Non sta funzionando? Dobbiamo partire dai nostri valori!
Team La Tela
Ciao telisti e teliste,
Passo di qui per un promemoria importante: ieri una mamma mi ha scritto che sta facendo di tutto per mettere in pratica gli strumenti, ma non funziona. Torna a urlare, torna a sentirsi svuotata, torna a minacciare per ottenere obbedienza.
Lo so, lo so, lo so. È un lavoro difficile e voi state provando a farlo ogni giorno!
C'è però una verità scomoda: se non sta funzionando dovete cambiare qualcosa. Non cambiate facendo sempre la stessa cosa. A volte, è la cura di voi e il tempo che vi dedicate: non potete fare un lavoro difficile se non avete energia da offrire a quel lavoro. A volte, è la quotidianità pratica o la quantità di attività extra scolastiche: non potete fare un lavoro difficile con addosso sempre la fretta. A volte, è la comunicazione con partner e i limiti personali: è difficile continuare a fare un lavoro quando la persona che hai scelto non solo non ti supporta, ma magari ti dà contro.
Negli anni di evoluzione personale, però, ho capito una cosa fondamentale, da cui nasce tutto il resto del lavoro: dobbiamo partire dai nostri valori.
Vi faccio un esempio personale: nei litigi con mio marito, il mio senso di ingiustizia si metteva spesso in mezzo, mi metteva sulla difensiva e mi portava ad agire come una persona che non scelgo. Mi sembrava impossibile bypassarlo e non pensavo nemmeno fosse giusto: il mio senso di ingiustizia mi stava comunicando qualcosa!
Poi ho capito che dovevo riflettere sul mio valore primario. Qual è il valore secondo cui voglio vivere ed evolvere? Che mio marito veda il mio punto di vista e mi capisca o essere una persona gentile, capace di compassione e di regolare le mie emozioni? Entrambi sono importanti, ma il valore primario (per me) è il secondo: questo valore mi ha aiutata a bypassare il mio senso di ingiustizia (non ignorarlo, ma processarlo in un secondo momento) e a comunicare ad Alex (anche il mio bisogno di essere compresa) con più gentilezza ed efficacia.
È cambiato tutto: prima mai sembrava un'ingiustizia perfino fare quel lavoro perché così Alex non mi ascoltava; ora provo grande soddisfazione quando riesco a regolare le mie emozioni e non mettere il senso di ingiustizia alla guida. Prima era la mia bambina interiore a parlare; ora (spesso) è la persona emotivamente matura che ho scelto di essere.
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👉 Ti va di pensare a un esempio, nella genitorialità o nella relazione di coppia, in cui riflettere sul valore primario e renderlo la priorità potrebbe aiutarti (o ti ha aiutato) a essere il genitore / partner che hai scelto?
Un regalo improvvisato per te
Oggi che volevo scrivere questo post ho ricevuto una newsletter di Susan David e ho scelto di dedicare qualche minuto a tradurvela perché sembra fatta apposta. Due premesse, lei parla di sogni e mondo in cui viviamo: io immagino come sogni anche gli obiettivi che ci prefiggiamo nella genitorialità e come mondo anche quello che ci ha cresciuti, che si manifesta nei nostri bambini interiori. Eccola:
«Ti è mai capitato di sentirti come una foglia trasportata dal vento, che vaga senza una direzione precisa? È una sensazione che molti di noi hanno provato almeno una volta. Ogni giorno, il mondo ci spinge a prendere decisioni che in realtà non ci appartengono.
Ma vivere con il pilota automatico, lasciandoci trasportare dalle correnti della società, può portarci molto lontano da dove volevamo davvero andare. All’improvviso ci guardiamo indietro e ci accorgiamo di aver passato gli ultimi cinque, quindici o anche cinquant’anni a inseguire sogni che non erano i nostri [a essere persone che non ci appartengono].
Ma non dev’essere per forza così. Possiamo scegliere di camminare seguendo il nostro perché.
Camminare il tuo perché significa avanzare nella direzione dei tuoi valori. La parola valori può sembrare astratta, ma in realtà si tratta semplicemente di capire cosa conta davvero per te. Il successo professionale? La creatività? Le relazioni profonde? L’onestà? L’avventura?
