252. Scuola: passi pratici per gestire lo stress dei compiti
In questo episodio di Educare con calma esploro le ragioni per cui il momento dei compiti diventa così spesso una fonte di stress e vi racconto come possiamo trasformarlo in uno spazio di crescita, invece che di conflitto.
Parto da un cambio di prospettiva fondamentale: l’obiettivo dei compiti non è finire i compiti, ma aiutare bambinǝ a sentirsi competentǝ e fiduciosǝ delle proprie risorse.
Esploro cosa succede quando, anche senza accorgercene, ci sostituiamo a loro e trasmettiamo un messaggio di sfiducia, e vi propongo un’alternativa concreta: passare dal ruolo di «controllori» a quello di coach dei compiti, che significa accompagnare e offrire domande invece di soluzioni, presenza invece di pressione, lasciando spazio a errori, tentativi e ai tempi personali di apprendimento.
Vi porto infine alcuni passi pratici per iniziare a ridurre lo stress dei compiti e costruire autonomia, fiducia e resilienza.
:: In questo episodio menziono:
- il servizio 1a1 su La Tela
Carlotta: Benvenute e benvenuti a un nuovo episodio di Educare con calma oggi vorrei parlarvi di un momento che ogni pomeriggio o quasi tantissimi genitori vivono insieme ai bambini con un misto di direi fatica frustrazione e disagio poi mi direte voi nei commenti se ci sono delle altre emozioni nel mix se non ci fosse già scritto nel titolo quello di cui parlerò sarei curiosa di sapere che cosa è venuto alla vostra mente con questa frase che ho appena detto perché probabilmente ci sono sicuramente più momenti in un pomeriggio che generano queste sensazioni ma io oggi sto parlando del momento dei compiti. Non so se riuscirò a essere breve ma sicuramente questo sarà un episodio molto pratico perché quello che vorrei lasciarvi è proprio un set di strumenti concreti da applicare oggi stesso per trasformare questi momenti per renderli occasioni per costruire l'autonomia dei vostri figli e nutrire la fiducia nella relazione se sentite il bisogno di fare un lavoro più approfondito per migliorare gradualmente l'approccio ai compiti di vostro figlio sulla tela abbiamo varie risorse abbiamo tra l'altro una professionista secondo me meravigliosa che è Sara Ghirelli e la trovate anche sul nostro servizio uno a uno che è un servizio di aiuto personalizzato che funziona con un messaggio e tra l'altro è molto accessibile economicamente quindi se state vivendo un blocco, un nodo, un momento di fatica e in cui non sapete davvero in che direzione puntare I piedi questo servizio è veramente utile ve lo consiglio Sara Ghirelli come tutte le vostre professioniste sono a vostra disposizione Sara inoltre un workshop bellissimo sulla tela che è proprio tutto dedicato ai compiti e che avuto dei feedback bellissimi nelle edizioni precedenti e si chiama compiti non vi temo già il titolo dice tutto lo trovate sulla tela basterà andare nella sezione crescita genitoriale e workshop live oppure potete cercare il titolo nella barra di ricerca così poi trovate tutte le informazioni di cui avete bisogno tornando invece agli strumenti pratici e secondo me immediatamente azionabili che vi offro oggi la prima cosa un po scomoda forse che voglio dirvi è che nessuno di questi strumenti è efficace se non è preceduto da un cambio di prospettiva come sempre questo succede in molti aspetti della crescita individuale e genitoriale quindi partiamo proprio da questo cambio di prospettiva se siamo sempre noi genitori a prendere le redini dei compiti se siamo sempre noi a ricordare ai bambini che cosa manca, a correggere I dettagli, a decidere quando è il momento giusto per fare I compiti, ciò che devono fare prima, devono fare dopo, quello che I nostri figli interiorizzano è che non sono in grado di cavarsela senza di noi.
