La Tela
Episodio 91

91. Montessori in 5': lo gnomo dei ciucci

Oggi parliamo dello gnomo dei ciucci e di tutte le volte che, come genitori, scegliamo di manipolare i nostri figli con le bugie invece di rispettare il loro potenziale. Se avete tolto il ciuccio a vostro figlio con lo gnomo dei ciucci, non sentitevi giudicati: avete fatto il meglio con gli strumenti che avevate a disposizione e, se siete d'accordo con quello che dico qui, magari potete aiutare altri genitori che stanno attraversando questa fase ora, inviando loro l'episodio.

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Benvenute e benvenuti a un altro episodio di Montessori in 5’. Oggi voglio parlarvi di una cosa che ho sentito l’altro giorno e che mi ha lasciata tra il basito e il demoralizzato: lo gnomo dei ciucci. Ho scoperto che lo gnomo dei ciucci è uno gnomo che, da quanto ho capito o razionalizzato con la mia mente adulta, vive in un albero speciale dove il bambino lascia il suo ciuccio o i suoi ciucci, lo gnomo li prende quando il bambino non vede e il giorno dopo lascia un regalo al bambino a casa. Mi avete poi detto in tanti che si usa anche Babbo Natale per questo: ovvero si dice al bambino che lasceremo il ciuccio sotto l’albero e Babbo Natale lo prenderà e lascerà i regali di Natale, che forse mi sembra ancora peggio, perché 1. si aggiunge alla narrativa del se non fai cosa dico io Babbo Natale non ti porta i regali e 2. praticamente chiediamo al bambino di fare un passo così importante, ovvero lasciare un suo strumento di comfort così prezioso per lui, per ricevere dei regali che arriverebbero comunque il giorno di Natale. Insomma, oltre il danno, la beffa!  

Nelle storie ho chiesto perché dobbiamo trattare così i bambini, perché non rispettiamo il loro potenziale. E in tanti mi avete chiesto che cosa intendo.

Con non rispettare il potenziale del bambino intendo che non trattiamo il bambino come una persona che è in grado di capire, ma che lo trattiamo come qualcuno a cui si debba mentire per convincerlo a fare ciò che vogliamo. Lo manipoliamo per far sì che faccia ciò che vogliamo noi, insomma. A me questo intristisce molto per una miriade di motivi: in primis, perché per me è proprio l’approccio sbagliato al bambino e all’educazione in generale; secondo, perché non trattiamo i bambini con il rispetto che meritano; terzo, perché cediamo alle pressioni della società che ci dice che a questa età bisogna togliere il pannolino, a questa il ciuccio ecc; quarto, perché proprio per queste pressioni non seguiamo i tempi del bambino e così facendo, senza rendercene conto, creiamo lotte di potere inutili e ci rendiamo la genitorialità molto più difficile di quello che è; quinto, perché il cervello del bambino così piccolo non sa distinguere fantasia e realtà e noi usiamo questa sua incapacità per ottenere ciò che vogliamo; (a che numero sono?); sesto, perché mi chiedo, che cosa dice di noi come persone questa scelta di trattare i bambini così? Cioè, senza parlare specificatamente dello gnomo del ciuccio, ci sono mille altri esempi di momenti in cui mentiamo ai nostri figli. Ma se pensiamo che vada bene mentire ai nostri figli, perché allora non va bene mentire a nostro marito, ai nostri amici, ai nostri colleghi, al nostro capo o ai nostri dipendenti? Perché non mentiamo anche agli adulti per manipolarli? E se lo facciamo, che cosa dice questo del tipo di persona che siamo? 

Io ho deciso nella mia vita che non voglio essere una persona che mente. Che usa le bugie per ottenere ciò che vuole. Non voglio esserlo io, perché non voglio che lo siano i miei figli e se io lo sono con loro quello è l’esempio che sto dando a loro e quello è il modello con cui crescono e che io, con le mie azioni dico, è un modello sano, seguilo. E allora, tra l’altro, non posso poi lamentarmi se i miei figli mi mentono. Se vogliamo che i nostri figli non ci mentano, dobbiamo iniziare a non mentire a loro: l’educazione è sempre a due corsie. Quindi non importa di che colore sia la bugia, è una bugia e io scelgo di non dirla.

