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Le apparenze non sempre ingannano

Carlotta Cerri
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Non tutti sono onesti e corretti. Lo so io, lo sapete voi. E quando la disonestà ci colpisce in prima persona per mano di qualcuno che consideravamo amico, non possiamo fare altro che riconoscere di essere stati fregati, ammortizzare il colpo al meglio e ognuno per la propria strada.

E anche se il mio primo istinto è alla Liam Neeson in Io vi troverò (“vi cercherò, vi troverò e vi ucciderò”), la verità è che mi arrabbio più con me stessa. Per non averlo saputo prevedere e per essermi fidata di chi non meritava la mia fiducia. E dopo la rabbia, arriva puntualmente quel senso di “avrei dovuto saperlo” tipico di quando insistiamo a non voler ascoltare le trombe di giuda che accompagnano un incontro o dar retta al cartello Danger sulla porta di una decisione.

Chi vogliamo prendere in giro? Non viviamo in un mondo ideale. Le apparenze non ingannano. Il 99% delle volte la prima impressione è quella giusta. L’istinto non sbaglia e ascoltarlo non ci rende certo persone peggiori—semmai più oneste e meno ipocrite. Il beneficio del dubbio può andare a un paese lontano lontano e rimanerci.

E va bene così. Non possiamo piacere a tutti e non tutti possono piacere a noi. Non sempre facciamo una bella impressione sugli altri e non sempre gli altri fanno una bella impressione su di noi. Se non mi piace qualcuno, non devo farmelo piacere. Se qualcuno mi puzza, posso starci alla larga.

E sapete perché? Perché va bene così. Preferisco un amico in meno e un giorno sereno in più. Preferisco non aggiungere stress inutile a una vita già abbastanza complicata da persone imperfette e responsabilità incombenti.

E quando sono io a non piacere o essere giudicata troppo in fretta, mi accontento di sapere chi sono. Una persona non perfetta, ma onesta e corretta al massimo delle mie capacità, nel lavoro e nel privato. Che pensa alle conseguenze delle proprie azioni e parole prima di sbatterle in faccia a qualcuno. Che sa mettere da parte l’orgoglio e ammettere quando sbaglia. Non avida e sicuramente non ipocrita. E soprattutto con la coscienza pulita, che è già più di quanto molti possano vantare.

E chi me lo ha appena messo nel didietro—lei sa chi è—dico solo: “Mi accontento di sapere che sono una persona migliore di te”.

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