Preferiti dei bambini

La paura di notte

19 novembre 2025
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Valentina cerca un consiglio:

Primo post

Ciao!
Scrivo per chiedere consigli, per non sentirmi sola, per capire se si può accendere una luce che illumini quello che magari io non riesco a vedere. 
Sono mamma di tre bambini (I. 5 anni fra un mese, G. 2 anni, T. 8 mesi). La nostra (parlo anche per mio marito) fatica è di sera/notte. Il sonno e, ancora di più, la voglia di stare un po' tra adulti si fanno sentire e siamo alla ricerca di un equilibrio nella routine che sembra continui a sfuggirci. 

Fino a qualche giorno fa io crollavo addormentata con i due figli più grandi nel lettone (a cui abbiamo aggiunto un lettino e un letto singolo, è diventato il nostro letto a 4 piazze!). Mio marito addormentava in braccio la più piccola e poi la portava addormentata da me e a quel punto io continuavo a dormire (se non si svegliava) e lui si occupava di rassettare la cucina.  
Visto che, facendo in questo modo, non ci rimaneva mai un momento per riuscire a stare tra noi, scambiare due parole o anche solo fare faccende di casa in tranquillità, abbiamo provato ad addormentare i due più grandi in cameretta. Per G di due anni, sembra procedere tutto bene. Per I di 5 anni sembra un calvario. L'addormentamento è abbastanza semplice, leggiamo dei libri, ci coccoliamo, ci sintonizziamo e il sonno arriva anche abbastanza in fretta. Ma durante la notte ci chiama urlando e gridando di paura, come se qualcuno la stesse rincorrendo. A quel punto la accompagniamo nel lettone e passa con noi il resto della notte. 

Quello che non capisco se sto "gestendo" bene è questa paura. Non so da dove arrivi, lei non riesce a parlarmene: tutte le volte che cerco di capirne di più chiedendole di spiegarmi meglio cosa sente e perché, non riesce a farlo e taglia corto dicendo che ha paura del buio e di stare sola. Avevamo fatto già diversi tentativi di farla dormire in cameretta o anche solo nel letto singolo attaccato al nostro, ma ogni notte si svegliava 3 o 4 volte trafelata e chiedendomi il contatto e, con altri due piccoli e i loro risvegli, la qualità del nostro sonno continua a peggiorare. 
Capisco che per lei, che per noi è LA GRANDE, ma che è ancora così piccola, questi anni di cambiamenti e fratelli in arrivo sono proprio una continua "palestra di vita" e vorrei tanto aiutarla e accompagnarla a superare questa fatica insieme. 
Vorrei tanto avere più braccia per stringerla forte e non farle sentire quella "paura di stare sola" che magari, o forse certamente, sente anche durante il giorno, quando le nostre braccia sono occupate dai fratelli. 

Grazie 

Valentina 

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Carlotta    27 nov 2025

Team La Tela

Ciao Valentina,

Prima di tutto, ti abbraccio. Questo messaggio racconta tutta la tua sensibilità, tutto il tuo vedere tua figlia: una bambina che si sente vista così, anche nei momenti di fatica… sta crescendo a lungo termine.

Quello che descrivi non è un fallimento educativo. A me sembra «solo» pura paura

Se una bambina di 5 anni potesse gestire da sola quella paura, lo farebbe.

Te lo dico da madre che vive ancora questa situazione con suo figlio: Oliver ha spesso ancora paura di addormentarsi e richiede la nostra presenza (a 10 anni!). Spesso mi chiedo se stiamo sbagliando qualcosa, ma la verità la conosco bene e mi aggrappo a quella: se sapesse farlo, lo farebbe. Questo per me è come un mantra (e nonostante lo sappia, non significa che riesca sempre a gestire bene quel momento notturno, specialmente quando sono stanchissima).

Credo sia naturale cercare la causa della paura, ma spesso non c’è un’unica causa.

A 5 anni si è «i grandi» solo per il mondo esterno (soprattutto per chi ha fratelli e sorelle piccole)… ma dentro si è ancora piccolissimi. E proprio come le grandi fasi evolutive (come anche a 10 anni), i 6 anni a cui si sta approcciando tua figlia sono anni di sviluppo emotivo enorme: cambiamenti, fratelli, bisogni condivisi con altri bambini in casa… tutto questo è una palestra immensa. Di giorno si «regge», ma di notte arrivano tutte le emozioni non elaborate. E il corpo cerca il contatto – voi siete il posto sicuro più veloce da raggiungere.

Ti invito a guardare i fatti che hai scritto:

  • si addormenta serenamente con voi: questo significa che si sente sicura con voi
  • di notte vi chiama: significa che sa che risponderete
  • nel lettone si riaddormenta: significa che il contatto funziona

Non c’è niente di rotto.

Il cervello umano impiega anni, decenni!, a maturare la capacità di autoregolarsi davvero. La dipendenza dal contatto non significa immaturità: significa fiducia. Il fatto che tua figlia venga da voi non è un segnale che «non ce la farà mai da sola»: è il segnale che ci arriverà con i suoi tempi e proprio per questo, con sicurezza. Perché quello che oggi riceve come regolazione esterna, un giorno diventerà regolazione interna.

Di nuovo: se sapesse farlo, lo farebbe.

Ps. Se voi siete esausti, anche questa parte conta molto. Quello che mi verrebbe spontaneo dirti è: in questo momento di vita, se lasciarla dormire con voi è la cosa che permette a tutti di dormire… allora non è una «scorciatoia». È la strategia più intelligente per la vostra famiglia. Questa fase emotiva scemerà e allora avrete la forza di fare piccoli passi di autonomia notturna. E allora quello che lei ricorderà non è che è riuscita a dormire da sola (quello chiunque ci arriva prima o poi!) ma che non l’avete lasciata sola mentre imparava ad arrivarci.

Questo è ciò che sento di risponderti qui, senza entrare in quello che potete fare o come potete farlo: ci tenevo solo a prendermi cura del tuo sistema nervoso in questo momento. Se vuoi il parere di una professionista del sonno della famiglia ti invito a richiedere un 1a1 con  Chiara Baiguini : hai già provato questo servizio?