Preferiti dei bambini
giugno 2025

Giocare da soli

Troviamo l'equilibrio tra aiutare e spingere verso l'autonomia.

Non vuole mai giocare da solo.
Non riesco a fare nulla in casa.
Non mette mai via i suoi giocattoli.
Appena mi allontano dalla stanza, smette di giocare e mi segue.
È per frasi come queste, che tanti genitori mi scrivono quasi ogni giorno, che ho deciso di creare la categoria «Gioco autonomo» nel percorso per Educare a Lungo Termine. Saper giocare autonomamente non è una fase dello sviluppo che ogni bambino attraversa: è un'abitudine che dipende molto da fattori come l'ambiente, la nostra presenza adulta, la tolleranza della frustrazione e molto poco da chi è tuә figliә.

In questo pacchetto voglio guidarti nello studio della categoria «Gioco autonomo», indirizzandoti sui punti essenziali per facilitarti l'apprendimento. 

L'ambiente

L'ambiente – ovvero come è preparata la tua casa – gioca un ruolo cruciale quando un bambino sta imparando a giocare da solo. Se sei proprio all'inizio di questo lavoro, ti consiglio di iniziare da una lezione semplice e pratica come questa, in cui troverai 3 idee che puoi implementare oggi stesso:

Percorso / Gioco autonomo
3 passi pratici per favorire il gioco autonomo
Iniziamo a passare dalla teoria alla pratica.

Se ti senti in vena di approfondire, continua nella sezione dedicata all'ambiente, che include anche una – scomoda ma necessaria – riflessione sulla quantità di giocattoli che spesso abbiamo in casa e su come aiutare i nostri figli a sviluppare l'abitudine di riordinarli. Parti dalla lezione che trovi qui sotto e prosegui con le 2 lezioni successive: ti basterà mezz'ora di tempo prima di andare a letto – puoi sostituire una serie televisiva con i video delle lezioni (io lo faccio spesso quando sto imparando qualcosa di nuovo).

Percorso / Gioco autonomo
L'ambiente che costruisce l'autonomia nel gioco
È la base su cui costruire la pratica di gioco autonomo dei tuoi figli.


 

L'ambiente da solo non basta

Lo dico dal mio primo corso nel 2016: l'ambiente è come le scarpe da ginnastica quando vuoi iniziare a correre. Le scarpe devi comprarle, sono indispensabili, perché senza quelle giuste potresti sviluppare dolori al corpo e dover fermarti prima di iniziare. Ma da sole, le scarpe non bastano: se le lasci nella scarpiera e non esci a correre, non svilupperai certo l'abitudine alla corsa!

Anche questo apprendimento al gioco autonomo, come in tanta dell'educazione a lungo termine, parte con un cambio di mentalità: è naturale che tuә figliә non sappia giocare da solә e ne parlo proprio nella prima lezione della categoria:

Percorso / Gioco autonomo
Gli elementi essenziali per il gioco autonomo
Imparare a giocare autonomamente è un allenamento. Ed è più efficace se ci sono questi elementi.

       
Dopo aver guardato questa panoramica, prima di continuare con le altre lezioni, ti invito a fermarti e chiederti: quali di questi elementi mi mancano in casa? Scrivili su un foglio o, se pensi che ti manchino tutti, mettili in ordine di fattibilità (da quello su cui ti sembra più facile lavorare a quello che pensi ti farà fare più fatica): usa poi quella lista per scegliere l'ordine in cui vorrai fare le prossime lezioni.

Qualunque ordine tu decida, per favore, non saltare questa lezione, che ti offre un concetto fondamentale per capire tuo figlio nel gioco (e in tante altre situazioni della vita):

Percorso / Gioco autonomo
L'indipendenza passa attraverso la «dipendenza»
L'autonomia è un processo (anche nel gioco!) che va al passo del bambino.

