259. Quando non funziona, torna ai valori
In questo episodio di Educare con calma parlo di una fatica comune a molti genitori che si impegnano ogni giorno per educare con rispetto e si ritrovano comunque a perdere il controllo (e a sentirsi in colpa).
Parto da questa frustrazione, che non va minimizzata né ignorata, per osservarla insieme con onestà e senza giudizio. Quando qualcosa non funziona, la risposta spesso non è fare di più, o impegnarci ancora più a fondo, ma chiederci se l’equilibrio in cui stiamo vivendo ha bisogno di essere rivisto. E soprattutto, è importante tornare ai nostri valori, che ci aiutano a mantenere la direzione.
Chiediamoci quale valore vogliamo mettere al centro – nella relazione con i figli, ma anche con partner e con le altre persone della nostra vita – e scegliamo consapevolmente di lasciare che sia quello a guidare le nostre risposte.
Vi leggo infine una riflessione di Susan David, molto connessa: parla di quanto spesso viviamo con il pilota automatico, inseguendo aspettative che non ci appartengono, e di come tornare ai propri valori possa diventare una bussola concreta per le scelte di ogni giorno.
Benvenuti e benvenute a un nuovo episodio di educare con calma.
Oggi parto da un messaggio che ricevo molto spesso dai genitori.
Carlotta, io sto facendo tutto, sto facendo il lavoro, mi impegno ad accogliere
le emozioni
dei miei figli, a cercare di rimanere calma, provo a usare i copioni, ma ultim
amente
niente di tutto questo sembra funzionare e così spesso finisco per esplodere,
torno a horlare,
lasciare, a fare paura per ottenere obbedienza, e poi finisco per sentirmi in
colpa.
È un circolo vizioso.
Ecco, prima di tutto, respiriamo, sapete che gli esercizi di respirazione sono
una delle
pratiche che consiglio spesso per aiutarvi a regolare il sistema nervoso e
quando ricevo questi
messaggi di solito, io faccio proprio un respiro, ma non tanto per regolarmi,
questa volta
respiro proprio per dare sollevo alla vostra frustrazione, alla vostra tristez
za, o a quelle emozioni
che state provando, a quelle emozioni, a quelle sensazioni che mi arrivano
tutte quando leggo
i vostri messaggi, leggendo in mio corpo ricorda perfettamente tutte le volte
in cui io stessa
ho provato quelle sensazioni, quelle emozioni, quindi voglio dirvi che io lo so
, so che
quell sto facendo tutto è vero, è un lavoro difficile e voi state provando a
farlo ogni giorno.
Datevi una paca sulla spalla, in questo momento, datevi una paca sulla spalla,
però c'è
una verità, un po' scomoda, che vorrei portare qui, perché sono davvero conv
inta che se
vi trovate in questa situazione, se sentite che il lavoro che state facendo
sembra quasi
fatica sprecata, allora questa verità scomoda potrebbe aiutarvi un po' chino a
vedere
le cose da una prospettiva diversa, il punto da cui partire è questo, quando
qualcosa
non funziona, non solo nella genitorialità, c'è qualcosa che va cambiato, non
si cambia
continuando a fare la stessa cosa e questo primo passo magari non vi stupirà,
ma volte le
cose più ovvie sono proprio quelle che non riusciamo, più a vedere quando
siamo stanchi,
quando siamo esasti, quando siamo travolti, quando ci sembra di fare tutto come
si deve
e comunque non ottenere risultati, non cambiamo facendo sempre la stessa cosa.
A volte è la cura di voi, è il tempo che vi dedicate, non potete fare un
lavoro difficile
se non avete energia da offrire a quel lavoro, a volte è la quotidianità prat
ica o la quantità
di attività extrascolastiche, non potete fare un lavoro difficile con addosso
sempre la
fretta.
A volte è la comunicazione con partner, i limiti personali, è difficile
continuare a
fare un lavoro quando la persona che hai scelto non solo non ti supporta, ma
magari ti ostacola
pure.
E qui veniamo al secondo punto, che per me è un vero proprio cambio di prosp
ettiva, per
capire cosa dobbiamo cambiare, dobbiamo partire dai nostri valori.