E a chi mi ha chiesto come ho tolto il ciuccio ai miei figli, rispondo che non ho tolto il ciuccio ai miei figli, perché ho scelto di non darglielo e quindi non lo hanno mai usato (a dire il vero quando Emily non dormiva ci ho provato a darle il ciuccio tra le tante cose che ho provato per disperazione, ma non l’ha mai voluto). Ma a chi mi dice che allora non ho voce in capitolo, rispondo che non è vero, perché ho aiutato moltissime famiglie a togliere il ciuccio in maniera sana, onesta, che rispetta il potenziale del bambino e allo stesso tempo senza mentire e senza drammi. 

Se avete il mio corso Educare a Lungo Termine, aprite il modulo 12 Domande e Risposte e troverete un’unità intera su come lasciare il ciuccio con tanto di una testimonianza di una mamma che ci guida attraverso il processo che ha scelto lei. Perché proprio come avviene con il pannolino, anche questo è un processo: non è questa settimana togliamo il ciuccio, prima di Natale togliamo il ciuccio, domani togliamo il ciuccio. No. È un processo. Dobbiamo aprire una conversazione con i nostri bambini, senza pressioni, senza lotte di potere, senza paragoni con altri bambini o fratelli, dobbiamo iniziare a spiegare presto che prima o poi dovranno lasciare il ciuccio. Mi assicurerei che all’inizio il bambino la senta solo come una conversazione e che sia chiaro per lui che possiamo e vogliamo rispettare i suoi tempi, che vogliamo scegliere insieme quando lasciare il ciuccio, che lui ha voce in capitolo. Quando questa conversazione è avviata, possiamo continuare spiegando le motivazioni, andando in biblioteca e leggendo libri sulla salute dentale, quindi focalizzando il processo sulla cura dei denti piuttosto che sul togliere il loro amato ciuccio, per condividere la nostra consapevolezza con loro, iniziando a testare il terreno su quando pensano di volerlo lasciare e così via, conversazioni senza pressioni. Possiamo aiutarli a capire il concetto di tempo, che aiuterà anche in questo processo quando sarà il momento vero e proprio di toglierlo (nelle note vi lascio un articolo). Possiamo far vedere ai bambini foto di denti di altri bambini che hanno tenuto il ciuccio troppo a lungo, non per spaventarli, ma per dare loro le informazioni necessarie per prendere una decisione informata, e sempre ricordando loro che possono scegliere quando toglierlo.

E poi quando si avvicina il momento, possiamo parlarne in termini più pratici, decidere insieme un giorno in cui darlo via, decidere insieme come darlo via, se donarlo in beneficenza, per esempio, oppure informarci su come riciclarlo al meglio ecc; possiamo fare un calendario a pallini che aiuta a capire i giorni che mancano (vi lascio il link nelle note); ma sempre continuando a ricordare ai bambini che possiamo seguire i loro tempi, che è una loro scelta e, importantissimo, assicurandoci che capiscano bene che una volta che lo diamo via non ce l’abbiamo più (e questo per me è un altro problema di ingannarli con il regalo senza che capiscano davvero che cosa comporta, perché ovviamente prima sembrano decidere di lasciare il ciuccio perché vogliono il regalo, ma è probabile che, soprattutto se non erano pronti, dopo aver aperto il regalo, alla prima occasione in cui userebbero il ciuccio, entrano in crisi e allora noi ci arrabbiamo perché diciamo loro che un patto è un patto ecc, ma non ci rendiamo conto che in realtà il patto non era chiaro a loro perché li abbiamo manipolati). 

I bambini capiscono. Capiscono molto più di quanto pensiamo. Per questo mi demoralizza tanto quando invece decidiamo di ingannarli, di manipolarli e di non onorare il loro potenziale.

Come vado con il tempo?

Uh, malissimo! Ok, oggi ho proprio sforato, ma va be’, è per una buona causa. E anzi, ultima cosa, se invece mi dite che la magia è bella per i bambini, vi dico che avete ragione, io adoro quando Alex fa i trucchi di magia ai bambini e adoro che i bambini imparino a fare trucchi di magia (è anche un ottimo esercizio di coordinazione e risoluzione di problemi), ma se parliamo di magia degli gnomi e degli elfi, vi rimando al mio episodio del podcast n.19 e non dico altro. 

Vi ricordo che potete farmi sapere che cosa ne pensate di tutto questo nei commenti della pagina dell’episodio sul mio blog www.latela.com e che mi trovate anche su instagram come @lateladicarlottablog.