Vedrai che menziono l'attaccamento sicuro: nel Percorso ci sono nuove lezioni sulla teoria dell'attaccamento che ti invito a inserire nella tua playlist di contenuti da approfondire. Fai così: ritagliati 17 minuti (mettili proprio in programma o sul calendario) e parti da questa lezione qui sotto per capire se questo lavoro fa per te in questo momento della tua vita – puoi anche ascoltarlo mentre sei in macchina o fai una passeggiata, come un podcast. Se decidi di continuare, programmati anche le altre lezioni sull'attaccamento: quella teorica nella categoria «Crescita» e quelle relative ai conflitti nella categoria «Coppia».

Percorso / Crescita personale
Perché reagisco «così»? Non sono io!
Risponde la teoria dell'attaccamento: quando il bambino che eravamo dirige l'adulto che siamo.

   
 

Gioco autonomo, crisi e limiti

Non posso lasciarti continuare il lavoro senza ricordarti che anche l’autonomia nel gioco va inevitabilmente a braccetto con due elementi essenziali del percorso per educare a lungo termine: limiti e crisi. Più nello specifico:

  1. il modo in cui poniamo i limiti (le regole);

  2. il modo in cui gestiamo le crisi. 

Le categorie «Crisi» e «Disciplina» ti aspettano nel Percorso e ti consiglio vivamente di dedicare tempo a questo lavoro, perché contiene l'approccio base per molte situazioni del quotidiano.

Percorso
Crisi
31 lezioni - 1h 24m
Percorso
Disciplina
38 lezioni - 2h 08m

In questo pacchetto, per iniziare, ti lascio un piccolo aiuto per facilitarti il lavoro.  

Limiti: confini che liberano

Non esiste libertà senza limiti, lo abbiamo visto in tante lezioni: ogni forma di autonomia si muove dentro confini. Se non sappiamo riconoscere quali limiti sono importanti e quali no e non sappiamo fare rispettare quelli importanti con calma e fermezza, diventa difficile essere i leader calmi e sicuri di cui i nostri figli hanno bisogno mentre imparano. Di questo parliamo approfonditamente nella categoria «Disciplina».

💬 Nel gioco autonomo, questo si traduce in regole chiare ed espresse in positivo: ad esempio, «i giochi si usano con mani gentili» (invece di «non si toccano così»), «gli oggetti si posano con gentilezza», «la brocca si tiene con due mani», «la cassettiera è per le tovaglie, scaliamo sulla spalliera / sul divano» (invece di «non scalare lì»).   

Allo stesso tempo, ti ricordo, è importante imparare a chiederci: «Questo NO che sto dicendo è davvero necessario?». Puoi approfondire in questa lezione:

Percorso / Disciplina
Sono necessari tutti i NO che dici ai tuoi figli?
Spesso creano lotte di potere che si potrebbero facilmente evitare (in favore della connessione).

Ti faccio un esempio: senti silenzio e trovi tuo figlio concentrato a lavare la sua bambola nel bidet. Sai che bagnerà il pavimento e il tuo primo istinto è quello di vietarglielo o interromperlo per aggiungere asciugamani o insegnare come non bagnare, ma ti invito a non fare nulla di tutto ciò e a dare la priorità alla concentrazione. Chiediti: quel «no» è davvero un limite essenziale, o posso tollerare un po’ di bagnato per offrirgli di praticare l'autonomia nel gioco?

💡 A proposito di silenzio, ti invito a cambiare mentalità: il silenzio (più spesso che no) non è negativo! Te ne parlo alla fine di questa lezione:

Percorso / Gioco autonomo
Lavorare da casa con i bambini
Può diventare fattibile, con alcune linee guida.

