o chiusura, non vado oltre, ciascuno ha il diritto di essere madre a modo proprio.

Carlotta

Rosalba, grazie mille per aver condiviso con noi entrambe le tue esperienze! 😍

Valentina

Grazie Carlotta per questo racconto bellissimo...io sono nella fase in cui vorrei smettere di allattare almeno di notte e riappropiarmi del mio coropo proprio come dicevi tu....il problema è che la mia bimba di 18 mesi è molto testarda e quando ho provato a non darle il seno piange tutte le sue lacrime e io non sopporto vederla piangere, così dopo un pò cedo...non so come fare a smettere di allattarla senza che lei si disperi...sono un pò demoralizzata e non so come agire...

Carlotta

Io ti consiglierei di iniziare dal farle sentire durante il giorno che il seno è tuo e che lei deve rispettare il tuo corpo. A 18 mesi può iniziare a capirlo. Parlale come parleresti a un adulto, spiegale quello che provi (in un momento in cui non vuole il seno) e poi piano piano inizia a ridurre (“ok, ma solo per 5 minuti, mettiamo un timer”: questo inizia a farle capire che sei tu che decidi per il tuo corpo). E poi continua con frasi che portino un piccolo cambiamento ogni volta: “ok, ma prima devo andare a fare pipì”, “adesso non posso, tra 10 minuti sì. Mettiamo un timer?”; “ora non ne ho voglia, vieni leggiamo un libro e poi il seno”. Poco a poco. 😊 È un processo, e secondo me farle capire che il seno è tuo è il primo passo. 💕🤞

Erika

Aspettavo questo tuo pdcast, ero davvero curiosa di ascoltare la tua esperienza riguardo questo argomento!
Io sono mamma di Gioele che oraa ha 2 anni e 5 mesi, avevo da sempre pensato che avrei allattato a richiesta, ma seguendo un piano ben preciso ("a richiesta" e "seguendo un piano ben preciso" fanno un pò ridere nella stessa frase 🤣). Quando ero incinta mi sono detta "lo voglio sicuramente allattare, ma poi quando arriva a 6 mesi basta! Mi sembra già tanto"....poi sono passati 6 mesi e mi sono detta "Erika ma sei proprio stupida! Come hai fatto a pensare di poter smettere dopo così poco tempo! Lui ne ha ancora così tanto bisogno! Bisogna arrivare almeno ad un anno!"....e niente siamo ancora qui super tetta-dipendendi!
Credo che "tetta! sia una delle prime 5 parole che ha detto Gioele!
Durante il lockdown dell'anno scorso, vi ha messa davvero a dura prova, con me non faceva nessuna attività, solo la tetta! Con me non voleva giocare, non voleva leggere, non voleva mangiare....io ero solo la TETTA! Se ci sedevamo a giocare, dopo nemmeno 1 min lo avevo addosso a chiedere la tetta, se uscivamo in giardino dopo 1 min (quando dico 1 intendo proprio 1!) chiedeva la tetta ed erano disperazioni!
Questa tragedia finiva appena sparivo io, e con me la tetta! Sono arrivata a pensare che io e la tetta gli stessimo creando un disagio, ho iniziato a pensare che lui non stesse bene con me, che non provasse nessun piacere a fare con me attività che non riguardassero la tetta. Ho pianto, caspita quanto ho pianto, dicevo di voler smettere, dicevo che non ci riuscivo, che le sue urla mi facevano venire un tale nervoso, che non lo sopportavo....forse, semplicemnete, non ho mai voluto smettere!
Nella fase disastrosa provavo a parlargli, dirgli che dovevamo un pò rallentare, che il corpo era mio, che volevo che chiedesse "il mio permesso" e che non volevo che mi si lanciasse a capofitto dentro la maglietta....questo lo sa da quando è molto piccolo ma, a volte, anche tra il sapere e il fare c'è di mezzo il mare!
Finito il lokcdown, la situazione ha iniziato a migliorare un pò...ma la vera svolta c'è stata da qualche mese a questa parte! Ho iniziato a ridurre la tetta durante la giornata, ora durate il giorno abbiamo quasi appuntamenti fissi:la mattina appena sveglio, il pomeriggio per addormentarsi (se ci sono iio a casa o se non è con la sua dada), la sera prima di dormire. Poi ovvimente ci sono i momenti in cui ha bisogno di consolazione, che gestico in modo differente a seconda del caso.!
Nei momenti in cui vuole la tetta per noia o senza un apparente motivo, sa che la può prendere per 10 secndi! La "regola dei 10 secondi" per noi è stata una svolta! Viene proprio lui e mi dice "mamma titta dieci!".
E per quanto riguarda il toccare la titta, bhe, credo che lo farà per l'eternità 🤣🤣🤣🤣 "titta mano!" credo la sua seconda frase preferita!
La tetta di notte invece è ancora un argomento su cui dobbiamo lavorare molto (e non vedo lora!) ma piano pianp ci arriveremo!

