Preferiti dei bambini

Orecchini, anno del Serpente, espansione e inizi sbagliati

15 febbraio
12 risposte
Carlotta aveva voglia di condividere:

Team La Tela

Se anche per te gennaio non è stato il mese di inizio che speravi, magari troverai un po’ di (buffo e insolito) sollievo nel leggere questo.

Gli orecchini che mi hanno parlato

Gli orecchini hanno un significato importante per me: è l'unico gioiello che indosso e dal 2019 ne compro un paio in ogni Paese dove vado e ognuno racconta una storia.

Quest’anno, nella giungla del Belize, ho trovato un paio di serpenti dorati e mi hanno letteralmente parlato: «Questo è un anno di cambiamento, stai lasciando andare tanto – tra relazioni, visioni, versioni di te. Stai costruendo tanto – tra relazioni, visioni, versioni di te. Stai cambiando tante pelli», mi hanno detto. 

Li ho comprati. Avevano ragione.

Pochi anni, nella mia vita, sono stati così intensamente di rinascita come il 2025.

E pochi anni, nella mia vita, sono stati così intensamente di disagio come il 2025 – perché qualsiasi rinascita richiede disagio.

Gennaio era l’inizio sbagliato.

Ora, io non sono da tradizioni, lo sapete, non mi aspettavo davvero che l’anno nuovo portasse anche nuovi inizi.

E invece ti sorprendo con un pensiero un po’ buffo e insolito: era l’inizio sbagliato!

Ciò che stiamo aspettando è l’anno del Cavallo – forza, impeto, energia da spendere.

Insomma, il vero inizio è tra due giorni.

Non sono impazzita*, seguimi.

Poche settimane dopo aver comprato quegli orecchini mi sono ricordata che il 2025 era l’Anno del Serpente nel calendario cinese – fatica, cambiamento, energia spesa.

E sicuramente non me lo ha insegnato l’anno del Serpente, ma oserei dire che magari me lo ha ricordato: che cambiare pelle richiede energia e che quell’energia devi sottrarla ad altro.

Promemoria insoliti e spettatori di sé

Molti giorni, da quando ho questi orecchini, ho sentito il bisogno di metterli, come per ricordarmi che va bene sentirmi così, che sto cambiando pelle, che mi sto espandendo.

E sempre più spesso da quando i serpenti dorati mi fanno da promemoria, io mi fermo a farmi da spettatrice.

Sto. E osservo.

Osservo che a volte, nonostante le tecniche di respirazione e grounding nella mia cassetta degli attrezzi, la tensione nel petto non se ne va. Va bene: gli strumenti non li abbiamo affinché funzionino, li abbiamo affinché possiamo sentirci più competenti e consapevoli. 

«Ti sento, tensione. So che cosa significhi e va bene così. Puoi stare qui con me finché non fluisci».

Osservo che non ho voglia di yoga (anche se di solito mi regala serenità) e preferisco praticare il qui e ora con la consapevolezza emotiva – tornare ai sensi e al corpo nell’immobilità.

Osservo che il mio corpo al momento richiede un movimento diverso – una lunga camminata, una corsa perfino (sì, dopo 8 anni ho riniziato a correre perché ne avevo voglia!).

Osservo che a volte l’unico esercizio che sono disposta a fare è un massaggio al viso – muscoli diversi per obiettivi diversi.

Osservo che ricerco la calma, ma alcuni progetti che amo chiedono fermento, passi veloci e priorità mutevoli. E osservo che sono di nuovo disposta a seguire le farfalle nello stomaco.

Osservo che dico no al surf, perché non mi va di impararlo, ma mi diverte «correre le onde» vicino ai bimbi sulla body board.

Osservo che ricerco il piacere e il divertimento – anche tornando alla scrittura fine a se stessa, come in questo momento. E osservo che più li ricerco, più ritrovo, accanto a loro, anche energia, passione e visione.

Osservo che mi aspetto di vedere crollare il mio mondo emotivo di fronte alla prossima sfida, al prossimo piano che non va secondo i piani, al prossimo litigio, alla prossima fatica o tensione nel petto o PMS… e invece rimango lì, comoda nella scomodità, calma, consapevole, osservatrice passiva del mio pilota automatico.

