Dinamiche di conflitto marito/figli
Insegnante
Ciao a tutti! Come sempre quando sono in difficoltà scrivere sul Forum mi aiuta molto e i vostri consigli sono preziosi !
Ieri sera è successo questo episodio che vi racconto perchè è una dinamica che accade spesso e nella quale non so come comportarmi.
Ero in mansarda a fare delle faccende, al piano di sotto c'erano mio marito e mio figlio di quasi 8 anni che si stava facendo la doccia (da solo). Erano circa le 21 quindi eravamo tutti abbastanza stanchi ma mio marito in particolare perchè non si sentiva nemmeno bene fisicamente. Ad un certo punto sento mio marito che grida al bambino dicendogli "vai ad asciugarti, smettila!" Ho dedotto (perchè succede quasi sempre) che mio figlio uscito dalla doccia non si fosse messo l'asciugamano e andasse in giro per casa tutto bagnato. Mio marito ha continuato più volte : "non vedi che stai bagnando tutto? vai ad asciugarti". Dopo due / tre volte in cui non è stato ascoltato comincia a chiamarmi a gran voce : "Ilaria , Ilaria vieni!!" Appena ho terminato ciò che stavo facendo sono scesa e infatti ho trovato mio figlio nudo tutto bagnato e mio marito che dal divano continuava a urlargli. Allora ho detto al bambino: "Perchè non vai ad asciugarti? stai prendendo freddo tutto bagnato" e lui mi ha risposto : "mi voglio asciugare sul peluche !" (è un peluche a forma di orso gigante, ma davvero gigante!) La mia risposta è stata :"dai ma è tutto pieno di polvere, ti sporchi di nuovo, sei bello pulito" Ma lui niente, era in fissa che doveva fare così. Così ha preso da solo il peluche ma nel farlo ha urtato mio marito che si è arrabbiato ancora di più e, oltre ad aver urlato nuovamente al bambino , mi ha detto: "ma perchè non lo sgridi??" Ecco, ho capito che lui voleva il mio supporto in questa cosa ma non sono riuscita a darglielo e infatti gli ho risposto :" non hai ancora capito che se vuole fare una cosa la fa e basta?" Lo so che questa è una risposta negativa da vari punti di vista (verso il bambino che ha sentito, verso mio marito che non si è sentito compreso, verso tutto il lavoro che sto facendo su me e con i bambini perchè è come dire getto la spugna). Ma in quel momento ero stanca e poi in fondo in fondo non mi sembrava così grave quello che mio figlio voleva fare.
Sono andata poi in un'altra stanza, non so bene cosa sia successo fatto sta che mio marito e mio figlio sono andati avanti a litigare forte fino a quando il papà gli ha dato una sculacciata , il bambino si è messo a gridare fortissimo per la rabbia e se ne è andato in camera sua. Io non sapevo davvero cosa fare. Non volevo dare sostegno a mio marito perchè non approvo ciò che aveva fatto ma non volevo nemmeno sminuirlo perchè si sarebbe arrabbiato ancora di più. Ho lasciato sbollire la situazione e dopo un po' ho parlato a mio figlio dicendogli che il papà aveva sbagliato ad alzare le mani però gli aveva chiesto tante volte di asciugarsi. Gli ho anche detto che noi adulti quando chiediamo ai bambini di fare qualcosa è perchè sappiamo che è per il loro bene perchè abbiamo più esperienza quindi lui potrebbe fare un piccolo sforzo per fidarsi di noi.
Conclusione: è una dinamica che si ripete spesso. Mio marito sgrida per qualche motivo, se i bambini non ascoltano chiede subito il mio intervento e se non sono incisiva come lui vorrebbe oltre ad arrabbiarsi coi bambini si arrabbia anche con me. E a mia volta mi innervosisco perchè gli dico come mai deve per forza tirarmi in ballo su una cosa che sta gestendo lui. Spesso quando intervengo lo faccio con modi pacati ma a sostegno di mio marito ma a lui questa cosa non va perchè vorrebbe da parte mia una reazione forte come la sua. Ma io non la posso avere, non sento quella rabbia che sente lui in quei momenti (in altri certo capita anche a me!) A menti calme poi ne parliamo ma quando scoccano queste piccole micce sono difficile da disinnescare e l'atmosfera in famiglia si fa a poco a poco pesante!
Grazie per avermi ascoltata, se avete qualche consiglio sono qui pronta ad accogliere !
Un abbraccio!
Comprendo bene la tua fatica. A volte è anche la mia. Io mi ripeto che non posso salvare nessuno, nè mio figlio nè il mio compagno. Posso solo fare del mio meglio per essere il miglior modello di adulto che io avrei voluto da bambina, il migliore non il perfetto.
Io e il mio compagno abbiamo un patto implicito: nessuno dei due chiede all’altro di agire con i propri modi. Ognuno dei due è legittimato ad agire come pensa sia meglio. Tenendo sempre a mente le priorità e i limiti scelti insieme e condivisi.
Io quando percepisco che il mio compagno sta per attivarmi troppo, che non riesce a regolare se stesso, provo ad inserirmi già nel mezzo tra lui e mio figlio, così da permettere al mio compagno di accorgersi che si sta sregolando e al mio bambino di ricordarsi delle regole. Funziona? Non sempre. Ma è il modo che ho trovato per sentire di avere un qualche potere di fermare l’escalation.
Insegnante
Ciao Ilaria,
Mi dispiace per questa tensione che a volte vi trovate ad affrontare!