Scusa la lungaggine....ma hai chiesto di condividere e l'ho fatto 😊😊😊

Carlotta

Erika, grazie infinite per aver condiviso la tua esperienza, aiuterà tante mamme! 💕

Ciao Carlotta! Episodio bello ricco come sempre. Sono d'accordo con te che quello che desidera la mamma è fondamentale, ma penso sia importante sottolineare che questa scelta va considerata in entrambi i sensi. Io volevo allattare, ce l ho messa tutta, ci sono riuscita e proseguo tutt'ora, ma non mi sono sentita per niente sostenuta in questo. Forse perché ho due gemelle, tutti
intorno a me, dal personale sanitario ad amici e familiari, continuavano a dire che non ci sarei riuscita, che mi sarei stancata, che non era possibile che mi bastasse il latte. Dopo il problema è stato che ero sempre a seno scoperto, che le allattavo in continuazione etc etc..Questo non è sostegno dell'allattamento o comunque della mamma. Come hai detto tu, bisogna normalizzare il desiderio della mamma. Così come ho sentito un miliardo di volte di mamme che non allattano o che aggiungono artificiale perché il latte non basta. Questo non fa bene, sia che la mamma non voglia sia che voglia. È un tema che mi è molto caro e l'hai trattato con giustizia, grazie. Penso che fara' bene a molte donne.

Carlotta

Grazie per aver parlato anche di questa realtà. Io non l'ho vissuta direttamente (o indirettamente), e per questo non ne ho parlato, ma credo che leggere la tua testimonianza possa aiutare molte mamme. Grazie!

Giulia

Grazie infinitamente per questo episodio così vero...così autentico..... splendido

Carlotta

Grazie a te per il tuo commento 🌸

Nattero

Cara Carlotta come mi ritrovo nelle tue parole !!! 2 bimbi anche io ,il primo allattato fino ai 18 mesi e senza alcun problema . Tutto naturale , anche la decisione di smettere . Con il secondo ....rullo di tamburi 3 anni !!!. Che dire orgogliosissima ,però ero cascata anche io nella paura del giudizio . Perché ero comunque stanca , perché era abbastanza grande , perché ogni occasione era buona x attaccarsi , in pizzeria ,in spiaggia ,al lavoro , o dopo un litigio con il fratello o addirittura se mi sentiva al telefono con qualcuno .insomma spesso diventava frustrante anche x me . Però quando ero tranquilla amavo quei momenti . Quante volte ho parlato con lui ,spiegando tutto come hai fatto tu , ma niente lui voleva la pipa ( questo il nome con cui lui la chiama tutt'ora ) , è stato difficile , molto difficile . Avevo provato a diminuire ma niente , anche la notte si dormiva poco perché sempre attaccato . Ho pianto spesso perché mi sentivo incapace di farmi rispettare"...Poi un giorno di inizio settembre dell'anno scorso x colpa di una ciste sotto l'ascella ,dovetti iniziare l'antibiotico per poi due giorni dopo farla controllare .Pensa che fu tutto così repentino che non mi soffermai a riflettere sulla cura che dovevo iniziare . Ricordo ancora , avevo promesso ai bambini che saremmo andati in spiaggia perché era il mio primo giorno di ferie ma la dottoressa aveva valutato di inciderla subito durante il controllo . Ma io non mollai (perché testa dura ) e così con tanto di benda sotto il braccio e la zona anestetizzata decisi di portarli comunque.....puoi immaginare !!! Realizzai cosa stavo combinando quando vidi che il piccolo (stressato ovviamente) , fu vittima di scariche intestinali . Non ti dico cosa mi passò x la mente ma fu come accendere una luce in una stanza . Questo non era prendermi cura di lui ...anzi . E forse proprio perché mi sono sentita così male nei suoi confronti che gli spiegai che non potevo più dargli la pipa perché dovevo prendere delle medicine che potevano farlo star male. Incredibile mi stupi' , pianse molto ,x 3 giorni dormi' pochissimo ....ma rimasi stupita soprattutto la notte, momenti x lui che risultava automatico attaccarsi anche nel sonno, girarsi e invece di attaccarsi con la bocca ,allungare la manina e accarezzarla . Chiede ancora , ci ride me la bacia la accarezza dice che sono belle e si addormenta con la mano sopra . Proprio come fa la tua dolce Emily ! E lo sai cosa mi ha fatto stare bene ? Vedere un piccolo uomo rispettare la mia decisione e il mio corpo . Mi ha fatto riflettere molto ...sono piccoli ma molto più grandi e consapevoli di quello che accade intorno a loro di quanto lo immaginiamo . Ti abbraccio forte forte !!! Barbara !!

Carlotta

Hai ragione, sono piccoli ma molto più grandi e consapevoli di quanto pensiamo. Grazie per aver condiviso la tua esperienza! 🌸

Marco

Ciao Carlotta, il podcast di questa settimana mi ha davvero colpito al cuore!
Hai assolutamente ragione quando dici che la sanità mentale di una mamma è la prima cosa per crescere un bambino sereno.
Tante volte mi è successo di pensare a cosa era giusto o ci si aspettava da me nel crescere mio figlio, ci ho provato anche sentendomi a disagio e solo dopo essermi liberata dai sensi di colpa o dai giudizi, mi sono resa conto di quanto fosse più semplice accudire mio figlio e per lui, farsi accudire da una mamma serena.
Per quanto riguarda l'allattamento io e mio marito abbiamo frequentato un corso preparto davvero completo e diversi moduli riguardavano l'allattamento al seno e i benefici a lungo termine sui i bambini.
Ero partita pensando principalmente fosse una scelta responsabile, finché è nato, me lo hanno messo addosso e mi ha riconosciuto. Si è calmato immediatamente con il suono della mia voce, ha cercato i miei occhi per i primi 2 minuti, poi ha iniziato a sfregare con il naso sul mio petto, un balzo all'indietro con la testa ed ecco che era attaccato al mio seno e siamo rimasti così per 2 ore.
Lì ho capito che non era solo una scelta di responsabilità, ma la più naturale, sana, ovvia e amorevole che potessi fare.
La notte stessa non ho dormito. Lo guardavo, annusavo, allattavo, baciavo... Ma la mattina dopo me lo hanno tolto per un valore alto e lo hanno messo in terapia al nido.
Dal nido mi hanno suggerito l'aggiunta almeno la notte, se avesse avuto fame fuori dall'orario della visita, gli avrebbero dato l'aggiunta... Ho risposto "no! La mamma c'è! Mettete in cartella che mio figlio non prende aggiunta e ogni volta che mi cerca mi venite a chiamare! La mamma c'è!". Mi hanno odiata penso... Perché ero lì quasi ogni ora, stremata, senza riposo. La forza me la dava mio figlio che aveva bisogno di me.
Siamo usciti dall'ospedale dopo una settimana, l'allattamento era avviato alla perfezione ma dopo un mese mio figlio iniziò a rifiutare il seno, a rigurgitare spesso il mio latte e a lamentarsi! Un giorno mi tirai il latte e glielo diedi con il biberon... Sì tranquillizzo', bevve tutto e si addormentó.
Di lì la convinzione che il male per mio figlio fossi io e il mio seno.
La pediatra mi consiglio il latte artificiale anti rigurgito, le consulenti che interpellai in quel momento mi diedero molti consigli ma non riuscirono a capire bene il problema.
Il centro ostetrico dove avevo svolto il corso preparto e il circolo di mamme però mi spronarono ad approfondire e da me indagai a lungo, mi misi a cercare cosa potesse essere.. Nel frattempo quando non riusciva ad attaccarsi, mi tiravo il latte.
Scoprii così di avere una risposta ossitocita alta, ovvero il mio latte zampillava in gola a mio figlio che, soprattutto quando era stanco, non riusciva a gestire il flusso. Di lì la svolta, diverse tecniche mi hanno portato ad allattare in serenità e gestire questo problema.
Non è facile ed imbarazzante perché in pubblico a volte succedeva che si vedesse zampillare fuori il latte dal mio seno ed io ero sempre sporca, ma non mollare mi ha permesso di garantire tutti i benefici del caso a mio figlio e avviare uno svezzamento fantastico o meglio, una alimentazione complementare a richiesta (che merita tutto un capitolo a parte).
Mio figlio a 13 mesi, un giorno ha deciso che il mio capezzolo lo faceva ridere tanto, per tre giorni si è attaccato solo 2 minuti e poi non l'ha più voluto. Con la serenità più assoluta.
Quando penso a quell'ultimo allattamento un po'mi commuovo perché non sapevo fosse l'ultimo, non me lo sono goduto fino in fondo, e un po'mi manca essere la cura ad ogni suo male (lo sono ancora ma in modo molto diverso).
Perché allattare è inizialmente difficile, impegnativo ma allattare non è solo dare da mangiare a tuo figlio... è donare la tua calma, il tuo amore, il tuo nutrimento, il tempo... Tutta te stessa, la sua mamma (tutto quello che serve ad un bambino per crescere sano).
Un abbraccio,
Valeria

Carlotta

Che bellissimo commento. Grazie per aver condiviso la tua esperienza, sono sicura che aiuterà molti genitori! 🌸

Carlotta cara,
Attendo il venerdì con ansia :
Adoro i tuoi podcast, e anche questo mi ha fatto riflettere. Sono una mamma peer / consulente volontaria per l'allattamento, e queste tue parole sono state importanti e formative tanto quanto un incontro del mio "gruppo di mamme" ! Sto imparando che ogni mamma ha la propria storia e il diritto di allattare (o no!), e la cosa che più aiuta è sentirsi comprese, capite, ascoltate e non giudicate se si hanno difficoltà in questa fase così delicata della maternità. A mio avviso purtroppo, ancora oggi le neo mamme sono lasciate sole, senza informazioni adeguate né aiuti competenti e soprattutto empatici in materia di allattamento; grazie per questo tuo contributo prezioso ! Un abbraccio Carlotta, è un piacere seguirti ! :)
Sara

Carlotta

Grazie per questo tuo commento, Sara! Sono d'accordo con te, dovrebbe esserci più una comunità (non sui gruppi Facebook, perché io li trovo davvero deleteri) in cui le mamme possano stare ritrovarsi. Io ho avuto un gruppo di mamme che è stata la mia ancora nella tempesta quando sono diventata mamma. Oltre a comunità locali e figure come te (importantissime!), è un mio sogno/progetto creare quella comunità sul mio sito e prima o poi lo farò. 🤞🏻

Roxana

Grazie Carlotta per aver condiviso la tua esperienza! Proprio di questo avevo bisogno. Ora che la mia bimba ha 12 mesi, stavo pensando di smettere allattare di notte. Proverò il tuo metodo con l'acqua. Un abbraccio 🤗

Carlotta

Grazie per il tuo commento: per noi l'acqua aveva funzionato con entrambi (anche con Oliver avevo tolto il seno così di notte). Ti consiglio comunque di cercare di non avere aspettative, ma di approcciarlo con curiosità e flessibilità: quello che funziona per noi non è detta che funzioni per voi. 💕

Chiara

Grazie. Hai davvero tutta la mia stima come mamma e come persona.
Mi è piaciuto anche il tuo modo di esprimere la tua crescita personale. Sei un grande esempio!

Carlotta

Chiara, grazie infinite per le tue parole! Sono una grande appassionata della crescita personale (perché credo che tutti possiamo intraprenderla), sono felice che arrivi! 🌸

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Montessori in 5': Un metodo per smettere di criticare
Ho deciso di creare una piccola rubrica sul podcast in cui vi parlo di Montessori, educazione consapevole, disciplina dolce, disciplina positiva (chiamatela come volete, io la c...
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Viaggiare a tempo pieno: domande e risposte
In questo episodio di Educare con Calma rispondo alle vostre domande (più ripetute) sul nostro stile di vita di viaggiatori a tempo pieno: perché lo abbiamo scelto, come ci mant...
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Empatia: 8 modi per praticarla e insegnarla ai nostri figli
Avevo promesso un articolo sul blog su come mostrare empatia ai bambini e credo che sia un argomento talmente importante che ho deciso di trasformarlo anche in un breve episodio...
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Conflitti tra fratelli: come li risolviamo in casa
In questo episodio di Educare con Calma, vi parlo di gelosia e litigi tra fratelli e vi racconto come noi risolviamo i conflitti in casa, come scelgo di essere un mediatore inve...
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Transessualità: intervista a Ethan Caspani
In questo episodio di educare con calma ho invitato Ethan Caspani a parlare di transessualità. Ethan è nato femmina, ma a 19 anni ha capito di essere un ragazzo trans e ha inizi...
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Realtà, fantasia e immaginazione per i bambini: che si fa?
Perché in Montessori (e secondo altri studi) non si espone i bambini alla fantasia sotto i 6 anni? In questo episodio rispondo a questa domanda frequente, analizzo la differenza...
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Q&A sul multilinguismo: rispondo alle vostre domande
In questo episodio rispondo alle vostre domande sul multilinguismo nate da vari sondaggi su Instagram. Ho scelto le domande che si ripetevano di più e ne ho aggiunte un paio che...
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La bugia del Natale: perché abbiamo scelto di non raccontarla
In questo episodio racconto come viviamo noi il Natale da famiglia non credente e che applica i principi Montessori e rispondo alle domande più frequenti che mi sono state fatte...
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Pene e vulva: normalizziamo le parole
Con questo episodio inizio una serie di conversazioni a tema sessuale, perché credo che in Italia se ne debba parlare di più, soprattutto tra famiglie con bambini. L'educazione ...
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"Non sono cresciuto Montessori e sono venuto su bene lo stesso!"
In questo breve episodio rifletto su una frase che ho sentito/mi è stata detta spesso per difendere l'educazione tradizionale (da genitori che crescono i propri figli con metodi...
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La rabbia, le urla dei genitori e una storia tibetana
In questo episodio sono stata ispirata da una storia tibetana a parlare di rabbia e del perché urliamo quando siamo arrabbiati. Riconoscere i perché e analizzare le mie reazioni...
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La morte spiegata ai bambini e il loro dolore
In questo episodio parliamo di un tema difficile, importante, forse un po’ tabù: il dolore e la morte. È giusto parlare della morte ai bambini? Come spiego la morte a mio fig...
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I nostri dietro le quinte del COVID in Nuova Zelanda e… dove andiamo da qui?
Lo ammetto. Ho registrato questo episodio più per me che per voi. Perché avevo bisogno di dire alcune cose a voce alta. In questo episodio ti racconto le nostre prime esperienze...
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La nostra routine con i bimbi
Mi chiedete spessissimo quale sia la nostra routine a casa con i bimbi e in questo episodio vi svelo che noi, una routine vera e propria, non ce l'abbiamo. Abbiamo una routine m...
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Sostenibilità: come sensibilizzare i bambini e i giovani adulti | Con Cristiana Cerri Gambarelli
In questa puntata a due voci di Educare con Calma – divisa a metà perché amo gli episodi corti - parliamo di sostenibilità e per farlo ho invitato mia sorella, Cristiana Cerri G...
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Intraprendere un viaggio nella sostenibilità | Con Cristiana Cerri Gambarelli
In questa puntata a due voci di Educare con Calma – divisa a metà perché amo gli episodi corti - parliamo di sostenibilità e per farlo ho invitato mia sorella, Cristiana Cerri G...
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Come aiutiamo i bimbi a sviluppare una relazione sana con il cibo
Questa puntata è stata ispirata da un’insalata buonissima che ha preparato Alex. :-D Non so come un’insalata mi possa ispirare a parlare di come, secondo me, un genitore può aiu...
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Quella volta che Oliver ha scelto di non andare a scuola
Questa puntata è nata in maniera spontanea in seguito a un episodio che ho raccontato su Instagram, ovvero la scelta di lasciare che Oliver decidesse con la sua testa anche se s...
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Quando i nonni si adattano ai principi Montessori / Con Savina Sciacqua
Questa è la seconda parte dell'intervista con la mia mamma e parliamo di un altro tipo di cambiamento nella vita di una persona: diventare nonni! Mia madre ci ha cresciute in ma...
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Reinventarsi / Con Savina Sciacqua
Con questo ospite sapevo che volevo parlare di cambiamenti di vita e di reinventarsi, perché questa persona lo ha fatto tante volte nella sua vita e continua a farlo tutt'ora. A...
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Quando i bambini non dormono…
In questo episodio (che a livello emotivo è stato più difficile da registrare di quanto mi aspettassi) vi racconto che cosa ho scoperto dal periodo in cui mi lamentavo di Oliver...
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La scuola uccide la creatività? Omaggio a Sir Ken Robinson
Il 21 agosto è morto Sir Ken Robinson, uno degli educatori che più ha influenzato il mio percorso nell'educazione dei bambini. Questo è il mio piccolo omaggio spontaneo a lui. I...
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Meglio fatto che perfetto
In questo secondo episodio "rompighiaccio" vi racconto un dietro le quinte del primo episodio e vi parlo del motto che, da quando sono mamma, mi ha aiutata a portare avanti i mi...
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Inizio un podcast! (credo)
Questa è la prima puntata del mio podcast. Non è perfetto, non è come lo volevo (cover a parte, che adoro!), ma dovevo pubblicarlo o non avrebbe mai visto la luce del sole. Alcu...