Preferiti dei bambini

Sessualità e consenso: un episodio difficile con mia figlia

11 aprile 2025
37 risposte
Milena Florez aveva voglia di condividere:

Team La Tela

Ciao telisti e teliste, una delle mamme della comunità ci ha informati che avrebbe voluto condividere il suo messaggio in forma anonima per preservare la privacy della sua bambina, quindi le ho proposto di pubblicare io il suo messaggio.

Si tratta di una condivisione al tempo stesso difficile e importante, che può essere utile a tante famiglie della comunità, perché è un buon promemoria per:

  • Ricordarci quanto sia importante non sottovalutare l'educazione sessuale.
  • Immaginare la nostra reazione e provare a scegliere quella più efficace in un contesto come questo o simili (non è affatto piacevole fare questo sforzo di immaginazione, ma come dice spesso Carlotta, la preparazione è la chiave di volta – anche per noi genitori).

Vi invito a offrire il supporto e l’ascolto attivo di cui ha bisogno questa mamma, e a rispondere con gentilezza ed empatia. Grazie! 💜

Care Teliste e cari Telisti,

condivido un’esperienza delicata vissuta con mia figlia di 3 anni e mezzo, sperando possa offrire spunti di riflessione. Scrivo in forma anonima per tutelarla, ma se qualcuno desidera parlare con me, può scriverlo nei commenti e vi contatterò in privato.

Chiedo, se vorrete commentare, di rivolgere empatia e delicatezza non solo a noi, ma anche all'altra famiglia coinvolta: in alcune situazioni è facile cadere nella logica vittima/colpevole, ma credo che sia più valido ed efficace scegliere di dare il beneficio del dubbio e sostenere entrambe le parti. 

Il contesto: Siamo una famiglia di due, composta da me e mia figlia. Crescerla con rispetto e ascolto è il mio obiettivo, anche se a volte mi sento stanca e inadeguata. In questo percorso mi sono costruita una rete di supporto di cui fanno parte altre mamme, con cui condivido cura e responsabilità, e di cui fa parte La Tela, che seguo da quando mia figlia è nata.

Cosa è successo: Qualche settimana fa, durante il tragitto verso la scuola, mia figlia mi dice: «Mamma, mi spieghi perché è successo? Non capisco… l'altro giorno un fratello grande mi ha messo il suo pisellino in bocca.. perché l'ha fatto?». Mi si è ghiacciato il sangue nelle vene ma ho cercato prima di tutto di capire meglio, senza indurre io stessa un trauma con una reazione troppo emotiva. Ho fatto un po' di domande: dove è successo? Conosci questo bimbo? Hai detto di no? Ti sei difesa? Lo hai detto all'adulto di riferimento?

Qualche giorno prima era stata il pomeriggio a casa della nonna del suo migliore amico (avevamo avuto la gastroenterite quella settimana e avevo chiesto alla mia amica di tenerla per fare lavatrici e pulire casa, lei mi aveva detto che sarebbero andati dalla nonna – che conosco) e oltre a lei e il suo amico con il fratellino c'erano anche alcuni cuginetti, tutti bambini sotto i 5 anni. Poi sul tardi è arrivato anche il cugino più grande, di 12 anni. Che si è trovato un minuto da solo con mia figlia e ha fatto questa cosa. Lei ha detto di no, ha tirato graffi e calci. Non ha detto niente alla nonna del suo amico «perché sennò era triste».

Io ho cercato di restare lucida, l’ho ascoltata, ho informato le insegnanti, parlato con la mia amica, consultato una psicoterapeuta esperta in ambito infantile e l’assistente sociale. Ho scelto un approccio di ascolto e osservazione, senza proiettare su di lei il mio stesso dolore. I professionisti con cui ho parlato mi hanno rassicurata: per quanto fosse un episodio grave, la mia bimba probabilmente l'aveva vista come una cosa invadente, sbagliata, ma più simile ad una colluttazione che ad un qualche evento nella sfera sessuale. Ciò che serviva era una chiusura simbolica: un momento di scuse da parte del ragazzino, per restituirle senso e confini.

La famiglia del bambino ha reagito con attenzione, rispetto e disponibilità. Non hanno messo in dubbio il racconto di mia figlia, si sono preoccupati per entrambi i bambini e hanno avviato un percorso di supporto psicologico per il figlio. Abbiamo poi organizzato un incontro in cui il bambino ha chiesto scusa. Mia figlia si è preparata indossando la felpa di Batman «per sentirsi forte». Dopo qualche giorno di instabilità emotiva, ha ritrovato il suo equilibrio. Abbiamo continuato a parlare, e ha rielaborato l’esperienza.

