42. Sensi di colpa (parte 1): "Sto sbagliando tutto"
🎙 STO SBAGLIANDO TUTTO!
In questo episodio di Educare con calma parliamo di sensi di colpa, del perché se li provi non hanno motivo di esistere e di come dare quindi a questi sentimenti un'accezione positiva. Provi anche tu questi sensi di colpa? Come li gestisci? Hai altri "trucchi?" Ce lo puoi raccontare nei commenti sul mio sito →
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Parliamone
Grazie per questo episodio che mi era sfuggito e l'ho ascoltato soltanto ora. Sapere che anche tu Carlotta hai buttato il gelato nella spazzatura in quella situazione mi ha dato conforto perché proprio qualche giorno fa ho fatto la stessa cosa con dei cantucci che mia figlia di 5 anni insisteva a voler mangiare anche per merenda nonostante li avesse mangiati a colazione. Non ce l'ho fatta e li ho buttati nell umido. Io Peró dopo aver chiesto scusa, mi sono sentita molto in colpa, e ancora oggi quando sbaglio faccio veramente fatica a non provare quel sentimento. Non sempre sbaglio ma a volte ci sono delle situazioni difficili e si è soli nel cambiamento. Molto soli. Invece quando c'è qualcuno accanto a noi che ci sostiene o ci aiuta ecco che si riesce ad andare avanti nella strada dell'evoluzione. Ad esempio mi è capitato di recente un'altra situazione veramente difficile ma con un lieto fine perché ho avuto un aiuto esterno da una sconosciuta, Ve la racconto perché è quasi commuovente: ho passato quasi un mese da sola in montagna con le mie tre figlie ( 5 anni, 3 anni e 12 mesi) perché la nostra casa nuova non era ancora pronta. Un giorno entro in un negozio pieno pieno di cose attraenti per i bambini, prima di entrare spiego che entriamo per prendere una cosa che veramente ci serve e niente altro ma che avrebbero potuto guardare tutto come al museo. Stiamo per andare via quando mia figlia grande (5 anni) decide che vuole assolutamente comprare un diario segreto perché ha il lucchetto e lei , che ama scrivere, vuole tenere le sue cose chiuse nel lucchetto, insomma aveva le sue ragioni. Guardo il prezzo e le spiego che è davvero alto per un oggetto così. E da lì parte la crisi. Lei urla, si butta a terra, calcia. Io glielo rispiego gentilmente, le chiedo se vuole che ne cerchiamo uno un po' meno costoso. Ma lei voleva quello col lucchetto, insomma non voleva sentire ragioni. Dopo circa 35 minuti che urlava e che io tentano di parlarle con rispetto e che ovviamente tutti ci guardavano, la più piccola in passeggino inizia a piangere. Dovevo uscire e così ho strappato di mano il diario a mia figlia grande e l'ho trascinata verso l'uscita, lei calciando ha fatto cadere uno stand di gadget in legno che si sono riversati tutti sol pavimento. In quel momento ho iniziato a perdere completamente la pazienza e dopo aver Sistemato le ho detto che dopo questo saremmo uscite e basta. Ad un certo punto si avvicinano due signore ( che mi dicono essere due nonne) che mi chiedono se voglio una mano. Arriva anche la commessa con una confezione di Haribo ma che mia figlia rifiuta sapendo che noi non approviamo i dolci soprattutto le caramelle. Le signore mi chiedono se voglio che portino fuori le piccole così che io mi possa concentrare sulla grande e sulla sua crisi. Io ho acconsentito, ( un po' timorosa del fatto che affidavo a delle complete sconosciute due delle mie figlie). Risultato? Abbiamo concordato un diario meno costoso ma che la soddisfaceva comunque. Senza quell'aiuto, il finale temo sarebbe stato diverso. Vorrei ringraziare ancora quelle due signore che invece di giudicare la situazione ( come fanno tutti dicendo al bambino non fare capricci ecc) l'hanno compresa e hanno capito che ero io ad avere bisogno di un aiuto e l'hanno fatto. Ci tenevo a condividere questo. ❤️
Insegnante
Ciao Carlotta!
