I bambini a 6 anni: sono su un ponte

Non ancora grandi, non più piccoli. Già grandi, ancora piccoli.

A 6 anni i bambini sono a cavallo tra il primo e il secondo piano dello sviluppo: già grandi, ma ancora piccoli. 

È come se fossero soli su un ponte che li porta verso la pubertà: a volte procedono spediti verso l’altra sponda e ci sembrano così grandi; altre volte si guardano indietro, ci vedono più lontani e si ricordano che forse non hanno così voglia di essere grandi. E allora tornano un pochino verso di noi. In quel momento può darsi che esca un comportamento scomodo, da “bimbo piccolo”: non è una regressione, non è un capriccio, è un bisogno della nostra presenza, di tenerci ancora un po’ con sé, perché si rendono conto che si stanno allontanando velocemente. Accogliamoli.⁣

Ilaria

Condivido, conosco tale passaggio per cultura universitaria ma poco per quella diretta sul campo, essendo educatrice nido, ma sto sperimentando le tue parole con mia figlia. Lei alterna momenti di spinta verso l' autonomia, che sosteniamo, e momenti in cui regredisce facendo cose che non ha mai fatto come portare le cose alla bocca. E come da te detto è una richiesta di attenzione che accogliamo spiegando che i gesti non vanno bene ma poi lasciandoci in momenti trascorsi insieme a giocare o coccolarsi!

Carlotta

Proprio così 💕

Ps. Ho avuto un problema tecnico con i commenti, ma sto recuperando!

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