Le mie emozioni: All’inizio ho agito in modalità emergenza. Poi sono crollata. Mi sono sentita sola, arrabbiata, in colpa. Ho pensato di non essere riuscita a proteggerla. Mi sono chiesta cosa avessi sbagliato, se forse fosse stato un errore chiedere aiuto per sistemare casa e pulire. Non ho sbagliato, non c'è niente di più normale per me di cercare aiuto, di condividere con amiche e colleghe mamme. Ho anche avuto paura di perdere un'amica perché le emozioni sono state tante e se fossimo state meno ben disposte entrambe, se fossimo andate in protezione, avremmo sicuramente trovato il momento per litigare.

Ma mi sono anche accorta che il lavoro fatto negli anni ha dato frutti: lei si è fidata, ha parlato, ha riconosciuto i suoi confini. Questo mi ha dato forza e consapevolezza. A marzo mi ha fatto molto bene leggere su La tela i contenuti sul tema della rabbia, mi sono guardata dentro e ho cercato di riportarmi alla calma, al non giudizio e alla compassione anche per me stessa. Abbiamo poi passato due settimane con i miei genitori, mi sono fatta dare una mano, nella gestione del quotidiano, e ho defaticato un po'. Ora sto meglio ma ancora sulla via del riequilibrio, sono ancora un po' delicatina 😬

Il suo racconto immediato mi ha confermato che il nostro legame è saldo e che il lavoro sull’ascolto e sul consenso sta dando risultati. Abbiamo anche parlato dell'importanza di raccontare sempre tutto agli adulti di riferimento, anche quando si ha paura di farli stare male. Le ho spiegato che anche se la nonna del suo amico si fosse intristita, quella tristezza sarebbe stata della nonna e non sua responsabilità. 

Penso che non dimenticherà l’evento, ma spero che ricorderà come lo abbiamo affrontato: insieme, con amore e rispetto. Spero che la sua innocenza si mantenga anche attraverso questa esperienza e che non ne conservi una ferita. Penso di poter solo sperare. Ahimè, non ne ho il controllo. Ma posso continuare a darle gli strumenti per affrontare episodi difficili e per chiedere aiuto se ne avrà bisogno in futuro. Posso prepararla alla vita, e penso sia questo il senso della genitorialità. Non posso proteggerla da tutto, ma posso aiutarla a sviluppare gli strumenti per affrontare la vita.

L'altro bambino: Io continuo a chiamarlo bimbo, non riesco a vederlo in altro modo. Tante delle persone con cui ho parlato di questa situazione si sono molto indignate di fronte a quello che è successo e mi hanno detto che avrebbero reagito con rabbia e che come primo istinto lo avrebbero preso a schiaffi. Io come prima cosa mi sono spaventata. Ho pensato subito che a 12 anni se fai una cosa de genere, in qualche modo ne hai avuto esperienza, diretta o indiretta che sia. Ho chiesto ai suoi genitori di accompagnarlo in questo percorso senza colpevolizzarlo, ma con responsabilità e cura. Spero che possa ricevere il supporto di cui ha bisogno per crescere in modo sano e consapevole.

L’altra mamma: Con l'altra mamma, che è la cognata della mia amica, non è stato facilissimo rapportarsi perché le emozioni erano tante e perché non ci conoscevamo tantissimo. Lei si è sconvolta e disperata. Mi ha fatto tenerezza, perché si è vergognata. E nella vergogna non penso abbia parlato di questa cosa a amici o parenti, penso che abbiano affrontato la cosa in famiglia, lei e il marito, cosa che capisco da una parte, dall'altra invece penso che a volte il sostegno degli altri sia fondamentale. Soprattutto quando si ha paura di essere giudicati, è importante avere qualcuno che possa mostrare empatia. È per questo che vi chiedo, se potete, di commentare mostrando empatia per lei, per loro.

Io spero tanto che riescano a cogliere questa come un'occasione per risolvere una questione che magari si sarebbe comunque presentata, magari in un altro contesto e con altre famiglie. Spero che possano cogliere l'occasione di guidare alla sessualità i loro bimbi in modo sano e consapevole.

E infine spero che in qualche modo questa condivisione possa portare consapevolezza, spunti di riflessione, empatia per chi ha letto. E vi confermo, per la mia esperienza, che anche se non ne siete sicuri, se a volte sembra che sia tutto troppo difficile, state facendo un ottimo lavoro approcciandovi ai vostri bimbi con gentilezza e rispetto perché i frutti, quando più sarà necessario, li raccoglierete. Come è successo a me.

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Sabrina    16 giu 2025

Insegnante

Ciao mi sono scese le lacrime a sentire questa storia perché io ci sono passata in prima persona. È la prima volta che lo dico su una piattaforma ma qua mi sento sicura di poterne parlare. 
Ero molto piccola e non riesco a ricordarmi l’età. Ma io non avevo detto nulla e quindi nessuno mi ha potuto aiutare. Quindi sono felice che la tua bambina ti abbia parlato e che sei intervenuta con l’aiuto di professionisti perché questo farà la differenza quando diventerà grande. Io avrei voluto un aiuto così ma purtroppo non ho saputo chiedere aiuto. Un abbraccio con il cuore. 

Francesca    16 giu 2025

 Ciao Sabrina. Ti capisco perfettamente. 😟
💜

Rosalba    17 giu 2025

Team La Tela

💜🫂

Raffaella    7 mag 2025

Insegnante

Grazie mille per questa condivisione. 
Si capisce dalle tue parole che hai fatto e stai facendo un grande lavoro su di te. Brava, sappiamo che non e' facile ed e' confortante, anche in una situazione difficile come questa, poter constatare che il lavor da i suoi frutti. 

Ha dato i suoi frutti nella consapevolezza di tua figlia e nell'evidente fiducia in te che hai saputo costruire in questi 3 anni. 
Ha dato i suoi frutti nella tua capacita' di affrontare la situazione nell'immediato con calma e lucidita'. Come hanno detto altri, se le emozioni forti (che sicuramente hai avvertito) avessero preso il sopravvento, avrebbero offucscato la tua capacita' di fare i passi necessari. 
Ti stimo molto per come hai gestito la situazione, anche nel "dopo emergenza". Ti sei presa cura di te, hai chiesto aiuto e sei stata compassionevole con te stessa. Spero che tu ti senta molto orgogliosa di te stessa, perche' hai affrontato la situazione con grande maturita' emotiva. Hai aiutato tua figlia a sentirsi degna di rispetto, a continuare a fidarsi di te e del suo istinto, e a sviluppare strumenti per elaborare questa situazione (o altre simili in futuro). 

E' positivo che la famiglia del ragazzo si sia comportata come si e' comportata, credendo a tua figlia e rivolgendosi a un professionista. Spero che il percorso sia efficace e compassionevole e che coinvolga i genitori. Immagino che forse non avessero dedicato molta attenzione all'educatione sessuale ed emotiva del filglio, e lo dico in maniera non giudicante. Posso pensare a diversi motivi per cui alcuni genitori non affrontino questo aspetto con i propri filgi - magari pensano sia troppo presto; non hanno gli strumenti; pensano che lo facciano a scuola, etc.. Quindi spero vivamente che vengano supportati e che vengano forniti loro gli strumenti per continuare un percorso di educazione emotiva e sessuale con loro figlio, senza giudicarlo, ma supportandolo a diventare un uomo rispettoso e maturo. 

La tua condivisione mi ha fatto riaffiorare alla mente un episodio della mia infanzia (meno grave), che mia mamma a suo tempo gesti' come poteva, proteggendoci da ulteriori interazioni con quel bambino (con cui giocavamo spesso). Legegndo la tua storia, penso che forse un episodio di chiusura con delle scuse, come avete fatto voi, avrebbe aiutato tutti ad elaborare meglio la situazione. 

Un'ultima riflessione (scusate, nemmeno io ho il dono della sintesi 😅) la faccio da mamma di un bimbo maschio. Spesso temo di non stare facendo abbastanza, e quando lui non rispetta limiti del mio corpo anche molto basilari, sento la rabbia scattare dentro di me. La tua storia mi e' di ispirazione per continuare a fare il lavoro su di me e con lui, per far si che ci siano sempre piu' maschi che sanno riconoscere, rispettare e far rispettare i confini  altrui con gentilezza e fermezza. Come genitori abbiamo il privilegio di poter fare meglio. Soprattutto in questo ambito, i miei genitori non avevano strumenti e di conseguenza io ne ho pochi. Fortunatamente abbiamo a disposizione tante risorse al giorno d'oggi per imparare e fare meglio - non ultime le risorse de LaTela, che mi accompagnano in questo percorso. 