I valori non sono concetti teorici: sono strumenti concreti che puoi usare per orientarti verso la vita che desideri, un passo alla volta.
Ecco alcune domande che possono aiutarti a iniziare:
- In fondo al cuore, cosa conta davvero per me?
- Come sono le relazioni che voglio coltivare?
- Di cosa voglio che parli la mia vita?
- In quali situazioni mi sento davvero pienə di vita?
- Se accadesse un miracolo e tutto lo stress sparisse dalla mia vita, come sarebbe? Cosa inizierei a fare di nuovo?
Non esistono risposte giuste o sbagliate. Anzi, lo scopo è proprio smettere di preoccuparsi di come risponderebbero gli altri e iniziare ad ascoltare ciò che senti tu.
Una volta chiariti i tuoi valori, puoi iniziare a riconoscere i momenti di scelta: quei bivi quotidiani che ti danno l’opportunità di camminare il tuo perché.
Se hai capito che per te conta l’intimità nelle relazioni, forse stasera chiederai al tuo partner di sedervi insieme al tavolo e parlare invece che stare davanti alla TV. Se uno dei tuoi valori è la collaborazione, magari questa settimana proporrai al tuo team di affrontare un problema insieme. [Se uno dei tuoi valori è l'onestà intellettuale, magari domani chiederai scusa a tuo figlio per aver urlato ed essere stato un bullo. Se uno dei tuoi valori è la gentilezza, magari la prossima volta riconoscerai immediatamente di aver parlato male a tuo figlio e riparerai sul momento].
I valori non sono elementi secondari nella nostra vita: sono parti essenziali di chi siamo, che possiamo intrecciare nel tessuto delle nostre giornate per andare, passo dopo passo, nella direzione giusta per noi».
Vi lascio anche l'immagine che ha incluso nella newsletter con traduzione sotto (Emotional Agility è il suo libro).

Ci hanno insegnato che questo conta davvero:
- Fare carriera
- Produttività incessante
- Vincere
- «Avere un giardino migliore dei vicini»
Ciò che conta davvero:
- Viviere nei tuoi valori
- Prenderti cura di te
- Essere capaci di compassione
- Creare comunità
Insegnante
Ho iniziato a prendere confidenza con i miei valori durante la gravidanza, pensando a che mamma avrei voluto essere e che cosa avrei voluto trasmettere a mio figlio. Ho continuato aggiornando la mia lista dei valori negli anni, imparando a conoscermi meglio e ad ascoltare i miei bisogni. Non sempre ci riesco ma almeno adesso quando non rispetto un mio bisogno o vado contro a un mio valore ne sono consapevole.. in questi ultimi mesi mi sono resa conto che ci sono valori per me irrinunciabili che sono il dare me stessa nella misura in cui mi sento e gestire le relazioni in modo che siano tollerabili. Ho preso le distanze da parenti che rispecchiano tutto tranne che i miei valori e tantomeno rappresentavano relazioni sostenibili. Mi accorgo che un mio valore è la gentilezza e la comprensione, anche se a volte faccio fatica ad essere comprensiva verso alcuni atteggiamenti di adulti che mi lasciano perplessa (perché li attribuisco a comportamenti infantili) e sopratutto il rispetto delle altre forme di vita. Non sto parlando per forza di scelte alimentari ma proprio il rispetto dei bisogni delle altre forme di vita che vivono con noi (cani, gatti ecc) e cerco di ritagliarmi ogni giorno qualche momento affinché anche loro si sentano rispettati
Team esteso
Ah i valori, quanto è importante vederli e sentirli riconosciuti nella nostra vita. Per me, l' equità, il senso di giustizia, la collaborazione,la connessione intima nelle relazioni sincere sono la chiave di volta per una risposta efficace e aggiungerei per la mia quiete e serenità più profonda.
Ultimamente tutti i miei valori succitati stanno saltando per continue tensioni con mio marito (ritmi di lavoro insostenibili) che non mi consentono di ritagliarmi del tempo per me e di stabilire dei confini.
Questo mi rende nervosa ed irritabile anche con i miei bimbi ma poiché lo ritengo ingiusto (a proposito dei miei valori) questo mi rende ancora più nervosa con mio marito.