Vi auguro buona serata, buona giornata o buona notte, a seconda di dove siete nel mondo. 

Ciao ciao

Dimmi che cosa ne pensi

Ti è piaciuto? Sei d’accordo? Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi.

Veronica • mag 18, 2022

Condivido, ma vorrei raccontare la mia esperienza. Anche io ho aiutato mio figlio ad abbandonare il ciuccio (non gliel'ho tolto) servendomi ANCHE della favola della fatina ciuccina (io l'ho chiamata così). Sono ricorsa al suo aiuto non per ingannarlo, ma per aggiungere una sfumatura fiabesca a questo importante passaggio della sua crescita. Non lo ho forzato mai. Gli ho sempre detto che la fatina ciuccina, una volta che lui avesse deciso di consegnarlo, avrebbe preso il suo grande amico ciuccio, lo avrebbe portato al viale dei tigli (una via vicino casa nostra), lo avrebbe piantato e sarebbe nato un tiglio, che da quel momento in poi sarebbe cresciuto come lui. Gli ho sempre spiegato che il ciuccio era un grande amico, ma che prima o poi lo avrebbe dovuto lasciare libero, per diventare grande, perché se avesse continuato troppo gli sarebbero venuti i denti storti e tutte le altre conseguenze. Fatto sta che un giorno LUI mi ha detto "Mamma, sono pronto a consegnare il ciuccio alla fatina ciuccina".... io gli ho detto "sei sicuro? una volta consegnato significa che non torna più da te, pensaci bene" e lui "sì, mamma, sono sicuro". E' andato a letto e ha detto che era molto emozionato. Siamo poi andati a vedere al viale dei tigli il tiglio nato dal suo ciuccio (ne ho scelto uno piccolo) e ogni volta che ci torniamo guardiamo che cresce, come lui. Gli ho fatto un regalo, sì, che gli ho detto essere un regalo della fatina, ma non come corruzione, semplicemente come regalo pieno d'affetto. Non mi ha mai più chiesto il ciuccio.

🌸 Carlotta • mag 31, 2022

Grazie per aver condiviso la tua esperienza. Io avrei tutto uguale meno l’aspetto fiabesco (perché io preferisco non usare la fantasia con i miei figli) e per non usare bugie (di nessun tipo) con i bambini. Avrei detto: “Sai, il ciuccio è un grande amico, ma un giorno dovremo lasciarlo perché può causare problemi ai denti e al palato. Ma solo quando sei pronto, me lo dici e decidiamo che cosa farne insieme, ok?”. Metto la mano sul fuoco che con i miei figli sarebbe andata come per voi. 💜

Flavia • apr 29, 2022

Ma non era diventato 'ragnatela in 5 minuti'? O mi sono persa qualcosa? :-)

Giulia • apr 25, 2022

sono d’accordissimo ma Credo ci Siano Delle Piccole sfumature. 1. Anche se non li inganni sono convinta che poi le “crisi Di astinenza” le abbiamo comunque (la mia esperienza personale fa da esempio, ho tolto volutamente il ciuccio ma ne ho sofferto e mi sono pentita i gg a seguire). 2. Esiste l’opzione accompagnamento all’allontanamento (come dici tu) ma che può includere e chiudersi con fate o gnomi (come la fata dei denti che trovo una bella cosa anche se è una balla). Chiaro che lo gnomo che porta il regalo non deve essere il ricatto ma la conclusione di un processo, non so se mi spiego. Mia figlia due anni e mezzo ha sempre usato il ciuccio solo per la nanna, da qualche mese parliamo di eliminarlo argomentando le motivazioni (in primis i denti! Per me è stato deleterio l’uso del ciuccio e sono rimasta traumatizzata dallapparecchio). Un giorno ha deciso lei di abbandonarlo e abbiamo messo tutti i ciucci in una scatola per la fata che li ha portati via in cambio di un regalo di ringraziamento perché loro i ciucci li usano e/o riciclano per bimbi più piccoli. Per ora la notte nessun problema, il pomeriggio astinenza ma spero si risolva presto. Sono apertissima e eventuali critiche. Sicuramente ho fatto il meglio che potevo/pensavo.

