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Episodio 94 ·

Ragnatela in 5': come dico a mia figlia che sua zia è lesbica?

In questa edizione speciale di Educare con Calma (perché esce di martedì e non venerdì, frutto di un'ispirazione notturna causa insonnia) voglio parlarvi di una tematica che mi sta molto a cuore, ovvero la diversità di genere e l'educazione sessuale, e lo faccio nella giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia.

Rispondo a questo genitore che mi chiede come spiegare alla figlia che la zia è omosessuale e faccio alcune riflessioni sulla circolare che il ministero dell'istruzione ha mandato alle scuole chiedendo di promuovere, in questa giornata internazionale, iniziative per sensibilizzare gli studenti a queste tematiche.

:: Vi lascio i link alle guide che ho menzionato nell'episodio:

Come si fa un bebè: per avviare l'educazione sessuale a casa (20% va a Still I Rise)

Storie arcobaleno: per sensibilizzare sulla diversità di genere (100% va a ILGA Europe)

Still I Rise

ILGA Europe

:: Come appoggiare il podcast:

Io non faccio pubblicità e non accetto sponsor, perché le pubblicità alimentano il consumismo e mi danno fastidio (quindi non voglio sottoporre voi una cosa che dà fastidio a me). Se vi piace il mio podcast e volete aiutarmi a mantenerlo vivo, potete aiutarmi a diffonderlo lasciando una recensione sulla piattaforma dove lo ascoltate e/o acquistare uno dei miei corsi o prodotti:

  • Educare a lungo termine – un corso online su un'educazione più consapevole (che educa noi prima dei nostri figli). Tanti genitori mi dicono gli ha cambiato la vita.
  • Co-schooling: educare a casa – un corso online su come giocare con i figli in maniera produttiva e affiancare il percorso scolastico per mantenere vivo il loro naturale amore per il sapere.
  • Come si fa un bebè – una guida per il genitore + libro stampabile per i bambini per avviare l'educazione sessuale in casa.
  • Storie Arcobaleno – una guida per il genitore + libro stampabile per bambini per abbattere i tabù sulla diversità sessuale e di genere.
  • È il tuo coccodrillo – una guida per il genitore + libro stampabile per bambini per capire i capricci e affrontarli con calma.
  • La Tela Shop – qui trovate attività per bambini stampabili (chiamarle attività è riduttivo), libricini per prime letture in stile montessori, audiolibri di favole reali per bambini, storie illustrate per le mamme… e presto molto altro!

 Benvenuti e benvenute a un episodio di Ragnatele in 5minuti. Tanti di voi hanno notato che a volte ritorna anche montessori in 5, perché non è una rubrica che voglio eliminare e vedrete che prima o poi avrà senso anche nella vostra mente, la distinzione. Oggi Nella giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia ho deciso di fare un episodio speciale di Educare con calma.

Mi è stata fatta l’altro giorno una domanda interessante di cui voglio lasciare traccia qui con la mia risposta. Mi è stato chiesto come spiegare a una bambina di 7 anni che la zia è omosessuale. I genitori mi dicevano che loro lo accettano serenamente, ma che non vorrebbero che loro figlia pensasse che può scegliere tra "maschi" o "femmine" con cui fidanzarsi e che cominci a dire (per imitazione) cose come "oggi mi sono fidanzata con la mia amica”. E mi chiedevano come spiegare l’educazione sessuale, che l’uomo si accoppia con la donna... ma la zia, che è donna, invece sceglie le donne.

Credo che sia una domanda legittima nel Paese in cui viviamo e soprattutto molto importante, perché farsi una domanda così significa mettersi di fronte al tabù e decidere che tipo di persona e genitore vogliamo essere per i nostri figli. 

La mia risposta è stata, e questa volta ve la leggo:

Non c'è nulla di male se vostra figlia pensa di potersi fidanzare con maschi o femmine, perché è proprio così. I nostri figli possono fidanzarsi con chi vogliono e noi li accetteremo, questo è il messaggio che vogliamo trasmettere loro, sempre e comunque. Se vostra figlia è lesbica, lo è prescindere dal sapere che la zia è lesbica. Essere omosessuali non è una scelta, è chi si è. Dalle parole del messaggio, credo che forse ci sia un po’ di confusione: l'educazione sessuale spiega come un bambino viene concepito (e anche i figli di coppie omosessuali vengono concepiti cosi). Quindi è importante dividere i due aspetti. Se i nostri figli sono omosessuali, lo sono, non lo diventano perché sanno o scoprono che c'è la possibilità di esserlo. Anzi se lo sanno prima evitiamo loro grandissime fatiche, avrei dovuto aggiungere.

L'omosessualità è normale come l'eterosessualità e possiamo parlarne ai bambini nello stesso identico modo, senza tabù o preoccupazioni: non c’è nulla da spiegare se non presentare la fidanzata alla bambina «Questa è X, la fidanzata della zia».

Credi magari che il fatto che tu sia in dubbio su come spiegarlo a tua figlia possa riflettere una tua fatica ad accettarlo? Ti invito alla riflessione. Avete una bellissima opportunità di introdurre la conversazione sulla diversità con naturalezza e familiarità, vi consiglio di prenderla al volo.

