Preferiti dei bambini

«Mamma, sono il peggiore in matematica!»: la trappola di premi ed elogi

Come aiutare nostrǝ figliǝ a costruire (vera) autostima.

Fondatrice de La Tela
18 luglio 2025
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4 min

Nel Percorso per Educare a Lungo Termine parlo dei rischi dell’utilizzare etichette positive (es. intelligente), premi, elogi e «bravo sotto vuoto», perché non aiutano, per esempio, a nutrire la soddisfazione intrinseca di aver ottenuto un buon risultato e insegnano, invece, a ricercare continuamente l’approvazione altrui. 

Oggi so che questi «complimenti», se non ne siamo consapevoli, possono essere anche un ostacolo alla costruzione dell’autostima vera.

Le «etichette» (che usiamo con buone intenzioni e spesso inconsapevolmente) costruiscono i nostri figli «da fuori»: insegnano loro a dipendere da ciò che gli altri pensano invece di affidarsi a ciò che loro sanno di sé. Così, quando manca l’approvazione del mondo fuori (e succederà), è la loro stessa identità a crollare.

La vera autostima si costruisce «da dentro», non da fuori: questa è una delle idee chiave della mia masterclass sull’autostima.

Masterclass
Autostima: la fai brillare o la spegni
Come nutrire l'autostima dei nostri figli (ma quella vera).

Quando tua figlia ti dice «Sono la peggiore in matematica!» e tu provi subito a rassicurarla («Sono sicura che non è così, tu sei una bambina intelligente, basta solo che studi di più!»), le tue intenzioni sono piene d'amore, ma ignori la sua emozione: tra le righe, il messaggio che stai mandando è che deve diventare più brava (o la più brava) e che non accetti questa versione di lei che non va bene in matematica. Non lo fai apposta, ma rischi di spegnere la sua autostima.

Su questo, ti racconto un aneddoto: un pomeriggio Oliver tornò da un allenamento e ci confidò, triste: «Mi hanno detto che sono il peggiore a calcio». Aveva sei anni. Avrei voluto toglierlo da quel disagio e invece mi ricordai quello che avevo imparato. Feci un respiro profondo, lo abbracciai e gli dissi: «È vero, non sei ancora bravo a calcio. Come ti fa sentire quello che ti hanno detto?».

Grazie a risposte come questa, che lo hanno fatto sentire visto nella sua emozione e che non gli hanno comunicato che ci aspettiamo che sia qualcosa o qualcuno che non è, negli anni l’ho visto presentarsi in qualunque gruppo e campo da calcio, in ogni parte del mondo, persino dove non parlava la lingua, anche con vestiti o scarpe non ideali, sorretto da una fiducia in sé che nasce solo dal conoscere il proprio valore personale e le proprie capacità reali – perché quello che dicono fuori importa, ma non tanto come ciò che sai dentro.

Se quel giorno (e tante altre volte) io e Alex avessimo provato a convincerlo del contrario o gli avessimo solo detto frasi (in sé valide) come «Puoi diventarlo se ti alleni di più», senza prima accogliere il disagio, lui avrebbe potuto convincersi che, per noi, il suo valore dipende dalla sua capacità di giocare bene a calcio.

Non è così, chiaramente, ma può essere il messaggio che le nostre parole comunicano. Validare la sua esperienza (invece di imporre la nostra) e accogliere la sua emozione (senza cercare di aggiustarla), poco a poco gli ha permesso di imparare a fidarsi di ciò che sente dentro e allo stesso tempo ad affrontare il disagio che fa parte di qualsiasi apprendimento. 

Così si costruisce vera autostima.

Ma non solo. Questa esperienza mi ha anche insegnato che a Oliver, in fondo, non interessava essere bravo o il migliore, né aveva bisogno di esserlo per trovare il coraggio di unirsi a un gruppo nuovo; a lui interessava solo continuare a giocare a calcio e imparare.

Il nostro approccio onesto, accogliente e gentile ha nutrito la fiducia in sé di cui aveva bisogno per continuare a farlo. Quella fiducia in sé gli dice: «Non devi essere qualcosa che non sei; ciò che dicono gli altri può essere vero, ma non definisce il tuo valore».

Questa fiducia in sé è quella che io chiamo vera autostima e noi genitori possiamo aiutare i nostri figli e le nostre figlie a farla brillare oppure… possiamo spegnerla. 

Nella mia masterclass Focus «Autostima: la fai brillare o la spegni» ti aiuto a ridefinire l’autostima e a iniziare questo lavoro con tuǝ figliǝ, ma prima ancora su di te – come sempre, quello che cerchiamo di insegnare a loro dobbiamo prima impararlo noi.

Ps. Se hai un abbonamento a Tutta La Tela, questa masterclass (insieme a tutti gli altri contenuti La Tela) è gratis.

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