I terribili 2 anni

Dai 18 mesi ai 3 anni è un periodo di grandissima trasformazione e i bambini sono altamente incompresi.

Rispondo ogni giorno a mamme che mi chiedono aiuto con i loro bimbi di 2 anni circa e nonostante ne parli molto nei miei corsi online per genitori, ho deciso di lasciare uno spunto anche qui, perché spero possa risolvere dubbi e creare più empatia e comprensione verso questi piccoli umani altamente incompresi.

I due anni sono un periodo di fortissima transizione interiore. I bambini sono nel pieno della fase dell'auto-affermazione in cui si stanno rendendo conto di essere persone a se stanti, diverse da mamma e papà e con una propria capacità decisionale: infatti, questa fase spesso inizia quando il bambino dice il primo NO e "finisce" quando si riconosce come individuo – inizia a parlare di sé come “io” o riconosce stesso allo specchio. Per avere più empatia, io spesso immagino che il livello di confusione mentale di un bambino di due anni sia "simile" a quello di un bambino che entra nella pubertà, ma con *molta* meno capacità di razionalizzare e comprendere ciò che gli sta succedendo. È un mix esplosivo.

Non a caso, in inglese li chiamano i terrible twos (terribili due anni), perché le crisi sono all'ordine del giorno e spesso imprevedibili e inconsolabili. Queste crisi le chiamiamo “capricci”, ma in realtà le grida, i pianti e le mani sono gli unici strumenti che il bambino ha per manifestare quello che prova.

Come aiutarli?

Ti lascio qualche idea:

  1. Capirli e dare empatia, ancora più di prima.
  2. Non perdere la calma, la nostra calma è la loro calma. È difficile, specialmente se come me di calma ne hai poca, ma se ci sono riuscita io, ci riesci anche tu.
  3. Mantenere ordine fisico e mentale. I bambini in questa fase hanno un senso dell’ordine fortissimo (fortissimo è riduttivo, l’ordine è la quintessenza del loro essere) ed entrano in crisi quando l’ordine viene alterato, anche solo minimamente (si aspettano pasta in bianco e arriva con il pomodoro, il papà mette loro le scarpe quando di solito lo fa la mamma, un giorno mettiamo il pigiama prima di lavare i denti). Questo non significa che ora dobbiamo mantenere una routine rigida e non cambiare mai una virgola delle nostre giornate (io sono per le routine flessibili e per l’uscire dalla zona di comfort), ma semplicemente essere più attenti a che cosa cambiamo e più comprensivi quando un cambiamento provoca una crisi: per noi è un libro sulla mensola sbagliata, per i nostri bambini è un uragano interiore.
  4. Offrire ancora più comprensione ed empatia durante i cambiamenti: l’arrivo di un fratellino/sorellina, un trasloco, l’inizio della scuola, lasciare il pannolino, cambio di stagione che ci tiene a casa invece di andare al parco, un virus che minaccia il mondo. Tutti questi sono cambiamenti importanti e a volte dolorosi e difficile da capire nella vita di un bambino piccolo: non dobbiamo togliere il loro dolore, ma dobbiamo essere più presenti e offrire più tempo di qualità.
  5. Prendiamoci cura di noi genitori: questa età è estremamente complicata ed è facile sentirsi frustrati, in colpa, arrabbiati, sopraffatti e peggiorare così la situazione. È anche normale. Dobbiamo fare tutto il possibile per di prenderci cura di noi stessi (fare esercizio, anche solo pochi minuti al giorno, aiuta sempre) e ritagliarci un momento di qualità per noi (anche solo un’ora alla settimana e 10-15 minuti al giorno)

Questa è un'età meravigliosa, per me la più bella che esista dei bambini piccoli. Se solo riuscissimo a capire i nostri figli e andare oltre le crisi (per quanto frequenti siano), potremmo viverla con molta più serenità  

Idee:

  • Applicazione "7 minutes": 7 minuti di esercizio al giorno è qualcosa che tutti, tutti, tutti, possiamo fare.
  • 1 ora alla settimana per un hobby da soli, senza se e senza ma. Un libro, una lezione di ballo, un giro in bici, palestra, ricamo, una cena con amici/amiche… non importa cosa, importa che ogni genitore trovi il modo di concedere questo tempo all’altro, senza rancore e senza sensi di colpa.
  • 15 minuti al giorno: se passi il pomeriggio a casa con i bambini, quando arriva l’altro genitore, prenditi 10-15 minuti per te, cascasse il mondo. La genitorialità è fatta di due persone e dovrebbe essere al 50-50. Solo voi genitori potete deciderlo.
Valentina

Mio figlio ha 15 mesi e gia’ ha questo tipo di comportamento. Chissa’ come sara’ tra qualche mese. Ho iniziato a seguire i tuoi consigli. Non sempre riesco a stare calma. A volte piange ed urla così tanto che mi vibrano le orecchie. Penso sempre che lui sta peggio di me in quei momenti. Cerco di fare lunghi respiri, poche parole, lo accolgo a braccia aperte.

