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Ciao,
vivo in Italia, sono incinta e sto pensando di usare l’inglese in casa quando nascerà.
Ho già un figlio di 4 anni e quando è nato vivevamo in Inghilterra, quindi all’epoca decisi di parlargli in italiano dando per scontato che avrebbe appreso l’inglese fuori casa. Poi abbiamo finito col tornare in Italia quando aveva circa 18 mesi e con Covid e poche uscite è stato esposto pochissimo all’inglese e quindi ora di fatto non lo conosce.
Spero che l’iniziativa di utilizzarlo con il fratellino/sorellina la renda una lingua più familiare e che lo incuriosisca di più.
La paura che ho è che l’inglese possa risultare forzato e poco naturale e che non sia l’ideale non parlare la mia lingua madre con un neonato, che questo possa incidere sulla nostra relazione emozionale.
L’inglese è una lingua che amo molto e vorrei davvero aiutare i miei figli a parlarla con naturalezza e al momento non ho molte altre idee su come fare a inserirla,
Vi ringrazio per ogni vostro suggerimento!
Team esteso
Ciao Carolina! Grazie per aver condiviso con noi. Prima di tutto complimenti per il tuo bellissimo progetto 🥰
Hai ragione, parlare la lingua con il bebè può incuriosire e stimolare il fratello maggiore ad usare l'inglese, quindi la tua idea è davvero buona.
Per quel che riguarda la tua preoccupazione, normale e legittima, mi sento di dirti un paio di cose che spero possano aiutarti.
È vero, la letteratura consiglia di avere una relazione con il bimbo/bimba nella lingua "primaria" di competenza/utilizzo, ma non analizza in dettaglio alcuni aspetti:
1. Si può avere una relazione in più lingue.
2. La spontaneità e naturalezza nell'uso, viene con l'uso 😊 e la competenza progredisce con la crescita della bimba/bimbo.
3. La relazione e la sua espressione va ben oltre le parole, le emozioni passano anche se non è la nostra "lingua madre".
Detto ciò, puoi scegliere di non parlare solo inglese all'inizio se non te la senti, perché non devi per forza parlare solo inglese per trasmettere la lingua, oppure di spingerti a farlo ascoltandoti e osservandoti in come ti senti e come progredisce la tua competenza con la lingua.
L'importante è che tu ti senta bene nella tua scelta, non c'è giusto o sbagliato🥰
Se vuoi che ne parliamo in modo più approfondito e vediamo insieme un approccio in cui sentirti a tuo agio per partire, mi trovi nella sezione "Aiuto" de la Tela.
Un forte abbraccio,
Najwa
Grazie Najwa per la tua risposta, approfitto del rientro alla routine settembrina per approfondire un pò leggendo i contenuti sulla Tela e seguendo le tue pagine e senza dubbio mi metterò in contatto per affrontare gli ultimi dubbi!
Carolina
Team La Tela
Ciao Carolina, questo tuo desiderio è comprensibile e valido: introdurre una seconda lingua in famiglia è un valore aggiunto.
Taggo qui la nostra
Najwa Saady
, la persona di riferimento su La Tela per quanto riguarda il multilinguismo: potrà darti qualche dritta sulla mentalità con cui avviare questo meraviglioso percorso.
E nel frattempo ti lascio anche alcuni contenuti che potrebbero aiutarti e ispirarti:
Un abbraccio. 💜
Grazie, mi ero ripromessa di approfondire con le risorse della Tela al ritorno dalle vacanze, approfitterò degli ultimi mesi della gravidanza per fare un piano!!!
Insegnante
Ciao Carolina,
ti sono vicina in ciò che scrivi e voglio condividere con te la mia esperienza.
Siamo una famiglia italiana e viviamo in Finlandia, precisamente in una zona dove la lingua che prevale non è il finlandese, ma lo svedese. Io ho vissuto tanti anni in Scozia e ci tenevo a tramandare ai miei figli la lingua nei loro primi anni d'età, affinche fosse un apprendimento naturale.
Con mia figlia che oggi ha 3 anni ho parlato quasi solo inglese. Non sempre mi risultava naturale, ma mi sono sforzata di mantenere quella linea. La difficoltà è sopraggiunta quando ha compiuto 2 anni ed il suo italiano stava prendendo forma in maniera velocissima. Lì ho avuto l'istinto di mollare un pò l'inglese e supportare lo sviluppo della lingua italiana. Questa mi frustrava perchè avevo paura che tutti gli sforzi fatti utilizzando l'inglese fossero andati perduti e che mi sarei dovuta sforzare di più a parlare più inglese.
Ad un certo punto ho deciso che non volevo più stressarmi e che avrei seguito il mio istinto: le parlo prevalentemente italiano, ma ci sono giorni in cui scelgo l'inglese (a volte per tutto il giorno, a volte solo per 10 minuti). Lucia (mia figlia) capisce tutto ciò che dico quando parlo in inglese, ma il più delle volte risponde in svedese (la lingua dell'asilo - li confonde facilmente). Inoltre poco dopo i due anni abbiamo deciso di utilizzare i cartoni animati in piccole dosi (max 20 min al giorno) tassativamente solo in inglese e leggiamo il 70 per cento dei libri solo in inglese. I risultati sono visibili. Si nota che l'imprinting è avvenuto molto bene e che nonostante sia la lingua che utilizza di meno lei capisce tutto e a me va bene così. Le ho aperto una piccola porticina per il futuro.
Secondo me la soluzione perfetta per non creare troppo stress a te ed ai bambini è seguire un pò il tuo istinto ed un pò sforzarsi per piccoli momenti, magari in maniera giocosa. Spero che la mia esperienza ti possa dare uno spunto.
Buona giornata e buon tutto!
Alessandra
Ciao Alessandra,
grazie per la tua risposta, mi conforta molto sentire i racconti di chi si è trovato in una situazione simile e ha da offrire qualche prospettiva in più.
I temi che segnali sono proprio quelli più critici, temo i momenti in cui sia difficile mantenere la decisione presa. Però l'esperienza con il mio primo mi ha anche insegnato che forse tenere duro un po' più a lungo possa valere la pena e considerato che l'inglese è una lingua che amo molto mi riprometto di provarci!
grazie di nuovo per il tuo feedback :)
Carolina