250. La bucket list dell'evoluzione personale
In questo episodio di Educare con calma celebro insieme a voi il nuovo anno leggendovi una mail che avevo inviato all’inizio del 2025, ispirata da una newsletter di Andrea Gibson.
Non è una lista di cose da fare o da vedere: col tempo ho capito che questo modo di misurare le esperienze non mi rappresenta.
Continuo invece a nutrire una lista che parla della mia evoluzione personale, dei desideri emotivi e dei momenti in cui ho imparato ad apprezzarmi e a restare in contatto con ciò che, per me, conta davvero.
:: Nell'episodio menziono
- Andrea Gibson;
- il documentario Come see me in the good light.
Carlotta: Benvenuti e benvenute a questa edizione speciale di Capodanno su Educare con calma. Dovete sapere che all'inizio del duemila venticinque ho inviato una mail per iniziare insieme il nuovo anno. In realtà è un po' una tradizione che faccio da alcuni anni, non tanto perché penso di doverlo fare, ma perché mi piace iniziare l'anno insieme a voi, insieme alla comunità Latela. E oggi vorrei leggervi proprio la mail che ho inviato all'inizio del duemila venticinque e oggi un significato ancora più prezioso in un senso un po' spaccacuore devo dire, perché nel frattempo Andrea Gibson è morta, se l'è portata via quel cancro con cui conviveva dal duemila venti. Conviveva perché in onore della bellezza della sua vita e della sua arte non posso dire combatteva, non renderebbe giustizia quello che è stato il suo vissuto con questa malattia.
Se non conoscete Andrea Gibson vi invito a scoprire la sua poesia e anche il suo documentario, uscito proprio un mesetto prima che morisse che si intitola Come si me in the good light e poi da lì credo che ne rimarrete talmente affascinati e affascinate che magari vi ispirerà a leggere anche la sua opera perché io credo che sia una delle maggiori rappresentanti della poesia dei nostri tempi. Questa mail l'avevo scritta ispirata proprio da una newsletter di Andrea e mi aveva colpito moltissimo perché nel corso degli anni da viaggiatrice a tempo pieno io avevo capito che il concetto di bucket list non faceva per noi, non faceva per me, non faceva per la mia famiglia. La bucket list, per chi non lo sapesse ma immagino lo sappiate tutti, è quella lista di posti che vuoi andare a vedere. Ecco, noi abbiamo iniziato con una bucket list e poi ci siamo resi conto che invece non ne volevamo una perché poi in realtà tanti dei posti in cui magari arrivavamo, che avevamo sognato di vedere da tantissimo tempo, ci deludevano, mentre posti in cui ci imbattevamo per caso ci regalavano le esperienze più memorabili e questo perché spesso e volentieri che ci piaccia o no I posti che erano sulla nostra bacchetta list erano lì perché li avevamo visti su internet li avevamo visti da qualche parte e in quei contenuti è tutto editato e quindi vedi solo la parte che vogliono farti vedere non vedi le ore di attesa in coda alle tre del mattino per entrare nel tempio a Bali e tanti altri che vabbè non sto a raccontare E quindi ci è capitato spesso che anche se vicinissimi a un posto di quelli da vedere assolutamente in quella zona abbiamo proprio scelto di non andarci.
Abbiamo scelto il paesino più piccolo, il villaggio, l'esperienza con la famiglia del luogo, la lezione di cucina con la signora del paese. Leggendo la newsletter di Andrea ho scoperto però che c'è un tipo di bucket list che faccio ancora e che spero non smetterò di fare, ed è la lista dei miei sogni emotivi e della mia evoluzione personale. Non include solo mete dell'anima, solo obiettivi, ma anche proprio momenti del viaggio in cui mi sono apprezzata, in cui mi sono piaciuta, perché imparare a celebrare le vittorie è un livello importantissimo di questo videogioco che è l'evoluzione. Quindi, ora, questo videogioco che è l'evoluzione. Quindi ora vi leggo proprio solo l'elenco che avevo scritto allora e vi chiedo per questa volta, se potete, di sedervi e ascoltarlo senza fare altro e magari di tenere a mano una penna e un foglio o il vostro quaderno di journaling, se ne avete uno, perché mentre ascoltate magari qualcosa vi colpisce o vi viene in mente una sfumatura di ciò che dico che vi rappresenta di più e mi piacerebbe che la scriveste senza uno scopo preciso semplicemente lasciando che le emozioni vi parlino.
Quante volte ascoltiamo facendo altro? Quante volte andiamo a fare una camminata e ci mettiamo nelle orecchie un podcast? Quante volte facciamo le faccende in casa e ci mettiamo nelle orecchie un podcast? Quante volte mangiamo pranzo ascoltando un podcast o guardando qualcosa? Ecco, non penso che ci sia nulla di male, a me piace tantissimo camminare con un podcast nelle orecchie, ma penso che ci sia valore ogni tanto anche a tornare al fare una cosa alla volta, ed è una cosa che sto cercando di insegnare ai miei figli, proprio a evitare consapevolmente, intenzionalmente, non sempre ma ogni tanto, il multitasking.