Questo è una consapevolezza che è cresciuta piano piano in me, negli anni di
evoluzione personale
e mi ha aiutata moltissimo sia nella genitorialità che nelle mie relazioni
adulte, perché è da qui
che nasce tutto il resto del lavoro, dalle informazioni che riceviamo osserv
ando da vicino
i nostri valori.
Vi faccio un esempio personale, non collegato alla genitorialità in questo
caso ma alla coppia.
Sapete che sulla tela stiamo parlando proprio di coppia, la coppia è il tema
corrente, il
nuovo paquetto di toriale si chiama il decalogo dell'amore e abbiamo preparato
tantissimi
contenuti proprio dedicati alla relazione di coppia, perché crescere i figli
è anche crescere
quella relazione.
Se state ascoltando più avanti, sto parlando di febbraio 2026.
Nel ITG con mio marito, il mio senso di ingiustizia si metteva spesso in mezzo,
mi metteva
sulla difensiva, mi portava da gire come una persona che io non scelgo, mi semb
rava
assolutamente impossibile bypassarlo, e non pensavo nemmeno fosse giusto, il
mio senso
di ingiustizia mi stava comunicando qualcosa.
Poi ho capito che dovevo riflettere sul mio valore primario, qual è il valore
secondo
cui voglio vivere ed evolvere?
Il valore che il mio marito veda il mio punto di vista a tutti i costi, o
essere una persona
gentile, capace di compassione e di regolare le mie emozioni.
Sappiamo che nella coppia in un litigio la verità di ognuno è vera, ma per me
il valore
primario è il secondo.
Anche se il mio marito non dovesse vedere il mio punto di vista, per me è
comunque importante
essere una persona gentile, capace di compassione e di regolare le mie emozioni
.
Il mio senso valore mi aiutata a bypassare il mio senso di ingiustizia, non
ignorarlo, ma
processarlo in un secondo momento, e mi aiutata poi a comunicare ad Alex anche
il mio bisogno
di essere compresa, con più gentilezza ed efficaccia.
Lavorare prima su questa consapevolezza, quindi partendo dai valori, per me ha
cambiato
tutto.
Prima mi sembrava un ingiustizia per fine fare quel lavoro perché così Alex
non mi ascoltava,
non vedeva il mio punto di vista.
Ora invece provo grande soddisfazione quando riesco a regolare le mie emozioni
a non mettere
il senso di ingiustizia alla guida e quindi ad avere una conversazione o un lit
igio costruttivo.
Prima era la mia bambina interiore a parlare, ora spesso è la persona emot
ivamente matura
che ho scelto di essere.
E proprio mentre stavo preparando questo episodio, mi è arrivata una
newsletter di Susan David
che sembrava scritta apposta per questo tema, quindi ho deciso di tradurve la e
adattarla
un pochino perché la trovo molto utile per approfondire riflettere insieme.
Lei parla di sogni e di mondo, ma io vi invito ad ascoltarla pensando ai sogni
come i vostri
obiettivi di genitorie partner e al mondo come al bagaglio emotivo che ci port
iamo dietro,
le nostre storie e i nostri bambini interiori, ve la leggo.
Ti è mai capitato di sentirti come una foglia trasportata dal vento che vaga
senza una direzione
precisa?
È una sensazione che molti di noi hanno provato almeno una volta, ogni giorno
il mondo ci
spinge a prendere decisioni che in realtà non ci appartengono, ma vivere con
il pilota
automatico, lasciandoci trasportare dalle correnti della società, può portar
ci molto lontano
dove volevamo davvero andare.
All'improvviso ci guardiamo indietro e ci accogliamo di avere passato gli ult
imi 5, 15
o anche 50 anni a inseguire sogni che non erano i nostri, a essere persone che
non ci appartengono
davvero.
Ma non deve essere per forza così, possiamo scegliere di camminare seguendo il
nostro perché.
Camminare il tuo perché significa avanzare nella direzione dei tuoi valori.
La parola valori può sembrare stratta, ma in realtà si tratta semplicemente
di capire cosa
conta davvero per te.