Un abbraccio forte

Francesca    3 mag 2025

grazie per questa condivisione così preziosa. mi viene veramente difficile immedesimarmi senza provare sentimenti che offuscano quella capacità lucida che hai avuto invece tu di togliere le emozioni istintive di rabbia indignazione e chissà quanto altro , per concentrarti non solo sulla vostra famiglia ma trovando anche il tempo di provare empatia per l'altra famiglia. Grazie perché ora sei diventata un esempio e se a qualcuna capiterà un qualcosa di simile, nel buio troveremo la luce di questa esperienza che ci hai generosamente donato. Siamo anche noi una famiglia di due, se vuoi fare due chiacchiere scrivimi pure. Ultima cosa, e tu, dopo tutto questo, ti sei abbracciata? ti sei riconosciuta il lavoro meraviglioso che hai fatto? spero proprio di sì. 🫂

Francesca Romana    1 mag 2025

Grazie per aver condiviso tutto questo con noi! É un esempio prezioso di coraggio, empatia, forza e stabilità che mi ha lasciata senza parole e con tanta speranza!❤️

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Federica    1 mag 2025

Insegnante

Cara mamma, posso solo ringraziarti per questa tua preziosa condivisione.
Leggendo la tua storia mi sono chiesta se avrei saputo reagire con altrettanta calma ed empatia o se mi sarei fatta prendere dall'istinto di protezione e quindi anche dalla rabbia.
Per quanto vale spero davvero che questo tuo gesto prezioso di accoglienza e comprensione possa servire al bambino e all'altra famiglia come possibile via per il futuro e per accogliere ciò che il percorso che dovranno fare porterà.
Il lavoro che hai fatto e che fai con tua figlia si capisce e penso che la dimostrazione più grande sia proprio il fatto che te lo abbia raccontato senza timore e che poi si sia sentita accompagnata e difesa, con gentilezza, nel suo piccolo percorso di chiusura.
Ciò che mi viene da chiedermi per l'altro bambino invece è da dove sia nato questo gesto, forse non ha avuto la fortuna di avere un'educazione sessuale corretta ed è incappato in qualche contenuto non adatto o, peggio ancora, ha sperimentato in prima persona violenza e non ha mai avuto il coraggio di raccontarlo a nessuno. Mi auguro davvero che quanto successo, seppur molto spiacevole, sia servito anche a lui e alla sua famiglia per prendere consapevolezza di una difficoltà che probabilmente c'era già ma di cui nessuno si era accorto.
Probabilmente la tua piccola con gli anni non si ricorderà di questo episodio ma ora sa , più di prima, che può contare sulla sua mamma in caso di bisogno e penso che sia la cosa più importante. Ti abbraccio e ti ringrazio per avermi permesso di interrogarmi ancora una volta sulle mie emozioni e i miei vissuti

Francesca    27 apr 2025

 complimenti per come hai gestito la situazione, ma soprattutto per il legame di fiducia che hai creato con la tua bimba. In bocca al lupo. 💜

Elisa    26 apr 2025

Se mai mi capitasse di trovarmi in una situazione simile vorrei essere in grado di reagire come hai fatto tu.
La tua bimba è fortunata e lo sono state anche le persone che hanno fatto parte in qualche modo di questa vicenda. Perché anche se in una situazione difficilissima, gli hai mostrato la via dell'empatia, della comprensione e della volontà di trovare una soluzione e non un colpevole. Complimenti e un forte abbraccio.

Miriam Bet    24 apr 2025

Grazie infinite per questa PREZIOSA condivisione. Deve essere stato difficile riuscire a rimanere ben piantata in terra e comunicare con empatia e apertura quello che era accaduto agli adulti di riferimento e allo stesso tempo aiutare tua figlia a rielaborare tutto ciò....grazie ancora perché sei riuscita anche a trasmetterci i tuoi sentimenti e le tue difficoltà ma anche ciò che sei riuscita a portare con te di positivo in questa difficilissima situazione. 