Quindi ecco la mia lista. Vedere le persone come un mistero, soprattutto quelle che conosco meglio. Ricordarmi più spesso che I miei genitori non sono infiniti e agire sulla base di quel pensiero. Spuntare le doppie punte della mia anima per poter continuare a crescere ed evolvere quella volta che ho scalato una duna verticale di sabbia e sono arrivata in cima anche se ogni fibra del mio corpo pensava di non farcela Essere uno spazio sicuro per chi amo, anche per me stessa. Vedere con chiarezza quali parti di me sono confortate dall'approvazione degli altri e imparare a confortarle io stessa sapere che la vergogna non può vivere nella luce e lasciare che la luce cada ovunque io provi a nascondermi quella volta che ho gestito una crisi dei miei figli proprio come volevo.
Interrompere I giudizi, le giustificazioni, le critiche, le colpe, sapendo che quasi sempre queste cercano di distrarmi dal mio dolore. Ed è nel dolore che c'è anche la cura per il dolore. Sporcarmi il sedere o le ginocchia di verde perché mi sono appoggiata sull'erba a osservare una fila di formiche. Quelle volte in cui imparo insieme ad Alex a salvare la nostra relazione è il lavoro più difficile che abbiamo mai fatto. Essere gentile con chi non ancora imparato a essere gentile.
Arrivare in ritardo a un appuntamento importante perché un branco di pecore mi stava insegnando che il tempo non esiste. Amare la ragnatela che il ragno costruito sotto il tavolo più di quanto ami vivere in un van senza ragni. Qui non so se ci arriverò, ma uno può sognare. Non avere bisogno di definirmi, né giustificarmi per sentirmi capita, accolta, abbastanza. Gioire di ogni volta che perdo a un gioco e oggi aggiungerei anche di ogni volta che commetto un errore e anche di ogni volta che non so qualcosa, perché oggi so che il non sapere va celebrato.
Adorare la lezione di surf anche se non ho conquistato nessuna onda. Imprestare a uno sconosciuto la mia penna preferita e non chiedere che me la restituisca. Il materiale è solo materiale. Tutte quelle volte in cui ho imparato ad afferrare la corda ed emergere da un mio personale buco nero e aver scoperto che per me il confine tra vulnerabilità e buco nero è sottile. Nella vulnerabilità c'è tanto insegnamento, nel buco nero ce n'è pochissimo imparare a condividere sempre di più la vulnerabilità perdere la calma e amarmi ancora prima di averla ritrovata Amarmi anche quando sto male.
Quella volta che mi sono amata tanto da pianificare un fine settimana con due amiche speciali. Dimenticare il telefono a casa più spesso di quanto me lo ricordi. E non accorgermi che me lo sono dimenticata continuare a evolvere come se le persone dovessero tornare a conoscermi da zero. Quella volta che ho singhiozzato durante una sessione di breathwork e l'insegnante mi preso il volto tra le mani e mi detto Your safe, sei al sicuro ed erano le uniche parole di cui avevo bisogno in quel momento e forse in tutto quel periodo della mia vita. E visto che siamo qui insieme e che ti ho chiesto di scrivere, se ti va, alcuni punti della tua lista personale, te ne leggo alcuni della comunità che mi sono piaciuti: amarmi quando non mi sento bella, donare sorrisi non essere dura con me stessa quando faccio fatica ad essere il genitore che vorrei avere parole di gratitudine verso il lavoro altrui come è successo con insegnanti di mio figlio ricordarmi che I miei genitori hanno fatto del loro meglio nonostante le mie ferite ricordarmi di curare quelle ferite togliere le mie etichette da me.
Se ti va e non hai ancora iniziato mentre ascoltavi, ti invito a dedicare un piccolo momento della tua giornata o della tua settimana, prendere carta e penna e e scrivere la tua personale bucket list dei sogni emotivi e dell'evoluzione personale, includendo anche in momenti in cui ti sei apprezzata o apprezzato e per cui meriti di celebrarti. Anche per oggi è tutto. Vi ricordo che se volete commentare, magari volete condividere alcuni di questi punti con tutta la comunità, potete andare su la tela punto com barra podcast, cercare il numero dell'episodio o scrivere il titolo nella barra di ricerca. Non mi rimane che augurarvi buona giornata, buona serata o buonanotte a seconda di dove siete nel mondo. E buon anno nuovo.
Parliamone
Provo un dolore grande nel voler essere uno spazio sicuro per chi amo e sapere che non lo sono. Tanto dolore in questo!
Mi risuona tantissimo, il fatto che il confine tra vulnerabilità e buco nero sia sottile, sottilissimo, lo è anche per me. E quanta fatica afferrare la corda e venir su.
Grazie Carlotta!
Cara Carlotta, grazie per questa bellissima lista!!! Ti scrivo le cose che mi hanno risuonato della tua... in questo momento della mia vita sono all'inizio di una duna verticale non so se è sabbia... mi sembra più ghiaccio al momento... ma so dentro al mio cuore che arriverò in cima e potrò respirare.. anche se nella mia bucket list voglio ricordarmi di trovare respiro anche nei piccoli gesti che a volte diamo cosi scontati ma che non lo sono mai! Questo punto per me si collega in maniera fortissima all'essere uno spazio sicuro per chi amo e anche per me stessa... all'inizio volevo scrivere di protezione... ma questa parola mi sono accorta non piacermi più... ora la sento soffocante! Essere gentile con chi non ha imparato ancora a farlo... il potere dell'esempio!!!! E tra le lacrime mi dico sei al sicuro!