Oggi mi hai dato del filo da torcere con questo episodio😅 Se chiedere scusa, ammettere l'errore penso di essere arrivata a poterlo accettare, invece fatico ancora a lasciar decidere loro e fidarmi del loro giudizio. Non sono pronta ad accettare che possano ribellarsi all'autorità in senso lato. Forse x come come cresciuta, se mamma e papà mi dicevano qualcosa, per me era oro colato e anche se non lo reputavo giusto, a posteriori mi sonos sempre detta (e, probabilmente sbagliando, lo faccio tutt'ora) che se un adulto che mi ama, mi mette dei paletti vuol dire che la ragione c'è.. chiamiamola esperienza.. non so.. io tendo sempre a dare una spiegazione ai miei no, ma difficilmente accetto che mi si contraddica. Devo lavorarci.
L'altro nodo cruciale che fatico a mandare giù è quello dei "se l'ho detto lo faccio". Per me e un mantra. Da qualche anno mi sono imposta che dico solo quello che poi sono in grado di mantenere nei fatti. Nel bene e nel male. In tutte le situazioni. Ci penso bene a quello che dico, ma se poi è detto, si fa. Questa co finzione non riesco a sgretolarla. Piuttosto se mi accorgo dell'errore torno indietro dopo, a chiedere scusa, ma sul momento mi sembra un atto di coerenza importante da far vedere alle mie figlie. L'importanza del prendersi un impegno e la responsabilità di portarlo in fondo. Tu cosa ne pensi? È un ragionamento così strampalato?
Comunque, ultima riflessione, poi passo e chiudo, come genitore mi piaccio, nonostante i miei mille errori perché mi dico anche che se sono qua ad ascoltarti, vuol dire che un cambiamento giorno x giorno cerco di metterlo in atto.. no?
Grazie dei minuti che trascorri a parlare con noi.. stai seminando un orto sconfinato a forza di semini!😁
Team La Tela
Dunque, in breve:
1. per me non si può crescere pensatori critici se non si è disposti a lasciare andare la nostra autorità. Spesso l’esperienza non significa “meglio” e soprattutto spesso i paletti posti per esperienza non sono per “amore” ma per “abitudine”.
2. Per me c’è differenza tra a) prendersi un impegno e portarlo a termine, che è un concetto che mi piace (ma credo anche sia meglio ascoltare i propri limiti e se si nota che non ha più senso lasciare andare) e b) dire una cosa che ci rendiamo conto non essere giusta o detta in balia delle emozioni e poi non tornarci su e rivederla perché “ormai l’ho detto e lo faccio” non è utile e anzi, può essere controproducente e creare lotte di potere che a lungo andare avvelenano la relazione.
3. Sono al 100% d’accordo con te. Non si smette mai di evolvere e per me ricercare l’evoluzione significa fare il lavoro che si deve fare 💜
Come si inizia il lavoro su noi stessi? Grazie mille...
Ciao Carlotta io sono esattamente come te sì a libri, disegni, puzzle, giochi tranquilli da seduti, ma no a tutto il resto, il mio problema è che essendo figlio unico e sapendo che non avrà mai fratelli, quando è a casa o gioca con me oppure è sempre da solo e questo non fa che acuire il mio senso di colpa, ha solo 4 anni quasi, e spesso già parla di sua sorella "Alice" e dice che è in cielo. Credo lo faccia per darsi una giustificazione per il fatto che non ha fratelli o sorelle.
Cerco di coinvolgerlo in quello che faccio a casa, ma non sempre ci riesco e quando lo faccio mi stanco tantissimo. Usciamo poco, stiamo spesso in casa e non tuti i giorni ho la forza di stare tutto il pomeriggio con lui a giocare.
In che modo potrei migliorare questa situazione?
Grazie mille per tutto, mi dai comunque tanta forza e stimoli per non arrendermi
Laura
Team La Tela
Ciao Laura, credo onestamente che questo aspetto sia più difficile quando sono figli unici (non voglio mentirti), ma penso anche che qualsiasi bambino può imparare a giocare in maniera autonoma. Spesso i miei bambini fanno giochi completamente diverse per tutto il pomeriggio. Hai provato magari a iniziare a giocare con lui e poi sederti sul tappeto a leggere un libro? "Ora sto qui con te e leggo un libro mio. Vuoi leggere anche tu un libro?". È un processo lungo, ma a lungo termine ne vale la pena. Ti invito anche a dare un'occhiata al mio corso Co-schooling: educare a casa (e se ti interessa, puoi scaricare l'anteprima gratis). 🙂 Lo trovi qui: https://www.latela.com/co-schooling
Insegnante
Ti ascolto e penso ai miei conflitti con mia figlia di 3 anni con cui ho un sacco di conflitti in questo momento, perdo spesso la pazienza soprattutto ora che siamo in montagna da sole io lei e sua sorella di un anno e mi dico "sto sbagliando tutto" e non mi accetto e non mi perdono...mi sento come te tanti anni fa ancora di più visto che faccio la maestra di scuola dell'infanzia e dovrei saper gestire questa fascia d'età.