🌸 Carlotta • mag 20, 2022

Io preferisco non usare lo gnomo anche perché il cervello del bambino così piccolo non è in grado di distinguere tra fantasia e realtà: quindi oltre alla bugia, che per me non va bene a prescindere, c'è anche l'aspetto della fantasia (ne ho parlato in un episodio, se ti interessa). Certamente può esserci un periodo di astinenza (anche se la decisione arriva da loro) e possiamo stare loro accanto e ricordare che è stata una loro decisione: ma in generale l'astinenza dura davvero poco se la scelta è puramente del bambino. 💜

Erika • apr 14, 2022

Ciao Carlotta, vorrei ascoltare l'episodio n.19 che suggerisci...ma non vedo la numerazione per i primi episodi. Mi diresti il titolo da cercare? Grazie!

🌸 Carlotta • apr 17, 2022

Il titolo è realtà, fantasia e immaginazione (sul mio sito, dovresti vedere il numero sullo sfondo e quando entri in un episodio te lo scrive sopra il titolo) :-)

Jenny • apr 12, 2022

Ciao Carlotta, sto seguendo il tuo corso e ti ringrazio per gli infiniti spunti di riflessione e per la.tua spontaneità.
Grazie Grazie grazie

🌸 Carlotta • apr 17, 2022

💜 Grazie Jenny!

kettydibaia@yahoo.it • apr 9, 2022

Ciao cara Carlotta, come sempre sei fonte di confronti ed ispirazioni e spero con il mio commento di poter fare altrettanto.
Io credo che non esista solo il bianco o il nero, l'assolutamente giusto e l'assolutamente sbagliato. Tutto è relativo e da osservare da diverse prospettive. Ma soprattutto, nel caso specifico dello gnomo e del ciuccio, credo che un approccio non debba necessariamente escludere l'altro.
Ti spiego.
La comunicazione con i nostri bambini, l'onesta, il trattarli come esseri pensanti, intelligenti, avendo pieno rispetto di loro in quanto esseri umani, rispetto dei loro tempi e tutto quello di cui hai parlato perfettamente in questo podcast, è assolutamente la base fondamentale per una giusta educazione e per creare un rapporto sano tra genitore (educatore)-bambino.
Fatta questa premessa, aggiungo.
Dopo aver percorso i vari step, esattamente come li hai elencati tu (io ho fatto lo stesso), senza parlare di gnomi, babbo natale, regali, premi, giungere poi alla decisione consapevole del bambino di lasciare il ciuccio; perché non concludere questo percorso che è assolutamente bellissimo perché sviluppa l'indipendenza, consapevolezza, ecc ecc, con qualcosa di "magico"?
Insomma, qualcosa che possa aggiungere qualcosa a questo esperienza e non togliere.
Una sorpresa inaspettata.
Nel momento in cui il bambino è assolutamente pronto e deciso di lasciare il ciuccio, invece di buttarlo semplicemente, perché non creare un "rito"? Che può essere lo gnomo, che può essere il "donarlo" alla cuginetta/sorellina, o il portarlo in discarica dove si fa il differenziato e dirgli che il suo ciuccio forse diventerà altro, addirittura forse un giocattolo!
Vista così, la storia dello gnomo, mi farebbe meno paura 😊
Grazie ancora per l'opportunità di crescita 🙏

PS:le storie lette negli altri commenti, fatte di bugie e ricatti, sono ovviamente totalmente l'opposto di quello che penso.

🌸 Carlotta • apr 17, 2022

Ciao Ketty e grazie per la tua riflessione. Io sono una amante dei riti, ma visto che preferisco non introdurre la fantasia prima dei 6 anni (se hai ascoltato l'episodio su fantasia e realtà saprai perché) evito anche questo tipo di magia.

Ma i riti si possono crearsi anche senza magia! Per i dentini, per esempio, noi li andiamo a sotterrare in qualche posto speciale (e a volte lo rendiamo proprio una giornata con una camminata in montagna o una gita nel bosco) e il nostro rito è magico allo stesso modo, ma senza utilizzare elementati della fantasia che non ritengo necessari (anche perché per me la natura ha già tutta la magia di cui un bambino piccolo ha bisogno).

Ecco, avrei forse adottato un rito simile per il ciuccio, se lo avessimo usato (andandolo poi a recuperare, ovviamente, per non lasciare plastica sotterrata nella natura).