Mi vengono in mente queste cose:
* Come hai detto bene è davvero importante che tuo marito non ti tiri in ballo in cose che sta gestendo già lui, perché questo ti rende l'unico genitore di riferimento, agli occhi di tuo figlio e quindi non svilupperà la fiducia nel papà. Tra l'altro tu ti ritrovi l'unica responsabile per l'educazione di vostro figlio, ma non è così e diventa anche un grosso peso da portare. Anche noi stiamo lavorando molto su questo... A mio marito viene spontaneo chiamare me a risolvere le crisi 😅
* Magari tuo marito potrebbe comunicare il limite avvicinandosi a vostro figlio e abbassandosi alla sua altezza. Così non servirebbe urlare e in più il contatto visivo aiuterebbe l'empatia. Pensi che sarebbe utile suggerirglielo? E magari ricordargli che se perde le staffe perde anche la fiducia da parte di vostro figlio e quindi l'ascolto?
* Tu e tuo marito avete provato a parlare a mente fredda dei comportamenti che lo fanno arrabbiare fino a questo punto? Potreste decidere le "regola di famiglia" in base a quello che viene fuori (trovando un accordo tra di voi) e poi entrambi impegnarvi a farle rispettare tassativamente. Ad esempio "Dopo la doccia ci si asciuga in bagno, con l'asciugamano". Se decidete così, comunicate la regola a vostro figlio in un momento di serenità e prima della doccia. Spiegate il motivo e chiedete cosa ne pensa e ascoltate anche le sue proposte e i suoi bisogni. Poi se lui non rispetta il limite deciso insieme, potete ricordargli la regola. Se non basta e "scappa in giro per la casa" potete anche, con gesti gentili ma fermi, prenderlo fisicamente e riportarlo in bagno e poi ricordargli il limite.
* Potete anche agire sull'ambiente per facilitare il rispetto dei limiti! Ad esempio.... Questo peluches deve proprio esserci in casa? Può essere spostato in un posto scomodo da raggiungere? Potete comprare un accappatoio peloso? (Esempi)
* A volte nell'educazione a lungo termine facciamo fatica ad "imporci" ma è molto importante che il limite già dichiarato venga fatto rispettare... Però con gentilezza. Il motore dell'imposizione del limite non deve essere per forza la rabbia... Anzi. Si può avere forza nell'imporlo, rimanendo calmi e rispettosi e usando parole e modi gentili. "Ti devo fermare. Ti ricordi? Abbiamo detto che...", "Vieni qui tu? Se non lo fai ti devo prendere io!", "Capisco che tu non abbia voglia, ma proprio non posso farti fare questa cosa se prima non metti in ordine...", "Capisco sarebbe bellissimo, ma non puoi, perché ...".
Ecco, questo mi è venuto in mente, leggendoti. Ultimamente sto imparando molto sui limiti e su come farli rispettare e sto cercando di migliorarmi. (Sto lavorando a fianco di un'insegnante Montessori). Spero che queste cose che sto ancora interiorizzando anch'io siano utili anche a voi.
Un abbraccio
Chiara
Insegnante
Cara Ilaria, mi sembra di leggere alcune dinamiche che accadono anche da noi, quindi tranquilla, non sei sola. È come un circolo vizioso di nervosismo che si autoalimenta. Si parte da una sciocchezza e ci si ritrova in salotto, in accappatoio, a discutere. Tu e tuo marito, a quanto pare, siete persone diverse, sia nell’affrontare certe situazioni scomode, sia nel modo in cui vi innervosite. Con calma, parlate dei vostri trigger, ossia delle cose, frasi, situazioni che vi danno particolarmente fastidio e vi fanno scattare. Per esempio perché a tuo marito è partita la vena quando tuo figlio stava lì impalato dopo la doccia a sgocciolare per terra? Perché riteneva un comportamento fuori luogo volersi asciugare al peluche? Forse, tuo marito non si sentiva in forma e si aspettava che il bambino fosse responsabile, serio, rapido e consapevole che il padre non era al top. Confesso che anche mia figlia maggiore se ne sta lì a fissare il vuoto o a sgocciolare con i capelli lunghi e bagnati. Ed io trattengo a stento la brontolata. A me infastidisce che non prenda sul serio e con rapidità certi momenti della serata, preferendo scaricare l stanchezza facendo la sciocca o fissando il cassetto aperto e vagando con la mente.
Cara Ilaria. Non ho grandi consigli. Dico solo che ti capisco. Anche mio marito spesso urla alla piccola e poi a me perche' non ho gestito le cose come mi chiede lui. Anch'io gli dico che non mi piace essere tirata in mezzo quando le cose le sta gestendo lui, soprattutto perche' il suo modo e' per me eccessivo. A volte gestisco peggio il papa' della bimba nel mezzo dei terribili 2🤪. Io a mente fredda provo sempre a metterlo nei panni di Arianna. Soprattutto, spesso lo faccio ragionare chiedendogli se la bambina che si aspetta (obbediente e calma) e' l'adulto che vorrebbe diventasse (intraprendente e sicuro). Risponde di no. Penso che sia un semino importante che prima o poi germogliera'
Insegnante
Ciao Stefania! Grazie di cuore per il tuo supporto! Forse effettivamente non c’è un modo migliore o peggiore per gestire queste situazioni ma devo dire che il tuo spunto di riflessione sul come parli a tuo marito della vostra bimba a mente lucida e’ molto interessante ❤️ Grazie ancora , un abbraccio 🤗