La felicità è un costrutto mentale (che non esiste)

Carlotta Cerri
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La felicità è un costrutto mentale.

Ci penso da almeno 10 anni e ancora più intensamente da quando siamo partiti per viaggiare a tempo pieno. La nostra vita è “perfetta”, una vita da sogno che tanti desidererebbero, eppure spesso mi trovo a chiedermi… perché non sono felice?

In realtà, mi sono resa conto che ciò che davvero voglio sapere è: perché non riesco a essere SEMPRE felice?

E la risposta più vera che posso darmi è: perché la felicità è un costrutto mentale che non esiste.

Passiamo così tanto tempo a chiederci SE siamo felici, a dirci che DOVREMMO essere più felici, a fare, disfare, agire e reagire per CERCARE di sentirci felici… che ci dimentichiamo di osservare e godere di quei rari, minuscoli, fugaci, repentini momenti della giornata in cui davvero ci sentiamo felici. In cui ci sentiamo davvero felici. Senza sforzo, senza pensieri, senza cambi. Spontaneamente, genuinamente felici.

La felicità è un costrutto mentale che non esiste. Ciò che esiste sono sottili fette di felicità. Assaporiamole.

Ciò che dovremmo nutrire non è la felicità, è quello che succede tra una fetta di felicità e l’altra. La felicità non è la meta. La vita non è essere felice. È imparare a stare comodi nel disagio, perché ogni cosa bella viene da una qualche forma di disagio.

Pensate che rivoluzione sarebbe se smettessimo di provare ad essere felici e invece, semplicemente… vivessimo.

Seduti nel disagio. Assaporando le fette.

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