Crisi: parte del processo, non ostacolo

Se non sappiamo come accogliere e contenere le crisi che nascono dal gioco, dall'incapacità di tollerare la noia e la frustrazione, partiamo svantaggiati nel lavoro sull’autonomia e rischiamo di sabotare la fiducia in sé che i nostri figli stanno (faticosamente) costruendo. Quando accogliamo una crisi causata dal gioco con rabbia o frustrazione (nostra), il messaggio che passa è: «Non sei in grado, meglio che intervenga io» oppure «Non credo in te, lascia fare a me». Così, invece di favorire l’autonomia, la limitiamo.

Questa breve lezione (e le due lezioni successive in quella categoria) ti aiuterà a capire meglio l'importanza di praticare a tollerare la frustrazione:

Percorso / Crisi
Perché è importante insegnare a tollerare la frustrazione
Normalizzare la frustrazione è il primo passo per riuscire a tollerarla.

E ho anche creato una lezione nuova proprio per declinare questo insegnamento al gioco autonomo: tollerare la frustrazione è fondamentale per imparare a lavorare (giocare) in autonomia.

Percorso / Gioco autonomo
Sviluppare tolleranza alla frustrazione nel gioco
Che cosa fare prima, durante e dopo la frustrazione.

Riprendiamo l'esempio della bambola: tuo figlio ha lavato la sua bambola preferita, tu glielo hai giustamente lasciato fare, e adesso è ora di andare a letto: inizia una grandissima crisi perché la bambola è bagnata e non può tenerla  nel letto. La tentazione – complice la stanchezza della sera – è intervenire con frasi come «Ecco, lo sapevo che non dovevo lasciartelo fare!», «Se ora piangi, la prossima volta non ti faccio più lavare la bambola!» o anche solo «Ma dai, non c'è motivo di arrabbiarsi così, sei esagerato!». Lui impara che in quella situazione non può gestirsi e che ha fatto un errore a inventare quel gioco in autonomia.

💬 Invece siediti vicino a lui, metti per un momento la bambola sul letto e fagli vedere che bagna tutte le lenzuola (non succede nulla se una piccola parte di letto è bagnata!). Poi prima di dare soluzioni, abbraccialo e digli: «Vuoi dormire con la tua bambola e la bambola è bagnata. Sei triste, ti capisco»: ricordati che spesso, in una crisi, tutto ciò di cui i bambini hanno bisogno è la nostra presenza + comprensione. Poi, quando il sistema nervoso è calmo (se a quell'ora riesce ancora a calmarsi), offri due opzioni: «Vuoi che la mettiamo ad asciugare in bagno o nella bacinella vicino al letto?». Altre domande valide: «Ti ricordi dov'è la bacinella, la prendi tu?», «Vuoi che l'avvolgiamo nell'asciugamano?».

Come trovo un equilibrio tra limite e libertà?

Trovare l’equilibrio significa fare un lavoro continuo di osservazione e aggiustamento: dare libertà dove vediamo che il bambino può gestirla, darne un po' di più di quanto ci sentiamo comodi e porre un limite dove vediamo che ha ancora bisogno di «contenimento» – e poi gestire con consapevolezza la crisi che ne deriva. Ti consiglio di farti spesso queste due domande: 

  1. «Posso modificare l'ambiente per rimuovere il limite?»

  2. «Questa regola che ho impostato vale ancora?»

Per esempio, magari hai deciso che tuo figlio non può ancora stare in bagno da solo a lavare la bambola perché c'è la lavatrice con i detersivi vicino. Puoi modificare l'ambiente per permettergli di stare in bagno da solo? Per esempio, staccare la spina della lavatrice e mettere i detersivi in un altro posto, fuori dalla sua portata.

O immagina che hai deciso che non può stare in bagno da solo e quindi sei statǝ tutto il tempo sedutǝ con lui mentre lavava la bambola. La prossima volta che ti richiede di fare il bagno alla bambola, chiediti: la regola che ho imposto (non puoi stare in bagno da solǝ) ha ancora valore? O posso uscire un pochino dalla mia zona di comfort e permetterglielo (magari lasciando vicino uno straccio per asciugare)? Di tanto in tanto è importante rivisitare i limiti e dare più fiducia.