Grazie mille a te per il tuo commento 💜

Ale8680 • apr 8, 2022

Ciao Carlotta è tanto che ti seguo e ispirata da questo podcast ti riporto la mia esperienza. Ho fatto per tanti anni la babysitter seguendo il mio istinto e un'edcazione più che rispettosa! Poi sono diventata mamma di 2 bimbi ora di 10 e 8 anni e con il primo ho fatto l'errore di farmi condizionare in tante cose dai commenti di chi avevo intorno e dai continui confronti con la cuginetta. Proprio in relazione al ciuccio è avvenuto uno degli episodi più dolorosi del mio percorso di mamma, di quelli per i quali vorrei poter tornare indietro nel tempo. Il mio piccolo aveva quasi 3 anni, un fratellino di 9 mesi era Natale e tutti gli facevano pressioni perchè desse il ciuccio a Babbo Natale in cambio di un bel trattore rosso. Io sentivo che lui non era pronto, gli ho detto più volte che non era tenuto a farlo se non si sentiva, che comunque c'erano altri regali e che il trattore potevamo prenderlo noi in un' altra occasione, ma quando mio cognato si è presentato vestito da Babbo Natale con il pacco in mano lo scambio è avvenuto rapidamente. Il 25 è andato bene, il 26 anche e nel pomeriggio siamo partiti per andare dai nonni. Il 27 mio figlio ha iniziato a piangere disperato che voleva il suo ciuccio. Era talmente in crisi che ero decisa a prendere uno dei ciucci in più che mia mamma teneva di riserva e farglielo lasciare da Babbo Natale sulla porta con un bel biglietto ma per uno strano caso del destino i ciucci in più erano spartiti. Lui era sempre più in crisi. Sembrava un drogato in crisi di astinenza. Ho accolto il suo dolore, l'ho coccolato tanto, gli ho preparato un bel bagnetto e l'ho coccolato ancora in acqua e fuori. A poco a poco si è calmato, ma più volte nel tempo l'ho visto andare in crisi senza quell'oggetto che gli permetteva di calmarsi con facilità e che comunque usava con parsimonia.
Negli anni mi sono chiesta tante volte come la cosa abbia inciso sul suo carattere nel tempo, quanto dolore inutile gli abbiamo fatto provare senza motivo.
Con il secondo non ho rifatto lo stesso errore. Appena hanno provato a tirare fuori la storia di Babbo Natale ho zittito tutti sul nascere. Ha lasciato spontaneamente il ciuccio a 3 anni e mezzo, dopo che da mesi lo usava solo per addormentarsi. Aveva preso il vizio di morderlo e i ciucci dopo 1 settimana erano da buttare. Per cui gli ho parlato chiaro. Gli ho detto che aveva ancora 3 ciucci che poteva usare finchè non li rompeva ma poi non me avrei presi più. Ha iniziato a trattarli con più cura ma ogni volta che uno si rompeva gli ricordavo che non ne avremmo comprati di nuovi.
Il giorno che l'ultimo si è rotto l',ha buttato lui nella spazzatura e non l'hai mai chiesto.
Quindi mi sento di confermare quello dici: abbiate fede nei vostri bambini, parlate con loro e soprattutto non ricattateli o prendeteli in giro!
Buona serata

🌸 Carlotta • apr 13, 2022

Et voilà, la sorprendente capacità dei bambini di capire.

Grazie infinite per aver condiviso con noi un ricordo così intimo e vulnerabile, sono sicura che aiuterà tanti genitori che lo leggeranno 💜

