Educazione al consenso
Primo post
Ciao a tutti 😊 ho pensato di condividere qua sul forum una situazione che mi sta dando da fare e riflettere in questo periodo. Premetto che tengo molto all’educazione al consenso, quindi vivo l’invasione da parte di estranei sia nei miei confronti che nei confronti di mia figlia con grande fastidio. Io e mio marito stiamo trascorrendo un periodo in Cina.
Qui le persone sono molto attratte dagli europei e tutti i giorni ci fermano svariate volte per esprimere il loro apprezzamento verso mia figlia (di quasi 2 anni). Fino a qua tutto ok, tuttavia spesso si sentono liberi di toccarla oppure scattarle foto (ciò succede almeno 2-3 volte al giorno) senza ovviamente chiedere il permesso. Mia figlia esprime disagio quando qualcuno di estraneo la vuole toccare e indietreggia.
Abbiamo già letto tante volte il libricino “il corpo è mio” e sa che quando qualcosa non le sta bene, può mettere la mano davanti e dire “stop”. Tuttavia per il momento non lo fa ancora e quindi io mi sento in dovere di farle da interprete. Mi sono resa conto che ciò condiziona il mio desiderio di lasciarla camminare in libertà e spesso mi ritrovo ad accelerare il spasso per starle vicino quando arriva una persona (attualmente è più lei che corre da me quando ci viene incontro una persona), oppure ad essere sempre in uno stato di allerta per essere pronta ad andare dall’interessato e chiedergli per favore di non fare foto.
Condivido questa fatica con voi per sapere se qualcuno ha vissuto un’esperienza simile, se eventualmente ha messo in atto una strategia o dei copioni o se vi vengono in mente altri suggerimenti. Mi piacerebbe trovare un equilibrio per non trasmettere a mia figlia la paura verso persone estranee. Vi ringrazio di cuore.♥️
Team La Tela
Ciao Keoma, io credo che tu sia proprio su una strada efficace: il dialogo con la tua bimba su questo tema + farle da interprete adesso che ancora è piccina per usare i suoi copioni sono un mix equilibrato (e sono certa che tra non molto lei inizierà anche ad usarli da sola).
Immagino e capisco il tuo disagio però, ed è molto bello che una delle priorità che hai messo nel «piatto» sia anche di provare a mantenere la calma e scegliere la tua reazione per gestire comunque con serenità il rapporto con gli estranei. Mettendomi nei tuoi panni, forse io proverei ad aspettare giusto qualche attimo in più e lasciare fare a lei (proprio perché appunto sa già manifestare il suo disagio venendo da te, se qualcuno si avvicina), e quando necessario userei copioni semplici e ripetibili, da dire con calma e gentilezza ma in modo fermo (come ad esempio: «No foto / Non toccarla, per favore»). Può bastare uno sguardo gentile ma deciso, accompagnato da un gesto con la mano: più il tuo atteggiamento è calmo, più sarà rassicurante per lei.
Non so se hai già avuto modo di vedere/ascoltare questi contenuti, ma c'è un reel proprio su questo tema (a Oliver e Emily succede spesso da quando sono in viaggio) e potrebbe darti spunti utili anche il podcast su rispettare il no che è uscito un paio di settimane fa 💜:
Ciao Rosalba 😊
grazie mille per la tua preziosissima risposta che è assolutamente in linea con la strada che ho deciso di seguire dopo aver parlato anche con un’altra mamma. Ho notato un grande cambiamento dopo avere lavorato sulla mia reazione: ora la lascio libera di camminare, non mi precipito immediatamente se una persona arriva dalla direzione opposta ma cerco di rimanere rilassata. Lei non corre più subito da me, rimane guardinga nei confronti della persona che le viene incontro e poi procede. Se qualcuno allunga la mano le ricordo che se non le fa piacere può dire STOP (faccio il gesto con la mano tesa in avanti). In questo modo agisco più indirettamente, non agisco al suo posto e lei ha l’opportunità di imparare con il tempo a farlo da sola. Solo nel caso in cui la situazione è “fuori controllo” allora intervengo in prima persona.
Ho voluto scrivere questo aggiornamento perché potrebbe essere d’aiuto anche ad altri genitori che si trovano in questa situazione. 😊👋🏻