In salotto con Francesca: oltre ruoli e responsabilità
La genitorialità deve essere (prima di tutto) connessione con noi stesse.
Ciao telistə!
In questo incontro in compagnia di
Francesca Deane
abbiamo parlato di quanto la sfida più grande della maternità (in particolare) sia ridefinirsi oltre i ruoli e le responsabilità.
❗️Abbiamo avuto un problema tecnico (una di quelle famose prime volte) e per questo a metà potreste notare un cambio di luce e audio. Grazie per la pazienza (anche a Francesca).
Le domande
Abbiamo diviso le vostre domande in alcune tematiche comuni:
- Sono grata e felice ma sono sempre in affanno
- Non ho tempo per ciò che scelgo di fare
- Mi sento sola nell’educazione e sopraffatta da tutto
- La teoria la so, ma mi sento persa
- Come trovo un equilibrio per tra la voglia di evolvere come persona e genitore e il ritmo più adatto a me per non sentirmi drenata?
🌱 Parliamo soprattutto alla donna, ma speriamo che anche i papà scelgano di affiancarvi quando rivedrete la registrazione.
Alcuni concetti usciti
- Una cosa non esclude l’altra: puoi essere grata e puoi volere di più;
- Non basta volerlo, l’intenzione non basta: dobbiamo fare «micro azioni non convenzionali», come le chiama Francesca;
- Il bivio del vittimismo (che vi è piaciuto tanto);
- «Quando scrivo la mia visione di tempo e cura di me, deve sembrarmi impossibile!»
- Alcuni primi passi per «riprogrammarci»:
- chiarezza
- creare spazio
- rendere familiari cose che non sono familiari
- osservare ed evolvere il dialogo interiore
- imparare a rimanere nella valle del disagio.
Due domande che ha lasciato Francesca
- Ridefinisciti: scrivi chi sei senza dire «sono mamma di, moglie di, figlia di…».
- Parti da un foglio bianco: di quali condizioni ho bisogno per creare spazio per me?
Contenuti per approfondire
Per chi vuole continuare il lavoro su queste tematiche, nella diretta abbiamo menzionato questi contenuti:
Chi è Francesca Deane?
Francesca è high performance coach, business mentor e fondatrice di Healthy Busy Life. Qui su La Tela è la nostra persona di riferimento per il benessere della donna oltre la genitorialità: nella sua community supporta centinaia di donne proprio in questo lavoro di riscoperta e riprogrammazione di sé.
Grazie! Mi farebbe sapere quali aspetti della genitorialità proposti da Carlotta non sono seguiti da
Francesca Deane
e perchè, come menzionato nel video.
Grazie per il confronto.
Ciao Marzia,
io e Carlotta siamo allineate a livello di educazione a lungo termine e i principi di cui Carlotta parla li integro nella mia vita, semplicemente in alcune circostanza abbiamo modi diversi di metterli in pratica.
In alcuni casi Carlotta è più rigida e io più flessibile o viceversa. Per esempio, per quanto riguarda gli schermi, Carlotta lascia i suoi bimbi guardare TV una volta a settimana e giocare videogiochi una volta a settimana. Io sono più flessibile ed ho un budget di 45 minuti al giorno e videogiochi solo nel weekend (al posto di TV, come screentime).
Il concetto, che abbiamo cercato di spiegare in diretta, è che possiamo scegliere di educare a lungo termine in un modo che sia sostenibile per noi e per la nostra vita.
Un abbraccio!
Buon giorno, volevo fare una domanda un po’ provocatoria . “Fino a che punto è giusto andare a farsi delle domande e mettersi in discussione?”
Mi spiego , io ho una figlia di 6 anni e da quando sono rimasta incinta ho iniziato a documentarmi su ogni tipo di aspetto della genitorialitá. Per me è diventato quasi un’ossessione andando a volte a perdere la bellezza dell’esperienza stessa.
Capisco che l’errore probabilmente é l’averlo fatto diventare l’unico argomento di interesse nella mia testa.
