Preferiti dei bambini

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Fondatrice de La Tela
30 dicembre 2015
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When a year ago we were in IKEA wondering what bed to buy for Oliver, we didn’t want to spend much. For a simple reason that might surprise you: we didn’t know if this Montessori method was going to work for us.

We had read lots about it, we loved it, we were passionate about it, but it working in real life… that’s another story. And as when you leave the old for the new, you know what you leave but not what you get into, a thousand and one questions were swirling around in my head.

How is it really going to be to have a floor bed? Will we still like it when Oliver starts crawling?

Quando un anno fa eravamo all’IKEA per decidere che letto comprare per Oliver, volevamo spendere poco. Per una ragione che forse ti stupirà: non sapevamo se questo metodo Montessori avrebbe funzionato per noi.

Ne avevamo letto tanto, ci piaceva, ci appassionava addirittura, ma che funzionasse nella realtà quotidiana… era tutt’altra storia. E visto che chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova, le classiche mille domande mi ronzavano in testa.

Come sarebbe stato davvero mettere un letto per terra? E quando Oliver avrebbe iniziato a gattonare e ad uscire dal letto, ci sarebbe ancora piaciuto? Perché dobbiamo sempre complicarci la vita e andare contro il tradizionale? Una culla non sarebbe forse la soluzione più comoda?

Ho una regola che cerco di seguire da sempre e ancora di più da quando ho intrapreso il lungo e tortuoso cammino della dieta paleo: vale cambiare idea. Se non ci fosse piaciuto, eravamo sempre in tempo a tornare indietro.

Ma per questo abbiamo deciso spendere il meno possibile per il primo lettino e abbiamo addirittura comprato uno dei materassi più economici. E so che il materasso è importante per la schiena e blah blah blah, ma visto il peso piuma di un bebè ho pensato (potrei sbagliarmi) che la qualità del materasso non avrebbe davvero fatto la differenza all’inizio.

Abbiamo quindi scelto questo letto e trasformato in Montessori, spendendo in tutto 100€ con lenzuola, piumino e copri piumino e rivendendolo per la metà quando abbiamo smesso di usarlo.

Tutti i dubbi erano infondati

Quando abbiamo spostato Oliver nella sua camera (ai tre mesi) e iniziato ad usare il lettino Montessori, mi è stato subito chiaro che tutti i dubbi che avevo non avevano alcun fondamento. Oliver è caduto pochissime volte dal letto prima di sviluppare la sua consapevolezza spaziale ed imparare i limiti del materasso.

Quando ha iniziato a gattonare e ad uscire dal letto, quelle poche volte che l’ha fatto di notte rimaneva seduto a piangere sul tappeto in attesa di soccorso. Che tenero! E devo ammettere che il letto Montessori ci ha regalato uno dei più bei momenti in assoluto: sentirlo uscire dal letto al mattino e con tutta l’indipendenza a la confidenza del mondo, gattonare fino in camera nostra per venire a svegliarci. Indimenticabile.

Il letto Montessori non solo funzionava per noi, ma era la migliore scelta che potessimo fare. A riprova del fatto che dovrei smetterla di divorarmi la testa con dubbi e domande all’ora di prendere una decisione.

Il letto da bimbo grande

Era ora di passare al letto più grande, quello che lo accompagnerà nei prossimi anni.

Eravamo indecisi tra il FJELLSE e il TARVA di IKEA, ma abbiamo poi scelto quest’ultimo (TARVA, 90×200 cm) perché non ci piacevano quei grossi buchi nella testiera del FJELLSE.

Proprio come con il primo letto, anche in questo caso abbiamo tagliato le gambe per renderlo Montessori: se ti sei persa il post su come lo abbiamo fatto, leggilo qui.

Abbiamo anche investito in un materasso migliore, comprato sempre all’IKEA: dopo lungo leggere e pensare abbiamo scelto il MORGEDAL 90×220 cm.

Troppo alto?

Anche questa volta ero un po’ preoccupata per l’altezza, perché è almeno 10 cm più alto del lettino in cui era abituato a dormire.

Per questo abbiamo anche considerato l’opzione di comprare il letto reversibile KURA (come ha fatto una nostra amica) e usarlo con la parte del letto in alto e il materasso direttamente per terra (spazio pensato per l’area gioco). Sarebbe stata una soluzione carinissima anche per quando Oliver crescerà e potrà, tra qualche anno, usare le scale e dormire in alto (che io ho sempre desiderato da piccola, ma mai fatto)… e chissà, magari con la sorellina o il fratellino sotto :-)

Ma alla fine abbiamo optato per tenere tutta la camera rasoterra, che ci sembrava più accessibile per Oliver e meno “affollata” alla vista.

Ah, e ancora una volta, tutti i dubbi e le preoccupazioni per l’altezza si sono rivelate completamente infondate e, con un po’ di pratica, Oliver ha imparato a scendere dal letto in retromarcia in men che non si dica.

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