116. Un mio momento di vulnerabilità a cuore aperto
In questo episodio di Educare con Calma ti racconto meglio un mio momento di vulnerabilità di cui avevo scritto anche su IG, perché credo che una delle pratiche più importanti dell'evoluzione personale (e del mio lavoro con i genitori) sia proprio condividere le nostre vulnerabilità.
Accogli questo racconto con gentilezza e rispetto e se hai dubbi o domande ti aspetto sui commenti.
Parliamone
Quanta gentilezza verso di te e le tue emozioni hai usato!! Devo imparare tante cose da te, ma spero di riuscire soprattutto ad imparare come fare il genitore!
Grazie per pesare e pensare anche con noi tutte le tue parole
grazie infinte Carlotta per questo semino riguardante la vulnerabilità. molte mattine mi capitw con la nostra bimba di quasi 7 anni, che mi risponda male prima di accompagnarla a scuola. ció che faccio, anche se arrabbiata, la saluto, la guardo intensamente e la saluto guardandola negli occhi, poi aspetto che mi saluta con la sua dolce manina prima di salire le scale, ma una mattina era molto arrabbiata con me e non mi ha salutato e mi sono sentita malissimo.
grazie per le tue condivisioni. un abbraccio
E ancora lacrime…anche stavolta 🥲
Mi commuovi ogni volta, Carlotta.
Vorrei tanto poter riuscire a fare quello che dici, poter non reagire d’impulso a certi comportamenti di mia figlia..ma è ancora così difficile..
Inoltre mi sento un po’ sola a dire il vero. Mio marito per ora non vuole avvicinarsi molto a questo tipo di educazione…forse perché non la conosce e pensa che quella tradizionale sia quella giusta, come tanti..io sono solo all’inizio, sto imparando e farò presto il tuo corso. Poi si vedrà. Non so se riuscirò a convincerlo o se nel caso, anche applicandola solo io, possa essere comunque benefica…
Ho ascoltato l'episodio solo ieri. Ti avevo già sentito parlare della vicenda sui social, ma questo episodio mi ha fatto commuovere. Grazie. Ci sono così tanti semini in così pochi minuti... che hanno bisogno di tempo, cure ed energie per germogliare, altrimenti stamattina non avrei urlato come una furia per uscire di casa di fronte ad una bimba con evidente carenza di sonno e forte opposizione. Anche questo lo devo modellare: imparare a darmi tempo, e ad allenarmi, un passo alla volta.
Io avevo letto su Facebook ma riascoltarti non è che illuminante, come sempre. Grazie di aprirti con noi sempre sempre 💜
Ambassador
Ciao Carlotta,
ho appena finito di ascoltarti...solitamente medito prima di eventualmente scrivere ma questa volta ho scrollato il mouse velocissimo perchè il primo istinto che ho avuto è abbracciarti fortissimo.
Non posso farlo fisicamente ma fai conto che lo abbia fatto.
Grazie immensamente di aver condiviso qui questo tuo momento di vita perchè lo avevo appreso su instagram ma è uno strumento con cui personalmente faccio fatica a interagire, lo percepisco uno strumento veloce e non so mai come inserirmi in quel ritmo.
Grazie perchè mi ricordi quanto sia importante condividere le proprie emozioni, fragilità, difficoltà...io faccio ancora molta fatica in questo...lo faccio solo con Fabio e ora con te che sei sempre meravigliosamente accogliente.
Ascoltarti mi aiuta a capire quanta strada debba ancora fare anche io soprattutto nei momenti di conflitto con Samuele, per slegare per esempio il concetto "sei amabile solo se sei perfetta" oppure "solo se controlli tutto puoi sentirti in pace" ...ovvero la mia infanzia... grazie a te ho trovato strumenti concreti per lavorare su questo...le emozioni non sono perfette ma sono tra le cose più meravigliose che un essere umano può esprimere...accoglierle e accettarle è amore...le emozioni sono immense...nel bene e nel male...ci permettono di arrivare al cuore degli altri...posso imparare a riconoscere le mie ma non posso controllare quelle altrui...e la pace non la voglio sentire in questo desiderio di controllo ma nella strada che queste emozioni reciproche fanno una accanto all'altra per dialogare, scontrarsi, ritrovarsi, cercarsi...ed è questo che ascoltandoti ho capito...nonostante la distanza che in alcuni frangenti posso sentire con chi amo perchè abbiamo litigato o ci siamo addirittura feriti...so sempre...in fondo al mio cuore...che la pace la posso trovare solo se non smetto di abbracciare con tenerezza quella mia emozione e non smetto di cercare di comunicare con l'emozione dell'altro...
In quel viaggio in taxi non hai smesso di cercare la verità del tuo cuore e la verità delle vostre emozioni...hai avuto il coraggio di far dialogare le vostre emozioni e di riportarle una a fianco all'altra...la perfezione l'ho riconosciuta in questo, l'amore ancor di più.
La forza che mi dai è questa e te ne sono profondamente grata.
Ambassador
Ciao Carlotta,
come sempre GRAZIE! Aspettare il venerdì e ascoltare le tue condivisioni (soprattutto di questi momenti) mi apre il cuore e la mente e fa scendere le lacrime pensando a tutte le volte che vorrei avere la forza di fermarmi razionalmente e non avere re-azioni ai comportamenti del mio bimbo.
Ascoltando il racconto nella parte in cui dici che in quel momento un "ti amo" non sarebbe stato sincero, ho rivisto il mio bimbo che nei momenti in cui vede me o il papà arrabbiati o infastiditi dal suo comportamento, si avvicina e ci dice "ti voglio bene". Forse abbiamo già trasmesso involontariamente a lui quella sensazione che se non si comporta come vogliamo, il nostro amore viene messo in discussione. Questo campanello d'allarme ogni volta mi riporta alla realtà e al fatto che lui si deve sentire amato sempre a prescindere da ciò che succede intorno. Quindi grazie per tutti i semini e gli spunti di riflessione che servono a guardarci dentro nel profondo!
Francesca
Ciao Carlotta,
ti ringrazio infinitamente per questo episodio. Per quanto io possa amare tutti gli episodi del tuo podcast, sono soprattutto quelli in cui condividi i tuoi momenti di difficoltà che incidono di più su di me, mi rimangono dentro, mi cambiano efficacemente e dal profondo. Già lo so che sarà così per questo ultimo episodio, anche se l'ho appena ascoltato. So che da ora in poi, in molti momenti, mi riconnetterò a te su quel taxi e su quella panchina e questo mi aiuterà tantissimo. Una cosa in particolare che non vorrei dimenticare è la tua razionalizzazione, ovvero il ricollegare anche i tuoi sentimenti all'imprinting dell'educazione ricevuta, e così al contempo perdonarsi, capire che non deve essere per forza così, che persino la rabbia un giorno potrà non venire più fuori in quel modo. Che il problema non è mai davvero nostro figlio, ma che anzi loro ci stanno dando l'opportunità per fare un percorso prezioso, prima di tutto, per noi.
Ascolto molti altri podcast sulla genitorialità (in inglese), ma quello che tu ci racconti mi arriva sempre di più al cuore, proprio perché così personale e vero.
Il mio è un gigantesco grazie.
Valentina
P.S.: Su una nota un po' più leggera: sai quante volte ho evitato di fare stupidaggini ripensando a te che butti il gelato nella spazzatura perché lo vuole Oliver? :-D