So che è un cane che si morde la coda ma ho a mio vantaggio il fatto che con mio marito anche urlando talvolta, dobbiamo parlarci e così nulla resta perlomeno nel non detto. È un lungo viaggio, non senza salite e fatiche ma alla fine del viaggio, mi piace pensare che ripagherà tutti di tutto.
Un caro saluto 💜
Ciao Carlotta e a tutti voi, da un anno sono parte della tela, ma solo da pochi giorni ho deciso di rompere un muro che mi teneva fuori dall'essere parte davvero attiva della comunità. E la motivazione credo sia proprio questa! Decidere quali debbano essere i valori alla base delle scelte che si effettuano. Non di scelte considerevoli, quelle di vita, a quelle si arriva pian piano dopo un processo, ma dei piccoli bivi che ci presenta la quotidianità.
Io avevo perso me stessa, qui mi sto ritrovando, possa piacere o no a chi mi circonda, comincio a vedere una leggera delusione o comunque disappunto per il mio cambiamento, ma io inizio a prendere contatto con il mio istinto e mi fa sentire molto bene, e di conseguenza questo si riflette nel rapporto con le mie bimbe.
Appena potrò mi dedicherò a questa newsletter di Susan David, di forte ispirazione, grazie 💜
wow Carlotta, grazie per questo post! I valori sono importantissimi e soprattutto in continua evoluzione, quindi trovo fondamentale fare dei check con me stessa ogni 6 mesi/1 anno per rifletterci e capire se sono cambiati e quanto sono ancora allineati alla mia vita attuale.
Per quanto mi riguarda, uno dei miei valori primari è la gentilezza. Solo che ultimamente fatico tantissimo a essere una persona gentile con mio marito: ammetto di essere particolarmente rigida e non dargli mai il beneficio del dubbio. Il mio pensiero è "insomma, lui è un adulto, non un bambino, questo atteggiamento/comportamento/azione non è accettabile!"... Faccio davvero fatica a compiere il passo che hai fatto tu: bypassare la mia rigidità e il mio giudizio per entrare in contatto con la gentilezza, così da diventare la moglie che voglio essere. Me lo riprometto spesso ma continuo a cadere... Spero di compiere presto lo switch che descrivi tu!
Ciao Anna, grazie per la condivisione. Anch'io mi trovo nelle tue parole. Riesco ad applicarmi con le mie bimbe riguardo a dare più gentilezza ma con mio marito e mia mamma faccio fatica. Sarà perché concentro le mie energie in loro?. Nn lo so, devo impegnarmi cmq a farlo anche con chi mi circonda
Un abbraccio 🫶
Team La Tela
Che bella questa condivisione 💜 L’hai fatta leggere a tuo marito?
Questo è stato proprio il mio lavoro dell’ultimo anno: vedere il bambino interiore Alex e accoglierlo. Trovare risposta, dentro di me, a quella frase: «Ma lui è un adulto!». Ho imparato, e interiorizzato, che non è così: nessuno di noi, nei momenti di disregolazione e vulnerabilità è un adulto – il nostro sistema nervoso è una macchina del tempo, ci porta dritti alle nostre esperienze dell’infanzia, che il corpo ricorda come se stessero risuccedendo oggi.
Che fatica fare questo lavoro, ma che cambiamento nella nostra relazione e condivisione di vulnerabilità. (Chiaramente lo stesso lavoro deve essere fatto dall’altra parte).
Faccio il tifo per te, Anna!
Cara
Carlotta
,
quello che hai scritto mi ha fatto particolarmente riflettere. Forse la chiave sta proprio nel vedere quel bambino in difficoltà e tendergli una mano. Cercherò di ricordarmene nei momenti difficili che vivremo in futuro... E vedremo che cosa succederà!
grazie per avermi suggerito di far leggere questa condivisione a mio marito.. non ci avevo proprio pensato! Questo ritengo sia qualcosa su cui debba lavorare: dialogare maggiormente ed aprirmi di più con lui.
Aggiornerò tutta la community sugli sviluppi! 😁
Ciao
Yadira
,
sicuramente il fatto di concentrate parecchie energie sul mantenere la calma ed essere comprensive coi bambini fa il suo... Il nostro calice finisce per svuotarsi in fretta e se non riusciamo a riempirlo finisce che esplodiamo.
