Mia figlia è molto timida (5 anni)

Domanda di una mamma e mia risposta

Questa è la domanda che una mamma mi ha fatto nella chat privata del mio corso online Educare a Lungo Termine, in relazione all'unità in cui invito a non usare etichette per descrivere i nostri figli e spiego perché.

La riporto qui, con il suo consenso e con la mia risposta:

Provo a consigliarti una soluzione, ma sarai tu a dover valutare se si possa adattare alla vostra famiglia. Il mio metodo per affrontare queste domande è scrivere come se scrivessi a un'amica, perché lo trovo più efficace, spero ti aiuti.

Proverei a parlarne con lei e cercare di capire se c'è una frase che potete usare che magari la sblocchi. Le spiegherei che non ti piace usare la parola "timida", perché tu non credi che lei sia timida, credi che in questo momento della sua vita abbia semplicemente bisogno di più tempo per rompere il ghiaccio, ma che vorresti trovare una parola o una frase che aiuti lei (attraverso te) a comunicare agli altri che cosa prova.

Puoi azzardare un paio di frasi: "[nome] ha bisogno di un momento per rompere il ghiaccio".

"[nome] non è ancora pronta a venire a giocare, appena lo è vi raggiunge".

"[nome] preferisce stare ancora un po' qui con me, ma tra un po' viene".

Poi potresti anche buttarla sul gioco e provare: "[nome] sta giocando a nascondino, gioca anche tu [all'amico/a] e vai a nasconderti! Noi contiamo: 10, 9, 8…" e poi davvero fare il gioco come se nulla fosse. Questo potrebbe aiutare anche la sorellina a cambiare l'immagine che ha di lei.

Ovviamente il nascondino è una pezza, quindi ti consiglierei comunque di parlare con lei come ti ho scritto sopra e chiederle se questo metodo del "nascondino" per rompere il ghiaccio potrebbe piacerle. E insisterei sul fatto che non c'è nulla di male ad avere uno strumento per rompere il ghiaccio (molte persone ne hanno bisogno)!

Poi vorrei invitarti anche a riflettere sul fatto che io credo che non ci sia bisogno di "risolvere" questo problema, perché non è un problema (a maggior ragione visto che poi "si lascia andare").

È un suo modo di gestire le situazioni per lei stressanti (anche se è a casa sua, il momento del ritrovo può essere stressante per lei): alcuni adulti fanno battute o parlano a raffica…, i bambini si nascondono dietro le gambe o fanno i clown…

È assolutamente normale, spesso siamo noi adulti, con il nostro bisogno di dare spiegazioni e giustificare il loro comportamento, che lo rendiamo un problema. Non c'è bisogno di giustificarsi, non c'è bisogno di spiegazioni, non importa che cosa pensano gli altri: tua figlia non manca di rispetto a nessuno a essere chi è (e poi non sarà così per sempre).

Quindi ti inviterei prima di tutto ad accettarla, a non vederlo come un problema, a non cercare di "evitare queste scene", a rilassarti quando accadono e tenerla vicino finché ne ha bisogno — a cercare addirittura di vederla come una di quelle cose per cui ha ancora bisogno di te (saranno sempre meno).

È un suo bisogno di questo momento e io trovo sia più costruttivo assecondarlo per non farle credere di essere sbagliata: spesso con le parole magari diciamo le cose giuste come "Non è timida, ora prende coraggio e arriva", ma poi con i nostri movimenti, gesti, energia, parole, tono di voce, spiegazioni, bisongo di giustificazioni diciamo il contrario – e i bambini capiscono molto meglio il non verbale.

Sentiresti necessario spiegarti e giustificare un bambino che va subito a giocare? Io credo di no. Perché allora sentiamo il bisogno di giustificare un bambino che ha bisogno di più tempo?

E per questo ti inviterei a un'ultima riflessione su un concetto che io ritengo importante e spesso sottovalutato quando parliamo con i bambini e dei bambini: perché coraggio? È davvero coraggio? È più coraggioso esporsi e andare subito a giocare o è più coraggioso accettare chi si è, essere gentili con se stessi e per questo non forzarsi ad agire in modi che non ci appartengono?

Per me, essere coraggiosi significa in primis onorare chi siamo, la nostra vera natura, il nostro «io» più profondo.

Ti abbraccio,

Carlotta

Che ne pensate? Avete bambini o bambine che hanno bisongo di piu tenpo quando incontrano persone o amici?

Ps. La mamma ne ha poi parlato con la figlia e hanno deciso insieme una frase da dire alle persone. Da allora mi dice che va molto meglio.

Questo è un esempio di conversazione nella chat privata del mio corso Educare a Lungo Termine, in cui invito i genitori a scrivermi dubbi e domande per riflettere insieme.

Ciao Carlotta,
Mi è piaciuto molto questo spunto di riflessione e sto cercando di capire se questo è applicabile anche alla situazione che coinvolge attualmente la mia famiglia: mio figlio di 3 anni fatica a salutare quando incontra qualcuno (sia che conosce e che vede frequentemente, sia che non conosce). Dal tuo punto di vista questo comportamento va assecondato o sarebbe opportuno intervenire in qualche modo?

