Il genitore che voglio essere

Spesso mi scrivi: “Ho ancora molta strada per essere il genitore che voglio essere”.

In realtà, sei già il genitore che vuoi essere.

Anche io a volte urlo e dico frasi che vanno contro i miei valori e principi nell’educazione. Ma ogni giorno posso scegliere: le mie parole, le mie azioni e reazioni. E quando non sono in grado di scegliere, perché le emozioni prendono il sopravvento, allora scelgo di accettarmi, perdonarmi e chiedere scusa: “Ho sbagliato, mi impegnerò a non farlo più”.

Sono il genitore che voglio essere, non perché sono sempre felice di come faccio la madre, ma perché:

  1. So che tipo di educazione voglio dare e la scelgo ogni giorno. Richiede pratica. A volte faccio cinque passi indietro e poi scelgo di farne uno avanti: non c'è progresso senza regresso.
  2. Questa è la mia versione corrente di genitore. La devo accettare. Più imparo ad accettare i miei errori e ammetterli a voce alta (senza ma), meno mi sento in colpa e insegno ai miei figli una familiarità con l'errore — un salvagente nella vita.
  3. Lavoro attivamente alla mia evoluzione personale, quindi oggi sono, di fatto, una versione di me migliore di ieri. Celebro questa vittoria. Anche quando faccio passi indietro, riconoscerlo mi aiuta a creare una versione di me migliore di ieri.

Anche tu sei già il genitore che vuoi essere, perché il fatto che pensi di non esserlo significa che stai lavorando sulla tua evoluzione personale. Non puoi chiederti altro. Continua ad evolvere senza aspettative e sorprenditi.

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