Chiaramente questo non è il messaggio che vogliamo mandare perché a questo punto il messaggio che passa è non credo che tu ce la possa fare da solo quindi ti aiuto io è per questo che ti controllo così tanto e così invece di sviluppare competenza e autonomia possono interiorizzare invece un senso di impotenza che è proprio l'opposto imparano a non fidarsi delle proprie capacità ad aspettarsi un supporto costante da noi adulti tra l'altro questa impotenza appresa è proprio il motivo per cui nel momento dei compiti spesso I nostri figli ci appaiono svogliati insicuri addirittura oppositivi ora so che sul podcast io generalmente parlo a voi ma in questo momento vorrei passare un attimo al tu perché è proprio come se vi vedessi uno a uno e mi rivolgessi a ciascuno di voi se in questo momento sei tu a sentirti impotente o in colpa o sopraffatto perché pensi che adesso che si è impostata questa dinamica sarà impossibile tornare indietro fai un respiro e ricorda che nulla è definitivo e che sei sempre in tempo per riconoscere I meccanismi di una ruota e fare quel primo passo per scendere in questo caso uno dei primissimi passi che puoi fare è ricordarti o allenarti a pensare che in realtà questi comportamenti scomodi sono comunicazione tua figlia non è pigra è una bambina che non ancora avuto l'opportunità di allenarsi ad affrontare le sfide in autonomia non ancora avuto l'opportunità di allenarsi o magari ce l' avuta ma non l' ancora imparato a gestire la frustrazione quindi sì possiamo cambiare direzione ci credo sempre tutte le volte che ve lo dico ci credo anche in questo ma serve iniziare a pensare a lungo termine il nostro obiettivo non è avere I compiti svolti è crescere bambini che si sentano competenti e che sappiano affrontare le difficoltà con resilienza lo ripeto e ripetetevelo anche voi come un mantra l'obiettivo dei compiti non sono I compiti e magari in questo momento stai pensando sì vallo dire tu alla mia insegnante glielo dirai volentieri però in questo caso chiedo a te di dirlo tu chiedo a te di andare a scuola e parlare con gli insegnanti e le insegnanti di quanto I compiti siano un concetto un po retrogrado di quanto le scuole che non hanno compiti di solito funzionano meglio perché I bambini hanno bisogno di quel tempo di relax come fanno a processare tutte le informazioni che hanno ricevuto in quel in tutte quelle ore a scuola se il loro cervello non riesce mai a rilassarsi perché anche quando si sta rilassando se c'è il pensiero che devono fare I compiti non può rilassarsi del tutto c'è sempre quella sorta di allarme io me la ricordo bene forse anche tu la ricordi bene questa è la ragione per cui il sistema finlandese non compiti e il sistema finlandese è detto a detta di molti uno delle eccellenze a livello mondiale ma non dobbiamo andare in Finlandia ci sono tantissime scuole che stanno sperimentando di eliminare I compiti e tutte con risultati eccellenti quindi lo ripeto l'obiettivo dei compiti non sono I compiti e anzi forse dovremmo allargare la prospettiva e andare direttamente alla causa all'origine del vero problema che è a scuola non a casa quindi questo è il primo grande cambio di mentalità che vorrei proporvi ma visto che so che I compiti a casa ci sono e che magari questa realtà non cambierà molto in fretta allora voglio proporti un altro cambio di prospettiva quando si tratta di compiti invece di vestire I panni di controllore o controllore vorrei che sceglieste di essere coach dei vostri figli sì perché il coach è una persona che accompagna e osserva non impone soluzioni ma aiuta a esplorare possibilità a fare le domande giuste a organizzare I passi a riflettere sulle scelte se entriamo nella prospettiva del coach possiamo dare supporto senza togliere autonomia e questo per me vale per tantissime altre decisioni che loro prendono in autonomia o che possono prendere o che potrebbero prendere in autonomia quando vestiamo I panni di coach dei nostri figli abbiamo l'opportunità di offrire loro domande invece di risposte pronte incoraggiamento invece di controllo presenza invece di pressione per farvi capire praticamente la differenza tornando al discorso dei compiti ecco alcuni esempi di domande e frasi che io e Alex usiamo con Oliver e Emily per renderli responsabili della loro scuola sapete che noi facciamo home schooling e I bambini sono responsabili di gran parte della loro scuola non sempre e non tutti I giorni noi facciamo scuola con loro spesso e volentieri loro fanno scuola da soli sanno che curriculum seguire sanno dove andare sanno cosa devono fare e scelgono loro indipendentemente che cosa fare e queste sono alcune domande a che ora intenzione di fare scuola oggi?
Ti sei già scritta l'elenco delle materie su cui vuoi lavorare oggi? Oppure io sono disponibile tra le sedici e le diciassette se hai bisogno del mio aiuto oppure hai bisogno di me per organizzare il tuo tempo della scuola oggi? E queste domande e frasi vanno a sostituire altre come: ma non hai ancora iniziato ma ti sei reso conto di che ora è? Hai fatto tutto? Sei sicura?
