Quando è arrabbiato dice parolacce
Insegnante
Ciao a tutti,
mio figlio di quasi 8 anni da qualche mese ha iniziato a dire parolacce (e a volte a fare gestacci molto brutti) quando è arrabbiato. Abbiamo lavorato e stiamo lavorando sulla rabbia , ho ascoltato il focus di Carlotta sulle parolacce ma lui ormai è grande e purtroppo pare che questa modalità sia entrata in lui come “normale “ quando è arrabbiato. Non so come comportarmi. Non riesco a far finta di niente di fronte alla parolaccia in un contesto di rabbia e se provo ad esempio a buttarla sul ridere o a spiegargli il significato letterale di quello che ha detto lui si arrabbia ancora di più perché dice che lo prendo in giro.
L’unica cosa su cui davvero possiamo lavorare io e mio marito è cercare di non usare noi parolacce quando siamo arrabbiati (a volte capita ) … ma non sono sicura che solo questo funzionerà .
Grazie per ascoltarmi e darmi qualche consiglio 🙏🏻
Team La Tela
Ciao Ilaria!
Provo a darti un consiglio più pratico possibile, ma prima di tutto ci tengo a dirti che gli strumenti di cui parlo nel workshop (gli ultimi 3 o 4, se non ricordo male, in cui parlo di quando i bambini già dicono le parolacce) non hanno età: sono gli stessi consigli che ti darei per tuo figlio di 8 anni. Spesso, noi li vediamo grandi, ma sono ancora piccoli: gli strumenti di cui parlo nel workshop e nel percorso in generale si possono applicare anche con bambini dell'età di tuo figlio e del mio (io infatti li uso ancora tutti sia con Oliver, 9 anni, sia con Emily, 7 anni) – anzi, funzionano anche con gli adolescenti, se adattati.
Quello che cambia è la modalità: con un bambino di 8 anni giochiamo di più sulla preparazione e sul dialogo in un momento di calma.
In questo caso, è proprio la preparazione che ti invito a fare: in un «contesto di rabbia» non puoi «aggiustare» la situazione o provare a fornire strumenti (ti invito a leggere o rileggere la categoria Crisi). Se non lo hai ancora fatto, parla con tuo figlio preventivamente: «Ho notato che quando sei arrabbiato dici Cazzo o Porca Puttana e vorrei dirti che ti capisco: anche io e papà le diciamo quando siamo arrabbiati e tu probabilmente le hai imparate da noi. Mi dispiace, perché ti abbiamo insegnato una cosa sbagliata. Vorrei che facessimo tutti un esercizio e provassimo a sostituire, anche io e papà, Cazzo e Porca Puttana con altre parole: secondo te che parole potremmo dire quando siamo arrabbiati invece di Cazzo e Porca Puttana?».
Che cosa hai fatto con questo copione?
- Hai ammesso il tuo errore
- Ti sei presa la responsabilità del tuo comportamento
- Hai offerto una soluzione alternativa
- Hai fatto tutto in un momento in cui il cervello è calmo (fare questo in un momento di rabbia spesso peggiora la situazione)
Sempre quando il cervello è calmo è il momento di spiegare il significato delle parole: «L'altro giorno hai detto Cazzo / Troia / Porca Puttana e io ti ho detto che non sono parole valide: sai che cosa significano? Vieni, te lo spiego».
Mentre parli, di' proprio tu le parolacce senza imbarazzo o vergogna (allenati davanti allo specchio se pensi di non esserne capace): nota quante volte le ripetute nell'esempio di copione che ti ho fornito, non è casuale. Sono solo parole e più le trattiamo come un tabù, più le rendiamo interessanti! Usarle non significa normalizzarle, ma smettere di puntare i riflettori su quelle parole.
Inoltre, chiedi a tuo figlio di fartelo notare quando dite le parolacce voi adulti in momenti di rabbia e accogliete il suo appunto: questo potrebbe essere difficile, ma fate un respiro, mettete da parte l'ego e ditegli: «Hai ragione, non è una parola valida. Qual è la parola che avevamo scelto?».
Ultimo: se ti capita di dire cose come «Queste parole non si dicono» o «Non sono parole belle», ti invito a riascoltare il punto 10 del Focus (se il contesto è proprio quello giusto, perché non si possono dire? L'importante è esserne consapevoli) e a sostituire «belle» con utili o efficaci o valide: quello che vogliamo trasmettere è che possiamo scegliere parole che siano utili alla conversazione o efficaci per esprimere le nostre emozioni. «Porca puttana» raramente aiuta a esprimere un'emozione; è più efficace dire come ci sentiamo «Sono davvero arrabbiato! / Mi sento molto frustrato!»: se ti sembra che non abbia lo stesso «effetto» di una parolaccia è solo perché siamo stati abituati così (ovvero pensiamo di dover dire la parolaccia per far vedere quanto siamo arrabbiati). In realtà, tutti e tutte possiamo scegliere le parole che usiamo.
Ricordati che è un processo: ci vuole il tempo che ci vuole.
Insegnante
Cara Ilaria, ho notato che oltre a questo post, ne hai pubblicati altri due. Le tematiche di fondo paiono essere la gestione della rabbia, i modi di fare bruschi, le parolacce, la fisicità che supera e sostituisce il dialogo. Se io fossi in te, parere mio personale, mi confronterei con il marito, con gli insegnanti, allenatori e chi sta con i miei bambini. E ovviamente continua a cercare risposte qui sulla Tela. Talvolta, un articolo che oggi non ti sembra di aiuto, può esserlo domani.
Team esteso
Ciao Ilaria,
immagino la tua fatica. 💜
Ho un po' difficoltà ad immaginare spunti da offrirti perché questa è un'età che è ancora un po' lontana da me: la mia bimba ha 5 anni e gli strumenti contenuti nel Focus fino ad ora mi sono bastati per fare questo lavoro. Voglio però provarci lo stesso e portarti un pezzetto di riflessione.
La prima cosa che mi viene in mente riguarda il lavoro sul vostro linguaggio: credo sia valido sentire il desiderio di portare più consapevolezza sulle parole che scegliamo di usare, ma mi sento anche di dirti: fate quel lavoro se è un desiderio genuino che sentite in questo momento, non solo perché lo avvertire come "desiderabile". Tutte le volte che ho provato a fare questo lavoro su di me solo per soddisfare un'aspettativa di comportamento, non è durata molto.
Per quanto riguarda nello specifico le parolacce di tuo figlio, forse dirò una cosa scontata ma: hai provato ad avviare conversazioni in un momento in cui non è disregolato? Magari in un momento di tranquillità potreste provare a riflettere sul significato di alcune parole, ma anche su ciò che evocano e il modo in cui fanno sentire altre persone e chiedervi, alla fine, se sono proprio le parole che volete usare o se magari potete cercarne altre per esprimere e dare voce a quelle emozioni scomode.
Non ho aneddoti da portarti perché nel mio caso, mia figlia era ossessionata dalla parola "culo" ma la ripeteva non in contesti di rabbia ma più in situazioni di stanchezza o forte stimolazione, quindi non ho un riferimento diretto per il contesto che hai portato tu. Ma spero che questo spunto possa aiutarti in qualche modo. 😘
Insegnante
Grazie Valeria per i tuoi consigli … la domanda “banale” che mi hai fatto così banale non è 😅 in momenti di calma non abbiamo mai riflettuto sul vero significato delle parolacce e sul come ci si sente a sentirsele dire … penso sia una strategia vincente che proverò di sicuro . Grazie di cuore ❤️