Questo è quello che le ho risposto e vorrei aggiungere. Se i nostri figli saranno omosessuali vorremo far sapere loro con inequivocabile certezza che li accettiamo e che il nostro amore non cambia di una virgola. Ma per farlo dobbiamo fare un lavoro immenso su noi stessi. Io oggi dopo anni di lavoro su me stessa, vi assicuro che se Oliver o Emily mi dicessero che sono omosessuali per me non cambierebbe nulla, non sentirei nessun tipo di tristezza, di vergogna, di imbarazzo. Sarebbe esattamente lo stesso che arrivino a casa con una persona del loro stesso genere o del genere opposto. E questo oggi lo so profondamente dentro di me dopo anni in cui percorro lo scenario nella mia mente e ascolto la mia reazione più profonda. Questo lavoro va fatto, perché nessuno sa chi ameranno i propri figli e non importa: importa chi sono, non chi amano.   

E colgo l’occasione per parlarvi brevemente di una cosa che mi hanno portato alla mia attenzione (io non leggo giornali e non ascolto telegiornali, ma ho persone di fiducia che mi passano le notizie giuste, ovvero la notizia del ministero dell’istruzione che manda una circolare alle scuola dicendo di trovare il modo di promuovere iniziative che sensibilizzino i ragazzi a queste tematiche nella Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia. Potrebbe sembrare un passo avanti, ma è come spesso succede nell’educazione un chiamiamolo una toppa oppure un rossetto vistoso. Il ministero dell’istruzione chiede alle scuole e agli insegnanti di sensibilizzare gli studenti in questa giornata, in un paese in cui non è obbligatoria nelle scuole l’educazione sessuale. 

Quello, rendere obbligatoria nelle scuole l’educazione sessuale è il lavoro che dobbiamo fare, perché sensibilizzare non è il lavoro di un giorno, non è l’iniziativa in onore di una giornata internazionale perché vogliamo apparire belli, ma è un lavoro che si fa tutto l’anno. Sembra che la scuola si dimentichi troppo spesso che i bambini di oggi sono i futuri adulti di questa società e più che saper fare 2+2 hanno bisogno di essere persone a tutto tondo e quando teniamo i bambini all’oscuro di conversazioni importanti come il sesso e la sessualità, quando li proviamo di educazione sessuale ed educazione al consenso, perché queste conversazioni ci mettono in imbarazzo o non sappiamo come parlarne o viviamo in un paese cattolico e vogliamo trasmettere che il sesso non si fa prima del matrimonio, priviamo noi stessi gli adulti dell’opportunità di eradicare i tabù nelle generazioni future e priviamo loro, i nostri bambini, degli strumenti di cui avranno bisogno per affrontare la vita adulta. 

L’ignoranza è molto più pericolosa del sapere — perché poi il sapere arriva comunque, ma dalle fonti sbagliate: i ragazzini e le ragazzine che cercano risposte vanno su internet (anche se cerchi di evitarlo con tutti i programmi che vuoi, loro ci arrivano  lo stesso, te lo assicuro) e su internet trovano il porno, che non solo non è una rappresentazione veritiera di che cosa sia il sesso, ma è colmo di abusi e messaggi sbagliati e sessisti. Quindi non possiamo avere una giornata a scuola in cui timidamente gli insegnanti parlano di tematiche su cui non sono assolutamente formati e che vengono accolte da bambini e ragazzini con risate e imbarazzo perché di solito non se ne parla, un po’ come se non normalizziamo parole come pene, vulva e vagina non possiamo aspettarci che i nostri bambini non ridano quando poi le usiamo noi o gli insegnanti a scuola nell’ora di anatomia del corpo umano o nella lezione di rito sul sistema riproduttivo. Quindi il momento di iniziare a parlare con i figli del sesso è da piccoli, quando la loro mente non è ancora vittima dell’imbarazzo e della vergogna che la società riversa su questa conversazione. 

A tale proposito, vi consiglio di comprare la mia guida Come si fa un bebè che include un libro stampabile per i bambini che potrà davvero essere il motore della conversazione dopo che il genitore ha letto la guida e si è formato e convinto che è già ora di leggere questo libricino insieme ai figli. Perché l’educazione sessuale in Italia si deve fare in casa! 

Io l’ho creato quando Emily aveva 2 anni e gliel’ho letto allora, ma di come si fanno i bebè ne parlavamo da ben prima, perché per me se ne dovrebbe parlare con la stessa normalità e spontaneità con cui si parla della fotosintesi clorofilliana o si legge il piccolo bruco mai sazio. Vi ricordo che il 20% del ricavato di questa guida va a un’associazione che scegliamo noi: in questo caso abbiamo scelto Still I Rise, che è un’organizzazione non profit internazionale che offre educazione sicurezza e protezione a bambini profughi e vulnerabili.  

E se volete proprio esagerare e onorare questa giornata nazionale comprate la guida Storie Arcobaleno il cui ricavato va al 100% all’associaizione ILGA Europe per la difesa dei diritti della comunità LGBTQ+. Vi lascio tutti i link nelle note dell’episodio e come sembra vi aspetto nei commenti in maniera rispettosa, gentile e costruttiva su www.latela.com/podcast 

Vi ricordo come sempre che mi trovate anche su instagram come Lateladicarlottablog e Non mi rimane che augurarvi buona giornata, buona serata o buona notte a seconda di dove siete nel mondo. Ciao ciao.   

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«Educare con calma» è un bel principio di cui a me mancava solo un dettaglio: la calma. Questo podcast è un resoconto del mio viaggio interiore di genitore.