Grazie oggi ti ho scoperta ho ascoltato e mi sono sentita meno sola...perché sei riuscita a dare un nome a ciò che vivo. Con il mio bimbo di tre anni e mezzo in questo periodo sembra che ci siamo distanziati....e soffriamo...soffro e desidero ritrovare il nostro filo d'amore fatto di rispetto e ascolto....grazie
Grazie per questa pacca sulla spalla: oggi era davvero tutto di quello che avevo bisogno. Ho trovato per caso questo podcast (tra i vari post di fb) il giorno dopo una brutta “sfuriata” con mia figlia di due anni. E’ stato il bacio della mamma sulla sbucciatura.
Quanta verità, umanità e saggezza in questo episodio: Le parole giuste con la sensibilità giusta. Il peso e la semplicità delle parole: dominare dall’ego, sensi di colpa, “ora l’ho detto e devo mantenerlo”, rettaggio.
I tuoi podcast creano dipendenza. Con questo mi ha fai fatto sentire meno sola, meno sbagliata e per la prima volta il pensiero è cambiato da : sto sbagliando tutto a ci sto provando, e dal “ non sto facendo abbastanza “ a “sto facendo qualcosa”.
Sono ancora in tempo per i tuoi corsi, anche se siamo ai 26 mesi ?
Team La Tela
Grazie infinite. Che parole meravigliose che mi hai scritto, mi ha fatta emozionare! 26 mesi sei in tempismo perfetto per i miei corsi, in più l'età tra i 2 e i 3 anni è una delle mie preferite (perché un po' più faticosa delle altre ;-)
Ti aspetto lì quando vuoi!
da quale sarebbe meglio iniziare per favore ?
Sono in una fase out . In questi giorni mi sento fuori luogo e i sensi di colpa sono in crescendo perché vorrei fare tante cose ma sono stanca mentalmente : sto commettendo errori come fargli usare troppo il mio telefono e dirgli quei NO . Questo podcast mi ha sollevato
Sono esattamente quell'adulto che si fa dominare dall'ego, che non sa chiedere scusa, non ho le parole, non sono abituata, perchè non ho la capacità di ammettere l'errore.....e la cosa più terribile è che ora (in particolar modo da quando sono diventata mamma quasi 3 anni fa) me ne rendo conto....ma purtroppo la consapevolezza non è sufficiente! Mi rendo però conto di quanto sia difficile affrontare le cose in questo modo; può sembrare che il far prevalere l'ego o essere/sembrare arroganti sia la via più semplice e comoda, ma quando sei consapevole della tua mancanza e della tua incapacità, il gioco diventa davvero duro! I figli hanno la capacità di metterti di fronte agli aspetti più profodi e nascosti di te stesso.
Io so per certo che non voglio che mio figlio imiti questo lato del mio carattere, in parte lo farà, perchè purtroppo non si cambia dal giorno alla notte. Ma ora ho una motivazione valida per tentare di cambiare....se il mio obiettivo è la felicità di mio figlio, questo cambiamento glielo devo!
Uno dei tuoi episodi più belli ❤
Team La Tela
La consapevolezza non è sufficiente, vero, ma è fondamentale. Senza la consapevolezza, non ci sarebbe nessun cambiamento: è il passo più importante e anche più difficile (perché richiede analizzarsi).
PS. L'obiettivo è la TUA felicità: la felicità di tuo figlio sarà solo una naturale conseguenza 🌸
Carlotta, ti seguo da qualche mese.
ti ringrazio per gli spunti di riflessione e per i valori che trasmetti, pedagogia a parte ( anche se la pedagogia è al primo posto 💜).
