Tra il dire e il digitale
Creiamo consapevolezza sulle nostre scelte digitali in famiglia e approfondiamo sfide, rischi e benefici dell'uso della tecnologia.
Siamo una generazione di genitori «pioniera». Se sei su La Tela da un po', avrai già sentito questa espressione: lo siamo perché abbiamo gli strumenti che i nostri genitori non avevano e possiamo scegliere come educare liberi dalle «maglie» dell'educazione tradizionale.
Molti di questi strumenti sono in nostro possesso grazie alla tecnologia: articoli, post, corsi, workshop – La Tela stessa non sarebbe realtà se il mondo digitale non avesse fatto l'incredibile evoluzione degli ultimi due decenni. E la tecnologia ci consente di coltivare relazioni anche a distanza e di ricevere supporto in comunità online che può aiutarci a sentirci meno solǝ anche quando tuttǝ intorno a noi educano diversamente (chi è presente sul Forum de La Tela ne conosce il grande potenziale 💜).
Ma c'è un rovescio della medaglia: hai presente Damocle con la sua spada appesa sopra la testa? Usare la tecnologia significa anche fare i conti con la gestione di grandi rischi, che riguardano tutta la famiglia e soprattutto i nostri figli, i primi «nativi digitali» (anche in questo siamo pionieri!). Dobbiamo educarci!
La dipendenza da schermi
Per aiutarci a fare questo lavoro, abbiamo chiesto il supporto di una professionista della genitorialità, una donna che stimiamo, divulgatrice del «respectful parenting» e podcaster.
Silvia D'Amico
ha creato per La Tela il nuovissimo Focus «Schermi: come torno indietro se vedo dipendenza?», che ci aiuterà a ricalibrare la bussola riguardo a un aspetto del mondo digitale su cui tanti genitori sentono di fare fatica (tutte noi del team lo abbiamo adorato!):
Tra i tanti spunti di riflessione e strumenti pratici che Silvia ci offre nel Focus, ne abbiamo scelto uno da lasciarti qui, piccolo grande semino di consapevolezza da tenere a mente (o attaccare sul frigo):
Non è raro per un bambino avere una crisi quando il genitore risponde «no» alla richiesta di spegnere lo schermo. Ha senso! Ricordati che dietro app, videogame e cartoni animati, ci sono psicologi, ricercatori e scienziati che studiano come tenere i loro utenti incollati allo schermo il più possibile. Il cervello immaturo del bambino non ha molte difese, è una battaglia persa in partenza. Tuo figlio ha il diritto, anzi quasi il dovere (!) di reagire così.
Nel Focus Silvia si concentra su un'idea chiave: «La tecnologia nella nostra cultura non è qualcosa su cui possiamo avere il controllo: però possiamo scegliere che peso darle nelle nostre vite». A volte non ci sembrerà così, ma apprendendo il mindset e gli strumenti che possono aiutarci, e impegnandoci a metterli in pratica, pian piano arriveranno i frutti – sia in termini di dipendenza dagli schermi, sia per altri aspetti, come la consapevolezza di quali contenuti digitali sia più valido fruire.
Schermi attivi e schermi passivi
A proposito di tipologia di contenuti, Silvia nel Focus fa una distinzione importante di cui vi parlo anche io nel mio libro: quella tra schermi attivi e schermi passivi. Oggi, insieme a
Grace
, ti proponiamo un contenuto che rappresenta uno «schermo attivo» di qualità:
Questa breve lezione di yoga, meditazione e respirazione non solo è un'alternativa allo schermo passivo, non solo è un tempo di qualità in famiglia, ma abbiamo scelto di offrirtela in inglese, perché è un ottimo modo per familiarizzare con la lingua: il cervello si concentra sui movimenti (che si seguono facilmente) e interiorizza la lingua senza sforzo (abbiamo anche confermato con Najwa, la nostra persona di riferimento per il multilinguismo, la modalità più efficace per offrirvela).
💡 Su La Tela trovi tante altre proposte di contenuti che prevedono uno schermo attivo (te ne lasciamo qualcuna nelle risorse al fondo di questa pagina), e se invece non avete ancora introdotto gli schermi, il nostro consiglio è quello di aspettare il più a lungo possibile: è per questo che sullo shop ti offriamo tantissimi contenuti «zero-digitale» (per trovarli, basta mettere il filtro su «senza schermi», et voilà!).
E chiaramente non potevamo non offrirti anche un contenuto zero digitale, ma ci siamo spinti un po' più in là: abbiamo creato un «Gioco produttivo» ad hoc per il tema del mese:
Creato con l'aiuto di Alex, questo gioco stampabile è un'introduzione al coding (per tutta la famiglia). La tecnologia farà parte integrante del futuro dei nostri figli: le attività che proponiamo loro possono insegnare abilità giocando. Qui sotto, poi, invece di libri, ti consigliamo app che crediamo valide nell'istruzione dei nativi digitali.
Tutto questo te lo offriamo proprio a dicembre perché sappiamo che si avvicinano le vacanze natalizie e speriamo che così tu abbia qualche strumento in più per vivere gli schermi con consapevolezza.
Le dirette per la Comunità
Lo scorso mese abbiamo finalmente lanciato un progetto che ci sta molto a cuore: si chiama «Spazi La Tela» ed offre gratuitamente strumenti semplici con cui possiamo, tutti e tutte insieme, rendere i locali pubblici più a misura di famiglia, offrendo ai bambini attività non digitali durante i momenti di attesa.
Anche di questo parleremo in una delle dirette che ti offriamo a dicembre: con
Valeria Ciancarella
scopriremo il progetto Spazi La Tela e
Miriam
ci offrirà una sorpresina per provare ad usare meno schermi al ristorante:
Avremo anche l'opportunità di confrontarci con Silvia D'amico sull'argomento del suo nuovo Focus: «Schermi: come torno indietro se vedo dipendenza?», per cui potrai collegarti in diretta con lei e Carlotta per fare domande, sciogliere dubbi e/o nodi su questo tema:
Infine, Dalila vuole offrire alle piccole persone la sua diretta di disegno a tema natalizio. Sarà il 30 dicembre, che sappiamo essere quei giorni di «vacanza non vacanza» (se i genitori lavorano in quei giorni):
Ti lasciamo unendo i puntini della carrellata di contenuti che abbiamo voluto offrirti per approfondire questo tema: ci piace pensare che disegnino un bel triangolo equilibrato, in cui possiamo alternare giochi tradizionali e attività digitali, trasformando ogni momento in un’occasione per crescere insieme, come famiglia.
Questo mese Carlotta e Alex ti consigliano alcune app che usano con Oliver ed Emily e che sentono valide nella miriade di app disponibili. Alcune sono solo per chi ha dispositivi Apple, perché non avendo provato personalmente alternative per Android, non ci è sembrato opportuno consigliarle.
Prima di tutto, nella newsletter di venerdì 20 dicembre Carlotta ci offrirà pensieri a ragnatela su adolescenti e cellulare, raccontandovi un aneddoto accaduto in una delle presentazioni del libro «Cosa sarò da grande» in Italia. Crediamo che vi piacerà.
Altre risorse e persone che ci sono piaciute:
Un progetto
«Patti digitali» offre supporto a famiglie, educatori ed enti su temi legati all’educazione digitale (come la scelta di contenuti digitali adatti e la valutazione sull'età in cui introdurre dispositivi o smartphone). Qui trovi la registrazione di un interessante convegno organizzato da «Patti Digitali» e qui il libro «Il digitale a scuola - Rivoluzione o abbaglio?», di Marco Gui, docente di sociologia dei media e fondatore del progetto, che esplora vantaggi e criticità dell'uso di strumenti digitali nel percorso scolastico.
Un libro«La generazione ansiosa» di Jonathan Haidt è sulla bocca di molti e secondo noi vale la pena leggerlo. Analizza le cause dell’aumento di ansia e fragilità emotiva nei giovani, legate all’uso dei social media e ai cambiamenti culturali responsabili di un indebolimento delle competenze emotive. Propone inoltre riflessioni per educare alla resilienza e promuovere una relazione più valida con il mondo digitale.
Due contenuti video«Childood 2.0» esplora il tema dell'influenza di internet e dei social nella crescita di bambini e adolescenti, evidenziando sfide e pericoli, come la dipendenza da schermi, il cyberbullismo, l'esposizione a contenuti inappropriati e l'ansia legata all'uso dei social media (è in inglese, ma puoi attivare i sottotitoli). «Ralph Spacca Internet», nel contesto divertente del «viaggio dell'eroe» di due personaggi immaginari, parla di navigazione sicura, dipendenza dai like e ossessione per i social media, disinformazione e impatto dei contenuti virali.