Fammi vedere? Dai ti aiuto io adesso se no non finiamo più. Mi raccomando non ridurti sempre all'ultimo minuto a fare queste cose perché poi lo sai benissimo come funziona. Ecco sentite la differenza c'è anche proprio una differenza di come queste frasi queste domande arrivano nel corpo della persona una promuove voglia di collaborare l'altra promuove chiusura quindi questo cambio di mentalità è proprio la base le fondamenta ecco se vogliamo su cui costruire tutte quelle pratiche che poi possono aiutarvi a trasformare I compiti in un momento di esplorazione di possibilità invece che di conflitto e sì se ve lo state chiedendo all'inizio vostro figlio vi potrebbe sembrare disordinato e caotico a volte I compiti non saranno fatti alla sera a volte non si ricorderà che adesso è responsabile dei suoi compiti specialmente all'inizio, a volte perderà di vista il tempo, ma con coerenza e con pazienza vi assicuro e posso assicurarvelo perché è un percorso che ho fatto io in prima persona con I miei figli, vi assicuro che questa modalità creerà fiducia creerà autonomia e creerà resilienza e se nella tua mente stai pensando vabbè ma questo è diverso perché I nostri figli non fanno home school I compiti devono essere fatti per quel giorno ti assicuro che il lavoro è lo stesso il lavoro per creare fiducia autonomia e resilienza è esattamente lo stesso che faccio io a casa con I miei figli la parte per te più difficile è la gestione della comunicazione con l'insegnante ma anche lì per me è importante farci le domande giuste è più importante che mio figlio arrivi a scuola con I compiti fatti o è più importante che mio figlio impari a Per me questa è una domanda retorica voi dovete esplorarla, per me questa è una domanda retorica voi dovete esplorarla ognuno dentro di sé quindi arriviamo alla parte pratica alcuni passi concreti per diventare I coach dei vostri figli per quanto riguarda I compiti sono questi uno chiedi se vogliono aiuto offri ai tuoi figli la possibilità di ricevere aiuto ma senza imporlo può sembrare difficile da mettere in atto perché come genitori spesso vorremmo intervenire subito per rendere tutto più semplice per evitare che si sentano frustrati che arrivino perfino alla frustrazione ma la frustrazione è importantissima la frustrazione è l'emozione di base del sapere e l'emozione di base della conoscenza dell'apprendimento e l'emozione che proviamo tutti quando passiamo da a non so una cosa a b l'ho imparata se evitiamo quella frustrazione ai nostri figli l'apprendimento non è completo perché proprio attraverso la fatica l'incertezza I piccoli errori che I bambini imparano davvero a conoscere le proprie capacità che imparano a sperimentare che imparano a cercare soluzioni che imparano ad autocorreggersi so che tanti genitori sono abituati a vedere quello dei compiti come un momento di performance di dovere probabilmente influenzati anche da come lo abbiamo vissuto nella nostra esperienza scolastica chiaramente o da come addirittura la scuola ce lo richiede ma questo secondo me può davvero diventare uno spazio prezioso per allenare abilità fondamentali ma siamo noi a dover facilitare questo spazio a dover creare questo spazio per I nostri figli due rispetta le loro decisioni e e il coach aiuterà proprio a farsi le domande giuste il messaggio che noi vogliamo mandare è credo in te quindi se insistono a fare come hanno scelto di fare senza seguire il tuo consiglio, se preferiscono sedersi per terra o sul letto invece che sulla scrivania mentre fanno I compiti, è difficile da accettare so che tu pensi di sapere cosa è giusto o meglio ma ti invito a uscire da questa mentalità perché farà una grandissima differenza soprattutto quando la posta in gioco è così piccola come lo sono I compiti lasciarli fare è uno dei regali più grandi che possiamo offrire ai nostri figli e anche se pensi che la posta in gioco è grande ovvero che I compiti sono una grande posta in gioco a maggior ragione ti chiedo di cambiare questa mentalità perché grandissima perché pensi quello è il loro lavoro a maggior ragione vogliamo insegnare loro come lavorare vogliamo insegnare loro come imparare questo gesto di rispettare le loro decisioni che in realtà è un gesto piccolo nel quadro della genitorialità rispettare le loro decisioni rispetto a quando fare I compiti come farli dove farli in realtà un grandissimo effetto su di loro perché riduce la cultura del controllo e aumenta la fiducia reciproca quando c'è fiducia può anche esserci connessione e sicurezza nella relazione tre prenditi tempo per insegnare a un certo punto io con I miei figli mi sono resa conto che non mi ero fatta una domanda importante che è: ma io questa cosa ai miei figli gliel'ho mai insegnata?
