Preferiti dei bambini

Hanno detto a mio figlio che è una femmina.

24 ottobre 2024
2 risposte
Esther cerca un consiglio:

Primo post

Ciao a tutt*,
È la prima volta che scrivo e sono qui a chiedere un consiglio.
Oggi mio figlio, di quasi 4 anni al primo anno di scuola dell’infanzia  pubblica, mi ha detto: “Oggi XXXX mi ha detto che sono una femmina”. 
Raramente mi dice cose che succedono a scuola (io cerco di raccontare cosa faccio io durante la giornata anziché chiedere cosa abbia fatto lui), pertanto mi ha  colpito il fatto che abbia scelto un momento in cui eravamo a casa di un amico con la sua mamma per dirmelo. A parte questa considerazione devo ammettere che la sua dichiarazione mi ha colto completamente alla sprovvista, ed io oltre ad un timido: “e perché te lo ha detto?” non sono riuscita a dire nient’altro. 
Mio figlio sembrava amareggiato quando me lo raccontava ma poi alla mia domanda non ha più risposto.

Sono venuta sul forum per vedere se qualcun altro si fosse trovato nella mia situazione, ma non ho trovato nulla di veramente calzante.

A questo punto non so come procedere perché nel parlarne con mio figlio non vorrei involontariamente alimentare eventuali suoi dubbi o addirittura farglieli sorgere.
Non vorrei introdurre gli stereotipi di genere senza sapere cosa ha scatenato il commento del suo compagno. Preciso che mio figlio non porta i capelli lunghi e non ha indossato recentemente magliette rosa a scuola.
Vorrei però rimediare alla mia reazione insoddisfacente e poco costruttiva per poter iniziare un dialogo e creare un safe space per far esprimere mio figlio.

Voi cosa fareste? 

Grazie mille del supporto anche solo emotivo! 
Questo primo mese di scuola dell’infanzia mi sta già mettendo a dura prova e per molte questioni questo forum mi è già stato di grande aiuto. 🙏

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Zaira    3 nov 2024

Team esteso

Ciao Esther   (e grazie a Chiara Franzoni per aver fatto da ponte).

Avrei tante cose da dire ma cerco di limitarmi a quelle più essenziali. Oltretutto non vorrei scendere troppo nel dettaglio visto che non conosco bene la vostra situazione.

Quello che scrivi,

“A questo punto non so come procedere perché nel parlarne con mio figlio non vorrei involontariamente alimentare eventuali suoi dubbi o addirittura farglieli sorgere” 

mi ricorda un po’ una testimonianza che avevo ricevuto a cui avevo risposto nella newsletter “Sesso e genere quando e come ne parlo”, questo è il link:

https://preview.mailerlite.io/preview/61313/emails/104848305047996062

Magari ti può essere utile ;-) Anche se dal tuo messaggio non sono certa di aver capito quali dubbi temi di alimentare, se vorrai condividerlo non esitare, così magari posso provare a darti qualche spunto più personalizzato.

Poi dici:

“Non vorrei introdurre gli stereotipi di genere senza sapere cosa ha scatenato il commento del suo compagno.” 

Diciamo che la mia previsione è che con  la scuola dell’infanzia di stereotipi di genere ne arriveranno a bizzeffe.

Noi abbiamo cresciuto nostro figlio il più possibile oltre agli stereotipi di genere ma con la scuola dell’infanzia -non solo, ma soprattutto lì- ha cominciato a dire cose molto stereotipate per cui per me è stato importante cominciare a parlargli degli stereotipi di genere e ora assieme con esempi pratici cerchiamo almeno di riconoscerli (lui ha 5 anni).

Ora, è successo una sola volta, quindi dovrai “monitorare la situazione” e vedere se ricapiterà è invece di un “perché l’ha detto?” potrai provare con un “E come ti ha fatto sentire?”. 

Non sono sicura di aver capito correttamente la tua interpretazione, ma se non erro una tua ipotesi è che lui -che solitamente non riferisce molto riguardo all’asilo - te lo abbia riferito perché ci era rimasto male (ti è sembrato amareggiato).

È anche possibile che te lo abbia raccontato “semplicemente” perché sta cercando di capire “cosa è femmina e cosa è maschio”, l’età è più o meno quella!

