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La teoria migliore in amore è la pratica

Carlotta Cerri
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Qualche tempo fa parlavo con mia madre di relazioni e dintorni e mi è prepotentemente saltata alla mente questa idea: la migliore teoria in amore è la pratica.

Voglio imparare a smettere di iper-analizzare o interpretare (spesso sbagliando) ogni singola parola, gesto, movimento, sguardo. Di tenere chiusi dentro di me sentimenti negativi e di stamparmi musi lunghi quando qualcosa non va secondo aspettative. Voglio provare, invece, a raccogliere le energie, fare io il primo passo anche quando sarebbe l'altro a doverlo fare e mettere in pratica il dialogo.

Voglio leggere libri che mi insegnano come vivere la mia vita, la mia relazione, come cambiare me stessa per essere più in armonia con il mondo, cosa fare quando Alex è troppo assente o troppo presente, cosa dire quando arriva tardi o quando delude le mie aspettative. Ma voglio leggerli in modo critico, prendendo solo l'essenza di ciò che, razionalmente, può adattarsi a me per poi modellarlo fino ad ottenere una teoria completamente nuova.

Voglio costruire il mio personale libro, imparando ad ascoltare di più me stessa e Alex, provando nuovi approcci, sperimentando cosa funziona meglio per me e per noi, cosa ci fa stare bene e cosa, invece, risponde ad aspettative esterne. Sbaglierò parole la prima volta, approccio la seconda, farò un piccolo passo in avanti la terza, magari due indietro la quarta e poi avrò successo la quinta. O forse la decima, non importa. E nel mentre, avrò imparato qualcosa in più su di me e qualcosa in più su come gestire la mia relazione.

Un mese fa ho incontrato una coppia che festeggiava il suo 42esimo anniversario. Si guardavano ancora innamorati, si tenevano ancora per mano, si dicevano ancora «ti amo». Ho chiesto loro il segreto.

Lei mi ha risposto: «Rispetto e dialogo, davvero non ci vuole nulla di più». Lui è andato sul matematico: «Noi abbiamo camminato insieme, ma su binari paralleli. Siamo sempre stati l'uno a fianco dell'altra, ma è come se non ci fossimo mai sfiorati». Si è interrotto come immerso nei suoi pensieri, poi ha continuato con un sorriso sulle labbra: «Bisogna imparare a smussare gli angoli».

Queste parole hanno reso «eterna» (chissà se ci si lascia dopo 42 anni insieme?) la loro storia d'amore, ma con ogni probabilità non renderanno eterna la mia o la tua. Loro hanno trovato il loro personale equilibrio, che non è il mio né il tuo.

Ogni coppia deve trovare il suo personale segreto di eternità. 

Che poi chissà se tra 15 anni penserò ancora che ci sia un segreto o se scoprirò che, alla fine, è solo lavoro e compromesso. Oggi credo ci vogliano profondi valori personali profondi, con il rispetto in cima alla lista. Credo ci voglia un obiettivo comune di eternità, come la nostra panchina in riva al mare. Ma da lì in avanti, forse l'unica vera e possibile teoria in amore è la pratica.

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