Debora • apr 22, 2022

Anche io, con A, ho scelto il metodo finito i ciucci non ce ne saranno altri ( 1 annetto di tempo per capirci ). L'ultimo sfortunatamente lo abbiamo dovuto togliere un pò di forza per problemi di denti e di lessico ( la R la diceva alla perfezione, ma il ciucio ha creato uno spazio importante - lo spazio di un mio dito - tra l'arcata superiore e inferiore facendola diventare una L). Quella sera ho preso A. e davanti allo specchio le ho fatto vedere il problema dello spazio, le ho spiegato perchè era importante farlo in quel momento. Abbiamo scelto che avrebbe potuto avere un regalo da mamma e che lo avremmo pagato con il ciuccio, Mi sono assicurata che capisse bene che il ciuccio non ci sarebbe più stato. Poi le ho chiesto se era pronta. Mi ha detto di si. Siamo andati nel negozio e l'ho lasciata scegliere, il commesso gentilissimo ci ha lasciato tutto il tempo (mezz'ora oltre la chiusura), quando poi Lei è stata certa abbiamo pagato con ciuccio (e ovviamente il bancomat!). Ci sono state tre situazioni di crisi, rientrate con coccole e spiegazioni. Però devo aver sbagliato qualcosa, perché da quel giorno ha iniziato a dire che voleva andare dal dentista perché aveva i denti storti
Questo mi ha creato un grosso senso di colpa : le ho causato dei complessi. Ho preso al palla al balzo e ne ho approfittato per il primo controllo dal dentista ( 3 anni) .Lui l’ha tranquillizzata dicendo che i denti sono lavati molto bene e che adesso hanno la possibilità di tornare al loro posto.
L’altra sera però un colpo al cuore : ma mamma io dovrò lasciare andare la mamma come ho fatto col ciuccio ?
Un giorno ....da grande..... forse,... ma solo se tu vorrai. Mamma resta qui per te e con te.

🌸 Carlotta • mag 9, 2022

La loro enorme sensibilità 💜

Katiuscia • apr 8, 2022

Ciao Carlotta! Sono fuori dalla fase ciucci da più di qualche anno e rimpiango di non averti conosciuto all'epoca, mi avresti sicuramente ispirata!!! Con il primo figlio ho ricevuto tantissime pressioni dai nonni,non ne potevo più di sopportare i commenti "ma sei grande, solo i bebè lo tengono.." e così ho deciso di farlo sparire drasticamente senza il suo parere. Quanto sensi di colpa!!! Con il secondo rispondevo semplicemente "quando sarà il momento lo toglierà". L'ho dovuto portare dal dentista e ne abbiamo parlato tutti insieme con calma, L'ha tolto lui da solo consapevolmente ed era il pollice sempre a portata di mano!! Tutta un'altra esperienza!!
Grazie per le tue riflessioni!!

🌸 Carlotta • apr 13, 2022

Grazie infinite per averci raccontato la tua esperienza, Katiuscia! Credo che siano proprio esperienze così che aiutino poi nella pratica a vedere che si possono fare le cose diversamente 🙌

Claudia • apr 8, 2022

Grazie Carlotta. Anche io ero rimasta basita sentendo di ciuccio dato a gnomo/fatina/Babbo Natale, una cosa vergognosa. Una presa in giro stratosferica, ma dello stesso valore dei soldini in cambio dei dentini, rispetto alla tua tradizione bellissima dei denti seppelliti in giro per il mondo. Noi,avendo già avuto la fortuna di conoscerti, siamo riusciti a toglierlo in maniera rispettosa, così come stiamo lavorando attualmente sul pannolino. Per fortuna ci sei tu che ti senti strana come noi, che veniamo sempre appellate come strane, perché non minacciamo il bambino col lupo o iludiamo con cavolate inesistenti.

🌸 Carlotta • apr 13, 2022

Claudia, che bello leggere queste parole. Ne sono davvero felice! Grazie per il tuo commento (dai, che prima o poi non saremo più strane! 🙌)

Angela • apr 8, 2022

Ciao Carlotta! Ho ascoltato con interesse questo episodio e già dalle stories di ieri avevo capito che non avresti "lasciato correre"😉. Ascolto e leggo tutto a riguardo perché sono anche io nella fase in cui sarebbe opportuno cominciare a farne a meno...ma il nostro problema è l'oggetto!!!! Lui non ha mai voluto il ciuccio, ma ciuccia le copertine (e non fa nemmeno tanto il prezioso, una vale l'altra). Quando ho provato a negargliela ho scoperto che non importa che io gliela tolga, lui troverà altre stoffe da ciucciare e se non trova nulla si ciuccia le maniche!! Quindi farò un passo indietro e ricomincerò con il dialogo ma temo la fase "una volta tolto non si torna indietro" perché non posso mandarlo in giro nudo🤦‍♀️. Credo quindi che il momento migliore lo possa decidere solo lui...e devo cercare di aiutarlo a superare i momenti in cui ne ha bisogno usando altri strumenti...🤔❓Grazie come sempre, la tua voce è terapia ❤

🌸 Carlotta • apr 13, 2022

Ormai mi conoscete 🙈
I bambini, che meraviglioso universo! Forse in quel caso, se lo ritenessi categorico farlo smettere, punterei 1. sull'igiene (?) a parole, per motivare: leggerei più libri su germi e virus e come funzionano (dopo il Covid immagino ce ne siano parecchi); 2. dietro le quinte, sulle motivazioni: lo fa quando è stanco? Quando è insicuro? Quando non ha voglia di fare qualcosa? Capirei che cosa prova e poi sarei il suo interprete: "Vedo che ti stai ciucciando la maglietta. Vuoi dirmi che sei stanco?". Ovviamente è un processo e quando lo decide lui è molto più facile.