Ovviamente mi sono trovata spesso in situazioni che nonostante tutto non ero in grado di gestire e quando ho provato a mollale il colpo e seguire il mio istinto le cose sono andate decisamente meglio.
Quindi mi trovo a volte a chiedermi se ha senso stare a scervellarmi ogni volta per capire come dovrei comportarmi , al perché dovrei fare una cosa piuttosto che un’altra.
Anche per me ultimamente è il mio unico pensiero. Prima di diventare mamma ero Francesca, con una vita.. Ma da quando sono nate le bimbe praticamente, ho perso totalmente la connessione con me stessa.. Ho dato loro la vita, ma inconsapevolmente, perché non conoscevo nulla di quello che sto imparando qui da soli due anni a questa parte, la stavo togliendo a me stessa.. Chi mi circonda non vede nemmeno un quarto di quello che sento e vedo ora io con una nuovissima sensibilità verso le mie figlie.. Però questa sensibilità abita sempre i panni della me di prima. E qui la teoria si schianta con la pratica.. E quindi è un circolo che in testa fa fatica a trovare tregua. E qui la domanda perché non riesco ad essere il genitore che vorrei?
Ciao Carlotta e ciao Francesca, ho perso completamente la bussola, sono sulla tela da sempre, seguo Carlotta da quando era solo un blog ma ho perso la bussola e mi sento proprio non connessa come scrivete voi. Ho tre bambini e il carico mentale è solo mio. Come spezzare questo vortice?
Ciao Federica, leggere le tue parole mi commuove perché avrei potuto scriverle io...anni che seguo Carlotta, tre figli che crescono da sola e ultimamente mi sembra di non farcela, di non essere come vorrei. Sono in crisi e non sto riuscendo a venirne fuori
Cara Carlotta, grazie per quello che fai. Io mi sento molto sola nella scelta dell’educazione a lungo termine. Sono in un periodo molto molto difficile, ho due bimbi di 5 e 3 anni e in questi giorni nello specifico sono elettrici litigano non si fermano a stop basta alla parola magica. Anch’io mi sento sopraffatta da tutto, lavoro casa. Sento una grande frustrazione del fatto di non passare tanto tempo con loro come vorrei perché lavoro tanto. Ieri in particolare è stata una brutta giornata piena di grida e nervosismo e ieri sera ti ho pensata, quando parli di stare seduta nella panchina del disagio e mi sono chiesta esattamente come si fa? Come si fa ad accogliere il senso di colpa delle grida? Degli strattonamenti? Grazie
Ciao care Carlotta e Francesca,prima di tutto grazie per l opportunità di ascoltarvi insieme. Io ho due ragazzi che sono ormai preadolescenti e pensavo che , crescendo loro, avrei avuto più opportunità di ritagliarmi qualche momento per me ma sto constatando che non è così. Ho una fantastica app di yoga che non utilizzo praticamente mai, i contenuti favolosi della Tela sono a volte un miraggio ed il risultato è che mi sento stanca e frustrata. Ho un lavoro di responsabilità e a volte non riesco a staccare dal ruolo pur essendo a casa. Suggerimenti su come mettere in atto un piano di recupero di me stessa? Grazie Chiara
Buonasera Carlotta e Francesca, prima ancora di diventare mamma ho letto libri e fatto corsi che mi hanno permesso di trovare la strada per intraprendere un’educazione a lungo termine, percorso iniziato da quasi 5 anni, ad oggi sono mamma di 3 bambini (l’ultimo di 3 mesi) , ora come non mai sento di essere sopraffatta dalla mia vita, sono grata e felice per tutto ciò che sto costruendo con mio marito, ma sono sempre in affanno, bambini - lavoro - casa, bambini - lavoro - casa, e tutte le mie passioni e i miei desideri passano in secondo piano ormai in automatico. Spesso mi sento frustrata anche dal semplice fatto che in una giornata non sono riuscita a dedicarmi 10 minuti, non trascurando nulla degli altri, poi però subentra un senso di appagamento dato dalla gratitudine di ciò che ho e penso che va bene così. É un vortice