Crisi se non vince
Ho un dubbio sull'approccio da tenere con mio figlio che vuole sempre vincere al gioco (ha 5 anni compiuti da poco). Una partita a bigliardino, una gara o qualsiasi altri gioco. Devo lasciarlo vincere? Io prima, effettivamente, lo lasciavo vincere, pensando fosse una fase. Ultimamente, invece, sto gradualmente adottando l'approccio di alternare vincite e perdite (nella mia testa penso di prepararlo piano piano) e quando si dispera, cerco di stargli vicino come nelle altre crisi di rabbia. Sto sbagliando? Dovrei lasciarlo vincere e aspettare che sia pronto? Grazie sin d'ora per i vostri preziosi suggerimenti
Ciao Michela!
Che argomento interessante.
Anche qui mia figlia di quasi 5 anni ha lo stesso atteggiamento, e non è per nulla facile (e ha pure un fratello che, al contrario, cede molto)!
I giochi collaborativi aiutano , in effetti. Secondo me anche giochi brevi, che si possono ripetere velocemente, con vincite quasi casuali mi verrebbe da dire (tipo il coccodrillo della haba, da premere i denti).
E in ultimo, ingrediente più importante, la nostra pazienza, calma e comprensione :-D Questo indispensabile, ma non sempre scontato eheh!
Marti
Ciao Michela! Secondo me è importante lasciare che perdano, la delusione, rabbia sono emozioni valide che possono affrontare. Mi viene da suggerirti, perché non sfruttare qualche gioco di società cooperativo (si vince o si perde tutti) per allenarsi insieme? Se sei interessata posso darti qualche titolo di gioco di società in base all’età, gusti e esperienza di tuo figlio!
Marta
Ciao Marta. Questo del gioco di gruppo è effettivamente una strategia a cui non avevo pensato.
Sicuramente la proverò quanto prima.
Sono arrivata anch’io alla stessa conclusione che bisogna insegnare a gestire la frustrazione, anche lasciandolo perdere. Ho iniziato a farlo e in effetti ho notato qualche miglioramento. Grazie mille
Insegnante
Ciao Michela,
accade nel gioco in generale? Mentre gioca con adulti o pari? Anche in altri contesti come la scuola? A scuola con i miei alunni proponiamo spesso giochi tra i bimbi del gruppo di 5 anni per allenarli anche nell'imparare a tollerare la frustrazione. Il nostro motto è "vincere è facile, perdere è difficile" spiegando loro che non sempre si vince, non sempre si perde...si gioca per divertirsi ed imparare anche a "perdere".
Ciao Eufemia. Diciamo che accade nel gioco in generale, sia con gli adulti che con i suoi pari. È nella fase in cui tutto è una gara e forse lo sbaglio è stato anche nostro che sfruttando questa competizione, l’abbiamo usata per incentivalo a prepararsi la mattina (tipo, facciamo una gara a chi si prepara prima?). In quei casi lo lasciavamo vincere e probabilmente abbiamo creato noi stessi il problema. Comunque, ne abbiamo preso consapevolezza e adesso stiamo piano piano cambiando strategia e, spesso, alterno sconfitte e vittorie e ho notato che ci sono stati miglioramenti.
Grazie per il tuo suggerimento, proverò anch’io ad usare il vostro motto
Ciao Michela,
la mia figlia grande ha sei anni e mezzo. Ricordo che un annetto fa, ogni gioco in casa era soggetto alla diatriba della vittoria, altrimenti iniziava la tragedia.
Addirittura quando guardavamo un reality come Bake Off, se usciva la sua preferita (che secondo lei avrebbe dovuto vincere), andava in crisi.
Nota di colore: ahimè Lei sceglieva sempre i concorrenti più scarsi.
All'inizio, come te, reputavo più semplice (per me) lasciarla vincere ma poi ho deciso di affrontare la questione, con queste argomentazioni:
- Capisco che vincere ti faccia sentire forte e allegra, però può capitare che altre persone siano più brave di te in un gioco o in un'occasione. (comprensione + realismo)
- Devo confessarti che non mi piace tanto giocare con persone che non accettano la possibilità di perdere, quindi mi prendo una piccola pausa. (manifestazione delle mie emozioni)
- Ci sono tanti atleti professionisti che a volte vincono e a volte perdono (con esempi sugli sport che preferiva): l'importante è impegnarsi al massimo e, soprattutto, divertirsi, anche se capisco che perdere può farti un po' arrabbiare e renderti triste. (parallelismo con una realtà a lei nota + comprensione)
Tutto questo non si pone quando giochiamo a Memory, perchè perdo sempre e con facilità 😀
Non so se siano state queste argomentazioni o un fisiologico sviluppo di mia figlia, ma oggi vive meglio la sconfitta.
Un abbraccio,
Luca
Grazie per il tuo prezioso consiglio. Inizierò ad affrontare l'argomento con mio figlio, sperando che questo, piano piano, lo aiuti.
Un abbraccio anche a voi