Il successo professionale, la creatività, le relazioni profonde, lo nesta alla
ventura, i valori
non sono concetti, teorici, sono strumenti concreti che puoi usare per orient
arti verso
la vita che desideri, un passo alla volta.
E' qualcune domande che possono aiutarti a iniziare.
Infondo al cuore, cosa conta davvero per me?
Come sono le relazioni che voglio coltivare?
Di cosa voglio che parli la mia vita?
In quali situazioni mi sento davvero piena di vita?
Se accadesse un miracolo e tutto lo stress sparisse dalla mia vita, come sare
bbe, cosa inizierei
a fare di nuovo?
Non esistono risposte giuste, osbagliate, anzi, lo scopo è proprio smettere di
preoccuparsi
di come risponderebbero gli altri e iniziare ad ascoltare, ciò che senti tu.
Una volta chiariti tuoi valori, puoi iniziare a riconoscere i momenti di scelta
, quei bivi
quotidiani che ti danno l'opportunità di camminare il tuo, perché.
Se hai capito che per te conta l'intimità nelle relazioni, forse sta sera ch
iederai al tuo partner
di sedervi insieme al tavolo e parlare, invece che stare davanti alla tv.
Se uno dei tuoi valori e la collaborazione, magari questa settimana proporrai
al tuo team
di affrontare un problema insieme.
Se uno dei tuoi valori e lo nesta intellettuale, magari domani chiederai scusa
tu o figlio per
aver urlato e essere stato un bullo.
Se uno dei tuoi valori e la gentilezza, magari la prossima volta riconoscereai
immediatamente
di aver parlato male e riparerai sul momento.
I valori non sono elementi secondari nella nostra vita, sono parti essenziali
di chi siamo, che possiamo intreciare nel tessuto delle nostre giornate per
andare passo dopo
passo nella direzione giusta per noi.
E ora dopo aver ascoltato queste riflessioni vi invito a fare una cosa piccola,
ma significativa.
Pensate a un esempio nella genitorialità o nella relazione di coppia in cui
riflettere
sul valore primario e renderlo la priorità, potrebbe aiutarvi o vi ha aiutato
a essere
il genitore, il partner, la partner che avete scelto.
Se vi va, potete condividere la vostra riflessione nei commenti, trovate i
commenti sulla tela.com/podcast
cercando il numero dell'episodio o scrivendo il titolo nella barra di ricerca.
E se sentite bisogno di sostegno in più, un appiglio concreto da cui ripartire
, vi ricordo
che non siete sole, non siete soli.
Questa conversazione mi sta moltissimo a cuore, per questo n'avevo anche già
parlato
in un post del forum sulla tela, un po' di tempo fa e ne erano nati scambi e
commenti
molto belli fra le famiglie della comunità.
Quindi se hai l'abbonamento, puoi andare a leggere il post e i commenti e anche
partecipare
alla conversazione.
Vero lascio nelle risorse dell'episodio.
Tra l'altro lì trovi anche un'immagine allegata alla newsletter di Susanne
Davis che vi
ho tradotto, che secondo me descrive visivamente molto, molto bene le rifless
ioni di oggi e
che magari potete decidere di stampare, tenere con voi come piccolo promemori e
supporto
nei momenti particolarmente faticosi.
Trovate tutto di nuovo nelle note dell'episodio sulla tela.com/podcast.
A proposito, Susanne Davis nella sua newsletter aveva parlato di pilota
automatico e se volete
approfondire questo aspetto, questo concetto, vi invito a guardare la lezione
del percorso
che si intitola risvegliare la consapevolezza emotiva.
La trovate nel percorso per educare a lungo termine.
Per oggi è tutto, spero di avervi aiutato a osservare la fatica da una nuova
prospettiva e
vi do appuntamento al prossimo episodio di educare con calma.
Non mi rimaneca augurarvi buona giornata, buona strata o buona notte.
A seconda di dove siete nel mondo.
Ciao ciao.
Parliamone
Ciao, dov'è l'immagine? Sono molto curiosa.. Grazie!
Team La Tela
Ciao Elena, l'immagine è all'interno del post del Forum La Tela a cui fa riferimento Carlotta: lo trovi tra i contenuti relazionati a questo episodio. Te lo lascio anche qui: