Paghetta o altra formula?
Buongiorno a tutt*
abbiamo in interrogativo familiare...
in alcune circostanze come ad esempio, comprare un particolare giochino o andare alle giostre del luna park, andare al concerto del cantante preferito, vorremmo che partecipasse alla spesa anche Filippo, che ha 8 anni.
Questo per insegnargli il valore dei soldi.
Giustamente ci ha sollevato un'obiezione.... "se io mi pago alcune cose, poi come faccio a raccimolarne degli altri?"
Noi siamo dubbiosi sulla paghetta, in quanto passa il concetto che ricevi soldi di default, non vorremmo neanche associare una paga per l'aiuto che da in casa, perchè siamo dell'idea che ognuno ha il suo incarico per vivere bene in famiglia.
Voi avete qualche idea da suggerirci?
Al momento l'unica cosa che noi abbiamo pensato è, ad esempio se aiuta i nonni, verrà ricompensato....
grazie a tutt*
Buona giornata
Ciao Stefania, anche stiamo seguendo i consigli del podcast sulla paghetta che aveva fatto Carlotta tempo fa...attualmente a casa nostra si guadagna qualcosa occupandosi della raccolta differenziata (portare fuori le buste o esporre il bidone) e aiutandoci nella manutenzione del giardino. Abbiamo, inoltre, due salvadanai perchè quello che si riceve o si guadagna si divide a metà: una parte per il futuro (università, istruzione, viaggi, ...) e una parte che si può usare adesso.
Per ora ci stiamo trovando molto bene.
Grazie per la risposta
Ambassador
Ciao Stefania,
anzitutto ti ringrazio per il post in quanto trovo questo argomento dei soldi molto interessante e ho sempre pensato che bisogna "gettare delle basi di finanza" fin da piccoli.
Noi in famiglia non diamo una paghetta, almeno per ora. Ci regoliamo per adesso così: quando ricevono dei soldi in regalo da nonni, bisonne, prozie ecc dividiamo quella somma (non necessariamente con una percentuale in particolare). Una parte viene conservata in un salvadanaio (e poi una volta raggiunta X somma viene spostata in banca) e una parte viene messa in un borsellino per spese da loro gestibili che includono per esempio fumetti, luna park, colazione al bar o qualcosa che desiderano in particolare.
Cerchiamo poi di dare maggiore contezza di quanto costino le cose facendo degli esempi concreti del tipo "quella cosa costa come quattro pizze" o "quanto tre Topolino".
Ti lascio a delle riflessioni interessanti emerse in una puntata del podcast: https://www.latela.com/podcast/159-soldi-e-bambini-con-giulia-fidilio e alla lettura di questo post del blog:
Un abbraccio
Alessandra
Grazie per la risposta
Per me è stato illuminante una puntata del podcast di Elena Cortinovis, sto seguendo proprio quella linea, dopo aver seguito mille ripartenze su paghetta sì e paghetta no, con relativi fallimenti
Grazie per la risposta
Nella fattispecie abbiamo deciso di dare una piccola somma mensile per necessità che non copriamo noi, oltre al basilare. In modo che prendano confidenza col denaro e inizino a gestirlo, sapendo che fino al mese successivo non avranno altro.
Uno dei figli ha proposto "ma se io faccio questo a casa, aumento la paghetta..?" Con modalità simili siamo sempre naufragati e abbiamo scelto di mantenere la linea di paghetta per piccole necessità, in quanto in casa le cose si fanno perché serve, non dietro compenso. Per ora questo equilibrio ci sta bene addosso.
Però utile lo spunto, circa la paghetta, di dividerla tra una parte da usare oggi è una da accantonare. Ci rifletterò, è molto interessante.
Da ragazza ho passato un periodo in comunità minori e avevamo una paghetta differenziata per età, i lavori di casa erano suddivisi indifferentemente dalla paghetta tra noi ospiti. Contavo di riproporre la crescita nel tempo della somma assegnata e potrebbe essere costruttivo il discorso divisione tra utilizzo e risparmio in particolare con l'aumentare della somma nel crescere.