68. Montessori in 5': Le parole che associamo alla paura
Avevo un altro argomento pronto per oggi, ma un episodio recente ha scaturito in me delle riflessioni sulla paura e visto che ci avviciniamo a Halloween ho pensato che sarebbe stato bello raccontarvelo, in modo che ogni genitore, se vorrà, possa adattarlo alla propria famiglia in questo strano periodo dell'anno (che ognuno può vivere come vuole, sia chiaro! 😉).
Parliamone
Stavo riascoltando (perchè ormai li ho già ascoltati tutti più volte ma trovo sempre spunti nuovi che magari non ricordavo) questo episodio e mi chiedevo: di solito dici che se i bambini fanno una domanda sono pronti a sentire la risposta.. Invece in questo caso del fantasma di Oliver avete pensato che non fosse pronto nonostante ve l'avesse chiesto.. Come avete fatto a capire la differenza dalle altre domande a cui invece avete deciso di rispondere..?
Team La Tela
Ciao Serena, grazie mille per la tua domanda. Non ricordo quello che ho detto esattamente e che cos'era successo, ma la risposta più semplice è: per me la differenza è realtà / fantasia. Un fantasma è fantasia, la morte (la guerra, la carestia…) è realtà. La mente del bambino prima dei 6/7 anni non è in grado di distinguere fantasia e realtà (come raccontavo in un episodio) e quindi preferisco aspettare e offrire la realtà. Se mi avesse chiesto «quello è un fantasma?» o «che cos'è un fantasma?» allora sarebbe stato diverso (ne ha già sentito parlare, ha la risposta nella sua mente e ha bisogno del mio aiuto per processarla). Ma in questo caso, immagino (penso fosse la storia del ristorante ad Halloween?), mi ha chiesto «Che cos'è quello?» indicando un lenzuolo bianco: quindi la mia risposta più onesta era «è un lenzuolo bianco». Ti è più chiaro?
È davvero interessante questo argomento perché a volte è impossibile districarsi fra le paure che infarciscono le favole, i libri, le usanze, le frasi degli estranei o dei parenti o degli amici. Come fare ad esempio con i libri? A mio figlio piacciono particolarmente quelli in cui qualcuno ha paura di qualcosa. Dici che la tua interpretazione del fantasma non è stata comunque una buona idea, ma allora cosa avresti dovuto rispondere alla loro curiosità?
Grazie
Team La Tela
Avrei potuto forse rispondere con un’altra domanda: che cosa ci vedi tu? Quando in dubbio, io chiedo a loro.
E per i libri, dovresti farmi un esempio, ma magari a tuo figlio piace un libro in cui il personaggio ha paura del buio perché sente che esorcizza così la sua propria paura del buio. E magari poi quel libro l’hai comprato proprio perché lui aveva già paura… (invento, ma è per spiegare: per me l’importante è non mettere paure in mente, ma rispondere alle loro già esistenti è importante e un libro può aiutare. 😊
Grazie Carlotta per questa tua riflessione. Condivido in pieno e sarò ancora più attenta con le parole d’ora in avanti. I tuoi podcast sono sempre una boccata d aria fresca per la mente!
Insegnante
Riflessione stupenda da parte tua e grande attenzione anche da parte di tuo marito! Mi ha anche fatto ragionare sulla "qualità" dei libri che sono a disposizione per i miei figli, è opportuno che io faccia una selezione.. troppe letture instillano la paura, meglio metterle da parte per ora! Grazie, è stato illuminante, come sempre del resto!