256. 5 passi per gestire l'ansia (nostra e dei nostri figli)
In questo episodio di Educare con calma condivido un aneddoto per rispondere a una domanda che mi arriva spesso dai genitori: da dove si può cominciare quando ci rendiamo conto che l'ansia entra nella vita di nostrǝ figliǝ?
Vi racconto il mio incontro in aereo con una ragazza travolta dall’ansia. Osservandola ho pensato a quanto, quando i nostri figli sono dentro emozioni troppo grandi, abbiano bisogno prima di tutto di adulti regolati, capaci di restare calmi mentre loro non riescono.
L’ansia è una risposta del sistema nervoso allo stress e spesso parla attraverso il corpo: per questo è importante normalizzarla, senza viverla come un errore o un fallimento.
Condivido poi cinque strumenti semplici per regolarla: non sono soluzioni universali, ma pratiche concrete per riportare attenzione e sicurezza nel corpo e insegnare a nostrǝ figliǝ, attraverso il nostro esempio, che è possibile restare al volante anche quando le emozioni sono intense.
Carlotta: Benvenute e benvenuti ad un nuovo episodio di Educare con calma. Oggi vorrei portarvi con me in un mio aneddoto di qualche tempo fa, accaduto mentre mi trovavo in aereo: stavamo viaggiando verso Fiumicino ed ero seduta accanto ad una ragazza molto giovane e a sua madre. Ho osservato la ragazza proprio solo per qualche momento e ho capito immediatamente che stava affrontando un'ondata di ansia fortissima. Le mani le tremavano, faceva piccoli respiri corti e veloci, faticava a deglutire ma proprio in maniera molto visibile, si muoveva di continuo, come se nessuna posizione fosse quella giusta. Ogni piccolo minuscolo rumore dell'aereo la faceva sobbalzare e a tratti stringeva forte il braccio della mamma con una forza quasi impercettibile, ma piena di paura, come se quello fosse l'unico appiglio solido in mezzo al caos interno che stava vivendo.
Vi porto questo aneddoto per due ragioni: la prima, mentre osservavo quella ragazza mi è tornata in mente una cosa che dico spesso: quando I bambini o I ragazzi sono dentro le loro grandi emozioni quello di cui hanno più bisogno non sono spiegazioni infinite ma adulti che sanno restare calmi quando loro non possono farlo e questa è una delle prime cose delle prime lezioni che scrissi nel mio percorso per educare a lungo termine e la spiegai così quando tu ti senti in balia delle tue emozioni quando tu ti senti in crisi preferisci qualcuno che ti dica che cosa fare, cosa stai facendo sbagliato o preferisci qualcuno che rimanga lì con te, che ti faccia sentire che non sei solo, che non sei sola? È una domanda retorica chiaramente, ma credo che ci aiuti a capire che quando I nostri figli sono in balia delle loro emozioni quello che hanno più bisogno è che noi siamo I capitani della barca che noi rimaniamo calmi fermi regolati e che se non siamo regolati impariamo a regolarci noi per primi. Questa ansia di cui ho visto questo piccolo accenno in aereo quel giorno in realtà è un'immagine diciamo è una sensazione che conosciamo in tanti soprattutto oggi in un periodo in cui l'ansia sembra davvero avere messo radici profonde nella vita di tantissimi adolescenti ma anche di tantissimi adulti pensiamo penso anche solo a me stessa quanta ansia da eventi globali ho provato negli ultimi anni probabilmente anche tu che mi stai ascoltando e però devo essere onesta in quel momento in aereo forse per la prima volta ho davvero visto con I miei occhi l'ansia e per la prima volta ho davvero, come dire, conosciuto quello che leggo sulle ricerche che riguardano l'ansia dei giovani e delle giovani e inoltre vedere da vicino quei segnali di agitazione così intensa, così fisica, così visibile mi fatto pensare a tanti genitori che spesso mi scrivono preoccupati per I loro ragazzi, per le loro ragazze, e si chiedono come stare accanto alla loro ansia senza sentirsi impotenti o in colpa, come possono aiutarli a sentirsi sicuri o più sicuri?