Carlotta

Ciao! Io personalmente non ho mai forzato mio figlio Oliver a salutare (non salutava quasi mai): l’ho fatto io per lui e Ho aspettato che imparasse dal mio esempio (oggi a 6 anni se la situazione è stressante e non sa come gestire l’emozione non saluta ancora, ma il resto delle volte è lui a salutare quando arriva e tornare indietro se si dimentica di salutare quando andiamo via). Dagli tempo, saluta per lui (senza giustificazioni) e non sentirti giudicata dagli altri.

Monic

Ciao Carlotta e grazie. Condivido pienamente. Io ho una bimba di due anni così e non dico che è timida, rispetto i suoi tempi perché ognuno di noi ha i suoi, tuttavia, quando la definiscono timida vorrei non dover dire “non lo e’, ha bisogno di un pó di tempo, tra l’altro con il covid (le limitazioni), direi che è normale...!” Ogni volta che rispondo così mi morderei la lingua da sola perché non l’ho etichettata ma motivando la risposta mi sembra di farlo inconsciamente

Carlotta

Hai proprio ragione, spesso sentiamo di dare spiegazioni che non sono necessarie… non solo quando si tratta di bambini. 🌸

Elisabetta Fontana

Bellissimo articolo condivido tutto quello che hai detto, molto spesso siamo noi il problema che un bambino timido non rientra nei nostri canoni di bambino ideale. Dovremmo solo accettare chi è e sistenerlo sempre.grazie
Mamma di un bambino "timido "...

Carlotta

Vero! Sono le aspettative che davvero peggiorano tutto.

Elena

Grazie Carlotta, e grazie a questa mamma che vuole aiutare la figlia. Vorrei che questo post l’avessero letto i miei genitori 30 anni fa...
io etichettata ‘timida’ fino ai 15 anni

Carlotta

Sono felice che questa conversazione possa aiutare altri genitori (e anche la mamma lo è).

Mia figlia è ancora piccola, ha 14 mesi, é molto curiosa e, avendo avuto pochi contatti da quando è nata, ogni volta che trova una situazione nuova, deve studiarla a lungo. Io trovo il suo atteggiamento davvero positivo e mi fermo ad asservare a mia volta, sia lei che la situazione, Questo però si scontra con il mondo esterno che vuole a tutti i costi riempire i silenzi, trovare etichette e frasi per sbloccare una situazione. In questi momenti mi sento impotente e non so come fare per stoppare gli adulti e lasciare il tempo che serve a mia figlia.
Mi sono accorta con le parole di questa mamma e la tua risposta, che qualsiasi modo in cui io tento di rispondere agli adulti che vogliono sbloccare una bimba di 14 mesi, risulti quasi uno scusarsi per il suo atteggiamento riflessivo, ma non dovrei scusarmi di nulla.

Ciao! Condivido ogni parola del tuo commento. Sto vivendo la stessa cosa.

Carlotta

Ti capisco 🌸

Elena

Condivido appieno.
Mio figlio ha 15 mesi e siamo nella tua stessa situazione.
Quando altri adulti cercano di “sbloccare” la situazione io parlo con mio figlio escludendo tutti, cerco di spiegare a lui solo cosa sta accadendo, chi sono le persone che vede e come mai siamo lì. Se comunque non vuole entrare in un luogo che non conosce, rimango fuori con lui e aspetto che sia pronto.
Probabilmente questi adulti non capiranno il mio atteggiamento o forse penseranno che sono maleducata perché non do retta ai loro consigli incalzanti.. pazienza 🤷🏻‍♀️ 🤗

Carlotta

Bellissimo pensiero: "parlo con mio figlio escludendo tutti". Non è questione di mancare di rispetto agli altri, ma di riportare luce sulle vere priorità.

Carlotta

Guarda, in questi anni di stile di vita Montessori ho capito che io ho un effetto solo su una persona: me stessa. Credo faccia parte del percorso imparare che possiamo controllare solo le nostre reazioni, le nostre parole e i nostri comportamenti.

Le frasi del testo io le immaginavo più per altri bambini. Se tu a un adulto rispondi una volta, in maniera diretta ma cordiale, sorridendo, "Non è affatto timida" (e basta), non serve altro, non servono spiegazioni e non servono giustificazioni: nella mente di tua figlia le tue parole hanno un peso più forte (fai parte del suo nucleo famigliare), e la prossima volta magari quel determinato adulto deciderà di evitare il commento. E così con l'adulto successivo e quello dopo ancora. 🌸

Chiara

Grazie Carlotta, come sempre dai spunti validi ed efficaci e le tue parole mi aiutano sempre molto.
Questo post fa proprio il caso mio, solitamente mia figlia ci impiega una ventina di minuti per ambientarsi e va bene così ma molte volte è difficile gestire i commenti delle altre persone. Grazie a questa mamma che ha riportato la sua esperienza e alla tua risposta, questa condivisione può aiutare altri, me e mia figlia per prime!

Carlotta

Io (e la mamma) siamo molto felici che ti abbia aiutato 🌸

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