155. Va bene piangere davanti ai figli?
In questo episodio di Educare con Calma parliamo di lacrime, non quelle dei bambini, ma quelle degli adulti. Dobbiamo evitare di piangere davanti ai nostri figli?
Vi leggo il messaggio di una mamma e le rispondo, proprio come se parlassi a lei, perché il suo messaggio mi ha toccata profondamente. Ci sono infinite più cose che avrei volute dirle e infiniti fili della mia ragnatela di pensieri che avrei voluto tessere, ma ho deciso di concentrarmi sull'importanza di mostrare le nostre emozioni e vulnerabilità ai bambini.
Parliamone
Ciao Carlotta. Un podcast che apre la mente...
Io però vorrei parlare della mia esperienza personale, mia madre la ricordo piangere spesso, aveva dei problemi intestinali e si lamentava e piangeva di dolore, fisico. Io ho sviluppato una forma ansioso-depressiva, con la tendenza ad avere paura di stare male. In questi casi, è giusto mostrare la debolezza fisica ai bambini?
Team La Tela
Cara Elisa, grazie per la tua domanda così personale e delicata. 💜
Quello che racconti credo sia importante perché ci ricorda che non esiste una risposta uguale per tutti: dipende dal contesto, dall’intensità e soprattutto da come i bambini percepiscono quello che vedono.
Piangere davanti ai figli e mostrare le nostre emozioni può essere uno strumento prezioso, ma magari può nascere un problema quando il pianto e il dolore correlato non sono spiegati in modo che il bambino possa comprendere.
Non so se nel tuo caso sia andata così, ma se un genitore sta male fisicamente in modo intenso e/o prolungato, il bambino – se non accompagnato – non ha strumenti per gestire le proprie paure.
Quindi, più che nascondere la debolezza fisica, credo sia importante raccontarla con parole chiare, adeguate all’età, come ad esempio: «Mi fa male la pancia, e questo mi fa piangere. Ma non è pericoloso, sto facendo delle cure per stare meglio».
Sicuramente in certe situazioni non è semplice o immediato, ma si tratta di cercare un equilibrio tra onestà e protezione, così i bambini imparano che la vulnerabilità non è minaccia, ma parte della vita.
Io ricordo che lei mi diceva che stava male.. E che forse si sarebbe dovuta operare, forse si trattava di un tumore, è stata ricoverata per 3 settimane. Ricordo mio padre preoccupato e ricordo di aver pensato che potesse morire..
Non ricordo in effetti tanta chiarezza o spiegazioni, avevo 17 anni, ed è in quei mesi che iniziai a soffrire di attacchi di panico, che mi accompagnano tuttora.
Team La Tela
Deve essere stata una situazione tremendamente difficile 💜
Mi dispiace tanto 🫂
Questo Podcast ha davvero toccato il mio cuore.
Grazie
Che commozione, e quanto sforzo, quanto lavoro su se stessa questa mamma!
Io col mio bimbo di quattro anni e mezzo cerco di passare sempre il messaggio che piangere va bene, che non c'è nulla di male, che può concedersi di piangere se ne ha bisogno, che piangere è liberatorio e che spesso dopo ci si sente meglio. Anche a me capita di piangere davanti a lui, ammetto che il primo istinto è quello di trattenermi, di vergognarmi, ma sto imparando... a fidarmi di me e fidarmi di lui in quelle situazioni. Quando succede lui mi aiuta, spontaneamente. A volte rimane semplicemente lì, mi guarda, mi sorride o mi abbraccia, mi dice che mi vuole bene, mi chiede se voglio essere consolata. È incredibile come i bambini abbiano una naturale predisposizine all'empatia e all'accudimento dell'altro. E allora quando accade spiego al mio piccolo che sono triste, che ho un momento di difficoltà e che avrei bisogno di un suo abbraccio, e dopo è una magia...Sto davvero meglio. D'altronde lui fa ciò che facciamo noi con lui, ed è bellissimo vedere di avergli passato qualcosa di bello e buono, e ancora in quei momenti lo guardo e capisco quanto davvero posso e devo imparare da quella piccola grande persona di fronte a me, che così piccina mi accoglie in tutta la mia fragilità.
