Bimba senza capelli- "Come mai, mamma?"
Primo post
Buongiorno a tutti e tutte,
arrivo con una domanda "difficile" che mi sono sentita porre da mio figlio Liam (3 anni e mezzo) ieri.
Eravamo in palestra al corso di arrampicata e mentre aspettavamo di iniziare la lezione è arrivato un gruppo di bimbe che avevamo già incrociato insieme a una bimba nuova. La bimba nuova è calva, completamente senza capelli (era la prima volta che la vedevamo, non conoscendo nessuna delle altre mamme non avevo nemmeno una minima indicazione se si trattasse di una malattia o altro).
Durante la lezione ho visto mio figlio, acuto osservatore, studiare a fondo la bambina tenendosi un po' a distanza. Liam in generale è un bimbo che studia molto gli altri prima di approcciarsi quindi non ho interferito con il suo atteggiamento ma ho solo cercato di osservare la situazione dall'esterno, pronta a rispondere a eventuali domande qualora fossero arrivate.
Inizialmente mi ha chiesto se fosse un bambino e come si chiamasse.
Avendo avuto conferma che fosse una bimba e quale fosse il suo nome, si è "sciolto" e ha iniziato a interagire un pochino con lei.
Una volta saliti in macchina finita la lezione, la prima cosa che mi ha chiesto è stata: "mamma, ma perché quella bimba era senza capelli?". Io, di getto e senza nessun tipo di informazione, ho risposto che non lo sapevo ma che avrei chiesto alla sua mamma perché ci sono tanti motivi per i quali i bambini possono non avere i capelli.
Da un lato so di aver messo sul tavolo tutto quello che avevo come informazioni, dall'altro però mi sono sentita un po' disorientata perché non so "come andare avanti".
Immagino non sia una cosa delicata da chiedere alla mamma della bimba (o forse sì, e bastano solo le parole giuste?) ma vorrei sapere se qualcuno o qualcuna di voi sa darmi qualche spunto per fare qualche passetto in più.
Vi ringrazio in anticipo <3
Team La Tela
Ciao Monica,
torno su questa conversazione per darti un'informazione che potrebbe esserti utile per nutrirla: abbiamo appena lanciato il nuovo workshop live (tenuto da Elisa Pella) sugli argomenti «difficili» (che prevede anche un prezzo scontato per la comunità di Tutta La Tela). Lo trovi qui:
Parlare con i bambini di sessualità, morte e diversità (e altre cose difficili)
Un abbraccio 💜
Grazie mille Rosalba! Ho proprio visto nelle stories di Carlotta il link e se riesco a organizzarmi mi piacerebbe moltissimo partecipare!
Team La Tela
Elisa Pella
questa è proprio una di quelle conversazioni di cui parlerete presto nel tuo workshop 💜
Team esteso
Ciao Monica sarei interessata a sapere da te come è evoluta quella situazione e cosa hai imparato. In realtà ho visto che avevi già avuto dei feedback preziosissimi qui e le tue stesse risposte erano state sincere e aperte, anche se comprensibilmente non esaustive.
Non ha senso far finta di sapere quello che non sappiamo. Chiedere con rispetto penso sia sempre il modo migliore.
Un abbraccio
Ciao Elisa! Dopo quell'episodio mio figlio non ha più chiesto nulla in merito alla bimba ma ci sono state altre occasioni che mi hanno dato il la per tornare sul punto e seguire i consigli qui ricevuti.
Nel farlo, mi sono resa conto che la difficoltà più grande per me era che fino a quel momento in cui abbiamo incontrato la bambina non mi ero mai posta il problema di come avrei parlato di cose difficili a mio figlio pur avendo letto libri e risorse per approcciare me stessa al meglio alla diversità o temi simili. La cosa che ho capito è che se io approfondisco ma non ho gli elementi per approcciare al meglio questi discorsi difficili con i bambini, corro il rischio di fare un pasticcio e magari ripescare elementi dell'educazione che ho ricevuto alimentando pregiudizi o atteggiamenti che la me di oggi non sente suoi. Insomma, aspetto con curiosità il workshop!
Ciao Monica,
Ti riporto la mia esperienza in famiglia. Io ho un nipotino (ormai ha 10 anni) o meglio il figlio di mio cugino completamente pelato e glabro perché affetto da alopecia. La cosa che lui odia è essere fissato, indicato e sentire le domande dei bamabini agli adulti su di lui o il bisbigliare di questi. Lui ha sempre sostenuto che preferiva che i bambini (ma anche i grandi) andassero direttamente da lui a chiedere (con sincera curiosità) sostenendo che lui è perfettamente consapevole di apparire diverso dalla maggioranza ma di saper spiegare perfettamente cos'ha. Mia cugina una volta stremata da commentini e sottesi "dei grandi" non dei bambini ha stamapto una maglietta che diceva più o meno cosi, anziché cercare a caso su google chiedi a me è "solo" alopecia. Ovviamente questa è la sensibilità e l'esperienza di una singola piccola persona ma è un spunto in linea con quanto scritto anche in altri interventi e mi sentivo di condividerlo.