Giulia • apr 8, 2022

Finalmente ho ascoltato l’episodio direttamente da La tela e non da Spotify (perdonami).
Sono molto d’accordo con il tuo pensiero come spesso accade ma come sempre mi hai aiutata ad aggiungere un pensiero, a riflettere su quanto sia importante il non mentire e quanto sono sottili certe cose che diamo per scontato a volte.
Quindi grazie al solito, trovo tanti stimoli preziosi nell’ascoltarti!💙

🌸 Carlotta • apr 13, 2022

Grazie a te, Giulia, per essere passato di qui 💜 Mi fa tantissimo piacere leggere i commenti agli episodi, si aprono sempre bellissime conversazioni.

Erisa • apr 8, 2022

Appoggio appieno il tuo pensiero. La mentalità del “tanto è piccolo/a e non capisce molto” è dura da sradicare. Lotto ogni giorno sia con mio marito che con parenti vari perché non capiscono che le bugie, anche se “bianche” minano la fiducia dei bambini in noi e quando vedono che sto cercando di far ragionare mia figlia su qualcosa che voglio che faccia (andare a letto, stare seduta mentre sta mangiando ecc.) cercano di aiutarmi dicendole qualche bugia o minacciando “se non rimani seduta arriva il lupo” 🤦🏻‍♀️. E poi si offendono o si arrabbiano se gli correggo dicendo a mia figlia la verità. Ma se inizio adesso a minacciarla col lupo, quando sarà più grande mi servirà una bugia più grande dato che al lupo non crederà più. E così via per l’eternità. I bambini hanno bisogno di capire perché è necessario fare una cosa piuttosto che in altra, così che sapranno regolarsi da soli in futuro evitando anche a noi di fare sempre la guerra con loro. Porre limiti è necessario, ma non è necessario mentire per farli rispettare. Io dico a mio marito “sopporta un po’ i suoi pianti e i suoi outbursts (scusa non mi viene la parola in italiano in questo momento), cerca di calmarla, ma senza cedere alle bugie e minacce o rimangiarti la tua decisione”.

Claudia • apr 8, 2022

Sei grandissima!!!! È una lotta quotidiana estenuante!

🌸 Carlotta • apr 13, 2022

"Se inizio adesso a minacciarla col lupo, quando sarà più grande mi servirà una bugia più grande": quanta verità! Quando saranno più grandi ci servirà una bugia più grande, una punizione più grande, un castigo più grande, un urlo più forte: è controproducente a lungo termine e vorrei davvero che più genitori se ne rendessero conto. Spesso le lotte di potere e il "mi sfida" lo creiamo noi.

Valentina • apr 8, 2022

Quando aveva 2 anni ho provato a dire a mio figlio di dare il ciuccio a babbo Natale così lo poteva regalare a un bimbo piccolo.. Alla nascita della cuginetta ho chiesto se voleva dargli il suo ciuccio.. Stessa risposta "Ma perché gli devi dare il mio? Non se ne può comprare uno?"
E niente, mi sono arresa. Ho capito che a mio figlio non posso mentire. E ho smesso il ciuccio a 3 anni è ancora lì. Gli sto spiegando che il ciuccio non fa bene ai denti e sono preoccupata per quello. Cerco di darglielo solo per dormire. Un adulto col ciuccio non l'ho ancora visto... Se non fosse per i denti non me ne preoccuperei affatto.

🌸 Carlotta • apr 13, 2022

Ciao Valentina, ti sei informata con un dentista di fiducia (magari più di uno) su quanto questa storia dei denti sia vera e quanto sia esagerata dai media? Sarebbe interessante fare un episodio con un "esperto" 🙂

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Ho preparato alcune collezioni di articoli che ho scritto nel corso degli anni. Magari trovi qualcosa che ti interessa.
Grazie per avermi ascoltata!