Una personaGiulia Dall'Aglio è ingegnera e appassionata di educazione. Ha fondato Tecnologia Familiare, che unisce competenze tecniche e pedagogiche per aiutare le famiglie a vivere il digitale in modo equilibrato: la sua missione è guidare genitori e figli nella scoperta consapevole del mondo online. Stiamo anche preparando un episodio del podcast con un suo interessante intervento, ma non ve lo sveliamo ancora.
Un motore di ricercaDa quando Oliver ed Emily hanno iniziato a fare ricerca su internet, Alex ha deciso di utilizzare il motore di ricerca a pagamento Kagi sull'iPad (il dispositivo che usano i bimbi). La Modalità Infanzia è pensata per filtrare i contenuti inappropriati e semplificare l’interfaccia con testo e icone più grandi, rendendolo uno spazio accessibile e sicuro. Una delle nostre funzioni preferite sono le Lenti, che ci permettono ci dare priorità a determinate fonti per le nostre ricerche – Alex ha impostato Wikipedia come primo risultato. Non c'è pubblicità di alcun tipo e ci dà tranquillità sapere che i nostri figli accedono a informazioni affidabili senza distrazioni né pubblicità.
Un sito webCarlotta ama da anni il sito di Super Simple Songs, un'ottima risorsa per la lingua inglese: ti consigliamo di evitare i video con i personaggi stile cartoni animati che cantano e invece scegliere di guardare quelli in cui è la persona a cantare (come questo della canzone Clean Up, che Carlotta, Oliver ed Emily hanno cantato per anni mentre riordinavano). Alla voce «Gestures and Activity» nella pagina della canzone (sotto il video animato) troverai il video con le persone (non tutte le canzoni ce l'hanno).
Alternativa imbattibile agli schermi
Come hai letto sopra, una delle alternative agli schermi più interessanti, nutrienti e divertenti (!) per l'infanzia sono le audiostorie, il cui ascolto contribuisce inoltre ad allenare la capacità di concentrazione. È grazie agli audiolibri se Oliver ed Emily oggi (e da sempre) non usano schermi nei (lunghi) viaggi. Sullo Shop trovi due serie di audiostorie:
Gli «schermi attivi» che consiglia Silvia D'Amico
I genitori che mi seguono da tempo sui social hanno visto tante volte che i miei figli fanno video di allenamento per bambini su YouTube: canali come PE Bowman, Cosmic Kids Yoga e Miss Linky sono tra i nostri preferiti. Altre idee di schermi attivi: app di typing per imparare a digitare velocemente sulla tastiera, Duolingo o altra app per imparare una lingua straniera. I miei figli usano programmi di apprendimento anche a scuola, tra cui: Reading Eggs, Prodigy, e Stractch JR, un'app di coding. Anche le app di disegno contano come schermi attivi: Dalila ci ha consigliato Crayola create and play, Princess Coloring e Idraw Studio.
Altri contenuti su La Tela
Per continuare ad approfondire il tema e tessere la ragnatela, ti lasciamo alcuni spunti dal Percorso per educare a lungo termine e da contenuti precedenti in cui abbiamo parlato di schermi e tecnologia.
Spesso i genitori chiedono a Carlotta e Alex come hanno fatto a raggiungere il loro equilibrio quasi zero schermi (in media 2-3 ore alla settimana) con i loro figli: Carlotta lo spiega in «Metto la TV in cantina?», il capitolo 20 del suo libro «Cosa sarò da grande», e in queste lezioni del Percorso (nella categoria «Le cose difficili»):
Questo aneddoto di Carlotta e Oliver ci mette di fronte agli effetti della prolungata esposizione agli schermi dei bambini:
Ti invitiamo anche ad ascoltare (se non lo hai già fatto) la mini serie sul bullismo sui social che ci sta particolarmente a cuore perché descrive esperienze ormai troppo comuni nelle relazioni sul digitale. Speriamo che possano ispirarvi a comunicare meglio anche lì.
L'educazione al digitale è importante anche nella conversazione sulla sessualità (le statistiche più recenti dicono che bambinǝ arrivano al porno già agli 8 anni!): per questo ne abbiamo parlato anche nella guida per l'adulto di «Come si fa un bebè»:
In questo post del blog parliamo di alternative agli schermi:
Ed ecco infine le serie «zero digitale» che puoi trovare sullo shop La Tela:
Ps. In questa ultima serie è previsto un utilizzo parziale dello schermo, ma non è indispensabile: si può scegliere di stampare il PDF e narrare la storia anche senza bisogno di vedere il video (o magari può vederlo solo il genitore prima di iniziare l'attività).