65. Montessori in 5': prima e dopo
In questo episodio di Montessori in 5 minuti, faccio una cosa un po' diversa, ma non te la anticipo qui. Spero vorrai dedicare questi 5 minuti oggi ad ascoltarmi, secondo me saranno ben spesi.
E se avrai riflessioni, condividile con noi nei commenti sotto alla descrizione sul mio blog (se ascolti su Spotify o altre piattaforme, puoi farlo a questo link).
Parliamone
Sottoscrivo ogni singola parola, emozione, sentimento provato da Alessandra. Ho il cuore piccolo piccolo al pensiero di quel bambino e credo che Alessandra, come me se fossi stata al suo posto, si sia quasi violentata a non k tervenire. ♥️
Vabbè....io in lacrime....mi ritrovo anche io in ogni parola davvero ❤️
UN GRAZIE GIGANTE A TE CAROLOTTA QUELLO CHE FAI E CHE FACCIAMO TUTTI NOI DEL PRIMA E DEL DOPO È DI UN'IMPORTANZA IMMENSA 🙏
Semplicemente grazie. A te, ad Alessandra e a tutti coloro che traballano insieme. Se vedo un futuro migliore per i nostri figli è grazie all’impegno di tutti noi.
Ho pianto!! è dannatamente difficile diventare il genitore che vorresti essere...soprattutto se non hai avuto i genitori che avresti voluto, quindi non un esempio o una guida da seguire!grazie a Dio ci sono persone come te che danno gli strumenti ai genitori che vogliono cambiare punti di vista!davvero, Grazie!
Grazie a te Carlotta. Il tuo lavoro è immenso 🙏🏻
Anch’io , grazie a colei che ti ha scritto . Perché io mi sento il quel vortice di emozioni .
L'avrò ascoltato 10 volte, fatto sentire ad amiche portate verso questa educazione, e a mia suocera.
ogni volta ho la pelle d'oca. GRAZIE.
ho ascoltato questo episodio stamattina. E' un periodo impegnativo per me e per la mia gestione delle emozioni, e riverso tutto sulla mia bambina. Questo episodio ha toccato delle corde profonde del mio essere. Ho pianto per tutti i 5 minuti. Grazie Carlotta, e grazie Alessandra.
Condivido ogni parola del messaggio di questa mamma, non ricordo esattamente dove avevo sentito questa frase, se era all interno di un tuo podcast o meno.. ma la frase era questa, più o meno: … anche una “semplice”sberla andrebbe condannata.
Purtroppo non solo le mani fanno male ma anche le parole, i comportamenti… c’è un episodio di questa estate, in vacanza, che mi ha lasciato una strana sensazione dentro di me.. che ancora non riesco a definire…
Ho incontrato una famiglia il cui padre oltre ad alzare le mani e dare dei divieti continui ed inutili, soprattutto al bimbo più piccolo, aveva un modo di interagire ancora più subdolo e pericoloso ai miei occhi.. appena il bimbo si faceva male o piangeva, si lo sgridava, in maniera come descritta sopra, ma poi lo prendeva sulle sue ginocchia e lo coccolava (lo teneva in braccio e lo abbracciava) so che a vedere solo la scena del conforto potrebbe sembrare incomprensibile la mia angoscia… non so se riuscirò a spiegare la mia sensazione… ma in questo non ci vedo nulla di buono.. questa presunta coccola finale non mi sa di pentimento del genitore per quanto avvenuto prima o un espressione affettuosa… è un impercettibile superamento di una linea che divide l amore e una cosa che non so definire… magari tu mi puoi aiutare a capire….
Detto questo essere genitore è la responsabilità poi grande che un essere umano può prendersi…. Ma purtroppo pochi ne sono consapevoli.. e questo è triste…
Team La Tela
Concordo. Capita anche a me di alzare la voce (non le mani) e poi tornare sui miei passi e chiedere scusa e se vogliano un abbraccio. Diverso è usare l'abbraccio e il conforto come mezzo abituale per giustificare il perdere le staffe (magari senza nemmeno scusarsi): sono meccanismi davvero pericolosi. 😢
Ti ho scoperta 2 settimane fa per caso sfogliando la libreria di Spotify... da allora ogni mattina alle 6.30, quando vado a camminare per avere del tempo per me, ti ascolto. Ho "divorato" i tuoi podcast dal primo all'ultimo (questo) e tutti quei semini mi stanno facendo sentire come la ragazza di questo messaggio. Pensavo "io ho 2 bambini di 6 e 9 anni...oramai sentir parlare di lettino montessoriano e autosvezzamento non mi servirà a nulla..." e invece mi sbagliavo... apprezzo così tanto le tue parole in primis per una mia crescita personale come moglie e adulto facente parte di una comunità e poi come mamma di 2 bambini che troppo spesso considero troppo piccoli per fare qualcosa o troppo grandi per ricevere alcune attenzioni educative che sono alla base dell'educazione. Un abbraccio. Mariangela