Quanto è difficile!
Ciao, vorrei condividere la mia risposta allo stimolo proposto da Carlotta: mi è venuto in mente un episodio veramente banale ma per me molto significativo. Mia figlia Matilde di 3 anni ultimamente fa fatica ad andare a lavarsi le mani dopo cena, anzi quando le viene proposto inizia a toccare di proposito oggetti, arredamento e... suo fratello di 2 mesi. Questi gesti spingevano me e mio marito a risalire sulla ruota delle minacce e dell'espressione non costruttiva di rabbia. Ci continuavamo a chiedere: perché lo fa apposta? Poi qualche giorno fa, dopo essersi convinta a raggiungere il bagno, a metà corridoio è tornata indietro per chiederci di accendere la luce (le stanze erano già illuminate)... Forse Matilde stava solo cercando un qualsiasi modo per averci accanto in quel momento! Così abbiamo proposto a Matilde di essere accompagnata in bagno e lei si è lavata le mani in serenità. Abbiamo smesso di cercare le motivazioni e abbiamo scelto il nostro valore primario: essere accanto a nostra figlia quando ne ha bisogno, a prescindere da ogni perché!
Un regalo molto apprezzato 😊 Grazie Carlotta!
Mi ritrovo nell’immagine della foglia trasportata dal vento (le aspettative) che vaga, o meglio corre contro vento, per andare in una direzione, ma quale?!
Gli ultimi mesi di gravidanza e poi ora la calma (inteso come avere il tempo di riflettere) della maternità, mi hanno fatto prendere contatto con i miei valori, e ho analizzato il percorso fatto fino ad ora. Ed è proprio vero, ci è stato insegnato, mi è stato insegnato, che la carriera è l’obiettivo della vita e che bisogna dare la priorità ad una crescita professionale di un certo tipo a discapito del tempo personale.
Ora, a 35anni, mi trovo finalmente a fermarmi da una corsa spasmodica per raggiungere la prossima tappa verso la vetta della montagna e mi rendo conto che su quella montagna io non ci voglio salire in realtà; la genitorialità (nonostante le sue sfide iniziali e la fatica legate a questa fase dei primi mesi di vita) mi sta insegnando tanto soprattutto su me stessa e questa prima fase dell’evoluzione mi emoziona e spaventa allo stesso tempo perché so che la strada è lunga, ma almeno posso smettere di fare hiking per passare invece al trekking 🥾🌱🪴🌳
ciao
Mia
,
sai che è capitato lo stesso anche a me? questa consapevolezza mi ha portato a rivoluzionare la mia vita.
Ciao Anna! Piacere di conoscerti 😊
Mi capita di pensarci tutti i giorni, a voler cambiare del tutto rotta, il problema è che faccio fatica ad individuare un’alternativa al “lavoro da ufficio”, forse devo ancora processare bene tutti i pensieri.
Posso chiederti, se hai voglia di parlarne 😊, come è andata per te?
Un abbraccio
Ciao
Mia
,
in realtà anche io sono ancora in pieno cambiamento 😅 Vivevo all'estero, ho deciso di licenziarmi, tornare in Italia e dedicarmi a mia figlia. Ora ha 3 anni, a settembre inizierà la scuola dell'infanzia ed è arrivato il momento di riprendere in mano la mia vita professionale.
Io ho chiarissimo il fatto che voglio lavorare da remoto, e molto probabilmente sarà come partita IVA. Sto cercando di costruirmi delle competenze in Digital Marketing, vedremo come andrà. Se vuoi chiacchierare per scambiarci idee o semplicemente per incoraggiamento, non esitare a scrivermi in privato! 🙂
Mi unisco alla conversazione con un esempio proprio di oggi:
Dopo pranzo sono partita in passeggiata con mia figlia piccola perche nn riusciva a prendere sonno. E mentre lei faceva la nanna nel suo passeggino io ne ho approfittato per ascoltarmi un podcast e godermi la bella temperatura.
Inizialmente avevo scritto a mia cognata se voleva che ci vedessimo e così l'avrei raggiunta a casa dei miei suoceri. Poi però per strada ho capito che il mio invito era stato un po' forzato perché è qui per vacanza e le piacerebbe che ci trovassimo con le bimbe, così ho cambiato idea.