Mi piace la tua scelta di non scendere a compromessi anche se questo può comportare rinunce di compensi economici.
Apprezzo la condivisione di fatiche e del sentirsi un genitore a volte “ non” adeguato. Nonostante ci si occupi da tempo d’infanzia.
Ti seguo perché condivido con te un credo!
Insegnante
...ciò che stimo di te è il fatto che ti esponi tu per prima quando racconti....quando cerchi di esprimere un pensiero o una riflessione di tipo positivo.... L' episodio del gelato che hai raccontato è qualcosa di così vicino ed intimo quasi alla realtà della mia famiglia che.... mi entra dentro e mi fa capire che siamo veramente tutti vicini noi genitori... Montessori chi più chi meno.
Questa è la tua bellezza..
Buttate giù la finzione di foto sempre felici e vedere i chiaro scuro nella vita di tutti i giorni.... E anche nello scuro trovare un po' di luce.
Semplicemente GRAZIE.
GIULIA
Bellissimo podcast...l'ho ascoltato tre volte per interiorizzarlo meglio! Grazie per la semplicità con cui esprimi questi concetti meravigliosi di educare al rispetto, di empatia, di abilità a trovare un compromesso, di capacità di chiedere scusa. Ci provo!
Insegnante
È proprio come dici tu, il NO dato senza lasciare margini di contrattazione porta allo scontro. Ai drammi. A interi pomeriggi rovinati. Ma perché si cade nel tranello, pur sapendo gli esiti? Personalmente, ci casco quando avrei voglia di tagliar corto, con la speranza di essere ascoltata SUBITO. Quando sono stanca o indaffarata. Quando non ho voglia di spendere quei 10 minuti a trovare un compromesso. Quanto di più stupido!! Grazie Carlotta per questo ennesimo episodio SUPER! Un abbraccio
Grazie Carlotta per questo episodio del tuo podcast (che adoro)! Era proprio ciò di cui avevo bisogno in questo momento e mi sono emozionata ad ascoltarlo, ritrovandomi in molte situazioni e pensieri! Spero di riuscire a mettere in pratica i tuoi consigli!
Sara
Che Bellezza ascoltarti. Mi trovo davvero su tutto ciò che dici. Questo podcast inoltre è proprio meraviglioso perché mostri come, dopo anni di lavoro su se stessi, si sbaglia lo stesso. E va bene comunque.
Ma, soprattutto, mi ha lasciato una grande "botta di autostima". Ho un obiettivo simile al tuo, quello di diffondere questa visione educativa e moltissime volte mi dico che non posso non sono in grado, sono ipocrita. Perché troppo spesso, Ancora, fatico a mettere in pratica la teoria che ormai so è che, quando lavoravo a contatto con bambini di altri, mi veniva così Spontanea. Ad oggi, invece, in famiglia fatico e fatico di più adesso che la bimba grande ha 4 anni passati ed è arrivato un nuovo bimbo. A volte noi sembra di peccare di superbia nello "scrivere bene sui social e poi razzolare male". Ecco, mi hai raccontato che non sarebbe ipocrisia la mia. Siamo umani e anche sbagliare provare sbagliare migliorare sbagliare riuscire è educativo. È che è essenziale mostrare e raccontare di ciò per evolvere in ambito educativo, insieme, una famiglia alla volta.
Ti ringrazio di questa tua costante sincerità 🙏🌀
Ciao Carlotta, ti ho iniziato ad ascoltare pochissimi giorni fa casualmente su spotify e credo di aver già finito di ascoltare tutti i tuoi podcast che divoro mentre sono in auto. Volevo ringraziarti per la sincerità che traspare ogni secondo dalle tue parole, hai dato molte risposte alle domande che mi faccio quando mi trovo in una situazione che non so come affrontare con mia figlia di due anni e mezzo. Questo episodio è anche stato divertente, non mi aspettavo quello che hai raccontato, mi ha fatto sentire normale e questo è forse ciò che mi ha fatto ridere :-) Complimenti ancora!
Carlotta forse questo è il mio episodio preferito, grazie!
Podcast meraviglioso!
Grazie per la condivisione di questi contenuti e per il modo che hai di aiutarmi con le tue parole a fare un passetto ogni giorno, e di darmi la voglia di provare a fare sempre meglio.
Grazie,
Chiara