Dispetti
Primo post
Buongiorno a tutti genitori
Mi trovo in difficoltà con mio figlio di 5 anni
Passa il pomeriggio a fare i dispetti alla sorella di 3 anni
Giocano tantissimo insieme ma lui a un certo punto degenera e le fa male o le ruba la roba e ride quando lei piange
Non riesco a fare da mediatore
Finisce che io mi innervosisco,urlo, mi pento e ricominciamo daccapo
Non litigano, sono dispetti continui
Cerco un punto di partenza per capire il bisogno che c'è dietro
Grazie
Cara Valentina, messa così, la prima cosa che viene da pensare è: gelosia.
La gelosia del primogenito verso il secondo è un sentimento naturale e potente.
Ci sarà chi ne è immune, specie tra fratelli molto vicini di età, ma la maggioranza ne patisce.
Il primogenito ha vissuto per qualche anno al centro dell’universo, tutto ruotava intorno a lui; quando arriva il secondo è una catastrofe, uno scombussolamento inconcepibile: all’improvviso, dall’oggi al domani, lui viene inghiottito nel vuoto, e coloro che l’hanno sempre adorato prendono a girare intorno ad un nuovo centro, mentre lui viene relegato in una periferia lontana.
Possiamo mettere in campo tutte le accortezze di cui siamo capaci per mitigare il colpo, ma il trauma ha una sua realtà oggettiva, ed è irreversibile. Ed è estremamente salutare.
Con i nostri due maschi a due anni di distanza, ci siamo passati anche noi, naturalmente: abbiamo letto qualche libro e messo insieme un po’ di cose.
Ecco quello che mi sento di consigliarti.
I bambini non hanno ancora l’autoconsapevolezza e le parole per comprendere ciò che sta loro accadendo: sono travolti dalle emozioni e ne restano in balia.
Noi possiamo aiutarli a riconoscerle, e loro impareranno a controllarle.
Preparati e scegli un momento in cui entrambi, tu e tuo figlio, siete sereni e carichi di energia.
Allora digli che vuoi parlargli e portalo a fare una passeggiata nel verde, in un posto tranquillo lontano da tutti.
Puoi cominciare a parlargli mentre passeggiate, o aspettare di trovare un bel posto dove sedervi, e puoi accoccolarti a terra e prenderlo in braccio, di schiena, parlandogli all’orecchio, col mento appoggiato sulla spalla; oppure incrociare le gambe l’uno di fronte all’altra come due saggi orientali, occhi negli occhi: a seconda di ciò che senti meglio per te e per lui, per il vostro rapporto e umore.
“ Amore mio, ho bisogno di parlarti. Tu sei il nostro primo figlio, quando sei arrivato sei stato una gioia immensa, e ci siamo presi cura solo di te per molto tempo. Ma io e tuo padre abbiamo sempre pensato che la famiglia più bella è di quattro, e che volevamo avere due figli, e che anche per te sarebbe stato meglio avere una sorella o un fratello. Ma quando è nata tua sorella, hai scoperto che lei ci rubava a te. Perché dovevamo prenderci cura di lei così come ci eravamo presi cura di te. E così tu da una parte sei stato molto contento di avere una cucciola da abbracciare, da volerle bene, con cui giocare; dall’altra sei stato molto arrabbiato con lei, perché non potevi averci più tutti per te come prima, e sei stato molto arrabbiato anche con noi. Hai ragione, ti ha fatto male, hai sofferto. E a noi dispiace che tu ne abbia sofferto, ma sapevamo che non potevamo fare nulla per evitare che tu soffrissi. E sapevamo anche che all’inizio avresti sofferto, ma che poi avresti trovato un bene molto più grande, e saresti stato più contento che triste, e avresti capito e condiviso le nostre ragioni. Ma questo non è ancora accaduto, perché ci vuole tempo, e dovete crescere, e lei è ancora piccola. Ma ogni anno che cresce, lo vedi che riuscite a giocare sempre meglio insieme, e vedrai un giorno come sarai contento di avere una sorella, quanto ti arricchirà, proprio perché è una femmina e non un maschio come te, e quindi è molto diversa da te, e potrà darti tantissime cose che nessun altro ti darà mai. Perché quando sarai grande tu saprai come è un maschio piccolo, perché lo sei stato, ma avrai anche la fortuna grandissima di sapere come è una femmina piccola, perché l’hai avuta come sorella. Ma tutte queste cose ora non le sai ancora, e invece sei triste di doverci dividere con tua sorella, e che anzi dobbiamo occuparci più di lei che di te, perché lei è ancora così piccola, e quindi molte volte provi ancora tanta rabbia verso di lei e verso di noi, e allora le fai i dispetti, vuoi farle male in qualche modo, e sai anche che così ci stiamo male anche noi, e sei contento perché così ci punisci tutti. Ma poi così stai male anche tu e alla fine stiamo male tutti insieme, e questo è veramente triste, perché invece tutti e quattro noi vogliamo stare bene insieme, e ci vogliamo tantissimo bene. E quindi ho voluto parlartene, per dirtelo, per dirti che lo so, che hai ragione, ma che spero che vorrai fidarti, che le cose andranno sempre meglio, e che un giorno sarai molto felice di avere tua sorella, e che anzi quel giorno potrebbe essere già oggi, da oggi per sempre, e che noi ti vogliamo un mondo di bene, neanche un briciolo di meno; perché l’amore non è una cosa che se ami due diminuisce a metà, e se ami quattro diventa pochissimo: no, l’amore è una forza che più ami e più diventa grande.
