Senso di colpa
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Buonasera a tutti 🙏🏻 sono mamma di un bambino di 3 anni e mezzo e di una bambina di quasi 3 mesi che ho sempre in braccio (cosa che mi piace tantissimo e che ho sempre fatto anche con il primo). Ma come si fa a mandare via questo costante senso di colpa nei confronti del più grande quando non riesco a soddisfare i suoi bisogni/desideri (Es giocare a qualcosa e in quel momento non riuscire perché ho bimba in braccio che dorme)?
Team La Tela
Ciao Giorgia, quello che stai vivendo è qualcosa che accomuna tante mamme alla seconda esperienza, soprattutto nei primi mesi di vita del secondo bimbo: quanta fatica, spesso vorremmo essere al 100% per entrambi ma ovviamente non si può. 💜
Io me lo ricordo ancora bene quel senso di colpa lì, anche se sono passati tanti anni e col tempo ho capito che era una fase abbastanza «inevitabile».
Quel senso di colpa che provi non è un errore (e anzi, di solito più proviamo a mandarlo via più lui bussa alla nostra porta), è un segnale: parla del tuo desiderio autentico di esserci, di accogliere tuo figlio e di non farlo sentire messo da parte. È una sensazione scomoda, ma come ci ricorda spesso Carlotta, è stando nella scomodità che a volte nascono le nostre trasformazioni più positive!
E poi – è una verità a volte difficile da accettare, ma che può alleggerire – non possiamo essere tutto per tutti, sempre. Questo non è un fallimento, è la vita, ed è anche così che i nostri figli imparano che l’amore non svanisce solo perché le nostre attenzioni non sono costanti. Il tuo bambino grande non ha bisogno di una mamma sempre disponibile (anche se in questo momento hai questa percezione, perché è piccolo e naturalmente la sua richiesta di te è alta), ma di una mamma autentica. Di una mamma che a volte dice «adesso non posso», ma poi torna.
Un piccolo gesto concreto che ti può aiutare è provare a creare un piccolo rituale tutto vostro, anche solo dieci minuti al giorno. Un gioco, una lettura, uno snack speciale sul divano. Il messaggio implicito sarà: «Questo tempo è solo per noi». A volte, sono proprio i momenti brevi ma intenzionali a costruire il senso profondo di connessione.
Oppure, quello che spesso cercavo di fare io era trovare alternative: se ad esempio mio figlio più grande mi chiedeva di sedermi per terra con lui a fare un puzzle e io stavo allattando la neonata, gli proponevo di portare i pezzi sul divano insieme a un vassoio portatile per la colazione che avevamo in casa, e così potevo giocare con lui (mettevo giusto un pezzo ogni tanto, ma era un compromesso che creava connessione).
E infine (ma non meno importante!), non dimenticarti di te. Trattati con la stessa dolcezza con cui tratteresti un’amica cara, perché stai facendo qualcosa di immenso: accompagnare due bambini, in due fasi diverse, cercando di essere una presenza solida, anche quando ti senti divisa.
Ci sono alcune lezioni nel Percorso che potrebbero aiutarti a gestire la sensazione di scomodità che senti in questa fase, te le lascio qui:
Grazie Rosalba, le tue parole mi hanno commossa tanto. Hai proprio ragione.
Spesso non mi rendo conto di quanto faccio e vorrei fare sempre di più 🥲
Grazie per il tuo tempo, le tue parole, i tuoi consigli 🥹❤️