Carlotta

Non avere aspettative, magari tra qualche mese, invece, avrà meno crisi… i bambini sono un mondo incredibile.

Ps. Ho avuto un problema tecnico con i commenti, ma sto recuperando :-)

Monic

Si è sempre riconosciuta ed è riuscita ad affermare e manifestare la propria volontà perciò credevo che i terribili due anni non avrebbero cambiato nulla. In realtà, ci siamo dentro oltre la testa (non solo al collo), le urla e i pianti inconsolabili sono all’ordine del giorno prevalentemente perché vuole giocare con il mio capezzolo mentre dorme e questo spesso mi porta a perdere il controllo perché io non dormo e la privazione del sonno è una cosa che con lei vivo dalla gestazione e non mi piacerà mai. Rifletto spesso su ciò che suggerisci ma non sempre riesco ad applicarlo alla vita pratica ahimè

Carlotta

Applicarlo è la parte più difficile, soprattutto perché i frutti non si vedono oggi... si vedranno, appunto, a lungo termine. Ma io posso assicurarti che vale la pena. Tipo, mettendo la mano sul fuoco. Credo davvero con tutta me stessa che l’educazione a lungo termine sia la chiave di (s)volta ma so quanto sia difficile metterla in pratica. Ti abbraccio. 🌸

Mariarita

Ciao Carlotta. Egle ha 21 mesi e sinceramente di crisi non si vede ancora nulla se non quando è tremendamente stanca ma durano davvero 5 minuti, capisco cosa sta per succedere e una volta presa tra le braccia lei dorme... aspettiamo questi 2 anni ☺☺☺☺️...è sempre un piacere seguirti e ti comunico anche che per questioni lavorative seguo il tuo corso con calma ma senza assorbire tante notizie, preferisco seguirti pari passo alla crescita di Egle piuttosto che buttarmi a capofitto e non appendere bene quello che ci insegni. Per il corso co schooling attendo che Egle cresca... sono ancora un po’ lontana , cosa ne pensi? Buon 2021 Mariarita

Carlotta

Ciao carissima, che bello leggerti anche qui! 😍 Grazie per le tue parole, tu sei una mamma davvero attenta ed è davvero un piacere sapere che il mio corso ti accompagna nella tua consapevolezza. Il corso co-schooling è rivolto a bambini da 2,5 a 6 anni, ma ci sono davvero tante informazioni e se pensi di farlo io consiglio di farlo prima che i bambini abbiano 2,5 anni in modo da trarre massimo vantaggio! Se hai bisogno di più informazioni, fammelo sapere, arrivo a passo di bradipo a volte, ma tu sai che arrivo 🌸

Patrizia

I tuoi articoli mi mettono davvero la carica!!!grazie!!

Carlotta

Grazie a te!!!!! 🌸

Annalisa

Cara Carlotta, quanto mi ritrovo nelle tue parole e racconti... la mia piccola ha compiuto 2 anni 1 mese e mezzo fa. Le crisi si stanno intensificando ma non nel numero o almeno non mi sembra.
Vorrei avere una strategia per recuperare la calma e trasmetterle sempre al momento giusto quello che le servirebbe. Per ora ho notato solo che io e mio marito riusciamo ad intervenire prima che uno dei due perda la calma, ma non vedo l’ora di comincia con il tuo corso :-)

Carlotta

Annalisa, arrivo a passo di bradipo… ma arrivo! Vedrai che è una fase e passa, e che bello che tu e tuo marito riusciate a fare squadra, non è sempre scontato! 🙌🏻

Elena

Il mio bimbo ha 21 mesi, e questo articolo cade a pennello perché sento e vedo che i terribili 2 si stanno manifestando. Grazie mille per questo bellissimo articolo.

Carlotta

Elena, arrivo a passo di tartaruga – anzi, bradipo – ma arrivo. Grazie mille per il tuo commento, sono felice che l'articolo ti sia stato utile. 🌸

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