A proposito, ti ricordo che fare il bagno alla bambola rientrerebbe in quella che Maria Montessori definiva «Vita pratica» e spero che questa lezione sulle faccende potrà offrirti un cambio di prospettiva:

Percorso / Gioco autonomo
Coinvolgi i bambini nelle faccende
La «vita pratica» può favorire l'autonomia nel gioco.

Per concludere questo viaggio insieme nella categoria «Gioco Autonomo» vedrai che abbiamo anche inserito una sezione per chi ha due figli, perché crea una dinamica tutta nuova. Ho voluto aggiungere anche una lezione su quando, inevitabilmente, fratelli e sorelle non possono (per via compiti, per esempio) o non vogliono (perché ogni approccio finisce in litigio) giocare insieme: se questa è la tua situazione di questo momento, ti aiutiamo noi

Alcuni contenuti per te

In questo pacchetto io e il team abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso: la categoria «Gioco autonomo» è già molto ricca, quindi abbiamo deciso di slegare i contenuti per l'infanzia. Ma hanno comunque a che fare con l'autonomia e la concentrazione!

È successo, infatti, che avevamo tre contenuti nuovi per l'infanzia tutti relazionati a... Firenze! E così te li offriamo tutti e tre, che significa solo una cosa: gita a Firenze!

Savina S. , alias La nonna che parla, ci racconta infatti di questa meravigliosa città italiana ricca di storia, arte e cultura in una nuovissima favola reale.

La nonna che parla
Firenze
Fu capitale d’Italia.

La nostra Valeria ha scritto una nuova storia de «La Tela Racconta», in cui Farah, Lucas e Amelia si trovano al cospetto di uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi.

La Tela Racconta
Il viaggio di David: una storia su Michelangelo Buonarroti
Il David di Michelangelo ha un piccolo incidente e Farah, Lucas e Amelia aiutano lo scultore a risolvere il problema.

E dopo aver ascoltato le meraviglie di Firenze e aver vissuto un'avventura tra le sue strade, ti invitiamo a esplorarla a misura di bambinǝ: abbiamo creato una nuova collezione di libricini con spunti, curiosità e giochi – fatti apposta per accompagnarvi nella scoperta delle città in modo interattivo e magari riuscire a camminare un po' di più di quanto vi aspettate.

Guide di viaggio
Firenze
Una guida per scoprire i tesori nascosti di Firenze.

La newsletter di giugno

Ti ricordo l'idea chiave, anche se controintuitiva: per diventare autonomi, i bambini hanno prima bisogno di sentirsi sicuri della «dipendenza» da noi. Anche nel gioco. Credo sia uno di quei concetti che, se interiorizzati, possono cambiare davvero il nostro sguardo sui bisogni dei bambini (e alleggerire tante fatiche quotidiane).

Ecco perché nella newsletter di giugno ho voluto (ri)portare questo tema declinato al gioco autonomo, insieme ad alcuni strumenti pratici. Ci teniamo a offrire anche a chi non ha l’abbonamento piccoli passi concreti per accompagnare il gioco autonomo con più fiducia e meno pressione (e inoltre, a volte, esplorare lo stesso tema da angolazioni diverse ci aiuta a cogliere nuove prospettive e soluzioni).

Dirette per la comunità

Probabilmente già sai che Sara Ghirelli è su La Tela la persona (e professionista) di riferimento per quanto riguarda la scuola, ma quando io e il team ci siamo dedicatǝ a questo pacchetto, ci siamo dettǝ: «Sara è anche la nostra persona di riferimento sul gioco autonomo!». Sara ci offrirà in diretta le sue competenze (o superpoteri! 😉) di educatrice montessoriana, parent coach e mamma di tre: una combo perfetta per offrirci nuove prospettive su come accompagnare i bambini verso l’autonomia nel gioco.

Diretta con Sara Ghirelli Per genitori
Invito al gioco: basta poco per stare bene insieme
19 giu 2025 alle 21:30 (ora italiana)

E (a grande richiesta!) abbiamo programmato anche una nuova diretta di Grace : una sessione in inglese di «Yoga with Grace», per genitori e bambinǝ, in cui uniremo l'apprendimento della lingua a una pratica per tutta la famiglia.

Diretta con Grace Anastasia Sisto Per bambini
Let's do Yoga with Grace #2! 🧘🏽‍♀️✨
6 giu 2025 alle 17:00 (ora italiana)

Ti proponiamo tre tipologie di giocattolo che noi amiamo particolarmente e che riteniamo ottimi alleati per aiutare i bambini a sviluppare la capacità di giocare in autonomia. Se vuoi saperne di più, nella lezione «La playlist dei giocattoli che nutre il gioco autonomo» trovi le caratteristiche che rendono un gioco efficace per questo scopo.

Set di cubi da impilare di Djeco . Un gioco semplice ma ricco di possibilità! Questo set di 10 cubi colorati è ideale per accompagnare i bambini nelle prime scoperte: i cubi in cartone, leggeri e resistenti, sono ideali per sviluppare la coordinazione occhio–mano, la motricità fine, la logica e il senso dell’equilibrio. Adatto dai 12 mesi in su, è un gioco versatile che cresce con bambinǝ.
Puzzle a incastro in legno – Parti del corpo degli animali di Lesettemm . Ogni incastro rappresenta una parte del corpo dell’animale, e il puzzle è perfetto per essere utilizzato anche insieme alle nomenclature Montessori. Grazie al pomello in legno presente su ogni pezzo, i bambini possono afferrarli facilmente, così da favorire lo sviluppo della motricità fine e della coordinazione occhio-mano. Il controllo dell'errore lo rende inoltre uno strumento ideale per promuovere l'autonomia, permettendo ai bambini di apprendere attraverso l'esperienza diretta.
Cubo incastri delle forme geometriche di Plan Toys . Un materiale semplice, pensato per accompagnare i bambini nell’esplorazione autonoma: il cubo degli incastri stimola la coordinazione occhio-mano, affina i movimenti delle dita e invita alla concentrazione. Inoltre, questa tipologia di gioco ha in sé il controllo dell'errore: il bambino osserva, sperimenta, si (auto)corregge e scopre che può farcela.
Ecco una piccola rassegna di contenuti consigliati dalla comunità La Tela.

Una «mappa» per i giocattoli validi

  • Boboto è un'azienda italiana innovativa nel settore dei giocattoli educativi, fondata nel 2016 dalla nostra cara amica Iliana Morelli (che ha anche accompagnato Carlotta nella presentazione Leccese). La cosa che ci piace di più dei giochi Boboto è che chiudono il gap tra metodo montessori e casa: offrono anche materiali didattici (che troverai nelle scuole montessori) e ti arrivano con un mini e-book che ti spiega come usarli e come offrirli al bambino per ottenere minima frustrazione e massimo divertimento. 

  • Baboo è un negozio fisico e online nato nel 2014 da un'idea di Nadia Migliorato (che ha accompagnato Carlotta nella presentazione a Firenze: andate a trovarla nella vostra gita!): offre abbigliamento realizzato con tessuti organici, giochi e arredi artigianali di ispirazione montessoriana. Il progetto parte dal desiderio di offrire ai bambini un ambiente stimolante e naturale, lontano dai prodotti industriali eccessivamente colorati e rumorosi.

  • LesetteMM è il marchio (o nome d’arte) di una persona creativa che su La Tela amiamo da sempre: Eleonora Garruto. Con passione, pazienza e una straordinaria cura dei dettagli, Eleonora realizza a mano, uno per uno, splendidi materiali ispirati al metodo Montessori. Ogni pezzo nasce da un lavoro artigianale attento e pensato per accompagnare i bambini nel loro percorso di crescita, attraverso la semplicità e il rispetto dei loro tempi. I suoi materiali non sono solo strumenti educativi, ma vere e proprie opere d’amore per l’infanzia.

Un reelFrancesca Deane è la persona di riferimento su La Tela per crescere la donna dietro al genitore (la trovi anche nel servizio 1a1) e in questo contenuto ci racconta come insegnare ai bambini il rispetto dei nostri spazi parta dal nostro rispetto verso i loro, di spazi (anche nel gioco) – leggi la didascalia!

Un approfondimentoIn questo articolo Sara Ghirelli ci offre una panoramica attenta e pratica sul gioco simbolico, che è il modo in cui bambini e bambine elaborano emozioni, esplorano il mondo e si raccontano: scopriamo perché il sempreverde «facciamo finta che…» è una parte fondamentale del gioco autonomo e come possiamo accompagnarlo.

3 proposte di gioco destrutturatoNella nuova categoria del Percorso parliamo anche del gioco destrutturato, nel quale i materiali non hanno uno scopo predefinito, ma possono diventare qualsiasi cosa, a seconda dell’immaginazione del bambino o della bambina. Queste sono 3 proposte di gioco destrutturato suddivise per fasce d'età, a cura di Baboo:

👶🏽 6 - 12 mesi
👧🏻 1 - 3 anni
👦🏼 3 - 6 anni

Altri contenuti su La Tela

Vuoi continuare il viaggio nel mondo del gioco autonomo? Ecco alcuni contenuti per te.

In queto post del blog, Sara Ghirelli ci offre tre idee di inviti al gioco semplici e creative: per accompagnare bambinǝ verso il gioco autonomo... un passo alla volta!

Inoltre, Valeria Ciancarella ci mostra come possiamo integrare piccole aree gioco in vari ambienti della casa, con semplici strumenti (e un cambio di mentalità):

In questo episodio del podcast, io e Francesca Deane abbiamo parlato di come possiamo trovare il modo di trovare un equilibrio tra essere presenti per i nostri figli e scegliere di prenderci cura del nostro benessere: una cosa non esclude l'altra!

Podcast
Allenarsi in casa con i figli | con Francesca Deane
Episodio 192

Di gioco autonomo ho parlato anche sul podcast, per la prima volta in questo «vecchio» episodio:

Podcast
Insegnare ai bambini a giocare da soli
Episodio 31

La noia è un'alleata del gioco autonomo, se la osserviamo con occhi nuovi: ne parliamo nel Percorso, e in questo reel trovi una piccola pennellata:

Ed è un tema così importante (e su cui tanti genitori mi fanno spesso domande) che ne ho parlato anche in questo episodio del podcast:

Podcast
Lascia che i tuoi figli si annoino
Episodio 142

Altre serie su La Tela che promuovono il gioco autonomo

Un gioco che i bambini amano e che dona loro autonomia fin da (quasi) subito è la lettura: lascia loro libri a disposizione in un piccolo angolo lettura + modella con il tuo esempio (leggi per te stessǝ in loro presenza / leggi per e insieme a loro). Anche in questo caso, occorre investire un po' di tempo e pazienza in questo processo, ma presto noterai che... «il gioco è fatto»! I libricini stampabili che trovi sullo Shop sono pensati proprio per accompagnarli gradualmente in questi momenti:

Lettura e scrittura
Prime letture
Libri corti e basati sulla realtà per iniziare a leggere.

I nostri Giochi produttivi stampabili sono pensati con il controllo dell'errore, in modo che siano ottimi alleati del gioco autonomo. Questo è uno dei preferiti in assoluto delle famiglie La Tela:

Giochi produttivi
Animali e impronte
Abbina a ciascun animale la sua impronta e categorizzali per continente