In salotto con Sara: coppia e sessualità
Le fatiche più frequenti delle coppie a letto
Ciao telisti e teliste
Come sapete, il tema corrente su La Tela è la coppia. Se non l’avete ancora letto, potete recuperare il pacchetto editoriale qui:
Ci è sembrato importante offrirvi una conversazione anche sulla sessualità, perché, lo scoprirete in questa diretta con
Sara Cavalieri
la sessualità non riguarda solo il sesso.
Siamo partite da frasi molto comuni
«Quando facciamo l’amore io cerco di farlo finire in fretta così poi posso rilassarmi davvero».
«Quando non mi sento desiderato, sento che non mi ama più / non le piaccio più».
«Mio marito vorrebbe che lo cercassi più spesso, ma io tra un impegno e l’altro manco ci penso».
«Tutte le volte che le chiedo “ti va?” mi dice che è troppo stanca».
«Abbiamo tutto, siamo complici, amici, genitori allineati, dividiamo i ruoli in casa, ma io non provo desiderio fisico».
«Come faccio se uno prova molto desiderio e l'altro no?».
Il focus della conversazione
Sara ha subito chiarito una distinzione importante: il desiderio non è uguale alla sessualità. La sessualità è ciò che si fa tra le lenzuola; il desiderio è qualcosa di più ampio: la vitalità, la connessione, il gioco, l'intimità nella coppia. E soprattutto, un calo del desiderio non equivale necessariamente a un problema di coppia o a mancanza d'amore.
I temi principali affrontati
1. «Non lo/la trovo più attraente». La vera domanda è: cosa lo/la rendeva attraente all'inizio? Spesso è una versione più vitale, giocosa, presente di lui/lei che è scomparsa nella routine. Da lì si può lavorare, chiedendosi anche: l'altro lo sa? (Per la prossima diretta avremo cappellini e magliette con questa domanda: Lui lo sa? / Lei lo sa? 😉)
2. Desiderio spontaneo vs. desiderio reattivo. Esiste un desiderio spontaneo (ti voglio, vengo da te) e uno reattivo (rispondo positivamente a stimoli piacevoli nel contesto). Questo significa che, per alcune persone, non pensare al sesso per settimane è normalissimo: il desiderio si attiva dopo che qualcosa di piacevole è già iniziato, non prima.
3. Mismatch di desiderio. Quando uno nella coppia vuole di più e l'altro meno, il rischio è di scivolare in un «io contro di te». Sara suggerisce un cambio di prospettiva: riconoscere che chi porta il desiderio sta portando un pezzo prezioso della coppia. Una frase che ci ha emozionate: «Che meraviglia che mi fai sentire desiderata, ci sei tu che porti questo pezzo nella coppia». Il compromesso non funziona se lascia entrambi insoddisfatti; meglio capire qual è il bisogno reale sotto al sesso (spesso connessione, riconoscimento, vicinanza) e nutrirlo in modi diversi.
4. Il fastidio al tocco. Quando si è detto sì troppe volte senza volerlo, il corpo impara a vivere il sesso come qualcosa da fare per l'altro. Risultato: qualsiasi tocco diventa una richiesta da cui difendersi. Il suggerimento: rallentare, togliere il sesso dall'equazione per un periodo e ricominciare a costruire una fisicità piacevole (coccole, abbracci, baci lunghi) senza che nessuno si aspetti nulla per far tornare il corpo a sentire che il tocco è sicuro e piacevole.
5. Come creare il contesto giusto (per il desiderio reattivo). Prima di erotico, serve rilassamento. Una serata sotto le coperte senza la tv, pelle a pelle, con una chiacchierata leggera, è già molto. Il desiderio reattivo ha bisogno di: decomprimere → connettersi → e solo allora si apre alla dimensione sensuale. Dobbiamo iniziare a fare più check-in con noi stessi durante la giornata: vivere sempre in pilota automatico impatta ogni sfera, anche quella della sessualità, complicità e connessione nella coppia.
6. Con bambini piccoli (soprattutto con due). La domanda è: «Come non ci perdiamo?». Tenersi la mano sul divano, un bacio lungo, dirsi «mi manchi» sono piccoli gesti che mantengono la connessione. Sara ha aggiunto un'osservazione importante (e scomoda): chi allatta o ha bambini piccoli o ad alto contatto spesso è già «piena» di affetto e tocco, e quindi non sente il bisogno di averne di più. Anzi, semmai desidera il contrario. Dirsi queste cose, invece di tenerle per sé, è ciò che evita che l'altro si senta rifiutato come persona: non stai rifiutando lui, stai rifiutando il sesso.