Quindi da dove si può cominciare quando ci rendiamo conto che l'ansia entra nella vita dei nostri figli? E tra l'altro purtroppo oggi vediamo l'ansia nei nostri figli già molto presto perché l'ansia è strettamente collegata allo stress e oggi sappiamo che lo stress non è un evento raro e non è un evento da grandi, è una risposta fisiologica del sistema nervoso a ciò che viene percepito come troppo, come imprevedibile, come difficile da integrare e spesso arriva prima nel corpo che nelle parole o nei comportamenti, quindi vediamo proprio a volte magari segnali sul corpo uno sfogo sulla pelle un dolore alla pancia che non è chiaramente nulla di cui entrare in allarme per cui entrare in allarme ma è semplicemente qualcosa che possiamo osservare e che è bene che a volte possiamo osservarlo perché il corpo parla prima delle parole e soprattutto nei bambini questo è importantissimo ma anche per noi adulti perché spesso quando notiamo quando siamo abituati a osservare il nostro corpo e a rimanere in ascolto, in contatto con il nostro corpo riusciamo a gestire poi molto meglio quello che effettivamente ci arriva. E tra l'altro non serve che ci siano grandi traumi per generare stress, può essere anche solo una combinazione di fattori ripetuti nel tempo come difficoltà fisiche nel senso anche solo di allergie, tosse continuate, un sonno disturbato oppure anche cambiamenti improvvisi come un cambio di scuola oppure cambio di insegnanti.
Ecco può essere questi piccoli cambiamenti o queste piccole cose che noi chiamiamo piccole possono essere sufficienti a sovraccaricare un sistema nervoso sensibile o non sensibile. Se per caso notiamo tutto questo nei nostri figli non significa che stiamo sbagliando qualcosa significa che il loro sistema in questo momento sta dicendo ehi per me questo è troppo e tanto E nel caso specifico dell'ansia, prima ancora di iniziare ad utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, dobbiamo normalizzare, dobbiamo validare l'esperienza dell'ansia, dobbiamo parlarne con naturalezza, senza farla sembrare qualcosa di sbagliato o di pericoloso, dobbiamo aiutare chi la vive a sentirsi meno solo e più compreso. Più ci abituiamo a vedere l'ansia come un'esperienza umana, ovvero ciò che è, non come un qualcosa da correggere o un qualcosa di sbagliato, più creiamo uno spazio sicuro in cui quell'ansia può essere gestita invece che temuta. Quindi per prima cosa ho avviato una conversazione con quella ragazza in aereo le ho chiesto se fosse l'aereo a spaventarla e lei mi risposto che no non era quello, m' detto può succedere ovunque rivelando così che la sua ansia non dipendeva dal contesto ma da qualcosa che sentiva dentro. Ho subito normalizzato dicendo che a volte capita anche a me di provare ansia e che quando io la sento emergere ci sono dei piccoli strumenti, dei piccoli esercizi che tiro fuori dalla mia cassettina degli attrezzi emotiva e che a me aiutano e allora le ho chiesto se voleva che glieli mostrassi.
Con un piccolo cenno lei mi detto di sì, si è avvicinata un pochino di più, lasciato il braccio della mamma, si è avvicinata a me e così le ho proposto alcuni dei miei preferiti perché sono semplici, immediati, facilmente applicabili in ogni momento E sono proprio quelli che voglio lasciarvi anche qui, ne ho parlato anche in un post del blog, se qualcuno di voi preferisce leggere invece che ascoltare potete andare a trovarlo lì e nel percorso per educare a lungo termine c'è una lezione su come regolare il sistema nervoso e questa è chiaramente una parte importante del lavoro che facciamo sull'ansia. Il primo esercizio è uno che vi racconto dal duemila diciassette credo che è il gioco del cinque quattro tre due uno o il gioco dei cinque sensi e si tratta proprio di un modo per ancorare I sensi alla realtà, per ritornare al corpo quando I nostri pensieri vanno in pilota automatico. Bisogna nominare cinque cose che vediamo, quattro cose che possiamo toccare, tre cose che sentiamo con le orecchie, due cose che possiamo annusare con il naso e una che possiamo assaggiare, nel senso un gusto che abbiamo in bocca. È un gioco semplice, immediato, aiuta davvero a calmare immediatamente il sistema nervoso E tra l'altro non serve che vi ricordiate il cinque quattro tre due uno potete anche semplicemente giocare come faccio anch'io con I miei figli a volte a dire semplicemente tre cose che vediamo intorno a noi o tre cose che tre rumori o suoni che ci arrivano e semplicemente per riportare I pensieri al corpo, perché quando riportiamo I pensieri al qui e allora possiamo effettivamente uscire dal pilota automatico.
Di tutto questo ho parlato anche in una lezione del percorso che si intitola risvegliare la consapevolezza emotiva, se avete l'abbonamento andate a cercarla. Quando ho proposto questo mini esercizio alla ragazza dell'aneddoto tra l'altro lei mi detto che lo conosceva perché lo usa anche la sua psicologa e questo mi fatto tornare in mente una cosa che ho raccontato anche in un episodio del podcast. Voi sapete che io lavoro con corsi online, con video preregistrati, sapete anche che non sono una psicologa. Questo però non significa che il mio lavoro sia in competizione con quello delle psicologhe, dei professionisti della psicologia anzi tantissime psicologhe e psicologi sono venuti alle presentazioni del mio libro, fanno parte della piattaforma della tela, mi raccontano che usano I miei contenuti ogni giorno nelle sessioni con I loro pazienti perché perché questi lavori si completano a vicenda sono complementari ci sono periodi della vita in cui puoi fare un lavoro da sola seguendo un corso online io adoro I corsi online se no non li creerei e ci sono momenti della vita in cui hai bisogno di quel di quello sguardo esterno professionale che ti aiuti. L'episodio del podcast in cui ne ho parlato è il numero duecentotrentatre e si intitola terapia e auto aiuto sono complementari.
Lo dicono anche le psicologhe, ve lo lasciano I relazionati tra l'altro in quell'episodio ci sono veramente tante testimonianze proprio di psicologhe che mi hanno accompagnate in quell'episodio, che hanno scelto di accompagnarmi in quell'episodio. Il secondo strumento è il gesto fisico di delimitare l'ansia. Io mi stringo proprio tra le braccia, cioè metto le mani intorno alle braccia come se mi abbracciassi e mi ripeto mentalmente o anche a voce bassa: questo è il confine della mia ansia. La mia ansia non può andare oltre, la mia ansia, il mio corpo è il confine di questa emozione. Spesso l'ansia ci appare infinita e fuori controllo, ma ricordarci che il corpo è un confine sicuro ci restituisce una misura e una rassicurazione immediata.
Questo a me aiutato tantissimo. Il terzo strumento è un semplice cambio di prospettiva che io chiamo è solo una parte di me. Sapete che a me piace pensare alle emozioni come tante voci, un coro di voci dentro di noi e ne parlo anche in una lezione del percorso per educare a lungo termine perché questo aiuta proprio a separare l'emozione che stiamo provando da noi. L'emozione che sto provando non mi definisce, è solo una piccola parte di me, io sono l'intero e quindi possiamo dire in questo caso ti sento ansia siediti qui accanto a me ma al posto di guida al volante rimango io. Questo è un esercizio che ci aiuta a dialogare con le emozioni in modo assertivo ma anche gentile e accogliente non le stiamo eliminando non le stiamo mai mandando via, le stiamo riconoscendo come qualcosa, una piccola parte di noi, una piccola parte dell'intero che va bene, che può rimanere lì, ma anche che può mettersi da parte quando noi vogliamo stare al volante e questo tra l'altro funziona a qualsiasi età io lo uso da quando I miei figli erano piccolissimi magari allora non lo capivano ancora ma quando iniziamo ad usare uno strumento con I bambini piccoli butta le basi poi per capirlo, usarlo e processarlo davvero quando sono più grandi.
Il quarto strumento è la respirazione quadrata: inspirare per quattro secondi, trattenere per quattro secondi, espirare per quattro secondi e trattenere ancora per quattro. Possiamo ripetere questo esercizio per qualche minuto concentrandoci proprio sul movimento del petto del diaframma ed è un modo molto semplice per regolare il sistema nervoso. Ci sono tantissimi esercizi di respirazione, dovrei farne un'altra lezione, anche un modo efficace per regolare il sistema nervoso è anche rendere l'espiro più lungo dell'inspiro non so si chiamano espiro inspiro sto inventando perché tutto questo io lo studio sempre in inglese ma appunto se inspiriamo per quattro secondi poi espiriamo per sei, quindi espirare per un tempo più lungo di quello che inspiriamo. E questo esercizio tra l'altro perché io amo gli esercizi di respirazione? Perché sono sempre accessibili, il respiro ce l'abbiamo sempre Perché sono sempre accessibili, il respiro ce l'abbiamo sempre presente con noi ed è assolutamente fondamentale secondo me imparare ad usarlo.
E il quinto strumento è il tapping. Tapping viene dalla terapia somatica e significa semplicemente picchiettare delicatamente picchiettare delicatamente palmi delle mani, guance, petto o altre zone del corpo dove sentiamo che l'energia si accumula di solito la sentiamo sotto forma di tensione la sentiamo sotto forma di calore e questo ne favorisce il flusso e riduce la tensione Vi ricordo che questi strumenti non sono universali, ciò che funziona per me o per quella ragazza potrebbe non funzionare per qualcun altro, però è vero che sono tecniche semplici che tutti possiamo imparare per regolare il nostro sistema nervoso e regolare il nostro sistema nervoso è una delle competenze più importanti nella genitorialità e soprattutto queste mini tecniche sono sempre a portata di mano e questo è quello che mi piace di più perché posso impararle io per poi insegnarle ai miei figli. Anche questo fa parte di quel re-parenting di cui parliamo spesso, spesso crescere me per crescere I miei figli imparare l'educazione emozionale mentre la insegno ai miei figli e questo secondo me davanti all'ansia dei nostri figli o di noi stessi è importantissimo impararlo perché noi possiamo scegliere dove dirigere la nostra attenzione possiamo scegliere di non farci travolgere, di restare presenti, di usare strumenti concreti per cercare di riportare calma e sicurezza al sistema nervoso, che spesso significa semplicemente, come abbiamo detto prima, riportare l'attenzione al corpo, ridirigere l'attenzione al corpo.
Non è semplice, non è immediato, ma ogni passo che facciamo in questa direzione è già un passo enorme verso la costruzione di relazioni più sicure, ma anche enorme verso la costruzione di relazioni più sicure, ma anche verso noi stessi, anche con noi stessi, verso la costruzione di maggiore fiducia, di una maggiore capacità di gestire le emozioni sia nei nostri figli sia in noi stessi. Anche per oggi è tutto. Spero di aver piantato qualche semino, vi do appuntamento al prossimo episodio di Educare con calma. Vi ricordo che se volete commentare, unirvi alla conversazione potete farlo su tela punto com barra podcast cercando il numero dell'episodio o scrivendo il titolo nella barra di ricerca. Non mi rimane che augurarvi buona giornata, buona serata o buonanotte a seconda di dove siete nel mondo.
Ciao ciao!
Parliamone
Ciao!
Volevo condividere la mia esperienza e lasciare uno spunto su quanto possa essere utile insegnare ai nostri bambini la respirazione quadrata.
Dopo aver ascoltato questo episodio del podcast, ho deciso di provarci con mio figlio (3 anni, 4 ad aprile), anche grazie al fatto che all’asilo stanno scoprendo le forme geometriche.
Un giorno stavo cercando di riaccendere il tagliaerba, fermo da tutto l’inverno, e mi stavo innervosendo parecchio. Mio figlio mi ha guardata e mi ha detto: “Mamma, prova a fare una respirazione quadrata”.
L’ho fatta, con calma. Poi lui mi ha detto: “Ecco, adesso riprova ad accendere il tagliaerba con calma”.
È stato un momento davvero emozionante. Grazie Carlotta per tutti i tuoi spunti 💛
Ambassador
Il tapping è piaciuto tanto anche ai miei bimbi a scuola.
Lo pratico sin dalla scuola dell' infanzia ed ha benefici immediati anche nella disregolazione emotiva.
Un caro saluto ❤️