Infatti come scrivevo invece nella newsletter “Figli maschi e stereotipi”: tra i 5 e i 7 anni circa è normale che i bambini siano rigidi riguardo alle norme di genere. Questo perché fin verso ai 7 anni le persone non sono ancora in grado di concepire che il loro genere rimane lo stesso quando cambiano il modo di presentarsi al mondo. Il tuo bimbo ne ha quasi 4 e può darsi che stia cominciando il suo percorso per capire “cosa significa essere un maschio”

Questo il link alla newsletter: https://preview.mailerlite.io/preview/61313/emails/101856839943062554

Credo che con queste due newsletter avrai già diversi spunti di riflessione sul tema ma se avrai qualche dubbio non esitare a scrivermi di nuovo. 

Io per il momento non farei nulla in particolare, se il bimbo ti pare tranquillo. Se invece arriverà frequentemente con queste uscite è giusto provare a capire come si sente al riguardo. La mia ipotesi, come dicevo, è che stia “solo” cercando di capire cosa significa essere maschi o femmine, con tutto il bagaglio di stereotipi attorno alla costruzione di genere.

PS: Un libro per l’infanzia che leggevo proprio in questi giorni su cosa renda maschi e femmine diversi è “il pianeta stravagante”, puoi provare a vedere se fa al caso vostro. Altre risorse oltre che nella newsletter le trovi anche nella sezione risorse sul mio sito: https://www.zairacconta.com/risorse

PPS: non sono una pedagogista, una pediatra, una psicologa. Mi interesso di questi temi ma resto sempre un'ingegnera, quindi prendi questi spunti come se fossi "un'amica qualsiasi" e non una specialista ;)

Chiara Franzoni    29 ott 2024

Ambassador

Ciao Esther! Grazie per la tua condivisione! Sono felice che questo luogo ti sia d'aiuto perchè lo è anche per me! Tantissimo!

La scuola dell'infanzia è stata anche per noi una salita faticosa di confronti e lo ricordo come un periodo di grande crescita per tutti noi 3, ma anche come un periodo davvero provante.

Samuele (ora 7 anni) piangeva molto in quel luogo e una volta (ultimo anno a 5 anni e mezzo) tornò da scuola dicendoci che un bimbo, vedendolo piangere, gli aveva detto "Femmina, femmina" con la cantilena "tipica" e ridacchiando...ci raccontò che lui gli urlò "io sono Samuele!"

Lo abbracciai e gli dissi che avrei risposto anche io così...

Fu un'occasione che qualche giorno dopo cogliemmo per capire cosa lo avesse ferito (e ci disse che non erano le parole ma il modo) e per intavolare con lui un confronto sul come alcune famiglie educhino a vedere le persone non per la loro unicità, ma dividendole in recinti che in realtà non esistono...per cui i maschi sono quelli forti...le femmine quelle che piangono...le persone che vengono da altri paesi sono quelli che rubano...ecc...

In realtà sono discorsi che penso abbia assorbito da sempre in casa nostra perchè sono valori molto radicati in noi...la chiaccherata si concluse con lui che elencava una caratteristica di ogni suo compagna/o dicendoci alla fine "siamo proprio tutti diversi"...

Parlando con Fabio per fare un check dell'accaduto abbiamo capito che le cose che ci interessavano erano:
1. Se lui stesse assorbendo dall'esterno una cultura di disparità di genere...per fortuna no
2. Se il seme del "siamo persone...non maschi e femmine" stesse germogliando...per fortuna sì
3. Se io e lui, come genitori, avessimo un timore anche solo "epidermico" che nostro figlio subisse una discriminazione...io avevo paura, Fabio no...tralascio l'immenso confronto tra di noi... :)

Forse partirei da questo...dal capire io cosa desidero capire (scusa il gioco di parole) e di cosa vorrei parlare con lui...e se ho paure (che sono sempre valide). 

Non so se il mio racconto possa esserti un po' di aiuto...spero di sì...
Penso che sia bellissimo che tu sia in ascolto e che gli mostri, parlando di te, la bellezza del dialogo...vedrai che a lungo termine porterà frutti immensi e preziosi...

Se ti va aggiornaci,  ti lascio qua sotto anche il riferimento del bellissimo blog di Zaira che trovi qui con tantissime e nutrienti riflessioni sul tema.
www.zairacconta.com

ti abbraccio forte!