Paola Cavallero    22 apr 2025

Ambassador

Grazie per questa preziosissima condivisione. 💜

Francesca R.    21 apr 2025

Grazie davvero d cuore per la tua condivisione e per aver mostrato che una via diversa dalla negazione e’ possibile, fino ad ora in casi simili ho più che altro visto famiglie negare l ‘evento, fare finta d niente, dire che la bambina mentiva o cercato d ignorare la
Situazione, purtroppo finora questa e’ la reazione che ho riscontrato più frequentemente nei genitori e quando qualcosa del genere si palesa per genitori e insegnanti minimizzare e dire che i bambini inventano e mentono e’ la reazione più frequente per mettere tutto a tacere il prima possibile, per cui grazie d cuore per avere mostrato che esistono adulti e famiglie disposte a gestire le
Cose in modo consapevole e presente, un esempio meraviglioso di speranza e cambiamento 🙏🏽

Cristina B.    20 apr 2025

Grazie Mille x la tua condivisione.. È stata proprio preziosa...Mi dispiace x quello che vi é successo.. 6 stata veramente super nel riuscire a rimanere calma e a gestire il tutto senza farti sopraffare dalle emozioni.. Grazie infinite..un abbraccio 

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Valentina    17 apr 2025

Insegnante

Tantissima gratitudine per la tua condivisione, così delicata e preziosa.

Giorgia M.    14 apr 2025

Carissima, ti ammiro molto, fa bene al cuore leggere che qualcuno riesce a raccogliere i frutti dell'educazione gentile che in questo caso è servita sia nei confronti dei bambini sia nei confronti degli adulti (genitori del 12enne) una reazione diversa dalla tua avrebbe messo tutti sulla difensiva. Davvero complimenti, mi piacerebbe rapportarmi nel quotidiano con persone determinate come te, invece ci si sente un po' soli. 
L'episodio ferisce il cuore, pensandomi mamma di entrambi i bimbi. 
Un abbraccio e ancora tanta ammirazione. 

Michela    13 apr 2025

La mia prima reazione è stata: “Wow!”
Complimenti per come hai affrontato la situazione e per come sei riuscita a restare “lucida”, coinvolgendo nel giusto modo le varie persone e i professionisti!
Mi ha fatto emozionare il modo in cui la tua bimba ti ha parlato, frutto del tuo grande lavoro ❤️ .

Sinceramente, mi si è stretto un po’ il cuore a pensare a quel ragazzino che a 12 anni ha pensato di chiedere/ fare un gesto così sessuale con una bimba di 3 anni: c’è necessità urgente di mettere mano all’educazione sessuale e al consenso tra i nostri figli da sempre (non dalla scuola o dalla pubertà!).
È comprensibile anche la reazione della mamma, capisco 😔.

Ti abbraccio forte cara mamma, tu sei stata davvero super, te lo ripeto!
E come si usa dire qui, io faccio il tifo per te, continua così 💜 

emanuela    13 apr 2025

scrivo di getto e spero di mostrare l'empatia che tutti meritiamo. premetto che la mia prima emozione è stata dettata dall'immedesimazione nella mamma della bimba. sono anch'io componente di "famiglia di due", mamma di una bimba senza papà e so che tutto è amplificato: desiderio di fare bene, desiderio di proteggere, dubbi, sensi di colpa. mi sento di dire che la semplicità con la quale la bimba ha raccontato il fatto alla mamma è l'evidenza di un ottimo rapporto, della grandissima fiducia e complicità tra mamma e bimba e questo dovrebbe essere la considerazione principale che la mamma deve tenere a mente, dandosi una pacca sulla spalla e confortandosi "sto facendo bene". anche il modo in cui la cosa è stata gestita, coinvolgendo con rispetto tutte le persone giustamente coinvolte e chiedendo aiuto a professionisti è, a mio avviso, la migliore risposta si possa dare. non potremo mai evitare ai nostri figli le violenze del mondo in cui viviamo (e questa è una mia grande paura) ma possiamo fare del nostro meglio per dare loro gli strumenti perché sappiano affermare la loro individualità. mi sento di dire che siete sulla strada giusta. quanto all'altra famiglia spero che questo episodio, grave, possa essere stato uno squarcio in un mondo che diversamente non sarebbe emerso e spero che tutti possano mettersi in cammino per accrescere le proprie capacità di rispettare ed ascoltare l'altro.

Cassandra    13 apr 2025

Insegnante

Cara Milena, 
care/i teliste/i, 
Grazie di cuore per la tua condivisione! È stato difficile già solo leggere quanto avete vissuto quindi in primo luogo grazie e complimenti per come hai e avete affrontato la difficile situazione. Ammetto di essere un po' sopraffatta dai pensieri ma è stato un momento importante per riflettere una volta di più a quali messaggi riusciamo a trasmettere ai nostri figli per renderli attenti che è importante condividere ciò che gli accade nella loro vita. Esserne capaci non è scontato. Anche il tentativo di far passare ai nostri figli che il rispetto per loro stessi è fondamentale e quindi anche per gli altri.. non è sempre cosa da poco nelle nostre società molto individualiste.
Un caro saluto 

Maria Rita    13 apr 2025

Che emozione questo vissuto. 
Sei stata esatta per la tua bimba e per te stessa . 
Grazie per la condivisione , in questi tempi così incerti sulla sfera relazionale mi chiedo ogni giorno come poter educare mia figlia al rispetto verso se stessa. 
Un saluto caro 

Elisa Pella    12 apr 2025

Team esteso

"Mamma, mi spieghi perché è successo?"
Quante cose ci sono in questa domanda, soprattutto la sua fiducia nei tuoi confronti, nella tua capacità di aiutarla a dare un senso, e la sua fiducia in sé stessa, in quella sensazione che le diceva che non era normale o giusto. 
Vi abbraccio fortissimo. 
Elisa

Valentina Lamonaca    12 apr 2025

Ambassador

È stato emozionante leggerti. Dalle tue parole traspaiono tutte le emozioni che hai vissuto, anche quelle più scomode ma tutte con una grande delicatezza,senza giudizio, senza rabbia, né rancore.
Si vede quanto lavoro è stato fatto su di te e sulla bambina ed evidentemente come scrivi, in questi anni avete costruito un grande ponte reciproco fatto di fiducia e reciprocità, con rispetto e gentilezza e altrettanto senza giudizio penso che purtroppo, quando accadono questi episodi, probabilmente lo stesso lavoro non è stato fatto negli anni con il ragazzo che è altrettanto vittima credo, di una non adeguata educazione emozionale. Come scrivi, mi trovo assolutamente d'accordo sul fatto che non si possa polarizzare individuando i due poli opposti di "vittima" e "carnefice" perché soprattutto se non è stato fatto un lavoro prima sulle emozioni e su come affrontarle, mi riferisco al ragazzo ma anche ai suoi genitori, la rielaborazione del fatto accaduto sarà e sarà stata complicata e perlopiù affrontata con vergogna e come sappiamo la vergogna porta solo a chiusura e all' alimentazione dello stigma e spero con tutto il cuore che non sia calata una grande ombra nera sul ragazzo che senza una rielaborazione del fatto soprattutto interiore, potrà avere ricadute importanti anche nel suo rapporto con i genitori.
Straordinaria la tua bambina che ha riconosciuto anche lei ,tutte le emozioni in campo: la tristezza della nonna e quindi anche la sua possibile vergogna ma la sua consapevolezza e la sua capacità di riconoscere ciò che è sbagliato.
Questo grazio solamente a te, per questo sii fiera. L'accaduto non potevi evitarlo, sarebbe potuto succedere ovunque, non hai fatto nulla di male ma sappi che per quanto male possa fare e per quanto non lo si possa augurare a nessuno, quello che è successo ha rinsaldato ancora di più il vostro rapporto, ha reso più forte te e la tua bambina ma soprattutto ha reso merito al tuo lavoro con lei.
Nulla potrà mai cancellare quello che è successo ma guarda a tutto con lucida responsabilità e vedrai che il tuo respiro si farà più calmo e sereno.
Ti abbraccio con sincera gratitudine.
Grazie della tua condivisione ❣️ 

Valentina    11 apr 2025

Grazie per questa condivisione.. mi spiace molto per quello che avete passato ma non riesco a immaginare una gestione migliore della situazione e ti faccio i complimenti per il coraggio e la maturità emotiva con cui sei riuscita a gestire tutto. 
Mi spiace molto anche per l'altra famiglia e non riesco a immaginare come possano sentirsi.. 
Colgo però l'occasione per una riflessione generica (o più che altro per porre domande a chi magari ne sa di più)..  se l'altra famiglia non si fosse resa disponibile al confronto e a cercare un supporto per il bambino come sarebbe stato giusto procedere? Lo chiedo perché sono una pediatra e poco tempo fa mi è stato riferito un caso simile (ma i bambini si sono "limitati" a toccarsi e avevano meno differenza di etá) e mi sono chiesta quando è se la disparità di età può essere segno di un problema serio o anche cosa avrei dovuto fare nel caso in cui la famiglia del bambino che propone/attua il "gioco" (che, non voglio assolutamente offendere nessuno ma, nell'atto e in alcuni contesti, può delinearsi come vero e proprio abuso) non sia disposta ad occuparsi seriamente della cosa.. per esempio in questo caso da osservatrice esterna il fatto che il bambino ha 12 anni mi preoccuperebbe molto se fossi coinvolta in qualche modo come professionista e non saprei come muovermi.
Spero di non offendere nessuno con queste parole ma magari posso imparate qualcosa che potrebbe essermi utile anche in futuro...

Martina    12 apr 2025

Ciao Valentina!
Non posso parlare da esperta, e nemmeno per esperienza, ma credo che la differenza maggiore la fà il professionista, e il suo modo di trattare la cosa. 
L'educazione a lungo termine che cerchiamo con fatica di portare avanti con i nostri bambini ci dà ottimi strumenti anche per approcciarsi agli adulti: empatia e fermezza, poche e precise regole, vicinanza e accompagnamento. 
Insomma, se avvenisse una cosa del genere, oltre la via più istituzionale (segnalazioni del caso ecc), potresti mettere in campo l'approccio a lungo termine con i genitori e i bambini coinvolti.
Non so se ho colto il segno... se no, scusa. Se sì, approfondiamo :-P
MArti

Milena Florez    14 apr 2025

Team La Tela

Ciao Valentina, non offendi nessuno, anzi questo è un aspetto molto importante. Ti invio la risposta dell'autrice di questo post.

In un caso come questo, dato che il ragazzino ha solo 12 anni, l'unico ente tenuto ad intervenire è il servizio sociale che procede con una indagine circa la famiglia del minore, l'idoneità genitoriale e avvia un percorso psicoterapeutico con il ragazzino. Il servizio sociale si attiva o con una segnalazione oppure attraverso la questura. Se avesse avuto invece 14 anni sarebbe stato anche perseguibile penalmente.

Io non mi sono rivolta immediatamente al servizio sociale perché ho preferito capire l'atteggiamento della famiglia (anche perché all inizio ero abbastanza pietrificata e d'istinto sarei solo fuggita senza fare nulla). La famiglia ha reagito «come doveva» e non ha messo in dubbio le parole di mia figlia, per fortuna. 

Sono comunque arrivata a confrontarmi in un secondo momento con la mia assistente sociale di riferimento quando la mamma del ragazzo si è trovata in difficoltà dal momento che pareva che lo psicoterapeuta a cui si erano rivolti avrebbe provveduto lui a fare una segnalazione se si fosse trovato di fronte ad un caso di abuso sessuale. Dal momento che per me questa sarebbe stata una situazione paradossale, in cui al servizio sociale arrivava una segnalazione circa un episodio di cui mia figlia era stata vittima non da me ma da terzi, facendomi fare la parte - pericolosa - della mamma non accudente, a questo punto sono andata a parlare con la mia assistente sociale. 

Lei mi ha consigliato di dire alla mamma del ragazzo di spiegare allo psicoterapeuta i dettagli dell'accaduto indicando un «comportamento preoccupante a sfondo sessuale che richiedeva intervento per avviare un approccio alla sessualità sano e consapevole». Mi ha spiegato che, per la sua esperienza, nonostante la situazione richiedesse sicuramente un intervento, la gravità era limitata. Mi ha poi consigliato di non fare una segnalazione ufficiale dal momento che, da come gliela avevo raccontata, stavamo gestendo tutti quanti bene la situazione, ma soprattutto perché, una volta avviata la segnalazione e l'indagine, a quel punto mia figlia sarebbe diventata ufficialmente ««vittima» e ad un certo punto l'avrebbero chiamata a testimoniare - seppur in ambiente protetto - ma con i tempi amministrativi di una procedura non urgente del tribunale dei minori (in poche parole ci saremmo potute ritrovare fra un anno a rivangare questo evento e magari riaprire una ferita in qualche modo chiusa e gestita). 

Mi ha spiegato che la scelta più tutelante per mia figlia era di non procedere. E questo è poi anche quello che è stato riferito allo psicoterapeuta del ragazzo che ha appena iniziato la terapia, e che comunque farà lui stesso le sue considerazioni. 

Per quanto riguarda l'età del ragazzino, sì, è certamente preoccupante. Perché non siamo di fronte ad una semplice esplorazione del corpo, che magari potrebbero fare dei bimbi fini a 6-7-8 anni. A 12 anni si ha più consapevolezza. A 12 anni quanto meno capisci la disparità di forza fra te ed una bimba di 3 anni. Ancora più preoccupante se, in un contesto in cui hai di fronte 4 bimbi maschi e una femmina, fai questa cosa all'unica femmina, di nascosto, quando gli altri non vedono. Il pensiero a sfondo sessuale c è stato, ed è stato estremamente disfunzionale e quindi da gestire. Ed è per questo che è fondamentale che lui faccia questo percorso psicoterapeutico e in qualche modo colga l'occasione per non portarsi dietro un problema potenzialmente grave. 

Il mio non segnalare alle autorità non è legato al sottovalutare la gravità della situazione ma ad una considerazione di tutela di mia figlia (per risparmiarle lo status di vittima) e di efficacia e tempestività dell'intervento (con il servizio sociale, appunto, magari la terapia sarebbe partita fra un anno... ora invece è già iniziata ed è settimanale).

Spero di essere stata esaustiva e non troppo prolissa 😬 non ho il dono della sintesi purtroppo.

Un abbraccio!

Martina    14 apr 2025

Mamma mia, mi hai aperto ad una serie di scenari e considerazioni che leggendo il tuo racconto non avevo nemmeno fatto. Grazie davvero per aver condiviso questa tua esperienza con così tanta delicatezza e punibilità! 
Marti

Valentina    14 apr 2025

Grazie mille per la risposta super esaustiva della mamma della bimba! Ho ben chiaro la situazione ma adesso anche cosa dovrei fare nel caso mi capitasse di venire a conoscenza di un caso "simile" ma senza altrettanta collaborazione da parte di entrambe le famiglie! Grazie davvero!!!

Carlotta    11 apr 2025

Team La Tela

Anche se ne ho vissuto un pezzettino con te quando è successo, rileggerti mi ha commossa di nuovo. Grazie infinite per aver scelto di condividerlo con la comunità. 💜 Siamo qui per te. 

Klodiana Muca    11 apr 2025

Un abbraccio forte a te e sei davvero coraggiosa per come hai affrontato la situazione.

Mia    11 apr 2025

Un forte abbraccio a te come mamma e donna, stai facendo un lavoro meraviglioso 💜

Francesca    11 apr 2025

Wow, troppo potente per me questo racconto. Grazie perché altro non riesco ad aggiungere 

Ilaria    11 apr 2025

Grazie per la condivisione. Da mamma provo tanta paura pensando quanto possano essere 'vulnerabili' i nostri piccoli/e. Complimenti per il coraggio, la calma e l'apertura che hai dimostrato verso la situazione e verso l'altra famiglia.
Un abbraccio affettuoso da mamma a mamma

Keoma Giulia    11 apr 2025

Ciao, leggendo il tuo messaggio ho potuto percepire, anche se solo lontanamente, quel dolore al cuore (misto ad altre emozioni) che descrivi. Non è facile in questi momenti restare lucidi per non scegliere la strada della colpevolizzazione. Tu invece sei riuscita ad aiutare non solo tua figlia bensì anche l’altra famiglia coinvolta! Grazie per il prezioso contributo 🧡

Rosalba    11 apr 2025

Team La Tela

Un abbraccio gigante e una pacca sulla spalla ancora più gigante per come hai gestito la situazione.

Grazie per questa condivisione preziosa 💜

Michela A.    11 apr 2025

Non credo di essere in grando di apportare nessun contributo costruttivo in questa storia che mi ha profondamente colpita. 
Ho quasi paura ad immedesimarmi nell'una o nell'altra mamma. 
Non so se sarei riuscita ad essere così coraggiosa e forte (come siete stati tutti voi) nell'affrontare entrambe le "finestre" della storia. 
Se mai mi dovessi trovare in una situazione simile, mi auguro di avere anche solo la metà della vostra forza e mi sentirei già fortunata. Un abbraccio di cuore a tutti 

Valentina    11 apr 2025

Hai detto esattamente quello che sento io, non posso aggiungere altro.
Grazie a questa mamma
Grazie per l'esempio

Yadira    12 apr 2025

Mi ritrovo anch'io nelle tue parole. Ci vuole un Grande lavoro, soprattutto perché situazioni come queste spesso sembrano lontane da noi, che non ci tocheranno mai e invece non siamo immuni.
Un grande abbraccio a questa mamma e bimba coraggiose e un enorme grazie per questa condivisione così personale e vulnerabile. 🫂💜

Francesca    11 apr 2025

In lacrime dopo questa lettura,devo profondamente ringraziarti per la tua condivisione e soprattutto per la tua capacità di aver saputo guardare non solo tua figlia ma anche l'altro bambino/ragazzo.
Nel dolore ci colgo una buona notizia per tutti.