Grazie Carlotta! Veramente grazie! È difficile per chi è stato cresciuto a sberle e urla se non si comportava bene non replicare. Parlo per esperienza personale. Purtroppo mi trovo a urlare spesso alle mie figlie ingiustamente e me ne pento . Non succede sempre e di solito succede in momenti molto stressanti della giornata ma come è successo anche oggi, poi , dopo che ho urlato e che mia figlia si è accovacciata tappandosi le orecchie ( strappandomi il cuore), sono scoppiata a piangere e ho spiegato ( la grande ha 4 anni e mezzo) che mio papà faceva così per farsi ascoltare ma che io sono dispiaciuta e che non voglio urlare o trattarle male. Ho pianto molto davanti a loro e mi è scappato di dire " io sto facendo molta fatica per cambiare ma voi sarete delle mamme meravigliose" e mia figlia di 4 anni mi ha detto "tu sei una mamma meravigliosa" . Provo a migliorarmi cercando di prendermi cura di me come tu dici spesso, ma non sempre ne ho occasione ( le mie tre bambine sono molto piccole) allora ti ascolto e leggo il tuo libro così mi motivo e mi ricordo che ho una scelta . Io scelgo di cambiare anzi di evolvere per loro. Grazie
Mi sono commossa. A fiumi. Tutto è partito al così impari, provo lo stesso astio. E il mio quattrenne l'ha appreso all'asilo, con tanto di arrangiati, che non sa usare, perché dice "allora mi arrangio, così impari" 🤣
Un trigger pazzesco. Modalità mai usate a casa che purtroppo diventano quotidianità per loro. La meraviglia di questa mamma che sta percorrendo la strada corretta e che a causa di quel che abbiamo subito si sente in errore. La meraviglia di Carlotta che giustamente dice come possono apprendere che piangere sia normale, se non lo sperimentano?
Semplicemente grazie. 💚
Quando mi sento tutti contro, immagino i genitori come me che scelgono una genitorialità diversa in piedi su una sedia che applaudono e fanno il tifo per me! Magari questa visualizzazione può aiutare anche qualcun'altra/o: sappiate che sto applaudendo forte per tutti/e voi perché vale la pena sforzarsi per una società migliore. Io ci voglio credere! Vi abbraccio tutti/e, coraggio.
Cara Carlotta, questo podcast è arrivato proprio quando ne avevo bisogno. Anche a me capita di piangere davanti a mia figlia di due anni e mezzo, soprattutto per frustrazione di fronte ad alcuni suoi comportamenti che risvegliano parti irrisolte dentro di me. Lei ne rimane molto turbata e mi chiede sempre “mamma piangi?” Io mi sento in colpa e non so cosa dirle. Le spiego che piangere è normale e che sono triste, ma come faccio a evitare di passarle il messaggio che piango per colpa sua, che è il suo comportamento che mi fa piangere? (In realtà è un misto di stanchezza, impotenza e frustrazione di fronte ai suoi comportamenti difficili). Ho paura che pensi di essere lei quella sbagliata, mentre lei fa solo il suo lavoro di bambina: esplora i limiti, sfida è sperimenta. Approfitto per ringraziarti per tutti questi spunti di crescita ❤️
Team La Tela
Ciao Valentina,
sono Rosalba del team La Tela.
Prova a dire la verità: che stai piangendo perché in quel momento ti senti arrabbiata/demoralizzata/frustrata/stanca... a seconda dei casi.
Verbalizzare più che puoi le tue emozioni, senza collegarle al suo comportamento, aiuterà lei a capire e potrebbe anche aiutare te a processarle.
Un grande abbraccio 💜