La diretta si è conclusa con una testimonianza di una persona che ha scritto di sentirsi molto meno sbagliata da quando ha accettato che va bene avere una sessualità altalenante (a volte farlo più volte a settimana e poi non sentirne il bisogno per mesi). Non esiste un normale universale: la sessualità funziona bene quando funziona per voi, non per gli altri (hai letto il capitolo del mio libro in cui dico «Buon per lei, non per me»?).
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grazie🤎
Ciao Carlotta e Sara, purtroppo stasera non riuscirò a essere presente in diretta per impegni di lavoro, ma ci tenevo a lasciare qui il mio commento. Anche io mi ritrovo in molte delle frasi che avete citato e mi sono sentita spesso sbagliata per non desiderare abbastanza l'intimità con il mio compagno. Sentimento che è rimasto vivo in me, finchè non ho sentito i primi podcast di Carlotta in cui parlava di questo argomento. Mi sono fatta mille domande sul perché fossi cosi e cosa potessi fare per migliorare questo aspetto. Infatti ho iniziato a lavorare su questo anche con il percorso di Sara "Tornare amanti". Il mio blocco è proprio capire come ritrovare e poi coltivare il mio desiderio (da una parte) e dall'altra come far capire che il mio desiderio funziona diversamente dal suo (sia dal punto di vista fisico che da quello "emotivo") e che la mancanza di desiderio non è equivalente alla mancanza di amore. Fraintendimento comune secondo me! Quindi il mio dubbio è: quando si ferma il lavoro che possiamo fare da sole e quanto invece inizia il lavoro "condiviso" nella coppia?
Grazie per offrire questi bellissimi momenti di condivisione, sono super preziosi!
ciao Sara, mi ritrovo già molto nelle domande fatte... il mio problema è che per non essere tartassata o per paura che lui poi si arrabbiasse in passato ho detto troppi si.. siamo prossimi alla separazione ma ci vogliamo dare una possibilità di ricominciare insieme... il nostro focus è proprio il sesso...io ho preso coraggio decidendo di dire basta e spiegandogli che dicevo si per poi rimanere tranquilla.. ma il suo desiderio è sempre altissimo quasi morboso... io invece appena mi sfiora mi blocco e faccio fatica addirittura a baciarlo.. non ho più spontaneità nell' atto sessuale. A differenza dei bimbi, che se mi vengono incontro, mi abbracciano o mi danno i bacini sono la mamma più felice del mondo...se lui ad esempio mi abbraccia da dietro solo per il desiderio di abbracciarmi già io parto che vuole sesso... o quando mi tocca nelle parti intime ( solo perchè siamo coppia!!!!!!!) io vado fuori di testa perchè non lo sopporto...vorrei cercare di essere più accogliente... ma non so proprio come fare!
Grazie per aver condiviso con noi questa vulnerabilità. Ti rispondiamo in diretta 💜
Giorgia, anche io uguale!
Tutto quello che descrivi, potrei averlo scritto io parlando di me. Spero di riuscire a connettermi in diretta.
Un abbraccio.
Cara Calotta non so se riuscirò ad essere presente alla diretta per la posticipazione di un corso... ma spero che possiate parlarne.. Vorrei aggiungere che so benissimo dentro di me di non essere sbagliata ( a volte il mio compagno mi ha definito bigotta per gli insegnamenti della chiesa.. sono cattolica e sono orgogliosa del mio credo) ma sento anche che ho proprio questo blocco profondo nell'essere toccata in parti che sono troppo preziose per essere alle mercè delle mani sue... poco mi importa che sia il mio compagno... io credo che qui si tratti di consenso e il semplice fatto che stiamo assieme da più di 20 anni non ne autorizza, passami il termine, il possesso... tengo a precisare che questa è la mia percezione... Quando si prova a parlarne gli animi si scaldano perchè poi lui mi dice sempre che lo descrivo come un mostro e a volte si arrabbia, a volte invece si rattrista... Io ho sempre visto lui come il papà dei miei bambini e come la mia persona... ma il linguaggio fisico ( quindi non solo sesso) è diventato un macigno enorme. Grazie per il meraviglioso lavoro che state facendo