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Quando urli ai tuoi figli

Carlotta Cerri
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Le punizioni e le tattiche di controllo e potere come urlare, punire (stasera non ti leggo il libro!), minacciare (se non metti a posto, non andiamo al parco) e umiliare (ma cos’hai, 2 anni, che non sai mangiare da sola?) creano cambiamenti comportamentali nei bambini (li fanno comportare “bene”) perché incutono paura: i bambini hanno paura di chi li punisce.

Per questo la punizione “funziona”, perché innesca un arresto dissociativo e rende il bambino così insicuro da sentirsi impotente e quindi si immobilizza, smette il comportamento.

La punizione insegna ai bambini che le relazioni hanno a che fare con il potere e il controllo e a svilupparle attraverso questi modelli abusivi. 
Questo porta ad adulti che: 
1. Ripetono il ciclo di potere e controllo 
o
2. Hanno profonde ferite di autostima... 
In entrambi i casi ci vuole molto tempo e lavoro per guarire ed evolvere (e non tutti gli adulti ce la fanno, perché non tutti vogliono ammettere di dover fare un lavoro su di sé).

Invece di cercare di controllare il comportamento di tuo figlio, lavora su di te per controllare il tuo comportamento e il tuo bisogno di controllo.

La neuroscienza ci insegna che le punizioni ottengono un comportamento comportamentale, certo, ma non insegnano nulla ai bambini. 
Provo spiegandotelo paragonando il nostro sistema nervoso ad un motore della macchina. Quando i nostri bambini sono in uno stato di apprendimento attivo, il loro sistema nervoso, come il motore di una macchina, è pronto per accendersi. Non è troppo caldo, non è troppo freddo. È attivo 
Quando un bambino è disregolato per qualsiasi motivo, perché è stanco, affamato, sopraffatto da ambienti rumorosi, frustrato, il loro motore si surriscalda un po’ ed è allora che iniziano ad avere comportamenti “scomodi”, a “comportarsi male” come direbbe la vecchia scuola di pensiero. 
Se noi in quel momento li puniamo in maniera brusca, o gli facciamo paura per fargli smettere il comportamento, il loro motore non si raffredda, ma si surriscalda ancora di più fino ad esplodere. 
E quando il sistema nervoso di un bambino si surriscalda ed esplode, sai cosa fa il bambino? Il bambino si immobilizza, si congela. Da fuori sembra sottomissione e obbedienza, ma da dentro è un comportamento dissociativo in cui il bambino non impara nulla. 

Se noi ci arrabbiamo con i bambini quando sono disregolati, invece di imparare a regolare il proprio corpo per avere più autocontrollo in futuro, loro imparano che se sono disregolati ricevono dolore. E allora l’unico modo è congelarsi e immobilizzarsi. 
E così noi sentiamo di avere il controllo della situazione, “ho controllato il comportamento”, ma il sistema nervoso di nostro figlio si abitua alla dissociazione e alla reattività. Punire, cercare il controllo e l’obbedienza non insegna ai bambini a sviluppare l’autocontrollo, né a processare le emozioni in maniera sana.

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