E osservo, ancora uno volta, che l’inizio di tutta questa osservazione non è come l'inizio dell'arcobaleno, ma ha un posto ben preciso: la panchina del disagio. L'atto di rimanere seduta nel disagio con l’idea di osservarlo, non di eliminarlo, e con la consapevolezza che fluirà.

Anche tu speravi in un inizio 2026 diverso?

È un caso, certo – ci influenziamo, conversazione chiama conversazione – ma tante persone mi hanno parlato del 2025 come di un anno di profonda fatica. E tante persone, a gennaio, mi hanno detto che speravano un inizio diverso del 2026. 

Anche io, onestamente.

E invece mi sono ritrovata ancora con poca energia, con poca voglia di fare (allenamento o qualsiasi cosa), con fatica a concentrarmi, con un’energia bassa, simile a quella con cui ho chiuso l’anno.

Fino a un paio di settimane fa.

Ora, magari il lavoro di consapevolezza emotiva sta dando nuovi frutti. Magari sto sviluppando agilità emotiva. Magari mi sto espandendo. 

O magari è solo che doveva passare l’anno del Serpente.

E che stiamo finalmente entrando nell’anno del Cavallo.

Buon capodanno cinese a tutti e tutte voi.🧧

Dietro le quinte

Gli orecchini che hanno ispirato questo scritto.

Se leggi questo come primo mio intervento sul Forum, ti assicuro che non sei nel posto sbagliato e io non sono impazzita*: uno dei miei modi per ritornare a me è permettermi di scrivere senza uno scopo, senza insegnare, solo per il piacere di farlo e (a volte, poi) condividere. E La Tela è lo spazio sicuro in cui so di poterlo fare senza giudizio e (magari) regalando un sorriso.

Se ti va, raccontami che cosa ti ha suscitato questo scritto. Non c'è risposta giusta. 


* O forse sì, sono impazzita.

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Diana R.    24 febbraio

Il 2025 è stato difficile: mononucleosi, trasloco imprevisto, piccole grandi sfide, due familiari con situazioni di salute difficili, di cui una c'è stato lo sfogo proprio a fine 2025... Il 2026 non sembra più facile, ma in un certo senso il peggio è passato e sto ripartendo.

Annalisa    23 febbraio

ciao, grazie sempre per scegliere di condividere la fatica!!!

Qui l'anno è iniziato come sempre carica ed entusiasta con tanti desideri, sogni, progetti....ma poi, in queste settimane, mi vedo in grande affanno!!

I desideri si scontrano con la stanchezza della quotidianità molto intensa e con la frustrazione di non riuscire sempre a mettere bene le energie in quelle che sono le mie priorità come la qualità del tempo con i bambini e con mio marito.

In questo periodo mi risuona un tuo scritto Carlotta dove raccontavi di stare "camminando senza gioia", nonostante il grande impegno.

Mi chiedo e condivido la domanda che poi porterà, di nuovo, al post della montagna e su cosa stiamo lavorando..

Come fare a mollare, a lasciare andare di più, a non lasciare che la leggerezza e la "gioia" vengano schiacciate dal tutto? E per tutto non intendo "solamente" il lavoro, la scuola, le feste di compleanno, le chat dell'asilo e della primaria, le colle finite e da comprare, il cucinare sano etc etc magari quando anche il marito è in trasferta..

Mi chiedo più semplicemente come cambiare questo ritmo di pensiero e fisico (sicuramente in parte autoimposto) davvero elevato.

Mi chiedo anche se questa costante voglia di evolvere personalmente e come genitore, di "educare con calma e a lungo termine" e quindi il leggere, il mettersi in gioco, l'ascoltare i podcast..praticare la mindfulness e semplicemente imporsi di fare almeno un gioco con i bambini al giorno, in modo che abbia per me e per loro, più senso...non mi stia drenando di più..

e quindi ecco la domanda...cosa e come mollare questa voglia e bisogno di fare tutto con cura, quando arrivi a capire che è il ritmo di tutto ciò che fai ti ha mandato in affanno?

Quindi come cambiare la pelle con un ritmo che sia più allineato a te? A maggior ragione se ne sei attento e consapevole?

Grazie 💚



Carlotta    25 febbraio

Team La Tela

Penso che stasera in diretta con Francesca Deane parleremo di tanto di ciò che hai scritto 💜 Non sei sola!

Elisa    18 febbraio

Il tuo post mi ha colpito molto perché anche io ho fatto molto fatica nel 2025 e anche il mio inizio anno è stato faticoso, ma quest anno ho deciso che sarà diverso. Mi ascolterò di più e farò alcuni cambiamenti. Mi ha colpito molto la parte "ricerco il piacere e il divertimento ... e piu li ricerco piu ritrovo energia passione e visione". È una bella immagine per chi vuole capire in che direzione andare e come uscire dalla routine, cercherò di tenerla a mente. Grazie come sempre per condividere i tuoi pensieri e ispirarci ♥️

Emma S.    18 febbraio

Insegnante

Qui nemmeno vediamo l'ora di cavalcare questo nuovo inizio! Buon anno del cavallo!

Giulia    17 febbraio

Grazie Carlotta per aver dato voce a quello che sto provando in questo momento, per me lo scorso anno è stato veramente molto difficile e questo anno è partito ‘male’ ma ieri ho saputo che saremo entrati nell’anno del cavallo e oggi mi sento come scrivi tu, calma nel disagio e ti ringrazio di cuore per questo scritto so che non sono sola ne pazza. Ti abbraccio forte forte 

Valentina Lamonaca    16 febbraio

Ambassador

Ciao Carlotta,questo scritto è di una consapevolezza disarmante, essenzialmente tuo. L'ho trovato tanto autentico, vero e sbavato (nel vero senso di bello perché imperfetto perché ti riflette nel riconoscimento delle tue fatiche e per questo non meno interessanti).
Lo sento anche tanto vicino.
Anch'io ho iniziato il nuovo anno un po' arrancando e nonostante sia consapevole di stare continuando nella stessa maniera, sono anche consapevole che quelle farfalle nello stomaco voglio ascoltarle fino in fondo.
Sto vivendo dei cambiamenti lavorativi e personali importanti, nuove conoscenze, nuovi ambienti, nuove sfide ma sono felice di viverle. Ne avevo paura prima di iniziare ma oggi ne sono felice.
Ogni tanto mi fermo su quella panchina, attraverso la fatica e mi rialzo, più consapevole, più viva.
Pensavo di iniziare a praticare meditazione ma ho scoperto qualche giorno fa che andare in bici è bellissimo, ho pedalato con calma e pensavo di provare tanta fatica invece mi sono sorpresa a non sentirmi così stanca come mi aspettavo di essere.
P.s. i tuoi orecchini sono molto belli ed anch'io adoro gli orecchini. Sono un must di ogni posto che visito e sin da piccola mia madre mi ricorda ancora oggi che ogni posto nuovo doveva significare per me un paio di orecchini o un souvenir da indossare. Ne ho uno per ognuno.
Grazie per questo bellissimo post, ne avevo bisogno.

Stefania    16 febbraio

❤️ grazie Carlotta ❤️.. che bella l'immagine e il significato degli orecchini.. stare seduti sulla panchina del disagio è sempre lì la sfida 😅 anche per me questo anno non è iniziato come avrei voluto cone energia ecc ma va bene così, sono grata per tutto quello che ho/dei progressi che sto facendo e di poter essere qui con voi su La Tela ❤️grazie e buona giornata 

Karen Taranto    16 febbraio

Team esteso

Credo che forse sia stato l’anno del serpente anche per me e sto imparando anche io a rimanere in quel disagio senza fare troppo altro. Se questo che arriva è l’anno del cavallo sono pronta a spendere la mia energia, ma voglio farlo ricordandomi che anche per stare fermi nella fatica occorre energia e quindi non starò attenta a dove scegliere di investirla. 
Io non so nulla del calendario
Cinese ma dopo questi spunti mi è sorta una bella curiosità 🤭😂 andrò alla scoperta 😎 
Ti abbraccio ♥️
Karen

Sena    16 febbraio

Penso che mi piacerebbe un po' più di leggerezza di cuore e di spirito . Proverò a coltivarla o forse dovrò imparare a riconoscerla quando fa capolino. Grazie Carlotta. 

Valentina    15 febbraio

Venerdì scorso ho avuto un brutto scontro con il mio capo che dopo due giorni mi lascia ancora a tratti scossa a tratti furente. Leggendoti mi sono ricordata che c'è sempre un modo...e che accogliere questo disagio è il primo passo. GRAZIE!