Ciao
Silvia
Grazie Silvia anche a te per aver condiviso la tua esperienza e avermi dedicato del tempo 💜 Mi spiace davvero che il tuo nipotino si sia trovato in queste situazioni poco piacevoli. Spero davvero che un passetto alla volta anche ascoltando e imparando dalle vostre esperienze in tanti possano cambiare approccio. Lato mio farò il possibile per passare a chiunque ci stia intorno queste spunti e queste preziosissime riflessioni. Grazie di cuore!
Ciao Monica, vorrei portarti un esempio che viviamo di frequente in famiglia. Mio nipote di 8 anni è stato operato per un grave tumore al cervello, le due operazioni e le varie terapie lo hanno reso prima calvo totalmente e poi solo nella zona interessata dalla cicatrice (molto evidente). Sebbene mia figlia fosse stata messa a conoscenza di tutto ciò che stava affrontando suo cugino, ci sono state molteplici occasioni in cui si è rivolta lui chiedendo spiegazioni sulla cicatrice, sul port sottocutaneo, ecc. lui ha sempre risposto in modo semplice e “sereno”. Credo che i bambini percepiscano che le domande dei coetanei siano di pura curiosità e non ho mai percepito difficoltà in mio nipote a darne risposta. Io non sono mai intervenuta proprio per lasciare loro questo spazio di condivisione.
In altre occasioni, in cui domande “difficili” sono state a me rivolte, ho sempre dato risposte oggettive e in alcuni casi ho preso tempo per documentarmi su argomenti a cui non sapevo rispondere.
Anche se nel ns caso i due bambini fanno parte della stessa famiglia quindi hanno già un rapporto, spero che tuo figlio trovi la possibilità di parlarne con la bimba diretta interessata, credo che per entrambi possa essere costruttivo.
Un abbraccio e buona serata.
Marta
Grazie di cuore Marta per aver condiviso la tua esperienza diretta e ti ringrazio anche per le riflessioni che mi hai lasciato. Ne faccio tesoro 💜 Effettivamente non mi sono mai fermata a pensare che probabilmente i bimbi tra loro interpretano domande per noi apparentemente difficili come semplici domande di curiosità..quindi paradossalmente è più difficile per noi che per loro. Ne parlerò sicuramente a mio figlio proponendogli gli approcci che suggerite tu e Rosalba e non mancherò di farvi sapere.
Un abbraccio a te e grazie per avermi dedicato il tuo tempo!
Team La Tela
Ciao Monica,
grazie per esserti posta questa domanda e per il fatto di scegliere di voler nutrire questo tipo di conversazione con il tuo bimbo. 💜
C'è tanto bisogno di questo, come dice Carlotta, le conversazioni in cui ci sentiamo «scomodi» diventano meno difficili se noi impariamo a non vederle come difficili.
Ti lascio qui alcuni esempi di copioni che Carlotta consiglia in queste situazioni (e nella guida per l'adulto «Come parliamo di disabilità in famiglia» + libro stampabile per l'infanzia «Siamo tutti unici e diversi» trovi tantissimi altri spunti per avviare e gestire la conversazione – ti lascio più giù anche i link a questo ed altri contenuti che possono aiutarti a fare questo lavoro):
«Perché è su una sedia a rotelle?»
«Ci sono tantissime ragioni per cui una persona ha bisogno di una sedia a rotelle per spostarsi, magari ha una malattia, magari ha avuto un incidente…».«Perché non ha una gamba?»
«Ci sono tante ragioni per cui le persone possono non avere un arto: magari gli è stata amputata per una malattia, magari hanno vissuto durante la guerra, magari hanno avuto un incidente…».
Come vedrai meglio nella guida per l'adulto, sul chiedere o meno alla persona interessata Carlotta sceglie proprio questo approccio con Oliver e Emily (se fanno una domanda, risponde con quei copioni o simili, e chiede loro se hanno voglia di domandare alla persona interessata). Le risposte che hanno ottenuto sono state spesso di accoglienza e apertura dall'altra parte (anche di ringraziamento per aver posto la domanda con sincerità e non averli fatti sentire «invisibili» come spesso accade... anche se chiaramente non è detto che sia così per tutti).
Grazie di cuore, Rosalba ❤️ Recupero molto volentieri i contenuti e farò pratica con il copione. Effettivamente non avevo pensato di chiedere direttamente a mio figlio se volesse chiedere alla diretta interessata ma è un ottimo spunto. È meraviglioso essere qui!