Allora? Che ne pensi? Vuoi dirmi qualcosa, amore mio?”
Naturalmente è molto schematico e scarno, serve solo per chiarire meglio ciò che sto provando a suggerirti.
Spero che possa esserti di stimolo a cercare le parole e gli argomenti giusti per Enrico.
Dopo di che, non si risolve nulla dall’oggi al domani, ma magari Enrico comincia a riflettere in questo senso, magari serve tornarci sopra più volte in occasioni diverse, magari anche quando parte in azione. Sempre con gentilezza, con comprensione, con tristezza che esprima il male che sta facendo a tutti compreso a se stesso, con sacrosanto spirito di difesa nei confronti di Carlotta, con cura e pollice verde.
Se poi invece pensi che la gelosia non abbia alcun ruolo, perdona il tempo che ti ho fatto perdere.
Auguri di buone feste e buon lavoro con i tuoi figli.
Insegnante
Grazie Matteo per l'impegno e l'empatia che hai messo nel tuo messaggio!
Sicuramente Enrico è un bambino ferito che troppo piccolo ha dovuto condividere l'unica persona che si è presa cura di lui da quando è nato!
Ho cercato di equilibrare la situazione da subito, Carlotta è nata in casa lui l'ha vissuta dal primo giorno e mi ha aiutata a crescerla, siamo sempre noi tre sempre insieme papà c'è ma lavora molto per poterci permettere di stare insieme! Purtroppo per quanto io abbia cercato di accudirlo come prima è impossibile e spesso lui è stato il secondo.. lo sa ne parliamo e spesso mi scuso per questo con lui e gli spiego i motivi per cui succede così
Ultimamente in queste vacanze mi sembra cambiato è molto nervoso irritato, scontroso e rissoso
Non so dove troverò le risorse ogni volta per stargli accanto e non dirlo sentire solo
Grazie
Sì, ti chiedo scusa, Valentina, ho commesso un errore che mi ripeto sempre di evitare: è già estremamente difficile dare consigli quando si conosce bene la situazione e coloro che sono coinvolti, figurati se si salta addosso a quattro righe in un forum e si presume di aver capito tutto.
Ok, mi ripeto sempre che si possono condividere posture e principi, ma che poi ognuno deve trovare la strada da solo.
Dalla prima richiesta di consiglio e dalla replica alla mia risposta, mi pare evidente che stai passando un momento difficile, e che sei piuttosto a terra: mi concentro e ti invio un po’ di energia positiva, non ci conosciamo ma penso a voi, e questo è già incredibile e incredibilmente positivo, ci si aiuta, viene naturale, è una delle cose buone che abbiamo noi creature di questo mondo.
E poi le antiche esortazioni che continuiamo da millenni a ripeterci l’un l’altro, che sono così buone e sostanziose come pane: abbi pazienza, sii paziente, accogli ciò che viene, sta’ di fronte e accoglilo, prenditene cura, qualunque cosa sia, abbi pazienza e prenditene cura, abbi fiducia, sii fiduciosa e devota, non attendere nulla, fa’ la cosa giusta, ciò che sai e puoi.
Pazienza, fiducia, amore, devozione siano la tua forza.
Un principio che mi pare sempre utile ripetersi è questo: non cercare la soluzione, prova di tutto, tutto insieme, e rimesta il pentolone.
In ogni situazione c’è sempre una complessità di forze in gioco, molti piani, molte questioni, che confluiscono a generare la situazione: magari di fatto proprio non esiste una sola cosa che risolve tutto.
È meglio tentare molte vie, su piani diversi, smuovere le acque in tanti modi, e forse le cose un giorno cambieranno, ma non si saprà mai cosa ha funzionato e cosa no, né se qualcosa ha funzionato o se il cambiamento è venuto non da noi … ma è meraviglioso, e non ha alcuna importanza.
Butta roba dentro e rimesta il pentolone, qualcosa ne uscirà.
Scendendo più nello specifico, le difficoltà attuali con Enrico stanno in un ambito relazionale, a cui si estende in modo naturale il principio di cui sopra.
Cioè, i bambini, così come ogni età, hanno bisogno di un tessuto di relazioni quanto più vario e ricco possibile.
È sempre benefico curare il tessuto relazionale dei figli, nutrirli di tante e varie amicizie, maschili e femminili, di ogni età.
Quale è la situazione di Enrico? All’asilo? Con gli amici e le amiche?
Sfoga sulla sorella cose che patisce in altre relazioni?
Cosa succede quando fra lui e la sorella si interpongono altri bambini?
Interponi, rimescola, sperimenta, impasta, aggiungi sale, miele, e qualcosa cambierà.
Che poi, in famiglia, è bene accogliere anche il malumore, l’ira, la tristezza, la stanchezza.
Deve essere lecito a ognuno avere i propri periodi neri.
Senza per questo venire banditi, o puniti.
Anzi, con la certezza che gli altri ti sopporteranno, aspetteranno fiduciosi, senza darti fastidio, e quando ti sarà passata saranno pronti a riabbracciarti calorosamente.
Non è possibile essere sempre felici e sereni, e la famiglia deve essere un porto, un supporto, un conforto per ogni intemperie.
I figli non si danno alcuna pena per l’umore familiare, non sono nelle condizioni per farlo.
Tocca ai genitori, che però non devono pretendere dai figli, né da se stessi, eterna felicità e buon umore, non devono assicurare una famiglia MulinoBianco: devono invece manutenere un ambiente accogliente e tollerante, devono garantire solidità, terra solida sotto i piedi, amore incondizionato.
Sii paziente, tollerante, accogliente e amorevole come la terra.
Anche con te stessa.
Perdonami, ne dico ancora una.
Perché quando i bambini vanno in escandescenze, o si intestardiscono, se occorre difendere Carlotta, come si fa? Se non vogliamo sculacciarli e neppure gridargli dietro, come facciamo?
Io ho trovato insopportabile anche chiudere mio figlio in punizione in camera sua.
Ad un certo punto ho sentito che dovevo scontare la punizione insieme a lui.
Se era necessario contenerlo, mi chiudevo insieme a lui nella sua camera, e attendevo mite e paziente che tornasse in sé. Se esasperato mi aggrediva, lo abbracciavo stretto e gli chiedevo amorevolmente di dominare il suo drago sputa fuoco ed acquietarsi. Gli parlavo. A lungo. Tutto il tempo che serviva. Saltavo il pasto con lui.
Ha sempre funzionato.
Non ho dovuto farlo molte volte.
Sono sicuro che è servito a costruire un terreno solido ed accogliente.
Buon lavoro, Valentina, abbi cura di te e della tua famiglia, sii fiduciosa e trabocca d’amore.
Insegnante
Il lavoro sulla mediazione,cerco di farlo da sempre, probabilmente sto sbagliando qualcosa
Cerco di approfondire con i tuoi spunti per cercare di migliorare grazie
Insegnante
Grazie .. proverò
Team La Tela
Ciao Valentina,
ti abbraccio forte, immagino che essere in una situazione che sembra «non sbloccarsi» sia davvero frustrante. 💜
Hai già provato a parlare con il tuo bimbo (da soli e in un momento di calma, lontano dalle dinamiche dei momenti di dispetti) chiedendogli come mai in quei momenti agisce così? So che è piccolino, ma magari facendogli delle domande in un momento di serenità, potrebbero venire fuori degli spunti per aiutarti a capire.
Inoltre, come dice Carlotta, il momento del litigio non è quello in cui iniziare il lavoro sulla mediazione (se non lo si è mai fatto prima). È cioè anche in questo caso necessario un processo di preparazione in un momento di calma.
Ti lascio qui alcuni contenuti per aiutarti in questo processo (tra cui anche un'altra conversazione qui sul forum sullo stesso argomento, le cui risposte potrebbero esserti di supporto):