Per esempio io questa cosa di come organizzarsi la scuola gliel'ho mai insegnata? Se la risposta è sì aspetta un attimo perché ci torniamo tra un momento ma adesso quello che voglio dirti è fermarci a chiedere se ci siamo già presi un momento per insegnare ai nostri figli quel concetto quell'attività quell'abilità non riguarda solo I compiti ma riguarda anche azioni semplici come lavarsi I denti spesso ci sembra più veloce fare noi al posto loro ma così limitiamo il loro apprendimento invece possiamo fermarci e dedicare qualche minuto a insegnare come usare uno strumento come organizzare il tempo, come affrontare un problema complesso, come farsi una tabella di marcia per la giornata. E poi ovviamente una volta che ci prendiamo questo piccolo tempo dobbiamo lasciare lo spazio successivo alla fiducia, dobbiamo imparare a a evitare di reagire in maniera delusa quando non ci riescono o quando sbagliano a volte quando pensiamo di avergli già insegnato qualcosa se non lo sanno si riflette direttamente sulla nostra vergogna sono io sbagliato perché non gliel'ho insegnato questo è importantissimo che lo riconosciamo e che ci ricordiamo che le costanti di ogni apprendimento sono la frustrazione e l'errore. E adesso torno a quel punto che ti avevo detto prima quindi se la risposta a quella domanda è sì cioè io mi sono già presa il tempo di insegnarglielo se la risposta è sì dobbiamo riconoscere che I bambini anzi che ogni bambino e ogni bambina un tempo d'apprendimento suo I tuoi figli hanno bisogno di reimparare le stesse identiche cose in situazioni e contesti diversi quindi anche se hai creato del tempo per insegnare non è detto che lo sappiano fare la prossima volta anche se sono stati capaci di farlo a casa non è detto che adesso tu li porti al bar per fare I compiti perché pensi wow che meraviglia facciamo una cosa diversa e che lì sappiano replicare quello che sanno fare a casa se non riescono subito o se oggi faticano con un esercizio che la settimana scorsa sembrava chiaro non significa che non siano capaci significa solo che l'apprendimento non è ancora del tutto interiorizzato significa che hanno bisogno di più tempo per interiorizzarlo.
Quando ci sediamo accanto a loro per spiegare di nuovo un concetto o mostrare un passaggio di un problema di un esercizio come si scrive una determinata parola può sembrare che stiamo facendo il lavoro al posto loro ma non è così stiamo creando uno spazio sicuro affinché possano osservare capire e provare ancora senza sentirsi giudicati o pressati e questo lo dico perché è tutto l'episodio che ti ripeto non fare il lavoro al posto loro e adesso ti dico siediti con loro e aiutali ad imparare se noti che non hanno ancora imparato sono due cose diverse uno è faccio per te quello che potresti fare tu senza lasciarti l'opportunità di provarci l'altro è mi sono resa conto che questa abilità non è ancora chiara ti aiuto ad impararla tra l'altro c'è una grandissima differenza tra insegnare un'abilità e avere una competenza io posso insegnare ai miei figli un'abilità per esempio come regolare le loro emozioni come fare un problema di matematica ma soltanto I miei figli potranno imparare la competenza potranno quindi imparare a fare quella determinata cosa perché lo sceglieranno loro io non posso imparare per I miei figli posso mostrare loro come acquisire un'abilità posso mostrare loro l'abilità ma solo loro potranno metterla in pratica a impararla davvero e sviluppare quindi una competenza e quindi a questo proposito vi lascio alcuni promemoria secondo me potrebbero essere veramente importanti io me li ricordo come dei mantra quando faccio scuola con I miei figli uno il mio amore non dipende da un compito ben fatto non dipende da una conoscenza acquisita due la crescita passa solo ed esclusivamente attraverso pratica ed errori e così anche l'apprendimento tre la mia frustrazione davanti alla loro lentezza o alla loro incapacità è puramente mia responsabilità sono io che devo imparare a gestire quella frustrazione non posso dare a loro la responsabilità e quando mi arrabbio perché non sanno fare qualcosa in realtà sto dando loro la