Le ho proposto di trovarci a metà strada nel bar vicino a scuola dove poi mi sarei fermata a prendere la bimba più grande, in questo modo non mi sono sentita in dovere di dire di si per forza ma di offrirle quello che in quel momento era sostenibile per me " un caffè al bar ".
Per me un valore al quale non voglio più rinunciare ( sia in amicizia che nel rapporto di copia) è quello di saper dire di no se non è un si convinto, a discapito di deludere l'altra persona ma essere onesta con me stessa. E oltretutto poter scegliere solo relazioni sostenibili per me. Spero di poter trasmetterlo alle mie figlie perche credo che potrebbe aiutarle a scendere da tante ruote e d'incoraggiarle a praticare " la cura di sé " 🙏
Grazie per questa condivisione.
Io ci sto provando ma non riesco a "scendere dalla ruota" del *fai quello che gli altri si aspettano da te* e puntualmente mi ritrovo insoddisfatta, incompresa e infelice.
Mi hai dato la spinta per provarci ancora
Figurati Eleonora 🥰. Anche per me tutt'ora è un continuo sali e scendi dalle ruote eh. Ed è da poco che ho capito che voglio dire "di si " solo se ne sono convinta, altrimenti diventavo frustrata e anche infastidita perché controvoglia e così mi tiravo da sola la zappa sui piedi.
Un passo alla volta. Un abbraccio 🫶
Ciao.. mi trovo pienamente d'accordo con impegno nel riconoscere quando si tratta di SI netto o invece poco convito, e sto iniziando a praticarlo, anche io con il sali e scendi dalla ruota. Alcune persone, vicine a me, stanno notando questo cambiamento e sento in loro una leggera delusione, ma io inizio a sentire invece un senso di serenità che non avevo più.
Bravissima Francesca, è questo l'obbiettivo. Sentirci più serene e in pace con noi stesse perché solo così dando prima a noi potremmo dare agli altri. Un abbraccio e in bocca al lupo a noi 🫶
💜In bocca al lupo a tutti/e noi🫶
Spunto molto interessante! Per il mio esempio mi piacerebbe concentrarmi sulla relazione di coppia. Proprio ieri sera abbiamo fatto un “aggiornamento” della nostra relazione. Il valore che ci aiuta in questi momenti è l’onestà, non nascondere dietro mezze verità quello che ci vogliamo dire ma tirare fuori tutto anche se pensiamo che possa essere fastidioso per l’altro o anche se ci rende molto vulnerabili.
La forza dell’onestà è quello che mi aiuta a mettere da parte il mio sentirmi giudicata/non abbastanza/colpevole: lui mi sta offrendo onestà e io ringrazio che lo faccia. E dall’altra parte quando sono io che offro onestà posso aspettarmi apprezzamento per essere stata sincera, senza il bisogno di sentirmi compresa/dalla parte del giusto.
Non so se mi sono riuscita a spiegare 😌, ma è stata comunque un’ottima riflessione su quanto può guidare un valore.
Accolgo l’invito di Carlotta a pensare a una situazione di vita quotidiana in cui ho scelto di vivere secondo i miei valori. Ieri mia figlia(2 anni) non voleva indossare i pantaloni per andare al nido. Non c’era verso, ne abbiamo provati 3 diversi e lei continuava a buttarli via con rabbia. Ho scelto consapevolmente di aderire a una valore per me importante: il rispetto del sentire altrui. Ho rispettato il suo bisogno fisico ed emotivo (forse aveva caldo, forse aveva bisogno di fare una scelta) e l’ho portata a scuola senza pantaloni, solo pannolino e t-shirt. Sul ‘senza calze’, ‘senza body’, ‘senza cappello’ e ‘senza gubbino’ ci sono arrivata già da tempo 🤣è la norma per noi, ma senza pantaloni non era mai successo.
In passato mi sarebbe costata molto questa scelta in termini di energie emotive, timore del giudizio altrui, etc. Ieri non mi è costato affatto.
Appena entrati a scuola, Alice mi ha detto che voleva i suoi pantaloni (che avevo in borsa) e li ha indossati. Abbiamo vinto entrambe 🥹