responsabilità della mia frustrazione e ultimo I miei figli non valgono di meno quando non riescono ancora a fare qualcosa spesso se qualcuno fa loro una domanda e loro non sanno rispondere e io mi sento scomoda perché magari penso quello dovrebbero saperlo e perché sto identificando quello che loro sanno con il mio valore non con il loro e vorrei chiudere con due riflessioni una l'ho già un pochino affrontata ed è mettere in discussione quello che la scuola richiede ai nostri figli che secondo me si può tradurre come dare il giusto peso alla scuola certo la scuola è il lavoro dei nostri figli è ovvio che abbia una grande importanza nella loro vita in questa fase della loro vita spesso però quando le diamo troppa importanza rischiamo di trasmettere il messaggio che voti pagelle apprendimenti accademici siano più importanti delle abilità indirette che si sviluppano quando per esempio si fanno I compiti che sono abilità come l'abbiamo come abbiamo detto prima la pazienza la resilienza la tolleranza alla frustrazione l'empatia chiedere aiuto ammettere di non sapere qualcosa l'obiettivo dei compiti di nuovo lo ripeto non sono I compiti e infine vi saluto con un'ultima riflessione che forse vi ho anche già detto ma non mi ricordo spero di no se no ve la riascoltate che è questa diventare coach dei nostri figli secondo me è un uno stile di genitorialità perché significa proprio anche allenarsi come genitori ci aiuta a riconoscere quando stiamo intervenendo per controllare invece che per guidare ed è proprio un cambiamento di prospettiva che trasforma non solo il momento dei compiti ma la relazione in generale io e Alex abbiamo iniziato a usare questa mentalità del coach dei nostri figli anche nello yoga nella gestione degli schermi nelle faccende domestiche nella risoluzione dei conflitti nell'apprendimento di hobby nuovi parliamo spesso proprio con Oliver e Emily in questi termini diciamo loro noi siamo I vostri coach e spieghiamo loro che cosa fa un coach magari più facile se lo facciamo parlando di sport spieghiamo come ci si comporta quando si vuole aiutare qualcuno ad allenarsi che è diverso da quando si vuole allenare qualcuno in modo che anche loro possano riconoscere se stiamo davvero accompagnando o se invece stiamo solo cercando di controllarli e per me questo ovvero che lo sappiano loro che lo riconoscano loro è importantissimo perché io voglio che I miei figli sviluppino la capacità la competenza di contestare anche me e con quest'ultimo semino anche per oggi è tutto vi do appuntamento al prossimo episodio di educare con calma e vi ricordo che se volete lasciare un commento unirvi alla conversazione potete farlo su la tela punto com barra podcast cercando il numero dell'episodio o scrivendo il titolo nella barra di ricerca.
Non mi rimane che augurarvi buona giornata, buona serata o buonanotte, a seconda di dove siete nel mondo. Ciao ciao!
Parliamone
Ambassador
Episodio che calza a pennello per me.
Mio figlio di nove anni sta facendo più fatica ultimamente con i contenuti scolastici,a questo si è aggiunto il fatto che il mio tempo scuola è cambiato, non coincide più con quello dei miei figli e ci sono alcuni pomeriggi in cui torno a casa più tardi di loro e mio figlio più grande vuole iniziare i compiti solo con me e quando sono tornata. Questo ovviamente risulta essere più faticoso per lui,per me e per i nostri tempi di famiglia oltre al fatto che mi porta un certo fastidio pensare che la sua autonomia è come se si fosse ridotta ma so che la chiave di lettura è più complessa e che ci sono dei cambiamenti in corso che hanno stravolto un po' la situazione ma la prospettiva del coach è quella che ho sempre cercato di applicare con i miei figli e che adotto anche a scuola da insegnante,aiutando i bambini ad arrivare alle risposte con le domande.
Possono sorprenderci se li lasciamo andare.
Nel tragitto,occorre tanta tanta pazienza.
Riflessione illuminante e necessaria! Ho appena fatto una consulenza con Sara sull'argomento e grazie ai suoi consigli la gestione di quello che era un momento spiacevole per tutti è notevolemente migliorata. Grazie a tutto il team!